Lisa Corva

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Ci guardiamo e lui sorride, un sorriso che arriva dritto dal 1979, proprio come accade nei miei sogni.

Giovedì, 29 settembre 2011 @07:53

"Ci guardiamo e lui sorride pacato, un sorriso che arriva dritto dal 1979, proprio come accade nei miei sogni".
(Maddie Dawson)
Rivederti, chi l’avrebbe mai detto.

(Sostituite a quel 1979 la data in cui avete visto per l'ultima volta il vostro primo, travolgente amore: non è bellissima? La frase è tratta da "Facciamo finta che non sia successo niente", Giunti, un romanzo easy, di un'americana, che mi è piaciuto: la storia di una quarantacinquenne che reincontra per caso il grande amore della sua vita e... Quasi un film. E come un film inizia con una scena alla Meg Ryan: lei che scoppia a piangere davanti al banco surgelati del supermercato. Geniale).

Fiori-terapia.

Mercoledì, 28 settembre 2011 @07:22

"Quando sono triste o inquieta, compro dei fiori. Naturalmente mi piacciono anche quando sono felice, ma nelle giornate in cui va tutto storto i fiori segnano l'inizio di un nuovo ordine, un ordine che resta perfetto qualunque cosa accada. Metto qualche campanula in un vaso, pianto fiori sul mio vecchio balcone di pietra... Quando affondo le mani nella terra umida e la sento tra le dita, tutto diventa più semplice".
(Nicolas Barreau)
Ed e' come se piantassi radici anch'io.

(La frase che ho scelto oggi per City è tratta da un romanzo iper-romantico e iperzuccheroso, come un "macaron" al cioccolato o al lampone: "Gli ingredienti segreti dell'amore", di Nicolas Barreau, Feltrinelli. Ambientato, ovviamente, a Parigi).

Nei primi giorni dell’autunno dei miei quattordici anni, come se presagissi qualcosa, il mondo mi sembrava risplendere di un colore ben preciso.

Martedì, 27 settembre 2011 @08:44

"Nei primi giorni dell’autunno dei miei quattordici anni, come se presagissi qualcosa, il mondo mi sembrava risplendere di un colore ben preciso. Sarà stato il marrone brillante delle castagne… Le foglie morte color dell’oro danzavano al soffio del vento nella luce anch’essa dorata, e l’aria era satura dell’odore che sprigionavano, un odore puro, come di qualcosa che è bruciato. Tutto sembrava tempestato di grani d’oro, molto più del normale."
(Banana Yoshimoto)
Autunno.

(Questa frase è tratta da un libro che ho appena finito di leggere: "High & Dry. Primo amore", Feltrinelli. Non sono una fan di Banana Yoshimoto, ma questo piccolo romanzo, che parla del primo amore di una ragazza di quattordici anni, è come un soffione, o tarassaco, quelli che troviamo nei prati a primavera: morbido, leggero, viene voglia di soffiarci sopra, soffiare via e sparpagliare tutte le piccole frasi luminose che contiene. Un libro che mi ha lasciato con la voglia di guardare il mondo con lo stesso stupore).

Sazio son io della mia sete d’isole.

Lunedì, 26 settembre 2011 @09:23

"Sazio son io della mia sete d’isole
del morto verde, dei muti greggi;
divenire voglio una riva, un piccolo golfo,
un porto di belle navi.
Da uomini vivi con caldi piedi
percorsa vuol sentirsi la mia spiaggia…"
(Gottfried Benn)
Basta viaggi, mare aperto, vele spiegate; sogno la sicurezza di un porto.

(I versi che ho scelto oggi per City sono tratti dalla raccolta "Morgue" di Gottfried Benn, Einaudi).

Perché, secondo me, quel che unisce Artemisia e Sarah Jessica Parker è il pitonato di Prada.

