Sabato, 29 ottobre 2011 @09:15
Romanticismo uguale cibo. Ci crede persino la serissima casa editrice Feltrinelli, che quest’autunno ha puntato su un romanzo leggero e iperzuccheroso come un soufflé al cioccolato: si intitola "Gli ingredienti segreti dell’amore", l’ha scritto Nicolas Barreau, ed è ambientato a Parigi, patria delle tentazioni culinarie e dell’amour. Il libro esagera con lo zucchero, ma del resto, chi non ha bisogno di zucchero nella propria vita? A cominciare dal nome della protagonista, Aurélie (che riecheggia l’Amélie Poulain dagli occhi sgranati e dalla fiducia nella vita che portò al successo Audrey Tautou). Aurélie gestisce il ristorante di famiglia, "Le temps des cerises" (perché la stagione delle ciliegie dura poco ma è deliziosa, come dice una vecchia canzone francese), dove serve ancora il "Menu d’amour" con cui il padre conquistò la madre; la incontriamo appena dolorosamente scottata, non dai fornelli, ma da una delusione sentimentale… Guarirà? Certo, e grazie anche a piatti prelibati; come speriamo tutti che ci accada, quando la vita è troppo amara e lo zucchero scarseggia.
Fuor di metafora, il cibo nelle sue innumerevoli ricette non ci stanca mai. Per forza: è consolazione, ma soprattutto seduzione. E non possiamo che essere d’accordo con Nicolas Barreau: "Non c’è niente di più sensuale dell’amore, e del cibo. Perché sia in amore che a tavola è messa in gioco la nostra capacità di sentire, con tutti i sensi; di ascoltare con il cuore, e con il corpo… Forse per questo ho sempre amato le donne con un buon appetito: diffido di chi non mangia. E penso che se un uomo tiene davvero a una donna, può dimostrarlo in un solo modo: invitandola fuori a cena. In un ristorante branché, ma anche, semplicemente, nel "suo" posto segreto e speciale". Che per lei è? "Le Bélier, in un piccolo albergo di charme, L’Hotel, a Saint Germain. Con divanetti un po’ fané per stare vicini vicini e, volendo, tenersi per mano". E il menu? "Con lo champagne non si sbaglia mai. Anche se, confesso, per conquistare me basta del buon vino rosso e un piatto di lasagne: vado pazzo per il cibo italiano".
Food obsession. E’ per questo, allora, che prenotiamo nei ristoranti più golosi e sperimentali. E se non c’è posto ci mettiamo in lista d’attesa, disposti ad aspettare mesi, come succede nell’ormai mitico Noma, a Copenhagen, dove René Redzepi serve licheni e muschi gourmet. E’ sempre la food obsession che trasforma gli chef, soprattutto se giovani e bellocci, in nuove amatissime celebrities: vedi appunto René Redzepi o Jamie Oliver. O ancora Yotam Ottolenghi, il nuovo chef per cui tutti vanno pazzi a Londra (ebbene sì, sono stata a mangiare nel suo ultimo locale, Nopi, a Soho, e mi è piaciuto molto, una specie di Mediterranean Fusion: http://www.nopi-restaurant.com/ . Non era una cena romantica, ma un brunch con un'amica, dove abbiamo parlato solo d'amore; il che, a volte, è un ottimo equivalente).
Nomi famosi ovunque tranne che in Italia, dove vincono le cuoche nazionalpopolari che ricordano tanto la mamma, come Antonella Clerici (ma del resto, siamo in Italia). Peraltro, non sappiamo se i licheni ci aiuteranno davvero a conquistare qualcuno; ma per fortuna, c’è sempre lo champagne.
DICHIARAZIONI D'AMORE AL RISTORANTE? ATTENZIONE: PERICOLO IN VISTA. Almeno secondo Phoebe Damrosh, che dopo aver lavorato come cameriera in uno dei ristoranti più esclusivi di Manhattan, "Per Se", ci ha scritto sopra un libro, "Servizio compreso" (Ponte alle Grazie). E mi ha raccontato: "Mi è capitato di servire una coppia nervosissima: lei, ovviamente, si aspettava la proposta di matrimonio con anello, che però non arrivava. Alla fine abbiamo portato in tavola... un uovo di Fabergé. E lui le ha chiesto di sposarlo. Ma dentro l’uovo, pur preziosissimo, non c’era l’anello! Lei è scoppiata a piangere. Per fortuna lui aveva l’anello di fidanzamento in tasca. Non so però se l’abbia mai perdonato". Anche Phoebe, a proposito, ha trovato l’amore in cucina: ha sposato il sommelier. "Bello, alto, di colore, e già fidanzato. Ci è voluto molto tempo - e molte birre dopo la chiusura - per conquistarlo. Ho capito che anch’io gli interessavo quando mi ha regalato un cavatappi pieghevole e speciale per servire in tavola, fatto apposta per mancini come me. Solo dopo mi ha raccontato che aveva dovuto comprarne una scatola intera".
E IL RISTORANTE PIU’ ROMANTICO DELLA MIA VITA? Avrebbe potuto essere "Georges", all’ultimo piano del Pompidou di Parigi, terrazza con vista spettacolare sulla capitale, e menu all’altezza (anche del panorama). Peccato che la cena sia stata intossicata da meravigliose cameriere black, belle come principesse africane, che hanno distratto il mio commensale, nonché consorte, dal panorama (e questo pazienza), ma anche dalla sottoscritta. Ecco quindi altri ristoranti romantici su cui puntare:
1)Venezia. Nella città più romantica (e più invasa da turisti) del mondo, dove cenare? Da Bancogiro e Naranzaria, tra Rialto e il Mercato del Pesce: ma solo nella bella stagione, quando si può stare fuori, con vista sul Canal Grande. Info: www.naranzaria.it/ e www.osteriabancogiro.it/
2)Sulla spiaggia di Portonovo, nel Conero: dove lo chef Moreno Cedroni apre, solo d’estate, Il clandestino. Tavoli romantici sulla spiaggia, sotto le stelle, e il famoso "susci all’italiana". Info: www.morenocedroni.it/clandestino/main.php
3)Copenhagen. Mesi d’attesa per avere un tavolo nel ristorante più gourmet del mondo: Noma, dove René Redzepi è diventato una star (www.noma.dk/). Confesso: mi piacerebbe, tanto per provare i famosi licheni. Oppure Faviken, nel remoto nord della Svezia: è lì, pare, il "nuovo" Noma, dove lo chef Magnus Nilsson, con l’aria da vichingo, serve piatti per vichinghi reloaded. Ci si va d’inverno, quando fuori c’è - 30, e si dorme accanto al ristorante. Che volete di più romantico? Info: www.faviken.com.
4)New York. Lasciate perdere i ristoranti con lista d’attesa. A Manhattan fate un picnic sulla High Line, la "passeggiata" design e sopraelevata, di cui è appena stata inaugurata la seconda parte. E per sentirvi davvero newyorchesi, prendete un take away da Le Pain Quotidien, Dean & Deluca o Whole Foods.
Questo è, più o meno, un articolo che ho scritto per Velvet. Quanto mi piace uscire a cena... E voi, avete delle storie di romantic food o ristorante da raccontare?
Lady Chatterley | Sabato, 5 novembre 2011 @18:07
Io non mi sono mai travestita da odalisca per un pinocchio aspirante sultano. Mi sono travestita da fata turchina con un'amara medicina poco romantica ma efficace. Il romantic food è seguito, dopo la guarigione ed è stato appetitoso.
stefania | Sabato, 5 novembre 2011 @12:31
ancora ricordi romantic food?
sempre in casa, cena a base di specialità orientali, io con un vestito da odalisca, (costume di carnevale di una collega), era inverno e faceva freddo.
Abbiamo giocato molto, la nostra era una relazione "clandestina", io volevo girare la terra, scoprire posti nuovi, fare esperienze, ma non potevamo uscire nel mondo, il nostro mondo era la mia casa..e così di volta in volta la trasformavo, in una città, in una favola, in un sogno, Ho cucinato troppo, mi sono illusa troppo. Questa storia alla fine è stata solo una lunga finzione. ma ci ho creduto
LISA | Giovedì, 3 novembre 2011 @17:14
A TUTTI: che belli però questi ricordi di romantic food! Ancora, ancora...
stefania | Giovedì, 3 novembre 2011 @14:45
pranzetti e cenette, da raccontare fin troppe, ma le più intriganti sono state quelle organizzate in casa.
20 anni fa, ore 13, stanza nel buio più assoluto, candele ovunque, una tavola apparecchiata con pizzi e piatti eleganti, un nenù sfizioso, io con un abito vintage anni 50, lungo, elegante, merlettoso, un cofanetto con dentro un paio di orecchini, fintissimi...noi 2 attori in un bel film, e io ci ho creduto, infatti me lo ricordo ancora..e ne pago le conseguenze
Alga | Mercoledì, 2 novembre 2011 @16:09
Fine estate 2010, la pioggerellina parigina non disturba affatto il nostro spirito romantico che gira in lungo e in largo alla ricerca del ristorante adatto per la nostra seratina romantica…e per l’occasione ci siamo anche vestiti di tutto punto con quel che troviamo nella valigia e un po’ di fantasia. E’ il nostro primo viaggio insieme e siamo emozionati in modo quasi imbarazzante per la meraviglia di questa pienezza sentimentale che ci sta coinvolgendo ogni giorno di più!! Da non credere….e dopo aver scartato decine di locali per i più svariati motivi (più o meno validi)e proprio quando stiamo per perdere la speranza (e la pazienza…)ecco che in fondo ad una scalinata di Montmartre si intravedono le luci di un ristorantino che rimarrà per sempre nel nostro cuore ‘Chez Marie’…che splendore di serata romantica…la prima di una lunga serie…grazie per avermi dato l’occasione di ricordarlo e di raccontarlo.
Luca | Mercoledì, 2 novembre 2011 @12:15
Nina, mi hai ricordato i panzerotti di Luini..mangiati davanti al Duomo di Milano.
ilaria quarteroni | Lunedì, 31 ottobre 2011 @08:17
ah! l'alchimia degli incontri... auguriamoci incontri buoni,per il resto dei nostri giorni.ilariaq
Simone RED | Domenica, 30 ottobre 2011 @21:48
Ciao Lisa, son tornato a riscriverti ma tranquillo non mi perdo mai una tua "puntata"..ahime meno cartacea del solito, ma ti seguo con grande piacere qui sul tuo blog. lessi il tuo estratto di questo libro..poi un giorno arriva una persona che non avresti immaginato con un regalo. Era questo libro che sto "mangiando" con intensi bocconi. ("ho pensato a te", sono amante di Amelie Poulin e non mi ha stupito che la rievocassi anche tu). E' vero che una torta ha sempre gli stessi ingredienti, ma c'è poco da fare..bisogna saper cucinare davvero. Dopo un inizio autunno sospeso (allietato da Banana Yoshimoto _ Hig and Dry e L'abito di piume), questo era il libro incantato e romantico che ci voleva..quella stessa aspra e conciliante sensazione che fa la cannella nei biscotti. alla prossima.
Giusy d\'antan | Domenica, 30 ottobre 2011 @13:29
Bella carrellata, Lisa! Io metto sul piatto un "dejeuner sur l'herbe" ma eravamo tutte vestite, fin troppo e con sciarpe... munita di Camping gaz, stavo cucinando uova strapazzate e nel frattempo parlavo di Mozart e di quanto mi piaceva col mio attuale ottuagenario. Vorrei aggiungere un ristorantino di place de Vosges à Paris sotto la neve, un incanto, la piazza e deliziosi i soufflée e le terrine... peccato che il suddetto si chiamava "Annibal de Coconnas" immigrato italiano del
XVI secolo, personcina non proprio amabile...
Nina | Domenica, 30 ottobre 2011 @10:36
...una pizza fredda nel prato del parco di Monza, una pastasciutta cucinata insieme in un monolocale in affitto o un panzerotto diviso in 2 davanti al Duomo... questo è romanticismo (da studenti squattrinati)! :) basta stare insieme!
una a caso | Sabato, 29 ottobre 2011 @19:11
fa molto U.S.A . noi abbiamo superato quell'età .ma c'è......un pizzico di nostalgia .buona serata
carla | Sabato, 29 ottobre 2011 @17:47
Io il romantic food lo prendo alla larga: giovane ventiduenne innamoratissima di una ragazzo strampalato passa la serata con un cartoccio di pizza d'asporto sopra il ponte della stazione ferroviaria di Greco per vedere arrivare i treni di lontano.
C'è da dire che non c'era nessuna lista d'attesa !, il bello dell'essere senza soldi e innamorati.
una a caso | Sabato, 29 ottobre 2011 @11:45
grazie per aver nominato portonovo e il conero . il posto piu bello del mondo.
Venerdì, 28 ottobre 2011 @07:58
"A Sarajevo
in questa primavera del 1992,
tutto è possibile:
fai la coda per comprare il pane
e ti ritrovi all’ospedale
con una gamba amputata.
E poi dici anche
di aver avuto fortuna."
(Izet Sarajlić)
La geografia della guerra - e della fortuna. Bosnia, Libia, Siria, Palestina…
(I versi che ho scelto oggi per City sono del poeta bosniaco Izet Sarajlić, e sono stati scritti durante l'assedio di Sarajevo).
Susy_Anne | Sabato, 29 ottobre 2011 @11:39
Dici che il fiume
Trova la via al mare
E come il fiume
Giungerai a me
Oltre i confini
E le terre assetate
Dici che come fiume
Come fiume...
L'amore giunger
L'amore...
E non so più pregare
E nell'amore non so più sperare
E quell'amore non so più aspettare...
http://www.youtube.com/watch?v=651KQvN4qnA
"O lijepa, o draga, o slatka slobodo."
"Oh bella, oh cara, oh dolce libertà."
LISA | Sabato, 29 ottobre 2011 @09:08
ANDY: geography is fate. Verissimo. Ma se la geografia è destino, ci sono sempre confini che possiamo oltrepassare.
Lina | Venerdì, 28 ottobre 2011 @19:56
No, charlotte,come puoi constatare, non sei sommersa da critiche, tantomeno dalle mie. La storia della nascita dello Stato di Israele è complessa e, suppongo, poco conosciuta nei dettagli. Se non ci fossero state le feroci persecuzioni a cui sono stati sottoposti gli Ebrei, Israele non esisterebbe,ed è vero, i Palestinesi non sono tutte 'violette' vittime di soprusi, del resto, il governo israeliano non ha mai fatto un passo per derimere la questione. Speriamo in bene e che possano vivere e coabitare in pace. Un saluto. Lina
Cristina | Venerdì, 28 ottobre 2011 @18:02
Istanti fatali.
