Lisa Corva

Il mio passato: una casa dove non voglio più abitare.

Giovedì, 23 febbraio 2012 @08:24

"Abbiamo tutti un pezzettino di passato che va in rovina o che viene venduto pezzo per pezzo. Solo che per la maggior parte delle persone non è un giardino; è il modo in cui pensavamo a qualcosa o qualcuno."
(Amor Towles)
Il mio passato: una casa dove non voglio più abitare.

(La frase di oggi è tratta dal romanzo "La buona società" di Amor Towles, Neri Pozza. Gli anni Trenta a Manhattan, e una ragazza che cerca il futuro: vita, calze di seta, buoni libri e amore).

Qualcosa di meraviglioso.

Mercoledì, 22 febbraio 2012 @07:30

"Quando, all'etá di venticinque anni, Anna Estcourt cominciò a chiedersi se il piacere ricavabile dalla vita ne compensasse il tedio, accadde una cosa meravigliosa".
(Elizabeth von Arnim)
Forse, oggi? Perché le cose meravigliose accadono all'improvviso, non sono mai segnate sul calendario.

(Questo è l'incipit del nuovo romanzo di una delle mie scrittrici preferite, Elizabeth von Arnim. Si intitola "Il circolo delle ingrate", Bollati Boringhieri, ed è appena uscito in libreria. Per sapere qualcosa in più su di lei, cliccate sul suo nome).

Infilami in una tasca, avvolgimi nella tua sciarpa. Rimani con me.

Martedì, 21 febbraio 2012 @08:18

"Mi sono liberata di uno dei miei eventuali futuri:
in questa decisione c'è almeno una qualche leggerezza.
Cammino svelta, ma non smetto di aver freddo.
Mi faresti scaldare accanto a te?
Non lasciarmi affamata. Rimani con me!
Parlami con quella tenerezza nella voce indifferente
infilami in una tasca, avvolgimi in una morbida sciarpa,
nelle maniche di una giacca. Dividi con me uno spicchio
d'arancia..."
(Izabela Filipiak)
Avvolgimi nella tua sciarpa. Scaldami vicino a te.

Le tue parole, il tuo profilo, il tuo sorriso. Porto tutto con me.

Lunedì, 20 febbraio 2012 @08:32

"Tuttavia provava il bisogno di udire parole, parole, come ai primi tempi, portarsele di là, in cucina, a farle compagnia durante la giornata"
(Alba de Céspedes)
Le tue parole, le porto in tasca, un amuleto per quando mi sento sola. Le tue parole. E il tuo profilo, quando guidi. Il tuo sorriso, quando mi vedi arrivare. Porto tutto con me.

Quanto lontano o quanto vicino sei? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio.

Venerdì, 17 febbraio 2012 @07:30

"Quanto lontana o quanto vicina sei, Ingeborg? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio"
(Paul Celan)
Ma io chiudo gli occhi, amore mio, anche se il tuo bacio è solo un sms.

In questa frase è il 1949. Lui era un poeta. Lei, anche. Lui era nato a Czernowitz, allora Romania, ora Ucraina (come lo scrittore Gregor von Rezzori, ricordate?, l’ultimo dei mitteleuropei). Lei era austriaca. Si scrivevano in tedesco, si sono scritti per quasi vent’anni, anche quando lui si sposò, anche quando lei aveva un compagno. Lettere di carta. Parole di poeti, parole di un amore impossibile, che come tutti gli amori impossibili pretende le parole più belle. E "Troviamo le parole" è il titolo del loro carteggio edito da Nottetempo, da cui è tratta questa frase. Paul Celan si uccise nel 1970 gettandosi nella Senna, a Parigi. Ingeborg Bachmann morì tre anni dopo a Roma, nel sonno forse di alcol e sonniferi; l’ultima sigaretta aveva bruciato il letto. Ma in questa frase era ancora il 1949, baci di carta, baci che scottano come quelli veri.

Come ogni venerdì, mi trovate anche nella parte globish del sito. Oggi, trovate le parole "originali" di Celan: a dimostrazione che, ogni tanto, il tedesco è una lingua in cui si può parlare d'amore. E come ogni venerdì vi ricordo: se mi seguite su Twitter, riceverete ogni giorno il mio Buongiorno sul vostro telefonino. Daily Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.