Domenica, 25 settembre 2011 @11:09

Ve la butto lì. Il clou della moda a Milano, quest’anno, è stata l’apertura della mostra di Artemisia a Palazzo Reale. Forse perché, tra un appuntamento fashion e l’altro, è stato un sollievo ritrovarsi davanti alle tele sontuose e violente di Artemisia, la grande, battagliera, appassionata, ora ritrovata pittrice del Seicento. Broccati e velluti, capelli scarmigliati e sparsi delle Maddalene o acconciature preziose come le Susanne, e accessori un po’ osé come le teste mozzate di Oloferne in mano alle sue Giuditte (sì, sono forse i suoi quadri più famosi: che riecheggiano, per alcuni, il famoso processo per stupro di cui fu ahimé protagonista; sicuramente, in quelle teste di uomini tagliate, c’è una rabbia e un desiderio di rivalsa contro il mondo e le regole degli uomini; una rabbia potente che diventa arte).
E il pitonato cosa c’entra? C’entra, c’entra, perché è il pitonato il nuovo animalier. Già, non più maculato o ghepardato: con grande mio sollievo, e sollievo soprattutto di Stella, la protagonista del mio Glam Cheap, che soffre, come sapete, di Allergia Animalier. Arrivano invece quest’autunno borse, scarpe, persino abitini e impermeabili in tutte le varianti serpentesche e rettilesche, anche fake (i primi esemplari li ho visti all’evento glam cheap della settimana, ovvero il party Vuitton alla Triennale). E scommetto che Artemisia, uscita da Palazzo Reale, sarebbe entrata da Prada, per comprarsi un paio di quegli incredibili stivali pitonati esposti in vetrina.
Per camminare ardita per le strade di Roma o di Londra, nonostante la testa splatter di Oloferne in mano, avrebbe preso lezioni di tacchi da Sarah Jessica Parker, che vediamo in azione nel nuovo "Ma come fa a far tutto?". Il film ahimé è poco romantico e poco emozionante (a differenza del libro, un cult per tutte le mamme lavoratrici); tranne che per due particolari geniali: la capacità di SJP di camminare nella neve con i tacchi altissimi (se solo avesse avuto sottomano quei capolavori pitonati!), e un commento dell’amica del cuore, al sospetto carteggio via mail con il suo capo: "se ti firmi XO, è come se gli dicessi penetrami". (Il giorno dopo mi è arrivato un messaggio firmato XO e sono sobbalzata sulla sedia).
A proposito di Sarah Jessica Parker. Mentre bevevo un caffè a Palazzo Reale, prima del vernissage della mostra, ho assistito a questa scenetta encomiabile: bella donna bionda, taccatissima, tatuata chic, che parlava appunto del film (l’opening night era stata la sera prima) a una piccola corte di astanti glam cheap, dichiarando "è un modello per tutte noi mamme lavoratrici"… L’ho guardata perplessa: non sembrava proprio un esempio di trafelata mamma lavoratrice; più che altro, per usare una parola vintage, una soubrette. E infatti era Michelle Hunziker, incongrua testimonial della mostra di Artemisia, poi fotografatissima in conferenza stampa.
Che dire? Non so se Artemisia sarebbe stata d’accordo. Credo neppure la regina del red carpet, ovvero SJP. Forse Artemisia le avrebbe tirato qualcosa di pitonato addosso. Comunque, se siete a Milano, non perdetevi la mostra: Artemisia vi aspetta, fino alla fine di gennaio.

http://www.mostrartemisia.it/

La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa.

Venerdì, 23 settembre 2011 @10:16

"La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci solo del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino dell’altro paese."

(Susan Sontag)

Passaporti.

(Susan Sontag, americana, femminista, saggista. Famosa per - elenco a caso - il ciuffo bianco tra i capelli neri, l'impegno contro la guerra in Bosnia, l'amore per la fotografa americana Annie Leibovitz - prima di conoscerla era stata sposata e aveva avuto un figlio-, il suo saggio sulla fotografia, e sulla malattia come metafora. Morì di cancro).

Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno anche nella parte globish del sito: Friday Poetry! E potete ricevere ogni giorno, con Twitter, il mio Buongiorno sul vostro cellulare.

Tu l’imposta accostata, io il vento che la apre.

Giovedì, 22 settembre 2011 @08:35

"Sempre tu la piccola stella e sempre io l’oscuro natante
Sempre tu il porto e io il faro di destra
Il molo bagnato e il bagliore sopra i remi
In alto nella casa con i rampicanti
Le rose intrecciate, l’acqua che si fa fredda
Sempre tu la statua di pietra e sempre io l’ombra che cresce
Tu l’imposta accostata, io il vento che la apre".
(Odisseas Elitis)

Tu porto, casa, amore.

(I versi che ho scelto oggi per City, del poeta greco Odisseas Elitis, che nacque a Creta nel 1911, sono tratti dalla raccolta "E’ presto ancora", appena pubblicata da Donzelli Editore.)

E quando tu mi tocchi, mi spargo come sabbia.

Mercoledì, 21 settembre 2011 @08:18

"E quando lui la tocca, lei si sparge come sabbia".
(Samar Yazbek)
Come faccio a non perdermi, se quando mi tocchi, mi sfiori, mi abbracci, mi spargo come sabbia?

