Lisa Corva

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Romantic food! Ovvero quanto mi piace uscire a cena con te.

Sabato, 29 ottobre 2011 @09:15

Romanticismo uguale cibo. Ci crede persino la serissima casa editrice Feltrinelli, che quest’autunno ha puntato su un romanzo leggero e iperzuccheroso come un soufflé al cioccolato: si intitola "Gli ingredienti segreti dell’amore", l’ha scritto Nicolas Barreau, ed è ambientato a Parigi, patria delle tentazioni culinarie e dell’amour. Il libro esagera con lo zucchero, ma del resto, chi non ha bisogno di zucchero nella propria vita? A cominciare dal nome della protagonista, Aurélie (che riecheggia l’Amélie Poulain dagli occhi sgranati e dalla fiducia nella vita che portò al successo Audrey Tautou). Aurélie gestisce il ristorante di famiglia, "Le temps des cerises" (perché la stagione delle ciliegie dura poco ma è deliziosa, come dice una vecchia canzone francese), dove serve ancora il "Menu d’amour" con cui il padre conquistò la madre; la incontriamo appena dolorosamente scottata, non dai fornelli, ma da una delusione sentimentale… Guarirà? Certo, e grazie anche a piatti prelibati; come speriamo tutti che ci accada, quando la vita è troppo amara e lo zucchero scarseggia.
Fuor di metafora, il cibo nelle sue innumerevoli ricette non ci stanca mai. Per forza: è consolazione, ma soprattutto seduzione. E non possiamo che essere d’accordo con Nicolas Barreau: "Non c’è niente di più sensuale dell’amore, e del cibo. Perché sia in amore che a tavola è messa in gioco la nostra capacità di sentire, con tutti i sensi; di ascoltare con il cuore, e con il corpo… Forse per questo ho sempre amato le donne con un buon appetito: diffido di chi non mangia. E penso che se un uomo tiene davvero a una donna, può dimostrarlo in un solo modo: invitandola fuori a cena. In un ristorante branché, ma anche, semplicemente, nel "suo" posto segreto e speciale". Che per lei è? "Le Bélier, in un piccolo albergo di charme, L’Hotel, a Saint Germain. Con divanetti un po’ fané per stare vicini vicini e, volendo, tenersi per mano". E il menu? "Con lo champagne non si sbaglia mai. Anche se, confesso, per conquistare me basta del buon vino rosso e un piatto di lasagne: vado pazzo per il cibo italiano".
Food obsession. E’ per questo, allora, che prenotiamo nei ristoranti più golosi e sperimentali. E se non c’è posto ci mettiamo in lista d’attesa, disposti ad aspettare mesi, come succede nell’ormai mitico Noma, a Copenhagen, dove René Redzepi serve licheni e muschi gourmet. E’ sempre la food obsession che trasforma gli chef, soprattutto se giovani e bellocci, in nuove amatissime celebrities: vedi appunto René Redzepi o Jamie Oliver. O ancora Yotam Ottolenghi, il nuovo chef per cui tutti vanno pazzi a Londra (ebbene sì, sono stata a mangiare nel suo ultimo locale, Nopi, a Soho, e mi è piaciuto molto, una specie di Mediterranean Fusion: http://www.nopi-restaurant.com/ . Non era una cena romantica, ma un brunch con un'amica, dove abbiamo parlato solo d'amore; il che, a volte, è un ottimo equivalente).
Nomi famosi ovunque tranne che in Italia, dove vincono le cuoche nazionalpopolari che ricordano tanto la mamma, come Antonella Clerici (ma del resto, siamo in Italia). Peraltro, non sappiamo se i licheni ci aiuteranno davvero a conquistare qualcuno; ma per fortuna, c’è sempre lo champagne.

