Lisa Corva

Occhiali da sole, ovvero il potere del "transformative magic".

Sabato, 19 maggio 2012 @12:56

Una delle migliori battute sugli occhiali da sole è di Jack Nicholson, che qualche anno fa disse: "Quando metto i miei occhiali da sole sono Jack Nicholson. Senza, sono un settantenne grasso e con le rughe". Mitico Jack (che adesso, peraltro, di anni ne ha appena compiuti 75). E com’è vero: gli occhiali da sole, quelli giusti almeno, sono un antiage istantaneo, una beauty therapy, vitamine per l’umore e l’autostima, e una maschera che ci protegge dal mondo nei giorni in cui detestiamo tutti. Perché evitare lo sguardo altrui, il famigerato/desiderato "eye contact", a volte, è fondamentale. Lo sapevano bene gli antichi cinesi, che avevano inventato, pare, degli occhiali con lenti di quarzo fumè già nel 1300: le indossavano i giudici per evitare che in tribunale si riuscisse a decifrare quel che pensavano. Per non parlare degli Inuit, che nell’antica Groenlandia avevano creato degli occhiali d’avorio, praticamente delle lastre con una sola fessura, per proteggersi dai riflessi accecanti del sole sul ghiaccio.
Già: gli occhiali da sole ci proteggono dal sole. Ma è un benefit tutto sommato relativo. Perché sono ormai entrati nel ristretto cerchio degli accessori non più solo accessori, ma quasi talismani: per noi donne sono le borse, certo, e le scarpe; per gli uomini, gli orologi. E per tutti… i sunglasses. In fondo, per rubare una bella definizione al sociologo della moda Tim Edwards, anche gli occhiali da sole hanno una carica speciale, un "transformative magic", un potere magico un po’ alla Harry Potter. Li indossiamo, così come un paio di tacchi vertiginosi, perché sono in grado di trasformarci in qualcosa di più di quello che siamo; pensiamo che possano colmare le nostre mancanze o semplicemente aiutarci a realizzare le nostre fantasie.
E allora sunglasses! Magari virati in rosa, come gli ultimi modelli modaioli; oppure con la montatura tartaruga, o bianca da diva, o ancora a farfalla, un po’ anni Cinquanta… Per gli uomini, Ray-ban classici; e quelli da aviatore, disegnati per la prima volta nel 1936 per i piloti militari americani.
A voi la scelta. Un unico consiglio: gli occhiali da sole perfetti vanno provati. Sono come gli uomini: magari ci innamoriamo di quelli più flashy, strong, esagerati. Ma poi, "indossati", non ci piacciono più. Meditate, ragazze, meditate. (E ovviamente, questo vale anche all’incontrario, per i maschi che mi leggono! Giusto?).

Questo è - in parte - un articolo che ho scritto per Grazia.

Lo sai che vivi nella mia casa dei sogni?

Venerdì, 18 maggio 2012 @07:40

"Lo sai
che vivi nella mia casa dei sogni?"
(James Laughlin)
Tu. Amore mio.

Il Buongiorno di oggi è tratto dalla raccolta di poesie dell’americano Laughlin: "Una lunga notte di sogni", Guanda.
E, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno anche in inglese. Friday Poetry. E iscrivetevi a Twitter, così avrete il mio Buongiorno in diretta, ogni mattina!

Due cose importanti da insegnare a un bambino: fare e fare senza.

Giovedì, 17 maggio 2012 @08:50

"Due cose importanti da insegnare a un bambino: fare e fare senza".
(Marcelene Cox)
E questo vale anche per noi: fare, e fare senza.

Essere una psicanalista significa sapere che tutte le storie finiscono per parlare d’amore.

Mercoledì, 16 maggio 2012 @07:47

"Essere una psicanalista significa sapere che tutte le storie finiscono per parlare d’amore."
(Julia Kristeva)
Tutte. Anche la nostra.

Il Buongiorno di oggi è di una psicanalista: nata in Bulgaria, Julia Kristeva si è trasferita negli anni ’60 a Parigi. Tra i suoi libri, alcuni dedicati a donne, scrittrici ma anche psicanaliste e filosofe: Colette, Melanie Klein, Hannah Arendt…. Forse, semplicemente, donne che pensano: come lei. Donzelli ha appena ripubblicato il suo saggio più famoso, che si intitola, appunto, "Storie d’amore".

Quella luce del giorno che mette tutto in corsivo.

Martedì, 15 maggio 2012 @08:01

"Ma vorrei ricordare la luce
che entra dalle grandi vetrate a quest’ora del giorno
e mette in corsivo ogni cosa che tocca:
i piatti, le teiere, le tovaglie immacolate,
così come i morbidi capelli bruni della cameriera
con la camicetta bianca e la corta gonna nera,
quella che ora sorride mentre porta una tazza di riso
e carne affettata con aglio al mio tavolo preferito, nell’angolo."
(Billy Collins)
La luce della sera che mette in corsivo la mia vita. Non una sottolineatura: un morbido corsivo.

La poesia di oggi si intitola "Old Man Eating Alone in a Chinese Restaurant", e il vecchio signore (felice) che mangia nel cinese all’angolo è Billy Collins stesso, il poeta americano che mi piace tanto. I versi sono tratti dalla sua raccolta "Balistica", Fazi. Cliccate sul suo nome per trovare gli altri Buongiorno che gli ho rubato.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.