Lisa Corva

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Di che colore è la libertà.

Domenica, 4 aprile 2021 @08:54

"E al di là della notte

mi aspetterà 

spero

il sapore di un nuovo azzurro."

(Nazim Hikmet)
Di che colore è la libertà.

Non so dove Nazim Hikmet abbia scritto queste parole. Forse in carcere, o in esilio, visto che il poeta turco (ma nato a Salonicco nel 1901, nella Grecia ottomana), diventò comunista negli anni Venti e morì appunto in esilio, a Mosca, nel 1963. Un uomo che credeva. Nell'amore, nella democrazia, nella forza delle parole. 
Per scoprirlo, consiglio il suo "Poesie d’amore e di lotta", Mondadori. Amare, lottare, resistere. Sognare. Il mio augurio per questa primavera.
Insieme ai suoi versi forse più famosi:

"Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l’ho ancora detto". 


La speranza è un giardino.

Domenica, 28 marzo 2021 @14:07

"La primavera è tornata. La terra è come un bambino che conosce poesie a memoria"
(Rainer Maria Rilke)
La speranza è un giardino.

Ogni tanto leggo Rilke (soprattutto le Elegie Duinesi, che mi sono care perché cominciò a scriverle ospite nel castello di Duino, accanto a Trieste, nel 1912), ma lo trovo sempre molto difficile, rarefatto, bello e lontano insieme. Però questo frammento – tratto dai Sonetti a Orfeo - mi piace, mi torna sempre in mente, quando torna la primavera. Quando la terra è come un bambino che conosce poesie a memoria: i crochi, le margherite, gli alberi che pian piano, ogni giorno, si illuminano di petali. La speranza è davvero, forse, in un giardino. E quindi:

"Frühling ist wiedergekommen. Die Erde ist wie ein Kind, daß Gedichte weiß…"

Qui, ora.

Domenica, 21 marzo 2021 @21:28

"Avevi l’abitudine di andare ogni mattina a spiare l’arrivo della luce in giardino. Con in mano la prima tazza di caffè, coglievi la fortuna di esistere, di risvegliarti con la natura qui, in questo angolo del pianeta, di rianimarti e di toccare terra, prima di affrontare lo sforzo di vivere… Respiri avidamente il giorno nuovo, inedito, e capisci che questo, niente più di questo rappresenta ancora la felicità: bere l’aria scura". 

(Colette Nys-Mazure) 
Qui, ora.

Il primo caffé del mattino, che poi per me è una tazza di té. Le frasi di Colette Nys-Mazure (una scrittrice belga di lingua francese, nata nel 1939), tratte da un libro di suoi pensieri regalato da una cara amica, mi seguono da anni; le ho usate spesso per le mie rubriche di frammenti poetici. E mi sono tornate in mente adesso, quando "l’affrontare lo sforzo di vivere", in quest’anno di pandemia, sta diventando sempre più faticoso. Ma quella tazza è un momento solo per noi. "Bere l’aria scura", fermarsi nel buio o nelle prime luci del mattino, sorseggiare l’attesa. Toccare terra. Dirsi: siamo qui.

Quanto manca. Fino a te.

Domenica, 14 marzo 2021 @17:31

"Amore, quante strade per giungere a un bacio

che solitudine errante fino alla tua compagnia.

I treni continuano a rotolare soli con la pioggia.

A Taltal ancora non albeggia la primavera".
(Neruda)
Quanto manca. Fino a te.

Neruda, il poeta dei miei 15 anni. Rileggo le sue parole e mi sento ancora lì, ad aspettare che albeggi la primavera.
Mi sono sempre chiesta dove fosse Taltal, un nome che sembra un luogo di fiaba, e oggi l’ho googlato: una località al mare, in Cile (Pablo Neruda, 1904-1973, infatti era cileno), con lunghe spiagge di sabbia e vento. E una lunga storia di miniere di rame e nitrato di potassio. Dall'altra parte del mondo... Ma quella "solitudine errante", quei "treni che continuano a rotolare soli con la pioggia", erano anche i miei, sognando un primo amore, sognando un amore.
Anche se adesso, confesso, rileggendolo, più che altro mi chiedo quanto manchi alla fine della pandemia!

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Del resto anche l’amore è un imprevisto.

Domenica, 7 marzo 2021 @18:53

"Marzo: mese d’attesa.

Le cose che ignoriamo

E le persone del nostro presagio

Sono in cammino".
(Emily Dickinson)
Del resto anche l’amore è un imprevisto.

Emily Dickinson mi affascina, anche la sua storia, poetessa reclusa, l’abito bianco abbottonato fino al collo, ma trovo sempre molto criptiche le sue poesie. Che erano, del resto, volutamente criptiche. Questa – la numero 1404 – che ho scelto per il Buongiorno di questa settimana mi piace per l’attesa che c’è dentro il mese di marzo. I bucaneve, i crochi viola accanto a casa mia, i primi alberi in fiore. L’attesa della primavera, certo. Ma anche l’attesa forzata di questa pandemia.
E poi ho pensato: l’attesa è anche perché il futuro contiene cose che ignoriamo, le persone del nostro presagio… Ma anche innamorarsi è inimmaginabile, imprevedibile. Un meraviglioso imprevisto. Perché:


March is the Month of Expectation.

The things we do not know—

The Persons of prognostication

Are coming now—

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.