Lisa Corva

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Non dimenticare che hai delle stelle dentro.

Venerdì, 31 luglio 2020 @13:45

"Il mare è piatto e brilla come se tutte le stelle della notte precedente ci fossero cadute dentro"
(Milena Busquets)
Luccicanza. Non dimenticare che hai delle stelle dentro.


Dentro, dentro. Mi spiace per la ripetizione, ma proprio questo mi interessa: ribadire che abbiamo delle stelle dentro, della luce dentro, qualunque cosa succeda, qualunque sia la forza o la persona che vuole spegnerci. L’ho pensato rileggendo questa frase. E rivedendo dopo anni il Leone – il mio segno zodiacale – dell’affresco dei Mesi a Palazzo Schifanoia a Ferrara, un leone con delle stelle impigliate nel manto.
E la frase? Esistono libri di cui ricordi solo un piccolo frammento. Libri che non ti rimangono dentro, non interessanti, non ambiziosi; che chiudi e regali, o metti in un bookcrossing. È successo con questo: ricordo solo che ne feci uno spillo su Gioia anni fa, e il mare del libro, quello di Cadaqués, in Spagna. Ma forse, questa frase mi è piaciuta perché è come se me l’avesse sussurrata il mare. Ogni volta che mi addormento in barca, nel silenzio.

Libri, invece: libri dell’estate 2020. Un’estate strana, post lockdown. Sto leggendo molto: anche perché, man mano, scrivo recensioni dei libri che mi piacciono, e intervisto gli autori, per il Piccolo di Trieste. Mi piace, chiedere i loro rituali di scrittura, il posto del cuore nel mondo… E dunque, che cosa vi consiglio?
GIALLI. Dieci e lode alle gialliste nordiche, le mie preferite. Dopo Asa Larsson (Marsilio), Anne Holt (Einaudi), ne ho scoperto una nuova: è la svedese Maria Adolfsson. E come resistere a una poliziotta umana, troppo umana, ultracinquantenne, che si sveglia la mattina ubriaca dopo essere andata a letto con l’unico uomo che avrebbe dovuto evitare, ovvero il suo capo? Ho incontrato Karen in "Inganno", l’ho seguita in "Avviso di burrasca". E adesso manca poco all’uscita del terzo, "Tra il diavolo e il mare" (SEM Edizioni).
LEGGEREZZA. Un nuovo libro di Georgette Heyer, in questo caso "Frederica" (Astoria) è sempre una garanzia. Non credo si offenderebbe, se la definissi una "fake" Jane Austen. In fondo è questo che la scrittrice inglese, leggera e ironica, ha cercato di essere dagli anni Trenta in avanti, in tutti i suoi libri. Che in Gran Bretagna tra l’altro sono conosciuti, e amati, come "romanzi Regency", perché Georgette, grande ammiratrice della Austen, ha ambientato quasi tutte le sue storie in quell’epoca: dal 1811 al 1820. Ma visto che era in ritardo di un secolo, ha molto studiato, e per nostra delizia ha farcito i suoi romanzi (ne pubblicava uno all’anno) di dettagli di vita e di moda, balli, corteggiamenti, cavalcate. Tanto che alzando gli occhi dalla pagina ci si stupisce di non avere un "phaeton" modaiolo alla porta, la carrozza sportiva aperta di quegli anni, o un ballo per cui prepararsi. A chi la consiglio? A chi cerca leggerezza. A chi ama P.G. Wodehouse, Nancy Mitford, e Gerald Durrell con "La mia famiglia e altri animali": pagine intelligenti ma light.
LE DONNE E LA STORIA, STORIE DI DONNE. È, secondo me, il romanzone dell’estate, anche perché sono ben mille pagine: "L’ottava vita", di Nino Haratischwili (Marsilio). Così lo riassume la casa editrice, in copertina: "Una ricetta segreta, sette donne, un secolo di storia". Vero. Ma questo è molto di più: la scrittrice (Nino è un nome da donna in Georgia) vi trascina senza tanti complimenti dentro le storie e la Storia di una famiglia, vi butta in mezzo a languori d’amore, ambizioni calpestate, i crimini dell’Armata Rossa e quelli del cuore. Crudeltà efferate (ci eravamo dimenticati dell’assedio di Leningrado, dei gulag, di Beria e Stalin?), ma anche sogni, tanti. Un angolo di mondo esotico e ingiustamente dimenticato, tra Tbilisi con le sue ville ricamate di legno, gli antichi bagni sulfurei, e i vigneti. Dove sono stata anni fa…
E poi, un piccolo libro affilato, che ha dentro gli stagni e i ghiacci della Lapponia, e una donna che incontra il male e ne rimane affascinata. Prima il male vero, storico, il nazismo e Hitler; e poi un uomo che la incastra in un amore tossico, violento, distruttivo: "La moglie del colonnello", di Rosa Liksom, Iperborea. Riuscirà a liberarsi?
Aggiungo i romanzi-ricordo di Teffi e Banine, che da Mosca e dal Caucaso hanno attraversato il Novecento e sono arrivate, negli anni Trenta, a Parigi (Neri Pozza). Da leggere per capire come sopravvivere a rivoluzioni, bancarotta, esilio, forse anche pandemie, senza mai perdere il sorriso: "I miei giorni nel Caucaso", di Banine, e "Da Mosca al Mar Nero", di Teffi.
UN CLASSICO. Manca questo! Perché sì, d’estate leggo o rileggo sempre un classico. Quest’anno non ho ancora deciso quale. Ve lo racconterò alla fine dell’estate.