Lo scarto di una distrazione, di un angolo di cielo blu, di un gesto quotidiano. Il tempo di un respiro... e all'improvviso tutto cambia.
La vita, con le sue insanabili fratture... irrisolte domande... attimi di purezza e di inesprimbile violenza.
La vita col suo spietato mistero.
Andy | Venerdì, 28 ottobre 2011 @13:38
Geography is fate.
Luca | Venerdì, 28 ottobre 2011 @13:32
E' vero la Mazzantini scrive bene ma trasmette sempre un po' di angoscia, anche in "Non ti muovere", poi Castellitto è abile a aumentarla nei suoi film.
LISA | Venerdì, 28 ottobre 2011 @13:31
CHARLOTTE, credo tu stia parlando di "Venuto al mondo", il film, ambientato anche a Sarajevo durante la guerra, che Castellitto sta girando dal libro di sua moglie Margaret Mazzantini (il libro di cui parla ANTONELLA). Ma il film è ancora in lavorazione. Quanto alla Mazzantini, ho le mie (molte) riserve: non ho letto "Venuto al mondo", ho letto invece "Non ti muovere," e "Nessuno si salva da solo", la storia della disgregazione di una coppia. Lei scrive bene, benissimo, ma i suoi libri ti lasciano sempre qualcosa di sporco addosso. E' voluto, immagino. Però a me non piace.
Antonella | Venerdì, 28 ottobre 2011 @12:19
Questa poesia mi ricorda tanto il libro della Mazzantini "Venuto al mondo", ora divenuto film.
Bellissimo.
Charlotte | Venerdì, 28 ottobre 2011 @11:38
Brava Lisa!
Approposito, tu sei riuscita magari a vedere l'ultimo film diretto da Castellitto tratto dal romanzo di sua moglie?
C'era un articolo su IoDonna di sabato scorso davvero molto bello.
LISA | Venerdì, 28 ottobre 2011 @10:05
CHARLOTTE, l'elenco della geografia della guerra, e della fortuna, è volutamente aperto, purtroppo aperto; come dicono - forse non abbastanza chiaramente? - i miei puntini di sospensione. Possiamo aggiungere Israele, certo, ma anche Cecenia, Yemen, Sudan, Nigeria...
Charlotte | Venerdì, 28 ottobre 2011 @09:52
... e perchè non aggiungere Israele? O non è politically correct?
Gilad Scalit - rapito in terrirorio israeleino - è stato liberato dopo 5 lunghissimi anni di prigionia da parte di Hamas, in cambio di migliaia di prigionieri palestinesi...Non tutti i palestinesi sono per definizione "buoni", ci sono quelli che hanno fatto attentati anche in città come Haifa, dove c'è una forte presenza palestinese -mussulmana, e tanti palestinesi sono stati infatti vittime in questa città di attentati suicidi con autobombe sugli autobus... e che dire di città come Asqelon, dove poveri veccchi sopravvissuti ad Aushwitz devono scappare quasi giornalmente dai razzi lanciati dalla striscia di Gaza?
Davvero, Lisa, questa caduta di stile da te non me l'aspettavo.
So che ora sarò sommersa da messaggi tremendi, ma non mi interessa: io in Israele ci ho vissuto, anni, ho conosciuto ebrei, cristiani, mussulmani, armeni, circassi, etiopi: tutti con la stessa voglia di vivere in pace ed insieme.
Per favore, ditinguiamo tra le critiche al governo israeliano e le critiche ad Israele; altrimenti, il rischio di essere dei (non tanto) incosapevoli antisemiti è molto forte.
ilariaquarteroni. | Venerdì, 28 ottobre 2011 @08:23
......mi piacciono...le sfaccettature..........
ilariaquarteroni. | Venerdì, 28 ottobre 2011 @08:20
........diamante....... mi picciono le sue sfaccettature.ilariaserena.
Giovedì, 27 ottobre 2011 @08:39
"Ancora piove. Sembra piovere eternamente. Ed eternamente andrò in giro con un ombrello cercando una cittadella rosa, piena di buone pasticcerie all’aperto."
(Odisseas Elitis)
Per sedermi, ordinare un caffè e il dolce più dolce, e pensare a te. O forse, ci possiamo dare appuntamento?
(I versi che ho scelto oggi sono del poeta greco Odisseas Elitis, che nacque a Creta nel 1911, e sono tratti dalla raccolta "E’ presto ancora", Donzelli Editore.)
Lateisha | Sabato, 3 dicembre 2011 @16:47
Smack-dab what I was looknig for-ty!
annetta | Mercoledì, 2 novembre 2011 @17:47
concordo con carla: sarebbe carino conoscersi almeno tra noi milanesi.
Ma quanti siamo? facciamo l'appello? :-))
LISA | Venerdì, 28 ottobre 2011 @08:05
CARLA: intendi a mangiare i zuccherosi macarons di Ladurée? Che tra l'altro adesso ha aperto un corner anche all'Excelsior, il nuovo super-store firmato dall'archistar Jean Nouvel, in Galleria del Corso, al posto del vecchio Cinema Excelsior. Così è Milano glam cheap: negozi di lusso al posto di vecchi cinema, dove comprare (o guardare) borse che costano come un affitto. Ma a parte gli scherzi, Carla, sai cosa mi ha ricordato il tuo invito? Gli Incontri Live organizzati dalle pinks, quando è uscito il mio primo libro... Io come sai non vivo più a Milano, organizzate voi! E mangiatevi un macaron anche per me. Al lampone, grazie.
ilariaquarteroni | Venerdì, 28 ottobre 2011 @07:48
Nessun luogo è lontano Richard Bach.momenti...di riconferme eterne.
Leila. | Giovedì, 27 ottobre 2011 @22:03
Che belle parole, mi fanno stare bene; come i tuoi Buongiorno.
Sono d'accordo con Carla, peccato che stia in Toscana io :(
carla | Giovedì, 27 ottobre 2011 @17:59
Perchè non organizzi un appuntamento con i tuoi blogger? magari in quella pasticceria a Milano che fa i bon-bon come quelli parigini?
io sarei curiosi di conoscere anche gli altri !
annetta | Giovedì, 27 ottobre 2011 @14:33
Che belli questi versi...Mi parlano di un cuore caldo, che anche se le cose vanno male, e sembra che non miglioreranno mai, prende il suo ombrello (si ripara appena un pò?), esce comunque di casa e va in giro per il mondo a cercare il suo angolo di paradiso...che bel modo di affrontare le difficoltà della vita!
Stefano | Giovedì, 27 ottobre 2011 @09:06
Già bevuto una volta quel caffè.
Insieme.
E di sicuro la prossima volta, in quel bar, non mi mancheranno le monete….
Dimitri | Giovedì, 27 ottobre 2011 @08:54
é sempre un piacere leggere dei brani di un grande poeta greco
grazie
Mercoledì, 26 ottobre 2011 @08:23
"C’è qualcosa, ho capito, di più difficile della vita. Sono i giorni da vivere uno per uno."
(Elvira Seminara)
Sono i giorni di assoluta malinconia, i giorni in cui ci sono solo desideri sospesi sul cuscino.
(La frase di oggi è tratta dal romanzo "Scusate la polvere", Nottetempo).
LISA | Giovedì, 27 ottobre 2011 @15:23
ANNETTA: oh sì, adesso mi ricordo, l'installazione della casalinga rivoluzionaria! Meravigliosa. Da Biennale!
annetta | Giovedì, 27 ottobre 2011 @14:22
Con piacere! E' successo il 17 marzo per la commemorazione dell'Unità d'Italia. Mia mamma (anni 85) dopo aver subito per ore in TV tutte le inopportune le sparate dei leghisti contro i festeggiamenti e le bandiere alla finestra, si è letteralmente IMBUFALITA e non disponendo in casa di una bandiera italiana, ed essendo tutto chiuso, ha preso due "sughin" (asciughini da cucina) uno bianco e uno verde, ci ha messo insieme un suo foulard rosso, tre o quattro mollette per i panni et voilà! Ecco fatta la bandiera rivoluzionaria! Ma non sai come è finita: il giorno dopo è salita dalla sarta del piano di sopra (anni 70 circa) e hanno cucito insieme due belle bandiere con gli avanzi di stoffa, che sventolano tuttora in quel di Mantova. Grandi vero??
LISA | Giovedì, 27 ottobre 2011 @10:00
ANNETTA: ce la racconti ancora, la storia della casalinga rivoluzionaria?
Y | Giovedì, 27 ottobre 2011 @08:19
La vita è così, bisogna viverla giorno per giorno. I grandi dolori non passano, rimangono, siamo semplicemente noi che ci abituiamo a loro. La maliconia ci assale e ripensiamo alle persone che abbiamo perso ai sogni e ai desideri mai raggiunti, ma andiamo avanti difficilmente avanti.
annetta | Mercoledì, 26 ottobre 2011 @18:01
Mia mamma (LISA: ricordi la casalinga rivoluzionaria?) purtroppo ha subito molti lutti prematuri nella sua vita. Da quando sono piccola la sento ripetere sospirando: "ogni dè el porta el su peso" (ogni giorno porta il suo peso) che però nel suo linguaggio è una frase positiva, di speranza ed incoraggiamento. Quando c'è un grande dolore da elaborare, ogni giornata porta (via?) il suo piccolo-grande peso, finchè piano piano i giorni passano e il peso del dolore, lentamente si alleggerisce...anche se non scompare mai, si allevia con l'andare dei giorni. Saggezza popolare.
valentina | Mercoledì, 26 ottobre 2011 @16:53
@stefano, bellissima citazione. Perfetta.
ilaria quarteroni | Mercoledì, 26 ottobre 2011 @15:49
....ogni momento,un nuovo momento...tutto evolve,si trasforma...bisogna solo osservare p a z i e n t e m e n t e e tutto accade!un bacio ilariaq.
k | Mercoledì, 26 ottobre 2011 @13:15
ho un piccolo-grande desiderio che tormenta le mie notti ed è lì sospeso nel cuscino..mi ripeto che posso farcela, che forse vale la pena rischiare questa volta, che forse non soffrirò per sempre..ma al mattino quando mi alzo non trovo nè la forza nè la pazzia o il coraggio di cercarlo..
grazie lisa per il duo dono di sapere trovare sempre le frasi e le parole giuste al momento giusto
Susy_Anne | Mercoledì, 26 ottobre 2011 @13:10
A volte è l'unica soluzione ma a volte più passano e più è difficile farli passare...
Stefano | Mercoledì, 26 ottobre 2011 @08:56
E quei desideri sospesi ci procurano una dolce malinconia…
La malinconia è la felicità di essere tristi
(V.Hugo)
Martedì, 25 ottobre 2011 @07:37
"L’amore, pensò un attimo prima di addormentarsi, è un porto dove si sa di essere al sicuro mentre onde alte come montagne si frangono sui moli e raffiche violente scuotono le manovre. O un aliseo, una corrente forte e costante. O un sonnifero… senza effetti collaterali"
(Björn Larsson)
E dunque buonanotte, amore mio.
(Sono nata a Trieste, città dove la bora è violenta, improvvisa, e a raffiche. Dura un giorno, due, poi smette. E quindi non sapevo cosa fosse l'aliseo: un vento forte e costante. Bello, vero? La frase di oggi è tratta da "I poeti morti non scrivono gialli", di Björn Larsson, Iperborea).
LISA | Venerdì, 28 ottobre 2011 @08:06
LEILA, che bello quando il Buongiorno diventa una Buonanotte! Ritagliato da City? Sms? Bigliettino scritto a mano? Sono curiosa (tò, che novità...)
Leila. | Giovedì, 27 ottobre 2011 @22:06
Ho dato questa buonanotte al mio fidanzato ( Daniele) vedessi contento, Lisa!
Giusy d\'antan | Martedì, 25 ottobre 2011 @20:25
Vorrei dire una parola a Ilaria, glissando su questi bellissimi post.Anch'io ho ricevuto la visita di mister C. E' vero, suoniamo il campanello dei trattamenti di cure senza paura e questo è capitato a tante di noi. Temevamo Mr:C prima di conoscerlo personalmente, poi lo abbiamo affrontato senza paura, appunto.
Mi resta la curiosità di capire bene la funzione della Cascina Rosa. sono una sostenitrice dell'AIRC forse un po' distratta e, per giunta, ormai vivo lontana da Milano
mi piace tanto la Bora, quella col sole, quella che mi strapazza e mi fa lacrimare. Le triestine autoctone, invece, l'affrontano con incredibile grazia.
valentina | Martedì, 25 ottobre 2011 @19:46
Lotterò fino alla fine per l'Amore che sta colmando il mio cuore di gioia e di dolore ... "E dunque buonanotte , amore mio" ...lontano!
Susy_Anne | Martedì, 25 ottobre 2011 @15:37
Bellissimo.. e mi ha riportato alla memoria questo:
http://www.youtube.com/watch?v=zWe2_TEXwcM&feature=player_embedded
Dal film "Ragione e sentimento", la recita del sonetto 116 di Shakespeare.."Amore non è amore che muta quando scopre i mutamenti o a separarsi incline quando altri si separano. Oh no! E' un faro irremovibile che mira la tempesta e mai ne viene scosso.".. ♥ *__*
Un abbraccio.
Antonella | Martedì, 25 ottobre 2011 @15:13
Vorrei dedicare questa poesia a Marco Simoncelli che è stato spazzato via da una raffica violenta.
annetta | Martedì, 25 ottobre 2011 @13:49
il post precedente è mio, partito senza nome
Anonimo | Martedì, 25 ottobre 2011 @13:48
Io vedo l'amore come un mare oggi calmo e domani in burrasca, oggi limpido e domani torbido, oggi piatto e domani pieno di cavalloni dove rischio di annegare.E come il mare, forza soprannaturale che non conosce dominio, così anche l'amore oggi mi affascina, domani mi spaventa, oggi mi culla domani mi percuote, ma non posso proprio vivere senza di lui. Cosi come non posso vivere senza il mare, che non finisco di amare anche in pieno inverno.
Carrie | Martedì, 25 ottobre 2011 @10:21
Lisa...a volte mi chiedo quanta POESIA e quanto AMORE VERO devono esserci dentro ed attorno a te per cer cercare, per trovare sempre dei versi così bellli!
