Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Settembre dolce azzurro.

Martedì, 14 settembre 2021 @21:13

"Un giorno di settembre, il mese azzurro,

tranquillo sotto un giovane susino

io tenni l’amor mio pallido e quieto

tra le mie braccia come un dolce sogno"

(Bertolt Brecht)

Settembre dolce azzurro.

Settembre azzurro, la luce che cambia, le susine, i ricordi, il ricominciare. I versi di oggi sono tratti dall'antologia "Poesie d’amore del Novecento", Mondadori. Ma la poesia di Brecht, "Erinnerung an die Marie A.", è così struggente che vi consiglio di leggerla tutta: 

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Conosco una sola misura del tempo: con te o senza di te.

Sabato, 11 settembre 2021 @09:27

"Conosco una sola misura del tempo: con te o senza di te".

Ho sentito per la prima volta questa frase pronunciata da Benigni, alla Mostra del Cinema di Venezia: un discorso impetuoso come è lui, un omaggio e un ringraziamento alla moglie Nicoletta per tanta vita insieme. Solo dopo ho scoperto che la frase è ispirata – magari solo per assonanza, magari per caso – a una frase di una poesia di Borges.
Quindi, di chi è? Non importa. So solo che a me piace. Mi piace quando diciamo, in pubblico o in privato, alle persone a cui vogliamo bene, tutto il nostro bene, appunto. Mi piace che esista il romantico coniugale. Mi piace che un uomo non si imbarazzi di una dichiarazione d’amore.
L’ho rigirata in tutti i modi nella mia testa, questa frase che è diventata un Buongiorno, il mio primo di settembre, e alla fine ho aggiunto solo:
"Centimetri e anni con te". Centimetri di pelle, anni di vita.

È a partire da te che ho detto sì al mondo.

Venerdì, 13 agosto 2021 @14:37

"È a partire da te che ho detto sì al mondo"
(Paul Éluard)
Ti abbraccio, abbraccio il mondo.

Paul Éluard, poeta che leggevo a quindici, a vent’anni, insieme a Neruda, Jacques Prévert. Nato nel 1895, morto nel 1952. Ricordo anche come mi aveva incuriosito il suo amore per Gala, la fascinosa donna russa che diventò poi anche moglie di Dalì. E che bello incontrare adesso un suo verso, una sua frase – questa è tratta dal poema Le Phénix –e trasformarla in un Buongiorno che viaggia per il mondo.

C’est à partir de toi que j’ai dit oui au monde.

Viaggiare, per diventare altro.

Domenica, 4 luglio 2021 @08:04

"Il giorno seguente partii per Venezia insieme a Ida. In treno ci ripromettemmo di diventare adulte come a nessuna era mai successo"
(Elena Ferrante)

Viaggiare, per diventare altro.

Il Buongiorno di oggi è la frase finale di "La vita bugiarda degli adulti", di Elena Ferrante (edizioni e/o). L’avevo letto nel 2019, appena uscito, sull’onda dell’entusiasmo per "L’amica geniale" (quadrilogia che ho molto amato). Mi era rimasta impressa questa frase, la fine e l’inizio, quell’affacciarsi alla vita e partire in treno per scoprire il mondo. Forse perché l’ho fatto anch’io, a vent’anni, con il mitico InterRail. Forse perché credo ancora che il viaggio, che sia vicino o lontanissimo, sia questo: partire, diventare altro.
Quindi, cosa vorrei mettere nel bagaglio a mano di quest’estate? Una mia amica che sta partendo per le vacanze, Marta Verginella (a proposito: è una storica e il suo "Donne e confine", Il Manifesto Edizioni, un’alternanza di diario Covid e Storia e storie delle donne slovene in Italia, è davvero una lettura interessante), mi ha detto: vorrei leggere qualcosa di essenziale. Esatto, ho pensato. Dopo questi mesi infiniti di pandemia e lockdown, di chiusure e smarrimento, vorrei qualcosa di essenziale. Qualcosa che mi faccia pensare, radicare. Come un mettere le radici nella terra.
E quest’anno se mi è molto piaciuto "Scrittori e amanti", di Lily King (Fazi), arguto e romantico, su una giovane donna che cerca di scrivere un libro e di capire chi ama davvero; o tutta la trilogia della Famiglia Aubrey (Fazi anche questa!), della brillantissima Rebecca West, scrittrice inglese anni Trenta, che è stata una femminista ma anche un concentrato di femminilità, ora sto pensando a quale classico scegliere. L’essenziale, appunto, da leggere o rileggere.
In realtà anche un libro-leggerezza può essere drammaticamente essenziale: io ringrazio le pagine che mi hanno fatto sorridere in momenti cupi, da "La mia famiglia e altri animali" di Gerald Durrell (Adelphi) a "Zia Mame" (Adelphi), tutto il Wodehouse possibile e immaginabile, Diary of a provincial Lady di Lady Delafield (tradotto in italiano da Neri Pozza, insieme a un altro mio cult, "Un giorno di Gloria per Miss Pettigrew" di Winifred Watson), certi piccoli romanzi anni Trenta di Georgette Heyer o Stella Gibbons che trovate pubblicati da Astoria…
Ma, ovviamente, un classico è altro. Negli ultimi anni mi sono immersa in libri-oceano, ho letto/riletto Guerra e Pace, L’uomo senza qualità, Anna Karenina, La montagna incantata… Alcune delle pagine rilette sono finite nei miei podcast, "Gli abiti parlano", lanciati in primavera, che potete ascoltare sempre su Spotify e Spreaker. Da una pagina di romanzo, una micro pillola di storia della moda. Perché certo, gli abiti parlano: come le violette sull’abito da sera di Anna Karenina al ballo.
E ora, quale classico per la mia estate? Pensavo a "Il maestro e Margherita" di Bulgakov. Ha quel tanto di surreale che ben si adatta ai nostri tempi. Ma mi lascerò ispirare da un giro in libreria. Anche quello, in fondo, è un viaggio.



La felicità è un abito con dentro l’estate.

Mercoledì, 30 giugno 2021 @07:46

"Era vestita di bianco, e odorava di bianco come lino asciugato sui prati"
(Musil)
La felicità è un abito con dentro l’estate.

Ho sottolineato questa frase un’estate, leggendo "L’uomo senza qualità" di Robert Musil, enigmatico capolavoro mitteleuropeo, nella bella traduzione Einaudi. E l’estate per me è davvero un abito bianco. Ne ho tanti: anche vintage (ovvero: vecchi!), di cotone e di lino, camicie da notte diventate prendisole; li ho ricamati o semplici, alcuni rammendati ma che non riesco a buttare, perché più li indossi più sono morbidi e hanno storie dentro... E quanto ai prati, in questo momento, con quest’ondata di caldo, sono tra i prati verdi in montagna, prati che non avrei mai pensato di amare così tanto.

0 commenti

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.