Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Questo abbraccio rotondo.

Giovedì, 14 maggio 2009 @12:29

"Questo gesto dove si era nascosto,
questo abbraccio rotondo?
Scuro e morbido, come la notte d'estate,
in cui le stelle pulsano tutte...
Chi mi ha lasciato in eredità questo ponte sensibile,
che dalla solitudine mi conduce a te?
Un suo pilastro è il mio palmo,
l'altro pilastro è la tua mano".
(Amy Károlyi)

L’abbraccio è il ponte che va da me a te. Così, per favore, abbracciami. Forte. Ancora.

I versi di oggi sono della poetessa ungherese Amy Károlyi, di cui ho già messo on line, il 25 aprile – basta andare indietro sul blog per trovarli – un'altra poesia sensuale e struggente. Anche questi, tradotti da Nóra Pálmai, sono un "regalo" letterario dell’amica e traduttrice Andrea Rényi. Potete incontrarla qui:

http://andrearenyi.blogspot.com/
http://www.editdomjan.splinder.com/

Un’età decisiva.

Mercoledì, 13 maggio 2009 @12:28

Il Buongiorno di lunedì 11 maggio è:

"Se l’era trovata davanti come se fosse scivolata dalla pagina triste di un racconto…"
(Nina Berberova)

A volte ci sentiamo proprio così. E desideriamo solo che qualcuno ci raccolga, ci lucidi, ci accarezzi, e ci rimetta dentro un romanzo. Ma nel posto giusto: dentro le pagine dove si ride, dove si sogna, dove si parla d’amore, dove si corre veloci verso il lieto fine.

La frase della scrittrice russa Nina Berberova è tratta dal libro di racconti "Dove non si parla d’amore", Adelphi.

Mentre invece il Buongiorno del 12 maggio è:

"A quarant’anni Giulia aveva raggiunto una età "decisiva". Evitava di chiarire la definizione, ma gli altri non avevano difficoltà a crederle. Non facciamo che passare da un’età decisiva a un’altra, finché un attimo decide, questa volta definitivamente, di tutto. Ma, nel frattempo, abbiamo continuato a prendere decisioni. La sua era stata di dedicarsi alla poesia".

(Giuseppe Pontiggia)

E in fondo, perché no? La poesia di sicuro si dedicherà a noi.

La frase di Pontiggia è tratta dal libro "La grande sera".

0 commenti

La poesia e' una pietra di fiume.

Venerdì, 8 maggio 2009 @12:25

"La poesia è mancanza.
E’ il respiro concavo
dove depongo
una susina,
una piuma
una pietra di fiume".
(Daniela Raimondi)

Ma la poesia è anche pienezza, è lo sguardo che si ferma su ogni piccola cosa: una susina, appunto, una piuma, una pietra di fiume. O un ramo di ciliegio in fiore. Un tramonto inaspettato tra gli autobus e i grattacieli. E tutto ci parla, ci dice: vivi, ora. Sii felice, ora.

(I versi di oggi, venerdi’ 8 maggio, sono tratti da "Il segreto delle fragole", Poetico Diario 2009 della casa editrice LietoColle. Per saperne di piu': http://www.lietocolle.info/ )

Ho disegnato una porta.

Giovedì, 7 maggio 2009 @12:24

"Ho disegnato una porta
e mi sono seduta dietro di lei
pronta ad aprirla
non appena arrivi".
(Dunya Mikhail)

So che devo aspettare. Non posso fare nient’altro, adesso. So che verrai, so che tornerai; so che entrerai da quella porta, quella porta che ho disegnato nella mia vita; alzerai lo sguardo e io ci sarò, e tu ci sarai. Devo solo imparare, imparare ad aspettare.

(Le parole di oggi sono della poetessa Dunya Mikhail, che e’ nata a Baghdad ma vive negli Stati Uniti, e sono tratte dall’antologia "Non ho peccato abbastanza", Mondadori).

Il tumulto del cuore.