Il mio nick è vero: è una parte del mio nome, che i lunghi periodi trascorsi all'estero, in paesi di lingua inglese, e la difficoltà di molti di pronunciarlo correttamente, mi hanno convinto a "trasformarlo" in questo nick name....
Poi, molti anni dopo, ho scoperto "Sex&theCity" e Carrie Bradshaw; e così me lo sono tenuta anocra più stretto...
L'ho visitata la tua città, proprio in un giorno di "borina" (cioè di bora, ma non tanto forte, se ho capito bene): mi ha affscinato tantissimo e vorrei ritonarci, mi sono sentita a casa, in quest'atmosfera così mitteleuropea....
Donatella | Martedì, 25 ottobre 2011 @09:20
E a nulla possono le onde e le raffiche di vento quando si dorme sereni fra le braccia dell’amore
LISA | Martedì, 25 ottobre 2011 @09:20
ILARIA: dunque è la storia di un giardino e di una malattia?
ilaria quarteroni | Martedì, 25 ottobre 2011 @08:24
........ arrivai lì alla cascina rosa:con tanta emozione e una certezza,milano non era lontano!avevo capito che prendere per la terza volta il treno per arrivare in quel di lambrate,non era difficile ne complesso come 20 anni prima avevo pensato e creduto.pigiai il dito su un pulsante e...mi presentai! all'entrata vidi erba verde,ma io proseguii alla ricerca della porta giusta...tentai di aprirla e...mi ritrovai una teglia di fragole ...alzai lo sguardo e incontrai due occhi corvini e una bocca che disse:" di sopra!" camminai velocemente e raggiunsi di sopra......capii il perchè del mio carcinoma!ero finalmente riuscita ad arrivare li,a milano lambrate senza la paura.......
Lunedì, 24 ottobre 2011 @07:36
"La domenica è un piccolo agosto"
(Francesca Genti)
E il lunedì ricomincia, sempre, l’inarrestabile autunno. Forse ci vuole un caffè doppio.
(Di Francesca Genti mi piacciono tutte le poesie, comprese quelle di cui rubo solo l'incipit, come oggi. Per scoprirla, cliccate sul suo nome).
LISA | Martedì, 25 ottobre 2011 @07:31
ILARIA: racconta, racconta. Mi piacciono le storie di giardini in città.
una a caso | Lunedì, 24 ottobre 2011 @17:59
hai ragione ,milano è molto triste in inverno e anche in primavera ho visto un unco albero fiorito in un angolo del doumo io vivo a roma , invivibile in alcue parti ma stupenda nelle sue ville e giardini ciao annetta comunque hai dei bei dintorni per poter apprezzare i colori dell'autunno
annetta | Lunedì, 24 ottobre 2011 @14:04
@ILARIA: non sapevo esistesse questo posto, grazie! Tra l'altro non è nemmeno troppo lontano da casa mia. Dal sito però non capisco se è visitabile e aperto al pubblico oppure ad uso esclusivo della Statale...sai qualcosa? grazie buona giornata anna
ilaria quarteroni | Lunedì, 24 ottobre 2011 @13:02
......avete mai sbirciato l'orto sinergico della cascina rosa di milano?anche li le stagioni passano e regalano doni di felicità.un abbraccio Lisa Corva...un giorno ti racconterò....teniamo nel cuore i colori dei giorni,con le loro sfumature.
LISA | Lunedì, 24 ottobre 2011 @11:31
Grazie, FRANCESCA GENTI. E' una metafora anche l'inarrestabile autunno: è la settimana di lavoro che ricomincia!
francesca genti | Lunedì, 24 ottobre 2011 @11:25
ciao a tutte e buon autunno.
con questa poesia non parlo di una domenica particolare estiva o autunnale, ma di una sensazione malinconica che ho voluto rendere usando quest'immagine. è una metafora. buon lunedì!
annetta | Lunedì, 24 ottobre 2011 @09:53
@una a caso: forse dipende da dove vivi; a milano in autunno il cielo è grigio ferro, c'è l'umido che ti entra nelle ossa, la cappa di smog ti brucia nelle narici e tutto prende il colore dell'acciaio. Solo i pochi piccolissimi parchetti, se come me hai la fortuna di passarci in bicicletta, ti regalano qualche inatteso sprazzo di colore dell'autunno. Ma ci vuole impegno e dedizione per apprezzare l'autunno qui...
una a caso | Lunedì, 24 ottobre 2011 @09:07
l'estate quest'anno ha faticato non poco a lasciarci ,ma adesso c'è l'autunno da assaporare ,castagne ,polenta ,vino novello,funghi,sole tiepido da sentire sulla pelle e una esplosione di colori caldi da ammirare ,la domenica nei boschi perchè non vi piace tutto questo?
valentina | Lunedì, 24 ottobre 2011 @08:11
buongiorno lisa, caffè e wafer triplo cioccolato. Ma l'autunno e questo freddo pungente che si respira qui mi piacciono, bel sentimento pieno e tondo la malinconia.
Sabato, 22 ottobre 2011 @09:18
Già la parola ci accarezza: velluto. Certo, ci sono altri tessuti che ci scaldano e ci fanno sognare: cachemire, ovviamente, e poi lana, ciniglia, e tarlatana (chi ha letto "Piccole donne" sa di cosa parlo: l’abito da sera delle sorelle March). Ma il velluto ha un che di… vellutato, appunto. E’ uno dei pochi tessuti che vien voglia di accarezzare, quasi aspettandoci che faccia le fusa, come un gatto.
Per questo le amanti del velluto (io tra queste) sono contente: perché quest’autunno, pare, torna di moda. Con, new entry, incredibili accessori, che però mi lasciano un po’ perplessa. Che dire ad esempio delle décolleté in velluto, che hanno addirittura, oltre al fiocco, un tacco a spillo fatto di strass? O gli altissimi sandali da sera, e persino gli occhiali con montatura velvet? Ma poi per fortuna ci sono le borse, a cominciare dalla riedizione di un classico anni Sessanta, il bauletto trompe l’oeil disegnato da Roberta di Camerino. (Ricordate la mia storia di una borsa?).
E poi ci sono soprabiti, cappottini leggeri, micro-abiti. E persino un ritorno: i tailleur pantalone vagamente anni Ottanta. Con blazer di velluto, indossato dalle solite celebrities: ad esempio, Liz Hurley. Un attimo. Ho detto giacca di velluto? Non posso crederci. E’ da una vita che tento di convincere una mia amica a buttare via quelle giacche di velluto anni Ottanta che continua a tenere nell’armadio. Ma a quanto pare, ha ragione lei.
Questo è, molto rimaneggiato, un articolo di moda che ho scritto per Grazia. (A proposito: se cliccate sulla parola "moda", trovate altri miei pezzi pseudo-fashionisti in archivio. Vellutati o quasi). Io comunque nell’armadio ho ancora dei vellutati, morbidi, larghi pantaloni color verde petrolio e color melanzana, un piacere da indossare. E un micro-abito, che porterò anche quest’anno, con i leggings sotto. Ormai mi sono convertita ai leggings, chi l’avrebbe mai detto!
stefania | Domenica, 23 ottobre 2011 @17:30
ho amato da morire un vestito di velluto rosso, mi stava a pennello!!
chissà dove sarà ora?
annetta | Domenica, 23 ottobre 2011 @09:41
"She wore blu velvet..." bella canzone e film molto sensuale...A me il velluto evoca certi ambienti dannunziani degli anni 30, i velluti damascati di divani, letti a baldacchino, tendoni sovrabbondanti.Per l'abbiglialmento non so...lo trovo un pò dandy; però l'abitino di velluto con i leggins, piace, lo voglio anch'io!! :-)))
Aminta | Domenica, 23 ottobre 2011 @00:13
Indossato!!!
Aminta | Domenica, 23 ottobre 2011 @00:11
Il velluto ha un suo fascino, è vero: come poter dimenticare Rossella O'hara che si inventa un abito elegante con vecchie tende polverose? accade solo nei film americani. La mamma mi raccontava che in piena guerra (la seconda) si rivoltavano i cappotti, ovvero, con l'aiuto della sartina ,si utilizzava il rovescio della stoffa. Il velluto è bello, delicato, si fa presto a sciuparlo e, secondo me, va indosato a piccole dosi.
carla | Sabato, 22 ottobre 2011 @17:41
Il velluto seconde me è tornato di moda perchè ci dà sicurezza, perchè sa di quando eravamo piccole ( ma ve li ricordate i pantaloni di velluto a coste larghe che si usavano negli anni settanta?) perchè sa un po' di indignados ( come dimenticare lo stereotipo dell'intellettuale con la giacca di velluto ?) e poi sa di romantico e determinato ( Rossella Hoara(?) che strappa le tende di velluto verde , l'ultima ricchezza, per farsi un vestito per andare a trovare, e chiedere soldi, a Ret?)
Meno male che a volte ritornano !!
Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:09
"Quella chiara mattina di ottobre
ero solo in cerca di un doppio espresso
e di una dose singola di antidepressivo,
eppure lì, sulla spiaggia della zona protetta
con le barche a remi capovolte,
mi sono sentito come se stessi passeggiando con Jane Austen…"
(Billy Collins)
In questa chiara mattina di ottobre, aspettando che ricominci il futuro.
(Il Buongiorno di oggi è tratto dalla poesia High, che trovate nella raccolta "Balistica", di Billy Collins, appena uscita per Fazi, con testo a fronte. Billy Collins, americano, è uno dei miei poeti preferiti!)
Vi ricordo anche che cliccando sul nome dell'autore, troverete automaticamente in archivio gli altri Buongiorno; che il venerdì trovate sempre sulla parte globish il Buongiorno in inglese; e che con Twitter potete avere Daily Lisa direttamente sul vostro telefonino, ogni mattina!
Susy_Anne | Venerdì, 21 ottobre 2011 @14:30
Che bello poter passeggiare con Jane Austen cercando o aspettando il proprio futuro...
Ps: Bellissima iniziativa quella che cliccando il nome dell'autore si possano trovare gli altri buongiorno dedicati.. ;) appena avrò un cellulare che funzioni decentemente spero di poter ricevere i tuoi buongiorno anche con il telefonino eheh :)
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @11:53
LUCA: che bello avere i colori di una chiara mattina di ottobre!
Luca | Venerdì, 21 ottobre 2011 @11:26
Procopio è il cognome della mia compagna di classe delle scuole elementari: Procopio Marina.
Una ragazza solare coi colori di una chiara mattina di ottobre.
Procopio | Venerdì, 21 ottobre 2011 @10:36
Un nome come un altro
Del resto tantissimi su questo blog usano dei nickname strani
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @10:26
Continuo a non capire il perché del nickname Procopio!
Procopio | Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:56
Per Lisa:
Quando si "vive" l'amore è sempre tutto bello
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:50
Immagino che non sia il tuo vero nome, e dunque perché questo nickname? Ci sarà una bella storia dietro...
Procopio | Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:49
Per Lisa:
Si, Procopio
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:37
PROCOPIO?
Procopio | Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:20
Il passato è passato e quindi vive solo nei nostri ricordi
Il futuro è qualcosa che potrà avvenire…
In questa chiara mattina di ottobre mi vivo il presente
Con te
Giovedì, 20 ottobre 2011 @07:49
"Ci sarà da preoccuparsi, se ci piacciono così tante cose di una persona sola?"
(Banana Yoshimoto)
Ci sarà da preoccuparsi, se mi piaci solo tu?
(Anche il Buongiorno di oggi è tratto da "High & Dry. Primo amore", di Banana Yoshimoto, Feltrinelli. Il primo amore di una ragazza di 14 anni. E un indimenticabile autunno).
una a caso | Sabato, 22 ottobre 2011 @18:35
ora è tutto o.k. ciao a tutti
LISA | Sabato, 22 ottobre 2011 @18:10
IRENE ECCETERA: io comunque intendevo "a letto" solo nel senso di dormire tra le stesse lenzuola. Senza sesso. .E già quello mi sembra triste. Quanto a fare sesso con uno che non ti piace più, non voglio neppure pensarci: quella è vera violenza. Scusate, un po' mi viene da ridere. Dev'essere la prima volta che scrivo la parola "sesso" qui sul blog!
Irene | Sabato, 22 ottobre 2011 @13:50
Per Una a caso , sabato, ecc:
Mi sa che mi sono spiegata male e allora cerco di chiarire
A me non è capitato niente di particolare. Sono sposata felicemente da tempo, ho tre meravigliosi figli e un marito stupendo. Ho preso spunto da un commento di Nina che scriveva che era tebibile trovarsi a letto con uno "sconosciuto" e Lisa che commentava che oltre che terribile,sarebbe stato tristissimo.
Io sono dell'idea che "a letto" ci si vada solo con la persona che si ama. Se non amo più mio marito o il mio compagno, a letto non ci vado. Può darsi che con mio marito o compagno ci sia ancora stima, rispetto e quant'altro, che in qualche modo ci senta ancora legati per qualcosa o qualcuno, ma se manca l'AMORE, almeno per quanto mi riguarda, io a letto assolutamente non ci vado. Proprio perchè, in nome dell'AMORE, sarebbe comunque uno sconosciuto. Starei malissimo io e, nel caso lo scoprisse anche lui che lo farei senza AMORE, di sicuro rimarebbe anche lui malissimo.
Penso di aver chiarito il concetto adesso.
Buon weekend a tutti
Un bacio
una a caso | Sabato, 22 ottobre 2011 @13:34
per irene :pensaci bene , qualcosa che ti piace ancora di lui ci deve essere , altrimenti scappa e non girarti indietro "lasciare "è un brutto verbo ,ma non ci sono alternative quando l'aria diventa irrespirabile,i silenzi troppo prolungati ,ma soprattutto quando occorre amare ed essere amati con tale abbondanza e naturalezza da da passare intere giornate anche a farsi solo compagnia ciao .
... | Sabato, 22 ottobre 2011 @13:27
... ma perchè sei arrabbiata? Ti esprimi con dolore e rabbia. Cosa è successo al tuo cuore, alla tua anima???Non ho nessun diritto di chiedertelo, ma ho come l'impressione che tu sia stata ferita e delusa profondamente. Inoltre credo che un un uomo con cui hai condiviso tanto non potrà mai diventare uno sconosciuto,a meno che abbia nascosto volutamente le parti più vere di sè, in quel caso non l'abbiamo mai conosciuto veramente. E qui è un'altra storia ancora.