La mia città è un arcipelago.

Lunedì, 27 luglio 2020 @08:25

"Dal balcone dell’ultimo piano ora guardi
la città notturna, l’infilata dei grattacieli che sembrano
una barriera corallina"
(Milo De Angelis)
La mia città è un arcipelago.

Il Buongiorno è ritagliato da una poesia così bella che voglio farvela leggere tutta:

"Dal balcone dell’ultimo piano ora guardi
la città notturna, l’infilata dei grattacieli che sembrano
una barriera corallina e intorno i vecchi palazzi
con i tetti impolverati, le chiese romaniche, le colonne,
un concilio segreto di secoli che si parlano sottovoce, sussurrano al tempo di fermarsi e diventano
la scorza staccata dal suo tronco, ciò che resta
dell’infinita moltitudine in cui sei immerso anche tu,
e guardi lì sotto il bar aperto, l’uomo con l’impermeabile
mentre racconta una storia sempre uguale
alla ragazza vestita di rosso che beve
dallo stesso bicchiere e sorride lievemente."
(Milo De Angelis)

Si può amare una città anche se non è più la tua? La stanza dove sono cresciuta a Milano era al decimo piano di un grattacielo, ed aveva una grande vetrata. Da lì vedevo la città che cresceva, intuivo tutto quello che avrei poi scoperto negli anni, "i vecchi palazzi con i tetti impolverati, le chiese romaniche, le colonne, un concilio segreto di secoli che si parlano sottovoce", e poi ancora i glicini nei cortili nascosti, le case di ringhiera, i tram arancione, le entrate della metropolitana. Forse è per questo – per questo sguardo sul mondo dall’alto – che ho sempre amato le città, le città di notte, i loro segreti. Per questo ho amato in modo viscerale e assoluto New York, sin dalla prima volta che ci ho messo piede. E si può tenere nel cuore una città anche se non è più la tua? Certo. Grazie a Milo De Angelis, nato a Milano nel 1951, per questa poesia: la potete leggere, insieme ad altre sue inedite (che usciranno a settembre per Mondadori, nella collana Lo Specchio), in una rivista-libro che vi consiglio di portare in vacanza. È "Poesia" appunto, Crocetti Editore, da questo numero bimestrale con un nuovo "abito" (progetto grafico Feltrinelli), con belle foto in bianco e nero e disegni; bella anche da tenere in mano, com’è giusto che sia con i libri che ci diventano necessari. Dentro, anche il mio amato Ghiannis Ritsos, e il suo sguardo azzurro dalla Grecia.