Mercoledì, 6 maggio 2009 @12:20

"Il tumulto del cuore
insiste a far domande.
Poi smette e si accinge a rispondere
nello stesso tono di voce.
Nessuno noterà la differenza…
E poi non c’è più scelta
e poi non c’è più senso
finché un nome
e tutto quel che implica coincidono".
(Elizabeth Bishop)

Che frastuono, a volte, nel nostro cuore. Quante domande, nessuna risposta. Ma il tumulto del cuore una cosa ci suggerisce: qualunque sia la domanda, dì di sì. Dì di sì.

I versi di oggi, 6 maggio, sono della poetessa americana Elizabeth Bishop, e sono tratti da "Miracolo a colazione", Adelphi. Non vi ho mai raccontato che l'ho scoperta guardando un film hollywoodiano! Ovvero "In her shoes", un film di qualche anno fa, uscito in Italia con il titolo "Se fossi lei". La storia di due sorelle, molto in lite e molto diverse, Cameron Diaz e Toni Collette, e di un armadio pieno di scarpe. A un certo punto Cameron Diaz incontra, in un ospedale, un uomo anziano che le chiede di leggere dal suo libro di poesie preferito... Il nome della poetessa mi è rimasto vagamente in mente, finché l'ho incontrata. E scoperta. Metto on line anche i versi originali, in inglese, perché hanno un ritmo meraviglioso, davvero lost in translation...

The tumult in the heart
keeps asking questions.
And then it stops and undertakes to answer
in the same tone of voice.
No one could tell the difference.

Uninnocent, these conversations start,
and then engage the senses,
only half-meaning to.
And then there is no choice,
and then there is no sense;

until a name
and all its connotation are the same.

0 commenti

Le valvole del mio cuore.

Martedì, 5 maggio 2009 @12:18

"Se apro il mio libro di poesia
o le valvole del mio cuore
quale poesia può contenere la tua manina che saluta
sulla soglia della scuola?"
(Fawziyya Abu Khalid)

Quale poesia può contenere il sorriso, il passo, il profumo di pulito dei bambini che amiamo? Figli nostri, figli del mondo. I bambini che siamo stati. I bambini che verranno. Bambini.

(I versi di oggi, 5 maggio, sono tratti dall'antologia di poetesse arabe contemporanee intitolata "Non ho peccato abbastanza", Mondadori. Fawziyya Abu Khalid, l'autrice, è nata a Riyadh, in Arabia Saudita)

Piccole cronache di Emma e Stella.

Già, perché mi sono sentita molto Emma (sì, lei, la protagonista del mio primo libro, "Confessioni di un'aspirante madre") quando ho letto di Sarah Jessica Parker che, a 44 anni, con un bimbo di 6 e un marito (e probabilmente una crisi matrimoniale faticosamente superata, se dobbiamo dar retta ai giornalisti glam cheap) aspetta due gemelle per quest'estate... Ma non è incinta: la gravidanza viene portata avanti da una "surrogate mother", o, per usare il termine italiano, molto più brutale, da un "utero in affitto". Emma è perplessa, molto perplessa. E anch'io.

E Stella? Stella si è ritrovata, alla fine di aprile, nel vortice del Salone del Mobile a Milano, proprio come nelle pagine di "Glam Cheap" (per chi non l'ha letto, è il mio secondo romanzo!). La città invasa da designer, architetti o aspiranti tali. Pochi mobili, a dir la verità, e molte installazioni: sembrava la Biennale di Venezia... E quello che mi è piaciuto di più (a me e a Stella) è stato il caffè-ristorante Richard Ginori, negli spazi dell'ex Ansaldo, in via Tortona. Ovvero, in un'ex fabbrica, un caffè design con tutti i cocci e le porcellane della storica fabbrica, che sono diventati arredo e pareti colorate.

0 commenti

L'Autrice s/connessa.