Irene | Sabato, 22 ottobre 2011 @09:17
Per una a caso:
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @08:42
NINA: a letto con uno sconosciuto. Uno sconosciuto che non vorremmo nel letto. Quando succede, è terribile.
E' uno sconosciuto, non una persona cambiata con gli anni.....
una a caso | Sabato, 22 ottobre 2011 @08:44
non sarà mai uno sconosciuto ,ma una persona cambiata con gli anni ,come ai suoi occhi sarai cambiata tu ,
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @20:45
Per ...delle 16.53
Non si tratta di bianco o nero.Donarsi completamente ad una persona è l'atto più bello, più vero, più dolce, più spontaneo che si possa compiere.Parlo di AMORE, di CUORE. E il CUORE lo sa che quello ORMAI è uno sconosciuto,anche se magari in passato lo si è amato. E di sicuro in questo, il CUORE, è inflessibile. Proprio perchè il CUORE AMA. Non parlo di casi estremi, di compagni violenti o altro. Parlo di AMORE.Non far male a persone che abbiamo tanto amato, per me di sicuro non significa mentire e far finta di donarsi.Sarebbe un'offesa prima per se stesse e poi per l'altro. In questo caso, ripeto, non c'è figlio, casa, soldi, rimpianto, paura , esitazione, smarrimento o quant'altro che tenga.Sarebbe tristissimo e terribile allo stesso tempo. Nel MIO letto allora ci sto da sola, sola con me stessa. Di certo non con uno "sconosciuto" come quando non lo era e quello era il NOSTRO letto....
Francesca | Venerdì, 21 ottobre 2011 @17:37
Lisa: la città in cui faccio colazione con il mio amore è Torino, ero senza macchina e mi ha dato un passaggio con la sua. Conviviamo da un paio d'anni in provincia di Torino e lavoriamo entrambi in città. Ci amiamo dal 2003... Le persone romantiche e curiose mi stanno molto simpatiche!!! Un abbraccio
... | Venerdì, 21 ottobre 2011 @16:53
Irene:
ma per te è sempre così tutto bianco o nero? Le sfumature non esistono???Sei inflessibile nei tuoi giudizi. Il cuore non lo è. Non si tratta di coraggio, talvolta si preferisce non far male alle persone che tanto hai amato e che ami ancora, anche se in una maniera diversa, anche se si è cambiati, se si è diversi. Naturalmente non si parla di casi estremi, compagni violenti o situazioni insostenibili, allora quella è un'altra storia.
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @15:36
Lisa:
Lo spero
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @15:34
IRENE, ti ho già risposto... Purtroppo non tutti hanno il coraggio di Cenerentola. Magari, poi, arriva.
annetta | Venerdì, 21 ottobre 2011 @15:24
grazie per raccogliere la sfida...ma dopo aver visto il film (se pensi di andarlo a vedere, ovviamente!) buon wend!
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @15:23
Che mi tocchi o meno da vicino è ininfluente.
A me piacerebbe conoscere la tua opinione in merito a quanto ho scritto prima.
Opinione, la tua, che se fosse effettivamente quella espressa precedentemente , mi lascerebbe alquanto perplessa e fors'anche un pò delusa
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @14:13
IRENE: sbaglio, o tutto questo ti tocca da vicino?
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @12:29
Lisa:
Ecco appunto, il coraggio
E' solo una questione di coraggio. In tal caso, non ci sono soldi, figli, paure, esitazioni, smarrimento, case e quant'altro che tengano.
Personalmente non condividerei mai il mio letto con uno sconosciuto, pur avendolo magari amato in passato.
Per una questione di dignità.
Non sarebbe di buon esempio, soprattutto in presenza di figli, che alla fine comunque capirebbero.
Sarebbe una falsa morale...soggettiva, personale ed utilitaristica
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @12:18
IRENE: no. Ci trattengono i figli (se ci sono), i soldi, la casa, quello che è stato e quello che forse ci potrebbe ancora essere, il rimpianto, la paura, l'esitazione, lo smarrimento. Non ci sono risposte o strade univoche, nella vita. Soprattutto in amore. E poi ci vuole quello, sempre quello: il coraggio di Cenerentola, il coraggio e la voglia di seguire i propri sogni e uscire di casa.
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @12:09
Non mi riferivo a te nel caso specifico, ma in generale.
Non penso che ci voglia tanto per capire che un amore è finito se si considera "sconosciuto" la persona in quel letto. In quel momento si ha la certezza che è finito. E quando si ha quella certezza, cosa potrebbe "bloccarci", cosa ci trattiene a non cambiare?
Il cuscino non potrà mai darci risposte. Le risposte, o meglio, la risposta, è in noi, nel nostro intimo, nella nostra coscienza. Ed è una risposta chiarissima, che non da adito a dubbi, pur nella sua estrema durezza
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @11:52
IRENE: non mi è mai successo: posso solo immaginare che ci voglia molto, molto tempo per capire che un amore è finito, per capire di voler cambiare letto, casa, s/conosciuto, vita. E a volte non si riesce a cambiare, a volte si rimane bloccati, in quel letto, occhi aperti nella notte, cercando risposte nel cuscino.
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @11:38
LISA: e il fatto che un giorno l'avessi amato, giustifica la sua presenza nel letto?
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @11:24
IRENE: perché quello sconosciuto l'avevi amato. E poi un giorno lo guardi, e non sai più chi è. Più che terribile, tristissimo.
Irene | Venerdì, 21 ottobre 2011 @11:22
Per Lisa e Nina:
A letto con uno sconosciuto, uno sconosciuto che non vorremmo nel letto...
Perchè succede? Perchè accettarlo nel letto se è terribile?
Mi rifaccio all'altro giorno a proposito della "morale" soggettiva e personale...
E' come rubare e poi darsi una giustificazione con la propria coscienza..
giustificazione effimera....
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @08:55
FRANCESCA: ma è bellissimo quello che scrivi! Grazie. (Mi piacerebbe anche sapere in quale città vai al bar con il tuo amore... L'autrice è iper-romantica e iper-curiosa, un pessimo mix!)
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @08:42
NINA: a letto con uno sconosciuto. Uno sconosciuto che non vorremmo nel letto. Quando succede, è terribile.
LISA | Venerdì, 21 ottobre 2011 @08:36
ANNETTA: no, il film di Almodovar non l'ho ancora visto, ma raccolgo volentieri la sfida. Ci provo, almeno!
annetta | Venerdì, 21 ottobre 2011 @00:24
LISA: ti lancio una piccola "sfida" per i prossimi Buongiorno..Hai visto il film di Almodovar? Che ne pensi? Mi trovi dei bei versi, forti, incisivi sul cambiamento? buona notte mondo
malu63 | Giovedì, 20 ottobre 2011 @23:18
assolutamente no!!!! è quello che desideravo di avere da te.
Anonimo | Giovedì, 20 ottobre 2011 @22:17
Come ti capisco Nina. :-(
Nina | Giovedì, 20 ottobre 2011 @21:18
Ci sara' da preoccuparsi se non ci piacciono così tante cose di una persona sola?
Nina | Giovedì, 20 ottobre 2011 @21:17
Che nostalgia, un tempo mi piaceva tutto di lui, mi rendeva cosi' felice. Dove è finito tutto questo amore?
Quando ci ripenso non sembro io e non sembra lui. Chi eravamo o meglio chi siamo diventati? Come è potuto cambiare tutto cosi'?
valentina | Giovedì, 20 ottobre 2011 @16:46
e ci sarà da preoccuparsi se mi piace, in fondo, e comprendo anche quello che più detesto?
Susy_Anne | Giovedì, 20 ottobre 2011 @14:25
Sì.. un autunno fa...
Francesca | Giovedì, 20 ottobre 2011 @11:24
Fare colazione con il tuo amore al bar, vedere il City, leggere il mitico buongiorno di Lisa e dedicarglielo così al volo...
E perchè lo possa conservare, arrivare in ufficio e mandargli il link al tuo sito, cara Lisa, così vede da dove attingo per le poesie che a volte si trova sotto il cuscino....
Federico | Giovedì, 20 ottobre 2011 @10:15
Mi piace immensamente tutto di lei....
Tranne una cosa
Mi devo preoccupare?
MANUELA | Giovedì, 20 ottobre 2011 @09:52
No, non c'è da preoccuparsi affatto.
E' AMORE
annetta | Giovedì, 20 ottobre 2011 @09:37
Finchè va bene c'è solo da stare allegri... ma quando va male sono dolori! I grandi amori sono così: ti resuscitano quando iniziano e ti uccidono quando finiscono, ti riempiono completamente quando sono con te e ti lasciano un vuoto incolmabile quando non sono più con te. Sì un pochino c'è da preoccuparsi: certi affetti non conoscono mezze misure, almeno per me. Mi preoccupo, mai poi mi ci butto lo stesso :-) Buona giornata - Anna
Mercoledì, 19 ottobre 2011 @10:33
"Le ore migliori di Cenerentola erano quelle passate giù in cucina
aveva per così dire
libertà d’intelletto.
Si stringeva le tempie fra le mani
i capelli ricoperti d’unto.
Volava con la mente verso luoghi lontani
Impensati
Inspiegabili
sensazioni che lei conosceva senza dare loro un nome.
E abbassava gli occhi sul grembiule
imbrattato e macchiato
e sapeva quanto è grande la distanza fra Qui e Lì"
(Dalia Rabikovitch)
In fondo, per arrivarci, basta uscire di casa.
(I versi che ho scelto oggi per City sono tratti dall'antologia "Poeti israeliani", Einaudi).
Cristina | Giovedì, 20 ottobre 2011 @10:53
Parlando di Zanzotto, mi sovviene una sua risposta ad un in'intervista, penso piuttosto recente. Risposta che devo dire mi ha lasciata un po' così, sospesa tra l'irritazione e la stanchezza.
Una risposta ad una domanda semplicissima, forse anche un po' formale e di rito, ma pur sempre un ponte tra la realtà, la vita di noi lettori e quella di un poeta e del suo sguardo sul mondo.
Bene. Quella risposta a me è parsa volutamente ermetica. Una riga striminzita per dire e niente, o forse per aggirare l'interrogativo stesso.
Ma, allora poi, non lamentiamoci se a nessuno interessa più la poesia, perché sempre più complicata, chiusa in se stessa e avulsa dal quotidianità delle persone comuni.
Non lamentiamoci se viene relagata ai margini, quando già un poeta dinanzi a una domanda si ritrae o ne dà un ritorno impenetrabile, dimostrando le premesse del suo pensiero, la base stessa di quel suo scrivere, destinato - a questo punto - a rimanere interesse di pochi eletti.
A me, francamente, dopo quell'intervista è passata la voglia di leggere Zanzotto.
Gabriella | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @18:00
un verso di Zanzotto che si coniuga bene con la stagione che stiamo vivendo..." Dolce andare elegiando come va in elegia l'autunno"
annetta | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @14:05
Questi versi mi mettono una grande tristezza per tutte quelle donne di culture più arretrate della nostra per le quali non esiste nemmeno l'idea di poter "volere" una vita diversa per sè stesse. Un conto è essere consapevoli che la nostra vita potrebbe essere diversa e migliore e non avere il coraggio o la volontà di affrontare i rischi del cambiamento; un altro conto è essere state allevate con l'idea che l'unico ruolo possibile per una donna è quello - se va bene - della Cenerentola; se va male della schiava del proprio marito, della propria famiglia, della società. Un angoscia infinita...
LISA | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @13:10
IRENE: diciamo che esco di casa, e mi comporto secondo morale. Oggettiva, e soggettiva. Anche la morale (a volte) va adattata. Ma Cenerentola ha bisogno di uscire di casa. GABRIELLA: confesso la mia totale non-conoscenza di Zanzotto, poeta molto ermetico, forse ancora peggio di Tranströmer, il Nobel Letteratura di quest'anno. Ma anch'io ho, da una settimana, l'Oscar Mondadori con tutte le sue poesie sulla scrivania. E ora leggerò.
gabriella | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @13:02
ricordiamo il grande Andrea Zanzotto che si è spento ieri? Avevo appena comprato la sua opera omnia..
Irene | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @12:29
Per LISA:
Morale generale, oggettiva:
E’ immorale rubare ?
Di sicuro si
Morale soggettiva, personale:
rubo perché ne ho bisogno
Adatto la morale ad un mio bisogno, ad una circostanza
Ma se così fosse, tutti quelli che hanno bisogno ruberebbero
Non è così invece nella realtà
Quello del rubare è solo un esempio. Adesso estendi il concetto ad una moltitudine di casi, circostanze, valori, situazioni.
LISA | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @12:16
IRENE: ripeto, spiega con un esempio.
Irene | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @12:03
Lisa: Non sei d'accordo che molte volte "adattiamo" la morale a nostro uso e consumo, a nostro piacimento?
Io penso che la morale sia unica
LISA | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @11:18
IRENE: spiega meglio la "soggettiva moralità". Non capisco, ma mi incuriosisce. Spiega con un esempio...
Irene | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @11:09
Certo, la cucina è il luogo ideale, più intimo nel quale soffermarsi a pensare..a sognare
La meta? Molte volte non la si raggiunge proprio per quella soggettiva moralità di cui dicevo
Cristina | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @11:09
Mi piace.
Mi piace la sfida a quella distanza tra il Qui e il Lì.
Mi piace l'idea di avventurarcisi, di scalare quelle due sillabe come due vette che spalancano invisibili orizzonti, impressi dietro ad ogni piccolo passo.
Mi piace l'idea di una Cenerentola ribelle, che pur facendo della cucina il regno dei suoi pensieri e delle sue rappresaglie, non rimane ferma ad aspettare, ma ad un certo punto, apre la porta di casa e varca quell'uscio alla scoperta del mondo (vicino o lontano che sia) e di se stessa.
LISA | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @11:03
IRENE, intendo: basta uscire di casa per percorrere la distanza tra il "Qui", che magari ci sta stretto, e il "Lì" sognato. Magari non si raggiunge la meta, ma ci si prova. E poi, certo, bisogna volerlo. Bisogna voler uscire di casa, magari con un vestito nuovo, e i capelli lavati. (Ma mi piace l'idea della cucina come posto dove sogniamo il futuro...)
Irene | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @10:53
Scusa Lisa, ma non penso basti solo uscire di casa...
Bisogna avere soprattutto la Volontà di percorrerla quella distanza
Volontà che spesso manca per una miriade di motivi, non escluso una personalissima e soggettiva moralità
Martedì, 18 ottobre 2011 @08:58
"All’esselunga dell’amore
compro un gelato a forma di sole.