La frase è d’amore, di sperdimento e passione; ma il romanzo da cui l’ho sfilata parla di amore e morte. E’ "Specchio del mio segreto" (Castelvecchi), della scrittrice siriana Samar Yazbek. Un romanzo che è quasi un presagio, perché si apre con una folla in piazza, una donna che esce dal carcere… Un romanzo che parla di torture nei sotterranei delle prigioni, dove "il sangue si mischia al ferro e alla carne umana". Un romanzo che sembra quasi parli della Siria oggi, e per questo è un presagio: una Siria dove i giornalisti non possono entrare, dove da mesi donne e uomini scendono in piazza e vengono arrestati, torturati, uccisi, senza che il mondo sappia niente. Samar Yazbek, che ha quarant'anni ed è una scrittrice, tutto questo l’ha visto e l’ha raccontato. A noi il dovere di ricordarlo.

Come sempre, in questo periodo dell’anno mi sento addosso lo sguardo del tempo.

Martedì, 20 settembre 2011 @10:58

"Le giornate estive si accorciano… E come sempre, in questo periodo dell’anno mi sento addosso lo sguardo del tempo."

(Róbert Hász)

Uno sguardo che ha dentro una domanda sottile e acuminata: e adesso?

(La frase di oggi è dello scrittore ungherese Róbert Hász, ed è tratta da un racconto tradotto da Andrea Rényi, "Passeggiata settembrina". Lo trovate qui: http://editdomjan.splinder.com/ )

La stupidità degli amanti.

Lunedì, 19 settembre 2011 @08:04

"Jeannot, la stupidità degli amanti è immensa, vegetale, animale, astrale. Che fare? Come farti capire che non esisto più al di fuori di te?"
(Jean Cocteau)

Vediamo un po’. Ti basta un sms?

(Da una lettera di Jean Cocteau a Jean Marais. La citazione è tratta da "Parole d’amore – raccolta di lettere d’amore", Archinto. Jean Cocteau, ovvero un dandy degli Anni Venti a Parigi, amico di Picasso, Matisse, Man Ray; poeta, attore, scrittore, regista... ).

Mi piaceva il languore che era calato sulla città...

Venerdì, 16 settembre 2011 @07:11

"Ma mi piaceva il languore che era calato sulla città, come il braccio stanco e incerto che un amante ti posa sulle spalle."
(André Aciman)
Quest’amore stanco ma felice, come la fine di una lunga giornata d’estate.

(La frase di oggi è tratta da "Chiamami con il tuo nome", Guanda. E’ quello che mi piace dei libri di Aciman: sono libri sul desiderio. Ciò che ci tiene in vita).

Come ogni venerdì, trovate il Buongiorno anche nella parte globish del sito: Friday Poetry! Vi ricordo le altre Lisa-news: potete ricevere ogni giorno, con Twitter, il Buongiorno sul vostro cellulare; downloadare ovviamente il Buongiorno su Facebook; e cliccando sul nome dell’autore trovate gli altri suoi Buongiorno qui in archivio.

Vorrei un uomo come mogano scuro.

Giovedì, 15 settembre 2011 @09:48

"Desiderò improvvisamente tranquillità e sicurezza, desiderò affondare nell’abbraccio di un uomo imponente con la voce come mogano scuro."
(Elsebeth Egholm)
Un uomo che sappia di legno. Di sicurezza. Di casa.

Sapete cosa mi ha colpito di questa frase? L’idea di paragonare un uomo a certi legni, legno robusto e dolce da accarezzare se è un tavolo massiccio, fatto di mogano, di ciliegio, di teak… La frase è tratta da un thriller che mi è molto piaciuto, di una nuova autrice danese: "Il danno", Einaudi. L'ho intervistata, e non abbiamo parlato solo di gialli. Le ho anche chiesto di aprire il suo armadio, di dirmi qual è il maglione, la borsa che non butterà mai via, che per lei è speciale. Ecco la sua risposta:
"Un paio di vecchi stivali inglesi, Russell & Bromley. Li ho comprati a Bath, sei anni fa. Mio marito era morto da poco. Mi hanno salvato degli amici inglesi: perché mi hanno fatto capire che potevo, e dovevo, andare avanti. Gli stivali che ho comprato in quei giorni sono ancora solidi, quasi indistruttibili, così come vorrei essere anch’io. Non importa quanto la vita e il tempo ti maltratti, continui a camminare. E allora, tanto vale godersi la passeggiata".

Lo spazio di nessuno dove avviene l’incontro.

Mercoledì, 14 settembre 2011 @07:52

"Fu una rara edizione del nulla,
un nulla fiorito d’estate, brusìo
di terra rossa e presagi, un nulla
vicino al suo rovescio di fanciulla
tra erba e colletto, tra ventaglio
e firmamento,
gioia e fine avvinghiate
in una sola melodia, lo spazio
di nessuno dove avviene l’incontro."
(Milo De Angelis)
Lì, dove ci siamo incontrati.