Il mio universo è un grande parco.

Venerdì, 17 luglio 2020 @08:34

"Il mio universo è un parco immenso"
(Jacques Henri Lartigue)
La vita verde: un bosco, una foresta, un piccolo balcone, un grande parco tranquillo. Ci cammino dentro e cambio come cambiano le stagioni.

Anche questo Buongiorno viene da Venezia. "Mon universe c’est un immense parc": una frase che ho letto – scritta in grande su una parete – dentro la mostra dedicata a Lartigue, il grande gioioso fotografo francese. Siamo entrati alla Casa dei Tre Oci (alla Giudecca, una bella casa Liberty che si chiama così per le tre grandi finestre simili ad occhi), il primo giorno di apertura: che bello, quando i musei riaprono! Ed è bellissimo anche il titolo della mostra: "L’invenzione della felicità". Di Lartigue (1894-1986) mi è piaciuta molto una foto buffa: la moglie Bibi in viaggio di nozze nel 1920, fotografata seduta… sul water, che ride. Scatti di felicità e intimità coniugale. E poi, la foto sensuale di una donna di cui Lartigue si innamorò negli anni Trenta: Renée Perle, suo amore di un’estate sulla Côte d’Azur. Vestita con un paio di larghi pantaloni bianchi e una canotta bianca. Una foto che sa di estate e che racconta tutto dell’estate, compresa la voglia che abbiamo di vestirci di bianco.
E intanto, porto con me il cuore verde della felicità all’ombra di un parco.

Venezia di notte racconta sempre delle storie. Anche la tua.

Lunedì, 13 luglio 2020 @09:14

"Amo la notte. A Venezia, tanto tempo fa, quando avevamo il nostro calendario e ce ne stavamo isolati dal resto del mondo, i giorni iniziavano al crepuscolo"
(Jeanette Winterson)
Venezia di notte racconta sempre delle storie. Anche la tua.

Dietro questo Buongiorno (o Buonanotte) c’è una storia veneziana. Perché negli ultimi giorni sono stata a Venezia, una Venezia magica: non vuota come durante il lockdown, ma restituita ai veneziani; non strangolata, non assalita, non più invasa. Camminarci di notte, attraversare Piazza San Marco nel buio luccicante e nel silenzio, guardare il tramonto e i gabbiani sulla Giudecca. O ancora godersi un caffè nei miei campi preferiti: da Rosa Salva in campo Santi Giovanni e Paolo, accanto a una delle più belle vere da pozzo con i putti che io abbia mai visto, o alla Gelateria Paolin in Campo Santo Stefano, con una vecchia edicola verde e puntuta davanti agli occhi… Ma sto divagando, come sempre faccio a Venezia, città-labirinto dove è bello perdersi. Torniamo alla poetessa: Anna Toscano, conosciuta prima digitalmente (avevo usato una sua frase per un Buongiorno di primavera), e poi "realmente", per un caffè al bar della Fenice. Ci siamo piaciute – almeno a me lei è molto piaciuta! – e le ho chiesto: mi regali una frase su Venezia che ti piaccia, per il mio Buongiorno? Così, invece delle favole al telefono di Rodari, sono arrivate le poesie al telefonino: mi ha fotografato le pagine su Venezia che ha più a cuore. E io ho scelto questa frase, che è tratta da un romanzo: "Passione" di Jeanette Winterson.
E Venezia, Venezia è sempre un incantesimo. Soprattutto di notte.


L'estate è una lucertola.

Sabato, 4 luglio 2020 @07:47

"Dici: estate.
E lucertole ansimano su pietre infuocate,
arde la radice del fiore nella terra.
Colmo di profumo cammina sulla Via Lattea
un carro di fieno di luglio".
(Amy Károlyi)
Estate, il respiro caldo del mondo.

Libertà, terra sotto il sole, campagna, fieno: il Buongiorno oggi è di Amy Károlyi, poetessa che nacque a Budapest nel 1909. Alle lucertole, aggiungo i primi girasoli.

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.