Il sole vero ha meno colore
il vero amore non ha le nocciole"
(Francesca Genti)
Potessi comprarti al supermercato! Ti mangerei già per strada, tutto mio, finalmente solo per me.
(Conoscete Francesca Genti, vero? Una delle più brave e giovani poetesse italiane - anzi, posso dire la più brava? - che ha il coraggio di scrivere d’amore in rima, anche baciata! Comprate i suoi libri, mi raccomando: anche i poeti vanno all'esselunga, e dovranno pur mangiare, non solo gelati. A proposito: i versi di oggi sono tratti da "Il vero amore non ha le nocciole", Meridiano Zero. E una cosa buffa: Francesca mi ha raccontato quando ha visto, per strada, una ragazza che si era scritta questi versi sullo zainetto... Così ci piace la poesia: quando viaggia per il mondo)
Le poesie di Francesca Genti sono anche su e-book:
http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&view=article&catid=51:abbonamento-a-francesca-genti&id=107:francesca-genti
LISA | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @11:56
ANNETTA: a ben pensarci... è vero, meglio così. Meglio comprare l'uomo-gelato e mangiarselo subito. Meglio godersi l'amore e l'amicizia finché ci sono, senza preoccuparsi della data di scadenza. Meglio vivere.
annetta | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @11:52
LISA: mah, sai.. non sono molto d'accordo...sapere in anticipo quando finirà un'amicizia o peggio ancora un amore, è come sapere in anticipo la data della propria morte non trovi? ... meglio non saperlo...
Impossibile | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @10:24
In verità molte volte si continua a mangiare un gelato scaduto tralasciando quello magari ancora buono
LISA | Mercoledì, 19 ottobre 2011 @09:02
ANNETTA: sai che quel film l'avevo visto? "Strane storie", film italiano del 1994, l'ho googlato. Ma stranamente la signora che compra al supermercato un uomo (scaduto) non mi è rimasta in mente; ricordo invece la famiglia ricca napoletana e quella di lumbard proletari che si fanno la guerra... Quanto alle date di scadenza di certi amori e amicizie, peccato non saperlo mai prima!
annetta | Martedì, 18 ottobre 2011 @17:04
LISA: hai mai visto il mitico film "strane storie"? Giusto per ricordarti di stare attenta alla data di scadenza dell'uomo-gelato!! :-)))
LISA | Martedì, 18 ottobre 2011 @15:36
CRISTINA: oltre ai libri e agli e-book, trovi i vecchio Buongiorno sforbiciati a Francesca Genti qui sul blog. Basta cliccare sul suo nome, in verde nel post, e appare l'archivio. Ah, la casalinga telematica...
LISA | Martedì, 18 ottobre 2011 @15:35
MARIA: comprerei un uomo-gelato!
maria | Martedì, 18 ottobre 2011 @15:08
Ciao Lisa, una domanda......................
al supermercato compreresti un uomo o un gelato?
scusami ma vorrei capire la tua frase
grazie gentile come sempre
Francesca | Martedì, 18 ottobre 2011 @14:42
Anche questa sua poesia è bellissima!
"sono una ragazza, capisci?
le cose inconcepibili...
sì, ne faccio innumerevoli
e allora?"
Cristina | Martedì, 18 ottobre 2011 @14:29
Non ho mai letto nulla di quest'autrice, tranne - se non ricordo male - i versi sparsi tra le pagine di qualche buongiorno ormai passato.
Però mi piacerebbe conoscerla questa poetessa, forse saprebbe sciogliere un po' di catene dentro me... inchiostro arrugginito e incertezze. Così diversa la sua poesia dalle mie immagini fermate sul bordo di una goccia sfumata.
Parole per lo più nascoste. Per questo mi emoziona quella poesia che viaggia tra le cuciture e le tasche di uno zainetto.
Sì, in un mondo dove l'aria è spesso intrisa di fuliggine, c'è bisogno di poesia. Di rime baciate.
Di un istante come uno squarcio nel tempo.
Mentre lo sguardo naufraga tra le parole.
annetta | Martedì, 18 ottobre 2011 @10:40
Tengo i libri di francesca sul comodino e non mi stanco mai di leggere e rileggere i suoi versi. Secondo me francesca ha la rara dote di rendere iperboliche le frasi comuni, quotidiane, infilandole in contesti dove sembrerebbero non entrare affatto, e dove invece ci stanno benissimo :-) L'ultima sua? La domenica è un piccolo agosto....
ANONIMO | Martedì, 18 ottobre 2011 @10:09
Io comprerei addirittura il supermercato per non correre il rischio che qualcun altro potesse scorgerti e magari essere tentato di mangiarti....
valentina | Martedì, 18 ottobre 2011 @09:44
meravigliosa francesca genti! Ho letto tutto quello che si può comprare, ho l'abbonamento a 'quinta' e ho divorato 'la febbre', il suo primo romanzo. Quello che preferisco sono le poesie, amore a prima lettura, le leggo e rileggo, alcune so' 'mie', dentro, nel profondo, come l'infinito di leopardi.
Lunedì, 17 ottobre 2011 @08:59
"Più di vent’anni prima aveva scritto una poesia sul passaggio dal buio alla luce e sull’impossibilità di catturare l’istante esatto in cui finalmente si comincia a vedere qualcosa. Era stato un totale fallimento. Da allora, tranne rare eccezioni, si era sempre alzato mezz’ora prima del sorgere del sole per cercare di catturare la cosa più fuggevole del mondo… Collezionava albe, la cosa più inafferrabile".
(Björn Larsson)
Colleziono albe, tramonti, momenti di luce: momenti con te.
(Il Buongiorno di oggi è di un libro che sto leggendo in questi giorni: "I poeti morti non scrivono gialli", di Björn Larsson, pubblicato da Iperborea. La strana storia di un poeta "puro" e solitario, che ha accettato di scrivere un giallo - anche lui!, vive su una barca in un porto svedese, e viene assassinato. Ma è anche la storia del poliziotto-aspirante poeta che cerca di scoprire chi è stato. Un divertissement sulla moda dei gialli nordici, ma anche una curiosa, inaspettata riflessione sulla poesia oggi).
una a caso | Martedì, 18 ottobre 2011 @08:19
colleziono tramonti il sole scende più lentamente . fine di una giornata in cui si spera di aver fatto qualcosa di buono .
A/S | Lunedì, 17 ottobre 2011 @09:13
Sono tre anni che colleziono albe, tramonti, aurore ...Tutti spiragli di luce che mi riportano a te...
Sabato, 15 ottobre 2011 @14:25
Ci sono momenti nella vita in cui ti sembra di scivolare, senza accorgertene, nelle pagine di un romanzo. A me è successo stamattina, quando mi sono svegliata in un club a Londra, così "retrò british" che sembrava disegnato apposta per me, dalle pagine di Lady Delafield (chi l’ha letto mi capirà: ricordate il Diario di una lady di provincia, che quando sbarca a Londra va al club, e alle cene, con il vestito ahimé dell’anno prima, e per comprarne uno nuovo deve impegnare l’anello ereditato dalla zia?). Il club in effetti è quello di un’amica, si chiama Royal Automobile Club, è su Pall Mall, proprio accanto a Trafalgar Square, e tra le varie cose meravigliose in stile provincial lady ci sono le lavagnette sopra la porta, con vero gessetto, su cui segnare messaggi vari per i camerieri… Ero tentata di ordinare un tè, anche perché il club ha la sua miscela, un tè nero di Ceylon buonissimo che si chiama Royal Automobile Club. Che dite, lo scrivo sulla porta?
Io però, a differenza di Lady Delafield, un vestito nuovo ce l’ho davvero, intonato alle foglie che scivolano nei parchi di Londra, in questa lucida e luminosa giornata d’ottobre; ed è un abito corto di un nylon setoso, di Colomba Leddi, che ha sopra delle foglie. Foglie vere, fotografate e digitalizzate. Lo potete vedere qui, cliccando appunto sulle foglie a destra:
http://www.colombaleddi.it/index1.html
E fuori c’è Londra, la Londra fibrillante di Frieze, la fiera-evento di arte contemporanea per cui sono venuta. E una Garden Marathon di artisti, architetti e poeti dentro e accanto al padiglione disegnato quest’anno dall’archistar Peter Zumthor, un'idea della Serpentine Gallery, ad Hyde Park. Mi trovate lì, con il mio abitino di foglie:
http://www.serpentinegallery.org/2011/08/garden_marathon.html
Susy_Anne | Lunedì, 17 ottobre 2011 @04:19
Meraviglia.
lamaggi | Sabato, 15 ottobre 2011 @22:47
stai attenta al vento. che non faccia cadere le foglie. oooops!
Venerdì, 14 ottobre 2011 @08:40
"Ricordarsi che moriremo è il miglior modo che io conosca per evitare una trappola: la trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Sei già nudo. Non c’è ragione di non seguire il proprio cuore."
(Steve Jobs)
Ricordalo: è quello che ti aiuterà a decidere. E’ la certezza della morte che ci fa scommettere sulla vita.
(Quando, settimana scorsa, è morto Steve Jobs, anche il mio iPhone - come ha scritto un'amica su Facebook - era triste. E anch'io, come tanti, per la prima volta ho letto il toccante discorso che il fondatore della Apple tenne a Stanford. Da lì ho tratto la frase che è il Buongiorno di oggi. Che trovate, come ogni venerdì, anche in inglese. Un bell'insegnamento dall'uomo che mi ha regalato il mio iPhone, il mio iPod, il MacBook da cui sto scrivendo).
Cristina | Venerdì, 14 ottobre 2011 @16:58
Come addentrarsi in un caleidoscopio attraversare queste parole, lasciarsi toccare, prendere per mano.
Trovo un intero mondo di significati nell'apparire dell'ombra della morte. Ombra che però si fa scintilla. Ed esorta. Sospinge.
Ridisegna geometrie e orme.
Tanto più in tempi come questi, dove si è smarrito il valore del silenzio e, forse, anche della vita stessa.
Dove la malattia e la morte quando non vengono spettacolarizzate, finiscono per scivolare ai margini, celate allo sguardo, alla consapevolezza delle persone, divenendo qualcosa di cui non si può parlare, per comprenderne umanamente e sommessamente il senso.
Allora il tempo sembra infinito, così come la giovinezza.
Ma le lancette scandiscono comunque la prospettiva, sbriciolano gli anni, trasformano la luce.
ANONIMO | Venerdì, 14 ottobre 2011 @16:32
Per Giusy d'a.
Non era rubato l'aforismo, solo non ricordavo di chi fosse
Era comunque di Sir Walter Scott, anche noto come il Barone Scott, Edimburgo, il 15 agosto del 1771.
Ciao
Giusy con la barra | Venerdì, 14 ottobre 2011 @14:01
Sì! il po voleva l'apocope...pazienza.
Giusy d\'a. | Venerdì, 14 ottobre 2011 @13:57
Bello il commento di anonimo, qualche aforisma "rubato", forse un pò di Pascal che amavo tanto? Chissà, non ho voglia né tempo per andare a cercare, mi basta ciò che ha scritto.
www.lospiritodelgabbiano.org | Venerdì, 14 ottobre 2011 @09:59
...seguire il cuore nel senso indicato da Steve non è solo un invito al romanticismo contrapposto alla razionalità; è vivere con slancio, entusiasmo, passione e determinazione. "Perché andare in Marina quando si può essere un pirata?" ..."Siate affamati. Siate folli"... altro che cuore, Fuoco alle polveri!, grazie Steve
Hermione | Venerdì, 14 ottobre 2011 @09:41
Cara Lisa: leggerti è una delle prime cose che continuo a fare ogni mattina. A proposito di quanto hai pubblicato oggi, ti invio una frase di un'artista che ho amato e che amo molto, Niki de Saint Phalle.
" Essere coscienti della morte è un modo per non rimanere intrappolati nelle vanità della vita "
ANONIMO | Venerdì, 14 ottobre 2011 @09:19
Il cuore e la ragione sono due ospiti dello stesso albergo che non si incontrano mai: quando uno entra, l’altro esce….
Di qui il dilemma: seguire il cuore o la ragione?
Se si segue la ragione, si avranno di sicuro rimpianti
Seguendo il cuore, si potranno avere rimorsi
E allora: meglio vivere con qualche rimorso o con un grande rimpianto?
Al rimorso si può trovare una qualsiasi giustificazione, come del resto ne troviamo tante nella vita quotidiana e per qualsiasi circostanza...
Col rimpianto invece?
No, non è possibile.
Il rimpianto lo porteremo sempre dentro di noi
Steve Jobs è solo l’ultimo di una lunga serie di personaggi famosi che hanno espresso la convinzione di seguire il cuore….
Giovedì, 13 ottobre 2011 @08:07
"Mi chiudo in una perla
per sentirti il cuore, lievemente
mare"
(Alberto Pellegatta)
Nel tuo abbraccio, sento il tuo cuore che batte; e, quasi un respiro, una promessa, il rumore del mare.
(I versi di oggi sono tratti da "L'ombra della salute" di Alberto Pellegatta: fa parte di una nuova collana di piccoli libri colorati, tutti dedicati a giovani poeti italiani, della Mondadori)
Cristina | Venerdì, 14 ottobre 2011 @07:28
Chiudo gli occhi e sento l'odore delle braccia di mio marito.
Più lontano, indietro nel tempo, il petto e la spalla di mio padre sulla quale da piccola mi addormentavo.
Quante volte ho appoggiato l'orecchio, fermando per un istante la frenesia del mondo. Ascoltando quell'eco proveniente da dentro.
Quanta protezione e calore in quell'abbraccio che scandisce attutite parole.
Un mondo dentro un mondo.
Una vita che respira un'altra vita.
Si schiude, ad ogni battito, una perla.
Leila. | Giovedì, 13 ottobre 2011 @22:18
Mi sono scordata di dirti il colore del diario, che sbadata! è azzurro della smemoranda perché quest'anno parla dei sogni e l'azzurro mi sembrava adatto. Dovresti vedere il mio diario un giorno.. sempre piemo di parole.
Leila. | Giovedì, 13 ottobre 2011 @22:15
Lisa, ho letto solo ora la tua risposta..mi chiamo Leila, ho 16 anni, prendo il city di Firenze e vado al liceo linguistico. Vorrei rendere l'autrice felice nel dirle che sono una poetessa anche io. Quando il city non c'è mi mancano i tuoi commentI, ma li leggo sempre qua :)
Giusy d\'a. | Giovedì, 13 ottobre 2011 @13:42
La perla è una lacrima, anzi, tante stille attratte da un granello di sabbia custodito da un'ostrica. Lo sappiamo tutti, nulla di poetico. Così accade, grosso modo, forse per questo mi pacciono tanto, le perle.