I versi che ho scelto oggi per City sono tratti dalla raccolta "Quell’andarsene nel buio dei cortili", Mondadori.

Quei calici azzurri. E il momento giusto.

Martedì, 13 settembre 2011 @09:17

"Quei calici… La nonna li aveva regalati a mia madre, sono solo due – probabilmente ce n’erano di più e si saranno rotti – di un cristallo finissimo, azzurrino. La mamma li adorava e non li usava mai. Quando me li ha affidati, sul letto di morte, mi ha detto di averne cura. E io l’ho fatto. E a forza di averne cura, non li ho mai usati. Non ha senso aspettare il momento giusto, perché non arriva mai".
(Marcela Serrano)
Perché il momento giusto, è adesso.

La frase di oggi è di Marcela Serrano, scrittrice cilena amatissima anche in Italia (ricordate "Antigua, vita mia" o "Noi che ci volevamo così bene"?), ed è tratta dal suo ultimo romanzo: "Dieci donne" (Feltrinelli), appena uscito e già in classifica. Mi è piaciuto? Diciamo che l’ho letto volentieri, ma metterei anche questo nei "libri che non regalerei" (forse dovrei fare una lista a parte!). Bella l’idea, storie di donne che hanno in comune solo il fatto di andare dalla stessa psicologa. Ma è un libro che sa di vecchio, sembra essere stato scritto dieci o quindici anni fa…
Mi piace moltissimo, invece, l’idea di usare le cose belle, bicchieri o asciugamani o lenzuola, e non lasciarli in armadio. Il momento giusto, in fondo, va creato. Il momento giusto, è adesso.

Il mio primo pensiero, sei tu. Il mio buongiorno, ogni giorno, sei tu.

Lunedì, 12 settembre 2011 @08:44

"Il mio primo pensiero fosti tu, il segreto che mi univa al mondo."
(Stefan Zweig)
Il mio primo pensiero, sei tu. Il mio buongiorno, ogni giorno, sei tu.

(La frase di oggi è tratta da "Lettera di una sconosciuta", un piccolo libro Adelphi con una grande ossessione d’amore, e un mazzo di rose. Direttamente dalla Mitteleuropa del 1922).

Voglio dormire il sonno delle mele.

Venerdì, 9 settembre 2011 @08:54

"Voglio dormire il sonno delle mele".
(Federico García Lorca)
Voglio dormire – e risvegliarmi - così: felice, rotonda e intera, come una mela. Dentro avrò la saggezza dell’albero.

I versi di oggi sono tratti da "Gazzella della morte oscura". Eccoli in spagnolo: "Quiero dormir el sueño de las manzanas". E in globish? Andate, come ogni venerdì, nella parte globish del sito: Friday Poetry!

E’ la trasparenza dietro la sera, quando la luce arretra dagli angoli...

Giovedì, 8 settembre 2011 @08:52

"L’inizio brilla stranamente nel mio ricordo. E’ la trasparenza
dietro la sera, quando la luce arretra dagli angoli…"
(Nikos-Alexis Aslànogu)
L’inizio. Quando ti ho incontrato. Il passato si riavvolge indietro, brilla il presente.

I versi di oggi sono tratti da: "Poeti greci del Novecento", Meridiani Mondadori.

Il profumo dell’estate che finisce. Questo profumo.

Mercoledì, 7 settembre 2011 @08:57

"Il profumo del pomodoro fresco che si scioglie in un forno a legna, la terra bagnata di fine estate e i fichi della Serra che sanno di iodio, sale e nebbia"
(Mario Desiati)
Il profumo dell’estate che finisce. Questo profumo.

Ho dormito sulla sabbia delle dune, sul muschio, sulle spiagge...

Lunedì, 5 settembre 2011 @08:52

"Ho dormito sulla sabbia delle dune, sul fieno delle stalle, sul muschio, sugli aghi di pino, sotto tende, nello stadio di Delfi e nel teatro di Epidauro, sull’impiantito delle sale d’aspetto, in vecchi letti a baldacchino, in grandi letti di campagna alti su tavole, e su balconi, su panchine, su tetti. Ho dormito tra braccia d’uomini".
(Simone de Beauvoir)
Nelle braccia di chi mi ha amato.

Con il Buongiorno di oggi riprende la "daily poetry": che, novità dell’autunno, potete ricevere ogni mattina via Twitter! Come mi sento telematica…

Un'altra novità: da oggi, cliccando sul nome dell'autore dei versi o della citazione, troverete direttamente in archivio tutti gli altri Buongiorno collegati. Oggi, quindi, troverete gli altri post con frasi sforbiciate da Simone de Beauvoir (questa è da "I mandarini", Einaudi). Troverete in archivio non solo poesia e libri, ma, ovviamente, anche moda!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.