Venerdì, 27 gennaio 2012 @07:11
"La vecchia borsetta di pelle di mia madre;
dentro, le lettere che ha portato con sé
per tutta la guerra.
Il profumo della borsetta di mia madre:
mentine, rossetto e cipria Coty.
E quelle lettere, ammorbidite
e sgualcite sugli angoli,
aperte, rilette, ripiegate
così spesso.
Lettere di mio padre. Profumo
di pelle e cipria
che da allora per me ha significato femminilità
e amore, e angoscia, e guerra."
(Ruth Fainlight)
E nella mia borsa, il mio cellulare: dentro, tanti pezzetti di te.
E nella vostra borsa, cosa c'è? Ruth Fainlight è una poetessa americana, nata nel 1931 a New York. I suoi versi sono tratti dall'antologia "Staying alive", Bloodaxe Books. Traduzione, imperfetta, mia; ma potete leggere l'originale, come ogni venerdì, nella parte gloibish del sito. Friday Poetry, Friday Lisa!
Giovedì, 26 gennaio 2012 @10:24
"Arrivato davanti al portone esitò. Troppe sono le cifre che siamo costretti a memorizzare: i telefonini, le password di internet, i bancomat… Niente di più normale che giunga un momento in cui tutto si mescola e cerchiamo di entrare a casa con il numero di telefono."
(David Foenkinos)
La vita è una password.
La frase di oggi è tratta da uno strano, breve romanzo di un autore francese: si intitola "La delicatezza" ed è una storia d’amore, edizioni e/o. Non ho ancora capito se mi è piaciuto o no (sospetto che c’entri molto la traduzione, forse un po’ imperfetta: in francese sarebbe stato più delicato, buffo, leggero). Ma mi piace l’idea che da questo film, e da questa storia, sia stato appena tratto un film con Audrey Tautou: ricordate, la protagonista di Amélie? E mi piace l’idea di un’imprevista storia d’amore, che capita quando meno ce l’aspettiamo… Come è sempre l’amore, come è spesso l’amore.
Mercoledì, 25 gennaio 2012 @08:27
"Era la sua baciatrice preferita.
Con lei si appartava un momento dal mondo, poi vi ritornava.
Era felice la baciatrice?
Oh sì, e anche il signore baciato lo era, e anche i baci di essere dati, tutti i conti erano tornati."
(Vivian Lamarque)
Un tuo bacio, un mondo solo per noi.
(I versi di oggi sono di una delle mie poetesse preferite, Vivian Lamarque, e sono tratti dalla sua raccolta negli Oscar Mondadori).
Allora. Troverete il Buongiorno di carta ancora fino a fine febbraio, pare: City uscirà ancora per un mese. E poi? Poi troveremo un modo per dirci sempre Buongiorno.
Martedì, 24 gennaio 2012 @08:46
"Svegliarti, all’alba: col peso delle dita assonnate,
prima che suoni la sveglia, prima del viaggio; prima
che le sale d’attesa della stazione, i binari
prendano possesso di noi, avvolgendoci con l’involucro di metallo,
con il freddo. La luce sta appena montando le sue installazioni,
estrae dal buio i vestiti ripiegati, i libri…"
(Marzanna Bogumila Kielar)
Svegliarsi, prima della luce.
Prima del Buongiorno di oggi, un pensiero sul Buongiorno di ieri, posso? Perché anch'io oggi mi sono svegliata, un po' preoccupata, prima della luce... E’ che, alla fine della giornata di ieri – conclusasi con una pessima notizia, perché City, il quotidiano free press su cui usciva ogni giorno il mio Buongiorno, chiude – un’amica mi ha rimandato la mia rubrica. La vita si può capire solo all’indietro, ma si vive in avanti. Quale miglior incoraggiamento? E mi ha strappato un sorriso, perché vedete, l’effetto Buongiorno funziona anche con me.
Non so cosa succederà ai miei Buongiorno disoccupati, ma vi prometto che io li cercherò e li scriverò ancora, per voi. Voi, però, promettetemi, se vi piacciono ovviamente, che li farete conoscere, come sempre e ancora di più: mandate il link ad amici, amiche e fidanzati, postateli su Facebook, twittateli… (Aiuto, scritto fa ancora più ridere, anzi fa ancora più twit). D’accordo?
E ora, il mio Buongiorno di oggi. Marzanna Bogumila Kielar è una poetessa polacca, e i versi sono tratti dall’antologia Almanacco dello Specchio 2010-2011, Mondadori.
Lunedì, 23 gennaio 2012 @08:51
"La vita si può capire solo all’indietro, ma si vive in avanti."
(Kierkegaard)
Lunedì. Guardo avanti. Fast forward.
(Frasi che mi vengono incontro. Questa, del filosofo danese dell’800, era in una mostra sul tempo alla Triennale di Milano, "O’ Clock").

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.