Antonella | Giovedì, 13 ottobre 2011 @10:04
E' una perla nel cuore...scriveva Alda Merini.
Spesse volte si abbina la perla al cuore.
Perla come purezza dei sentimenti, come eleganza, come calore.
Antonella
Mercoledì, 12 ottobre 2011 @08:17
"Fu allora che vissi l’effetto luna piena. L’avevo chiamato così. Mi sentivo come una grande luna che continua a crescere piano piano, notte dopo notte, per arrivare allo stadio completo, luminosissimo, in cui niente manca, niente è di troppo… Nella vita di tutte noi c’è una luna piena. Se soltanto sapessimo riconoscerla per godercela almeno un po’, per sentirci diafane e realizzate."
(Marcela Serrano)
Semplice abbondanza: il mio cuore trabocca.
(La frase di oggi è della scrittrice cilena Marcela Serrano, ed è tratta dal suo ultimo romanzo: "Dieci donne", Feltrinelli).
Naomi | Giovedì, 13 ottobre 2011 @15:11
Bella.Di Marcela Serrano sto leggendo "L'albergo delle donne tristi"....fantasico!
LISA | Giovedì, 13 ottobre 2011 @07:48
CAPINERA: arrossisco! Anzi arruffo le piume... DEDDE': mi raccomando, aspetto notizie. Quasi un telefilm!
farfalla | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @20:29
nel post di Deddè c'è qualcosa che condivido. Quando mi capita di guardare la luna,piena o la falce, provo nostalgia, di chi, di cosa? di tutto ciò che mi manca e mi è mancato. Non per nulla la luna ha ispirato poeti , Leopardi trito e ritrito fuori moda le ha dedicato belle poesie ormai dimenticate. Io preferisco le notti stellate,. mettono pace e pongono domande sull'infinito
Capinera | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @18:35
grazie lisa per le citazioni che ci propini ogni giorno, ma sopratutto per la tua delicatezza, la tua sensibilità, la tua grazia............
Deddé | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @09:50
Cara LIsa, che bella questa luna piena, peccato non poterla condividere con chi si vuole. Vi è una tale tensione all'abbondanza e alla completezza nel guardarla che in essa si può vedere di tutto, affetti lontani e vicini, e quelli che, anche se ormai nell'etere eterno, sono sempre lì con me.
La nostalgia per chi non c'è e vorresti che invece ci fosse ad un tratto rivela quanto possa essere profondamente triste una tale abbondanza, ma altre presenze, per mano di quell'etereo eterno sono sicura contribuiranno a far sì che tutto ciò non si sprechi.
Grazie.
Deddè
p.s. ancora alla ricerca del mio libro...sono giunta alla conclusione che forse dovrei cercare qualcosa che "dica e non dica" e ho tempo fino a domani mattina. L'impeto, come ti ho già detto, è quello dell'esposizione completa, ma siccoma nno va, opto per il viaggio a metà.
Grazie ancora se dovessi avere altri suggerimenti in merito.
Deddé
Cristina | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @08:55
Piccole lune, simili a un filo di perle.
Niente più che attimi perfetti. Riflessi di luce. Fuggevoli, eterei.
E poi di nuovo l'arrampicata del cielo.
Con i cocci dei giorni più ventosi e delle attese più bianche, ricomporre la luna...
Stefano | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @08:44
Spiragli di luce..che siano di sole, di luna o altro, basta che illuminino ogni attimo della vita (vedasi commento postato poco fa 7 ottobre "Non ho la forza di chiudere la porta che hai lasciato socchiusa".
Aria | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @08:44
Lo conosco quell'effetto. E' bellissimo. La realtà è che lo puoi vivere anche più volte nella vita.
Martedì, 11 ottobre 2011 @08:15
"Con la prima goccia di pioggia fu uccisa l’estate"
(Odisseas Elitis)
Una lunghissima, luminosa estate. E ora finalmente nebbia, terra bagnata, foglie per terra, sere appena dorate: ora, spero in un carezzevole autunno.
(I versi di oggi, del poeta greco Odisseas Elitis, che nacque a Creta nel 1911, sono tratti dalla raccolta "E’ presto ancora", Donzelli Editore.)
stefania | Venerdì, 14 ottobre 2011 @07:32
semplicemente-w l'autunno, con tutti i suoi colori e odori, di casa e di riposo
tizzi59 | Martedì, 11 ottobre 2011 @23:26
Condivido appieno le sensazioni di Mari, adoro questa stagione e il ruolo di mediazione che svolge tra i due estremi: l'inverno e l'estate, mentre l'autunno rappresenta il riposo che rende entrambe possibili e sopportabili. Domenica inizio le incursioni nei boschi dietro casa alla ricerca di castagne e di quell'umido che sale dalla terra.
Mari | Martedì, 11 ottobre 2011 @19:29
Finalmente... è arrivato il giallo e il rosso, le castagne sbruciacchiate sul fuoco, il caminetto acceso e l'odore della legna bagnata. Non vivo in una capanna nel bosco no... :) ma sono fortunata! Meraviglioso autunno
Carla | Martedì, 11 ottobre 2011 @19:12
In realtà questa lunghissima estate è bellissima anche quando calano le temperature e io domenica ne ho goduto ancora un po' nel cuore di Milano perchè sono andata a vedere la mostra alla Permanente... lo so che è della concorrenza; cara Lisa, ma è stata bella vedere le copertine dei femminili che leggevano le mie nonne e la mia mamma e capire come siamo cambiate noi "piccole donne" e il nostro modo di vestire.
Antonella | Martedì, 11 ottobre 2011 @10:26
I versi di oggi rispecchiano con precisione il tempo di quest'anno.
Ma sei proprio un pozzo di san Patrizio, ma quante ne sai dolce Lisa?!
Buon autunno a tutte le lettrici.
Antonella
Lunedì, 10 ottobre 2011 @09:14
"D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti -
un museo di farfalle"
(Tomas Tranströmer)
La mia vita. Un battito d’ali. Leggera e palpitante. Luce di temporale.
(Non credo che Tomas Tranströmer, il premio Nobel per la letteratura di quest’anno, ottantenne svedese serissimo ed ermetico, ed assolutamente sconosciuto - almeno in Italia - apprezzerebbe il mio zuccheroso commento. O forse sì. Se, come me, pensa alle farfalle di Keats. E a come le ha trasformate la regista Jane Campion in "Bright Star": una stanza piena di desiderio, di sogni d’amore e di farfalle).
Intanto grazie a un altro poeta, Massimo Gezzi (lo conoscete, vero? Ricordate i Buongiorno che gli ho rubato?), e al suo link prezioso per conoscere Tranströmer. E grazie anche a Franco Buffoni, che ha tradotto le poesie che ho letto e sforbiciato:
http://www.leparoleelecose.it/?p=1236
CristinaCristina | Martedì, 11 ottobre 2011 @13:52
Che coincidenza, lo stesso post del mio blog di ieri, ispirato dal film visto domenica... anche io ho adorato la scena delle farfalle nella stanza: ho pianto da quantpo mi è piaciuta!!!
stefania | Martedì, 11 ottobre 2011 @08:00
questo buon giorno
descrive in maniera poetica un qualcosa di mio molto doloroso, così sembra quasi bello
erica | Lunedì, 10 ottobre 2011 @20:41
e dalle farfalle inizierò a conoscere Tranströmer, grazie per il buongiorno e grazie per il link :)
Susy_Anne | Lunedì, 10 ottobre 2011 @14:48
Come non associare il nostro amato Keats a questi bellissimi versi... ;) :*
Aminta | Lunedì, 10 ottobre 2011 @11:56
anch'io ero curiosa e il commento non mi sembra tanto zuccheroso, un po' di dolce non guasta.
Lisa gentile e Corva schietta. mi piace l'abbinamento.
tizzi59 | Lunedì, 10 ottobre 2011 @11:55
Adoro la luce che precede un temporale, così carica di promesse e di mistero e colleziono questi attimi di attesa, questi battiti d'ali, trattenendo il respiro prima che il buio vada via e si vedano i colori.
Cristina | Lunedì, 10 ottobre 2011 @10:07
Istanti come farfalle...
L'alone che circonda ogni respiro.
Un battito di ciglia.
Metto in tasca questo buongiorno e mi addentro nel palpito delle ore lambite da mutevole luce.
Domenica, 9 ottobre 2011 @10:41
Sono a Trieste per la mia prima Barcolana: la regata di più di mille barche nel golfo. No, niente di eroico: non sono a bordo di una barca a vela, ma una semplice e pigra osservatrice, dall’alto di una terrazza sul mare. E dire che il Consorte è velista, nonché sciatore, nonché tecnico, sportivo, aggiustatore, eccetera eccetera: ma niente di tutto questo è passato per osmosi nel matrimonio. Io continuo ad essere così agile che riesco a cadere perfino dalle infradito. E l’unica volta che siamo stati (da soli) in barca a vela, dopo l’ennesimo applauso umiliante dei velisti provetti nell’ennesimo porticciolo sperduto (il mio contributo all’ormeggio era sempre, a quanto pare, catastrofico e degno di Woody Allen), ho rinunciato a fare da ciurma.
Però Trieste è bellissima e mercoledì siamo riusciti a fare ancora un bagno in mare, nel mezzo del golfo (prima che la temperatura calasse di quasi 20 gradi: il più rapido passaggio estate/inverno dell'universo). Però come corre il cielo, a giudicare dalle nuvole. E dalle barche.
Anonimo | Martedì, 11 ottobre 2011 @04:38
Ciao Lisa, anzi un buongiorno prima del lavoro.
Sono confusa.
E' che mi esprimerei con Ritsos in Erotica, ma temo di espormi troppo, e per evitare ciò mi butterei su Collins, entrambi poeti splendidi che oggi conosco solo grazie a TE, ma d'altro canto Balistica, intuendo a grandi linee l'uomo a cui mi riferisco, non rende quello che in realtà provo.
Il problema di fondo è che l'istinto utilizzerebbe un codice d'espressione, la diplomazia in amore (difficile per me da applicare), invece, imporrebbe altre vie, forse più faticose ma forse anche più premianti. Ma chi lo può dire. Sick!!!
Grazie.
Deddè
Giusy | Lunedì, 10 ottobre 2011 @15:41
Mi riallaccio alle nostre esperienze da veliste provette, Lisa. E' confortante essere almeno in due. Però alla mia "sàntola" fischiavano le orecchie, eccome! Un caro saluto.
LISA | Lunedì, 10 ottobre 2011 @10:06
DEDDE': un incontro, quando ancora tutto può succedere. Allora escluderei Ghiannis Ritsos e Nazim Hikmet, tra i miei poeti preferiti: troppo romantici, troppo passionali, troppo sensuali. Ma prima di regalare l'autunnale Milosz, prova a sfogliare la raccolta appena uscita di un poeta americano più solare, più quotidiano, che amo molto: "Balistica", di Blily Collins, Fazi. (E a proposito di incontri, a te consiglio un romanzo: "Notti bianche", di André Aciman, Guanda. La storia di un uomo e una donna che si incontrano e si rivedono, per otto notti di neve, a Manhattan. Leggi la mia intervista nel post del 5 febbraio 2011, che trovi nell'archivio qui a sinistra). E mi raccomando, fammi sapere!
Deddé | Lunedì, 10 ottobre 2011 @09:29
Buongiorno a te Lisa. Sinfonia di novembre e altre poesie dell'Adelphi mi è capitato per caso tra le mani sabato pomeriggio in libreria. Gli ho dato una breve guardatina e ho pensato che confaceva a quella parte malinconica della mia persona e mi sembrava a tratti di guardarmi allo specchio. Bello. Ma non pensavo ancora ad un regalo all'uomo.
Alcune ore dopo inaspettatamente ho rincontrato l'uomo. che mi comincia ad interessare sempre di più, in stazione dove lui lavora. Sono circa 2 anni che lo incontro spesso lì e lui dal suo canto ha sempre mostrato simpatia, sorrisi, solarità...magari chissà a quante. giacchè credo che quella sia la sua naturale inclinazione, anche se ultimamente mi sembra un pò buio. Credo anche di avergli dato spesso l'impressione di scappare, avevo paura, ma adesso credo di essere terribilmente intenzionata a giocare il tutto per tutto, con SAPIENZA, e quindi vorrei inviargli per cominciare un msg di gratitudine per la sua simpatia...regagliandoli un libro di poesie, e poi se vuole intendere vedremo come procedere.
Grazie e aspetto con interesse il tuo suggerimento, qualunque esso sia.
Deddè
LISA | Lunedì, 10 ottobre 2011 @09:05
E anche questo è per DEDDE':
un Buongiorno sforbiciato da Oskar Milosz del 10 novembre 2008, anno che purtroppo non è nel mio archivio telematico:
"Vedo il tuo volto alla luce grigia della pioggia.
Novembre seppellisce il paesaggio e la mia vita.
Non so nulla, nulla voglio sapere del tuo passato.
I tuoi occhi mi parlano di brumose città lontane
Che mai vedrò
E mai dalla tua voce sentirò pronunciarne il nome
Novembre è su tutta la mia anima, novembre è su tutta la pianura"
(Oscar Vladislas Milosz)
Come sanno di nebbia, certi amori enigmatici.
LISA | Lunedì, 10 ottobre 2011 @09:00
DEDDE': che bello incontrarsi sulle strade (web) della poesia! Quanto a Milosz, è una raccolta, come dire, molto "antica" e autunnale. Non è un regalo semplice per un uomo, ma è anche vero che è sempre rischioso regalare delle poesie a un uomo. Se hai voglia spiegami qualcosa di più: che cosa vi lega, che cosa gli vuoi dire con questo regalo; magari mi viene in mente un altro dono poetico. E intanto magari cerca Milosz in libreria, oltre che qui nel blog (era il Buongiorno del 30 settembre 2009), per capire se piace innanzitutto a te!
LISA | Lunedì, 10 ottobre 2011 @08:52
GIUSY D'ANTAN: mi hai fatto davvero ridere, anche perché le tue manovre d'ormeggio assomigliano molto alle mie! Quanto al sommaco, quest'anno è in ritardo, come l'autunno: il carso si deve ancora vestire di rosso.