Lunedì, 4 maggio 2009 @10:40

L’autrice e’ tornata. Ancora s/connessa, a dir la verita’, perche’ gli aggiustatori di computer nel mio altrove straniero hanno sentenziato che il mio MacBook e’ irrecuperabile. Mi sono concessa un doppio caffe’ per riprendermi, e adesso sto litigando con questo computer consonantico, che ha una tastiera strana, visto che siamo nel paese delle consonanti… Cerco comunque di mettervi on line i Buongiorno della scorsa settimana. Se il computer consonantico acconsente.

APRILE 27

"E’ che dietro le cose ci sei tu, Primavera, che incominci a scrivere nell’umidità, con dita di bambina giocherellona, il delirante alfabeto del tempo che ritorna".
(Neruda)

Forse perché, insieme ai fiori che ritornano e sbocciano, prepotenti, coraggiosi, come ogni primavera, ritornano anche i ricordi. Il passato si intreccia al presente e mette foglie verdi, e vere.

APRILE 28

"Tutto quel che ora esiste
non è mio.
L’uomo che si sta facendo la doccia
non è mio.
L’uomo che è stanco di correre nei miei labirinti
non è mio.
L’uomo educato che si lima le unghie
prima di grattare la mia monotonia
non è mio.
L’uomo che nutre tutto quel che mi circonda
e dimentica la mia fame
non è mio?.
(Hamda Khamis)

Ma io questo voglio: un amore, tutto per me. Da non dividere con nessuno. Mio.

(La poetessa Hamda Khamis vive in Bahrain. I versi sono tratti dalla bellissima antologia di poetesse arabe contemporanee, che ho spesso saccheggiato, intitolata "Non ho peccato abbastanza", Mondadori)

APRILE 29

"Per vivere non voglio
isole, palazzi, torri.
Che altissima allegria:
vivere nei pronomi!
Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura,
irriducibile: tu.
Quando ti chiamerò, so bene,
tra tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu?.
(Pedro Salinas)

Ci sarai solo tu, inutile il nome e il cognome: tu, che esisti, semplicemente, per me.

(Il poeta spagnolo Pedro Salinas e’ una nuova, meravigliosa scoperta. E devo dire grazie all’ambasciatore italiano qui nel mio altrove straniero, che una sera mi ha parlato di quella che lui chiama la "poesia dei pronomi", e poi mi ha prestato il libro: "La voce a te dovuta", Einaudi. Questa e’ la XIV poesia della raccolta, uscita nel 1933. Poesia dei pronomi, appunto: perche', per chi mi ama, non ho piu' nome e cognome, sono leggera e unica, sono semplicemente io. Rispondo semplicemente al "tu". Grazie all'amico ambasciatore, di tutto. E a tutti quelli che mi indicano nuove strade di poesia)

APRILE 30

"E davanti a loro la vita risplendeva come in una notte buia una riva piena di luci".

(Nina Berberova)

Così mi sembra la vita, quando sono insieme a te: così mi piace la vita, quando sono insieme a te. E’ semplice: guardo la linea dell’orizzonte, guardo le luci che brillano, mi sento parte di tutto, delle luci, della notte, del mare. Di te.


(La frase della scrittrice russa Nina Berberova e’ tratta dai racconti "Dove non si parla d’amore", Adelphi)

MAGGIO 4

"Non uso la disperazione, non è cosa mia
me l’hanno solo affidata in custodia".

(Wislawa Szymborska)

No, non è cosa mia. La disperazione è entrata dalla porta senza bussare, si è incollata alla mia ombra, dorme sul mio cuscino. Apro gli occhi al mattino e la ritrovo lì, con la sua polvere di incubi e di paure. Ma non mi appartiene. So che un giorno, come è arrivata, sparirà. Lo so. E, semplicemente, aspetto.

(I versi di oggi, della poetessa polacca Wislawa Szymborska - che, come sapete, e’ una delle mie poetesse preferite – sono tratti dall'antologia pubblicata da Adelphi)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.