Deddé | Domenica, 9 ottobre 2011 @23:45
Ti scopro stasera, nel mezzo di una mia ricerca, senza fortuna, sulla raccolta di Sinfonia di Novembre e altre poesie di Oscar Milosz, e trovo affascinante il tuo melting-pot poetico. Che bello averti scoperta!
Un suggerimento, per favore, dal momento che non ne conosco i contenuti e ne possiedo solo un'idea vaghissima, e forse anche errata: regaleresti il su detto O. M. ad un uomo del quale apprezzi la "luce", la solarità, di recente un pò ombrata, ma in fondo sempre presente?
Essendo una novembrina di nascita Oscar Milosz con questo titolo mi ha incuriosita, ma non vorrei sbagliare nel regalarlo in modo inappropriato.
Grazie.
Deddé
Giusi | Domenica, 9 ottobre 2011 @15:40
P:s. Anche qui spira un vento che assomiglia vagamente alla bora, ma non è la stessa cosa. E a Trieste? speriamo che qualche regatante non sia finito a Grado. Ho esternato anche troppo. Stop.
Giusy d\'antan | Domenica, 9 ottobre 2011 @13:40
Eh, Lisa! Avevo quasi rimosso la Barcolana, forse solo perché non abbiamo potuto assistere allo spettacolo.Unico al mondo, per me che ho viaggiato ma non tanto come avrei voluto.Bello il profilo del consorte sportivo e, suppongo, paziente.
avevamo una Alpa Esse:un siluro, quello che ci voleva per noi, reduci da 2 settimane di corso, ma si sa, i triestini hanno la barca nel Dna, le lombarde no. Così al primo rientro al porticciolo, ho buttato l'ancora senza averla legata alla cima, poi ho laciato con mira formidabile la cima zuppa d'acqua in piena faccia a un marito furibondo. In seguito, prima che arrivasse il primogenito, abbiamo veleggiato con prudenza e con sommo diletto, anche nel Golfo che tu conosci bene. Salutami il Carso, vestito a festa con l'aiuto del sommaco. Ciao!
una a caso | Domenica, 9 ottobre 2011 @11:23
attenta a non volare dal terrazzo ,con questo vento fantastico . la mia è tutta invidia per il mare ,il vento ,le vele e,why not ? per il Consorte che sa fare tutte quelle belle cose buon divertimento non occorre che te lo dica..
Venerdì, 7 ottobre 2011 @10:21
"Non ho la forza di chiudere la porta che hai lasciato socchiusa".
(Anna Achmatova)
Non ho la forza di lasciarti, di andarmene senza voltarmi, di accettare che nella mia vita non vuoi esserci più.
(La frase che ho scelto oggi per City è della poetessa russa Anna Achmatova. E nasconde un incontro d’amore appassionato e struggente: una notte, nel 1945, a Mosca. Lei aveva più di cinquant’anni, i graffi della storia sul cuore; lui, filosofo, attaché diplomatico negli anni pre guerra fredda, 36. Fu una notte di "luce riflessa in pienezza". Una notte, e la poesia che la Achmatova scrisse dopo il loro incontro).
Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche nella parte globish del sito. E che, con Twitter, potete avere il mio Buongiorno ogni mattina sul vostro telefonino! Daily Lisa.
LISA | Giovedì, 13 ottobre 2011 @15:36
A me invece l'idea di uno spiraglio di luce - non luce accecante, luce morbida, quasi di luna - piace. Luce che ci illumina. Vi ricordate il mio Buongiorno del 21 maggio 2010? Era di Musil: "C’è chi si innamora e guarda l’amore come guardasse dritto in faccia il sole, e si acceca; e c’è chi invece guarda per la prima volta con stupore la vita, quando viene illuminata dall’amore".
Fiorenza | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @23:46
non credo che uno spiraglio di luce possa bastare per tutta una vita, non sono d'accordo, Grazia. Il nostro presente, il nostro futuro, le speranze, aggrappati a uno spiraglio che può farci sentire meno gravosi i problemi e le delusioni? Forese dipende dallo Spiraglio, magari Divino....perchè su quello terreno non ci conterei troppo.
Grazia | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @15:02
Sante parole...a volte uno spiraglio di luce può bastare per un'intera vita. Ti può dare la forza di affrontare ogni giorno, ogni problema, ogni delusione. Ti fa sognare e stare bene e ti da la carica per andare avanti e sorridere alla vita, perchè rinunciarci? Se ci riscalda il cuore e ci fa stare bene?
Stefano | Mercoledì, 12 ottobre 2011 @08:38
Per annetta: Quando quel spiraglio di luce ti illumina l’intero giorno, e così ogni giorno, e ti accompagna perennemente in ogni cosa che fai, ti "prende" ogni pensiero, e ti illumina anche il cielo più tetro, buio, squarcia le tenebre, ti fa implodere il cuore di gioia e felicità… una luce che ti da linfa, vigore, forza, voglia di vivere…, ti procura emozioni e sensazioni uniche….tutto questo e altro ancora, pensi che sia un volersi poco bene? A volte gli "spiragli di luce" danno più luce e sono di gran lunga più luminosi, accecanti di un sole fioco che alla fine del giorno è destinato a calarsi all’orizzonte e a tramontare, mentre quel spiraglio ti accompagna e resta con te avvolgendoti nel suo fascio, nel suo calore….
annetta | Martedì, 11 ottobre 2011 @16:35
Aggiungerei, dal Buongiorno del 26 settembre "da uomini vivi, con piedi caldi vuol sentirsi percorsa la mia spiaggia..." - presenze concrete, vive, calde - vorrei PRESENZE, non spiragli di luce...che dite?
annetta | Martedì, 11 ottobre 2011 @16:22
@lisa-stefano: vero...però è giusto sperare per sè di vivere una vita intera illuminati solamente da uno spiraglio di luce? Non chiediamo il solleone, la luce eterna, ma vogliamo davvero così poco bene a noi stessi da pensare di non meritarci, o di non cercare per noi stessi qualcosina di più di questo? Non so, domando...sono io stessa alla ricerca di una risposta...
LISA | Martedì, 11 ottobre 2011 @13:30
STEFANO: che bella l'idea di uno spiraglio di luce che entra da una porta socchiusa, e basta a illuminare la stanza della nostra vita. E a volte basta davvero. Ah, l'amour!
Stefano | Martedì, 11 ottobre 2011 @13:04
Vorrei tanto spalancarla, sdradicarla, eliminarla quella porta...
Ma comunque non mi stanco mai di ringraziare quel raggio di luce splendente, accecante che esce da quel piccolo spazio e illumina ogni mattina le mie giornate e le rende meravigliose, splendenti, incantevoli...
UNICHE...
annetta | Martedì, 11 ottobre 2011 @09:37
@stefania: come ti capisco!! :-)) buona giornata
stefania | Martedì, 11 ottobre 2011 @07:56
mi rispecchio in molti commenti e li sento nel cuore.
Oggi non so a che punto è la mia porta, serrata o solo socchiusa, dovrei andare a guardare......ma ho paura e così giro alla larga, faccio altro, penso ad altro, vivo di altro
ci penserò domani:
Lady Chatterley | Lunedì, 10 ottobre 2011 @15:13
Sarà anche dura, Annetta, poi. il sollievo e la speranza della consolazione...
annetta | Lunedì, 10 ottobre 2011 @12:34
TIZZI59...Certo, hai pienamente ragione: a riuscirci sarebbe la cosa perfetta da fare. Ma come si dice "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce"...unfortunately... fintanto che sti due non vengono a patti, buttare la chiave è dura! :-)
erica | Domenica, 9 ottobre 2011 @22:10
allora aspetto fiduciosa la sforbiciata! :) un abbraccio e a presto!
Susy_Anne | Sabato, 8 ottobre 2011 @22:58
Grazie cara Lisa *_* ne ho 27! ;) anche se in generale mi sento un pò "fuori dal tempo" ehehe..
Grazie Erica e Tizzi! :))
tizzi59 | Sabato, 8 ottobre 2011 @16:47
Mille auguri a te Susy_Anne!
Credo che certe porte debbano restare aperte oppure definitavamente chiuse, lasciare uno spiraglio ti fa sentire sospesa, nè di qua nè di là e le correnti d'aria a volte sono pericolose. Ma se si decide di chiuderla quella porta, bisogna buttarne via la chiave e tornare a vivere.
Buon we a tutti!
LISA | Sabato, 8 ottobre 2011 @10:21
ERICA: Tomas Tranströmer, il nuovo Nobel per la Letteratura, ottantenne svedese con un nome da fumetto, è davvero un mistero. Io non ne avevo mai neppure lontanamente sentito parlare, e adesso mi tocca studiare la "lugubre gondola" (il titolo di una delle sue poche raccolte tradotte in italiano...). Ma immagino che nel 1975 il resto del mondo non avesse mai sentito parlare di Montale, quando gli hanno dato il Nobel, quindi studieremo. E settimana prossima vi sforbicerò dei suoi versi per un Buongiorno.
erica | Venerdì, 7 ottobre 2011 @22:34
cosa ne pensate del nobel per la letteratura? io non lo conosco, cercherò di rimediare a breve :) voi avete letto qualcosa di suo?
erica | Venerdì, 7 ottobre 2011 @21:48
tantissimi auguri SUSY_ANNE!
annetta | Venerdì, 7 ottobre 2011 @16:50
Quante volte,non avendo la forza di farlo io, ho desiderato che quella porta lì tu la chiudessi davvero invece che lasciarla socchiusa cosicchè entrambi potessimo (chi per primo questo turno?) voltarci indietro e riaprirla, per ritrovarci sempre davanti agli stessi problemi? Stavolta l'ho sbattuta io, e molto forte...ma che fatica... e in fondo al cuore vorrei sentirti bussare, anche se la testa dice no. Quante verità in queste parole...Buon weekend a tutti
LISA | Venerdì, 7 ottobre 2011 @14:52
Farfalle per il tuo compleanno, SUSY_ANNE. Quanti anni?
Susy_Anne | Venerdì, 7 ottobre 2011 @14:44
Bella... e terribilmente vera.
ps: oggi è il mio compleanno, mi piaceva condividerlo insieme :)
valentina | Venerdì, 7 ottobre 2011 @14:28
questi versi mi spezzettano l'anima, non chiuderò la porta che gli ho aperto...
Antonella | Venerdì, 7 ottobre 2011 @11:49
Ma nello stesso momento spero tanto che tu non riappaia più, voglio stringere forte quel meraviglioso ricordo piuttosto che affrontare i problemi che si presenterebbero inevitabili.
Era in autunno di qualche anno fà: non mi sono voltata, tu non sei più tornato, ho sofferto tanto ma quel meraviglioso ricordo è sempre vivo dentro me.
Lisa......riesci sempre ad emozionarmi!
Giovedì, 6 ottobre 2011 @07:51
"Pensai che l’autunno mi sarebbe piaciuto per sempre. Era la prima volta che condividevo qualcosa con qualcun altro… e con un uomo, soprattutto. Qualcosa di importante. Potevo credere in lui. Volevo conoscerlo meglio… Ma quello era un momento sfavillante, necessario alla mia esistenza. Uno sfavillìo magico, come di luce riflessa in pienezza".
(Banana Yoshimoto)
Conoscersi, è luce improvvisa.
(La frase che ho scelto oggi per City è tratta da "High & Dry. Primo amore", Feltrinelli, di . Banana Yoshimoto. Dove la scrittrice giapponese racconta delicatamente il primo amore di una ragazza di quattordici anni. E i piccoli miracoli dell'autunno. Ma anche il mio commento, oggi, è una frase rubata: è un verso di Pedro Salinas, che era il Buongiorno del 18 settembre 2009, ricordate?).
zsotti | Martedì, 20 dicembre 2011 @02:47
"Nonostante si voglia far nascere la pittura dall’ombra, in nessuna disciplina intellettuale la lotta con l’ombra è stata più drammatica di quanto lo è stata nella pittura." (R. Casati)anche in questo EGLI ha agito, non ci si può avvicinare a Lui senza riportare con noi anche solo un frammento di quella Luce che ci permetterà di vivere.ciao Zret,grazie.un'abbraccio nella luce Dio è ancora sul TronoGiona
http://www.quotesforyourauto.com/ free auto insurance quotes
mroyjaitmzi | Sabato, 3 dicembre 2011 @10:51
sEUakT lhvotcylcpsa
Xadrian | Sabato, 3 dicembre 2011 @08:41
No more s***. All posts of this qluatiy from now on
Mari | Martedì, 11 ottobre 2011 @19:25
Conoscersi, o riconoscersi è luce improvvisa? :)
Susy_Anne | Venerdì, 7 ottobre 2011 @14:45
Un abbraccio Lisa! :)
LISA | Venerdì, 7 ottobre 2011 @08:57
SUSY_ANNE: è vero, un bell'ossimoro sentimentale! L'autunno come se fosse l'inizio della primavera. XY: sono d'accordo: ci sono incontri che sono luce riflessa in pienezza. E non sono per forza incontri d'amore.
chicca | Venerdì, 7 ottobre 2011 @01:19
pedro, avrei voluto tanto conoscerti....
Xy | Giovedì, 6 ottobre 2011 @18:58
Può essere luce improvvisa anche un incontro che nulla ha in comune con l'innamoramento. Conoscere chi, senza volerlo o pretenderlo, ti apre gli occhi e il pensiero su un diverso aspetto della vita, su altre sfaccettature. Luce improvvisa e duratura. Bellissimo, Lisa.
erica | Giovedì, 6 ottobre 2011 @16:30
sì, anche io me la ricordo quella frase.. mi manca quella sensazione, l'impressione che chiunque veda la luce nei tuoi occhi mentre tu sorridi, perché ti senti parte di qualcosa di meraviglioso.. mi manca tantissimo, adesso c'è solo il ricordo di quanto si può essere felici,e fa davvero male..
Lei e il suo caffè al ginseng | Giovedì, 6 ottobre 2011 @15:00
Innanzitutto auguroni!
Mi ricordavo la tua frase di questo Buongiorno! Ed è bello fare un bilancio di come con il passare del tempo la stessa frase ci veste in modo diverso.
tizzi59 | Giovedì, 6 ottobre 2011 @14:23
Una frase che ha accompagnato i miei pensieri per molto tempo.
Gli occhi degli innamorati brillano di più, siano essi per un amore desiderato o incompiuto oppure ritrovato, a quattordici anni come a sessanta e allora tutta la nostra vita si dilata e diventa più intensa e noi sentiamo nuovi odori, percepiamo colori e luci che non vedevamo. L'amore è luce.
Susy_Anne | Giovedì, 6 ottobre 2011 @12:35
"Non ho bisogno di tempo per sapere come sei: conoscersi, è luce improvvisa"... Ricordo come se fosse l'altro giorno. *_*
Bellissima anche questa frase, l'autunno paradossalmente come se fosse l'inizio della primavera, i suoi colori sgargianti sintomo della nascita di questo nuovo sentimento.
Mercoledì, 5 ottobre 2011 @08:23
"Avevo una madre inaccessibile, separata, non per disamore, per fretta, quest’altra forma del disamore."
(Donatella Di Pietrantonio)
La fretta e la distanza e la rabbia e tutto quello che abbiamo perduto.
(La frase di oggi è tratta da un piccolo, struggente libro di un'esordiente, che mi è molto piaciuto: "Mia madre è un fiume". La storia di una madre che perde la memoria, della figlia che le racconta, giorno dopo giorno la sua vita. La storia di un disamore, eppure di un amore. Bello. L'ha scritto Donatella Di Pietrantonio, l'editore è Elliot.)
briciola | Giovedì, 6 ottobre 2011 @10:48
è una storia che merita attenzione. :*
LISA | Giovedì, 6 ottobre 2011 @08:14
CRISTINA: che bella l'orma di certe foglie sui marciapiedi. E il "fruscìo" di quello che non è stato detto ma rimane, comunque, dentro. TIZZI: Alzheimer, perdere la memoria, perdere i ricordi, perdersi. E' la storia di quella madre, nel libro; la storia della figlia. E anche la tua. In fondo la storia di tutte noi, figlie, custodi imperfette della memoria.
tizzi59 | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @23:32
Sì Aminta, l'ultima battaglia che l'ha vista al centro delle nostre vite, l'unica che non è riuscita a vincere, battagliera e ostinata com'era, l'ultima testimone della mia infanzia, mia madre.
Aminta | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @21:27
Alzheimer, vero Tizzi? Il tuo commento è doloroso e concreto, reale.e bellissimo
Chissà...... | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @15:47
"Si innamoro' come si innamorano sempre tutte le donne intelligenti: come un'idiota".
Evidentemente Lei non è intelligente perchè si innamora in modo "scientifico"..senza fretta, odiando le distanze e preferendo la quotidianità e alla fine lasciando con rabbia e rancore ancorchè senza un sol valido motivo...
una a caso | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @13:10
......e quanto abbiamo voluto bene a queste madri .
tizzi59 | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @10:36
Questo è un commento doloroso perchè per me non è un romanzo ma è la realtà e mia madre era un vero fiume in piena, che trascinava via tutto, con la sua energia, prepotenza, amore, orgoglio e fretta, tanta fretta. Ora che di lei restano solo due occhi spalancati su di un mondo che lei sola vede, mi chiedo se i racconti e le filastrocche che le cantavo siano arrivati in tempo prima che la luce si spegnesse, prima del fiume in secca.
Ciao Lisa.
Cristina | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @10:23
Coincidenze ... si staccano dai giorni e precipitano nel ricordo come foglie d'autunno. Parole trascritte in quelle macchie di ruggine lungo filamenti in controluce.
Confessioni di madri. Confessioni di figlie.
Tutt'intorno la sera, col suo accendersi attutito di stanze e lampioni.
Non le scorderò mai quelle parole. Hanno l'odore di lei. Le sue rughe. Il suo ingrigire di capelli.
Le sue mani con dentro un intero album di carezze, dall'infanzia ad oggi. Mia madre.
E tutto ciò che ci unisce e divide. Amore e disamore.
Ma soprattutto il rosso cupo del sangue. Incancellabile.
Come l'orma di certe foglie, nelle ore di luce, lungo i marciapiedi.
Il fruscio di quanto non hai detto ed è rimasto dentro.
La sua presenza. Il mio abbraccio nascosto.
Noi.
Lele | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @09:59
anche a me ha preso "la fretta" di separarmi, non per disamore, ma per rabbia. Oggi so quel che ho perduto, ma devo andare avanti...con la fretta di sempre. Buona giornata Lisa, sei la "Sherlock Holmes" dei nostri sentimenti.
Sharon | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @09:11
Ciao Lisa!
é tanto che non lascio un commentino... Te lo dico come sempre: super puntuale e azzeccata! Oggi è il compleanno della mia mamma! Lei, che a guardarla sembra esile e fragile, invece è un fiume in piena.
La fretta è compagna giornaliera dei suoi gesti, ma a differenza del famoso detto, in lei non è mai "cattiva consigliera", anzi!
Bèh questo libro, è uno dei tanti che gli ho regalato con l' intenzione di "chiarire" quel rapporto così stretto e a volte complicato che lega una figlia a una mamma e viceversa.
Un saluto, Lisa!!!
Martedì, 4 ottobre 2011 @08:36
"L’autunno è vistosamente presente nel giardino di mia madre. Le sue dalie e i suoi astri sembrano più grandi, con colori più sgargianti, i suoi cespugli più carichi di bacche e più accesi che altrove. Masse di foglie rosse, gialle e d’oro brunito si stagliano sullo sfondo scuro del bosco di abeti come un susseguirsi di quinte in una féerie barocca."
(Hella Haasse)
Autunno, il trionfo del rosso e dell’oro.
Questa frase è tratta da "Genius loci", di Hella Haase, pubblicato pochi mesi fa da Iperborea. Un piccolo volume con due strani, affascinanti, quasi onirici racconti ambientati tra foglie e giardini. L’autrice, olandese, ma nata nel 1918 a Batavia (l’antico nome di Giava, che allora faceva parte delle Indie Olandesi), è poco conosciuta in Italia, ed è un peccato. E’ morta pochi giorni fa, a 93 anni: la frase di oggi, dunque, è anche un modo per ricordarla. Mi spiace non averla mai incontrata. Avrei avuto molte cose da chiederle; di un’isola che amo molto, Giava, e di una città che mi è sempre stata simpatica, Amsterdam. Una donna tra due Paesi, due culture, due mondi. Una bellissima vertigine.
Cristina | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @10:36
L'autunno, la stagione nella quale l'anima si sfalda, perdendosi in rivoli di tenue luce riflessa.
La stagione dei bisbigli. Della prima pioggia velata.
Il luogo ove anche gli istanti sembrano un fruscio, nel tempo che ritorna dentro il respiro di una foglia che s'abbandona. Una lacrima.
Una macchia di colore.
Il cielo un po' sogno, un po' frenesia.
Belle le parole di questa scrittrice. L'immagine che affiora.
Incuriosita sono andata a cercare la trama del libro indicato, scoprendo anche le altre opere precedenti a questa.
Affascinata da alcune storie, ho annotato i titoli.
Così quest'anno l'autunno, forse, sarà più lungo...
LISA | Mercoledì, 5 ottobre 2011 @08:16
LEILA, ho letto il tuo messaggio stamattina, dunque per me un bellissimo Buongiorno! Ma posso chiederti qualcosa in più di te? Quanti anni hai, da che città mi scrivi, di che colore è il tuo diario? L'Autrice è sempre curiosa...
Leila. | Martedì, 4 ottobre 2011 @22:04
Lisa..prendo il City ogni mattina solo per vedere i tuoi "Buongiorno" e puntualmente dopo averli letti, li ritaglio e li incollo nel mio diario. Ti adoro.
LISA | Martedì, 4 ottobre 2011 @21:29
TIZZI 59: quanta voglia d'autunno, vero, quest'anno in cui l'estate sembra non finire mai? Ma arriverà, un trionfo di rosso e d'oro, e di nebbia e freddo, come appunto in un incantesimo, una "féerie" (che bella, desueta parola!) barocca. ERICA: sì, in questi due racconti (sono due piccole novelle) di Hella Haasse c'è molto autunno, molto mistero, molto sogno. E due donne che camminano tra le foglie. MARI: che buffo, hai letto la mia intervista al guru del design italiano, Alberto Alessi, su Elle Decor? Sapeva d'autunno anche quella, in effetti, forse perché la casa, la cascina ristrutturata da Mendini, è sul Lago d'Orta... E mi è piaciuta la piscina con la "mappa mentale" di Mendini sul fondo!
erica | Martedì, 4 ottobre 2011 @20:55
Anche per me la stagione più bella è l'autunno.. per me l'autunno sono i colori e l'aria bagnata delle colline del Piemonte. Lisa, c'è tanto autunno in questo romanzo? Me lo consigli?
mari | Martedì, 4 ottobre 2011 @19:13
le dalie mi emozionano sempre ... sanno di orto, di piccole cose del cuore ...... ma volevo farti i complimenti per l'intervista ad alessi , tutto interessante : lui, la casa ed il posto meraviglioso!
Aminta | Martedì, 4 ottobre 2011 @18:28
Bella la "féerie barocca". I colori di Rembrandt, suppongo.
tizzi59 | Martedì, 4 ottobre 2011 @14:39
Potessi scegliere la stagione che preferisco direi l'autunno per i suoi colori, i sapori, gli odori e quel senso d'intimità che scalda il cuore. Un autunno in ritardo quest'anno, ancora ieri nei boschi dietro casa cercavo refrigerio tra gli alberi che stanno cambiando d'abito mentre un anno fa mi stringevo nel giaccone e alitavo sulle mani per scaldarle. I colori più belli? Forse sul lago di Tovel in trentino dove amo passeggiare con i pensieri e la fantasia e neanche il pittore più estroso sa riprodurre così bene la magia dell'autunno.
Lunedì, 3 ottobre 2011 @08:16
"Corre in maniera stupenda il cielo, a giudicare dalle nuvole".
(Odisseas Elitis)
Il vento, le nuvole, il cielo: bello essere vivi, oggi.
Gabriello | Sabato, 15 ottobre 2011 @09:24
Confortante. Imbattersi in persone belle, come te, come Odisseas che perfettamente racconta le lucieleombre tumultuose e calme della sua terra splendida.
Mari | Giovedì, 6 ottobre 2011 @18:22
XY, sono totalmente d'accordo con te. Ci si invaghisce... e la differenza è sì sostanziale. Che confusione... ma infondo no.
tizzi59 | Lunedì, 3 ottobre 2011 @10:33
E com'è bello osservare il passaggio delle nuvole, staccarsi dal quotidiano e lasciar correre i pensieri in libertà. Avete mai giocato con le nuvole? Io lo faccio ancora oggi che non sono più una bimba perché come ha scritto P.Calabrese "Se non avete mai giocato con la forma delle nuvole, vi siete persi un mondo di delizie"
Sabato, 1 ottobre 2011 @09:21
"Si innamoro' come si innamorano sempre tutte le donne intelligenti: come un'idiota".
(Angeles Mastretta)
Ma del resto, e' possibile innamorarsi in modo intelligente?
(La frase della scrittrice messicana Angeles Mastretta e' tratta da un suo vecchio libro di racconti, "Donne dagli occhi grandi").
giovNNI | Martedì, 17 gennaio 2012 @09:51
NON VI SCORDATE DEGLI UOMINI......FORSE NON E' SOLO IDIOZIA
Anonimo | Sabato, 15 ottobre 2011 @15:44
disarmatamente idiota
Maia | Martedì, 4 ottobre 2011 @15:19
Innamorata come un'idiota? Forse no. Ma sempre e comunque senza ponderare, senza buonsenso. E la sofferenza è sempre tanta. Beata Lady Chatterley che ci mette una pietra sopra e basta. Ma, mi chiedo, ha mai amato davvero?
stefania | Lunedì, 3 ottobre 2011 @13:27
mi sono innamorata come una donna, senza intelligenza e senza idiozia
Anna | Lunedì, 3 ottobre 2011 @09:31
Bellissima.... assolutamente vero purtroppo
Cristiana | Lunedì, 3 ottobre 2011 @09:28
Già...!
ANGELA | Domenica, 2 ottobre 2011 @21:57
Per innamorarmi ce n'è voluto di tempo.... Il mio amore è totalizzante e mi pervade tutta, anche se non è corrisposto e nonostante possa godere dell'uomo di cui mi sono innamorata solo in pochi momenti......
Sarò idiota, ma razionalmente so che quello che provo è un sentimento vero proprio perchè senza pretese. Non capita così spesso nella vita di incontrare qualcuno che ti ispiri determinate emozioni.....
Quindi ben venga innamorarsi come un'idiota! :)
annetta | Domenica, 2 ottobre 2011 @11:13
Sposo pienamente la tesi di patapata. e anche quella di anonimo: le donne idiote si innamorano da intelligenti nel senso che si "innamorano" e poi si fidanzano/si sposano/ seguendo logiche di interesse e non di affetto/amore. Magari loro sono le intelligenti e io l'idiota; ma se per essere intelligente devo vivere e contribuire a creare un mondo guidato dall'interesse...beh, IDIOTA FOREVER!! Buona domenica a tutti
Xy | Sabato, 1 ottobre 2011 @21:49
no,non ci si innamora come un'idiota, ci si invaghisce come un'idiota e la differenza è sostanziale
Anonimo | Sabato, 1 ottobre 2011 @21:05
E le donne idiote come si innamorano? Da intelligenti. ovviamente!!!
Lady Chatterley | Sabato, 1 ottobre 2011 @20:23
Mica è detto che innamorarsi sia una cosa perniciosa a volte è bello, costruttivo e appagante e per niente stupido. Che poi finisca, magari per colpa nostra o per stanchezza o perché la vita ci porta altrove o per via dell'oggetto del nostro amore che non era poi così convinto del legame...Ci si mette una pietra sopra e basta.
patapata | Sabato, 1 ottobre 2011 @10:58
No, non è possibile. Per lasciare entrare l'amore nella nostra anima bisogna che la ragione, la logica, la saggezza si facciano da parte. Perchè sappiamo bene quanto l'amore possa essere pericoloso, quanto male può fare. Esporci scientemente a quel pericolo è da pazzi, da stupidi.
Sì, per innamorarsi dobbiamo farci stupidi, almeno per un po', per quel momento iniziale, in cui apriamo la porta.
Dopo no, dopo, quando l'amore vogliamo viverlo pienamente, per godere di ogni aspetto, per preservarlo dalla corruzione, per mantenerlo acceso e vivo, allora di intelligenza ce ne vogliono valige, bauli, armadi pieni. Tenendone pacchetti più piccoli a portata di mano nei cassetti della credenza, in cucina.