DICHIARAZIONI D'AMORE AL RISTORANTE? ATTENZIONE: PERICOLO IN VISTA. Almeno secondo Phoebe Damrosh, che dopo aver lavorato come cameriera in uno dei ristoranti più esclusivi di Manhattan, "Per Se", ci ha scritto sopra un libro, "Servizio compreso" (Ponte alle Grazie). E mi ha raccontato: "Mi è capitato di servire una coppia nervosissima: lei, ovviamente, si aspettava la proposta di matrimonio con anello, che però non arrivava. Alla fine abbiamo portato in tavola... un uovo di Fabergé. E lui le ha chiesto di sposarlo. Ma dentro l’uovo, pur preziosissimo, non c’era l’anello! Lei è scoppiata a piangere. Per fortuna lui aveva l’anello di fidanzamento in tasca. Non so però se l’abbia mai perdonato". Anche Phoebe, a proposito, ha trovato l’amore in cucina: ha sposato il sommelier. "Bello, alto, di colore, e già fidanzato. Ci è voluto molto tempo - e molte birre dopo la chiusura - per conquistarlo. Ho capito che anch’io gli interessavo quando mi ha regalato un cavatappi pieghevole e speciale per servire in tavola, fatto apposta per mancini come me. Solo dopo mi ha raccontato che aveva dovuto comprarne una scatola intera".

E IL RISTORANTE PIU’ ROMANTICO DELLA MIA VITA? Avrebbe potuto essere "Georges", all’ultimo piano del Pompidou di Parigi, terrazza con vista spettacolare sulla capitale, e menu all’altezza (anche del panorama). Peccato che la cena sia stata intossicata da meravigliose cameriere black, belle come principesse africane, che hanno distratto il mio commensale, nonché consorte, dal panorama (e questo pazienza), ma anche dalla sottoscritta. Ecco quindi altri ristoranti romantici su cui puntare:
1)Venezia. Nella città più romantica (e più invasa da turisti) del mondo, dove cenare? Da Bancogiro e Naranzaria, tra Rialto e il Mercato del Pesce: ma solo nella bella stagione, quando si può stare fuori, con vista sul Canal Grande. Info: www.naranzaria.it/ e www.osteriabancogiro.it/
2)Sulla spiaggia di Portonovo, nel Conero: dove lo chef Moreno Cedroni apre, solo d’estate, Il clandestino. Tavoli romantici sulla spiaggia, sotto le stelle, e il famoso "susci all’italiana". Info: www.morenocedroni.it/clandestino/main.php
3)Copenhagen. Mesi d’attesa per avere un tavolo nel ristorante più gourmet del mondo: Noma, dove René Redzepi è diventato una star (www.noma.dk/). Confesso: mi piacerebbe, tanto per provare i famosi licheni. Oppure Faviken, nel remoto nord della Svezia: è lì, pare, il "nuovo" Noma, dove lo chef Magnus Nilsson, con l’aria da vichingo, serve piatti per vichinghi reloaded. Ci si va d’inverno, quando fuori c’è - 30, e si dorme accanto al ristorante. Che volete di più romantico? Info: www.faviken.com.
4)New York. Lasciate perdere i ristoranti con lista d’attesa. A Manhattan fate un picnic sulla High Line, la "passeggiata" design e sopraelevata, di cui è appena stata inaugurata la seconda parte. E per sentirvi davvero newyorchesi, prendete un take away da Le Pain Quotidien, Dean & Deluca o Whole Foods.

Questo è, più o meno, un articolo che ho scritto per Velvet. Quanto mi piace uscire a cena... E voi, avete delle storie di romantic food o ristorante da raccontare?

La fortuna alla maniera di Sarajevo.

Venerdì, 28 ottobre 2011 @07:58

"A Sarajevo
in questa primavera del 1992,
tutto è possibile:
fai la coda per comprare il pane
e ti ritrovi all’ospedale
con una gamba amputata.
E poi dici anche
di aver avuto fortuna."
(Izet Sarajlić)

La geografia della guerra - e della fortuna. Bosnia, Libia, Siria, Palestina…

(I versi che ho scelto oggi per City sono del poeta bosniaco Izet Sarajlić, e sono stati scritti durante l'assedio di Sarajevo).

Ed eternamente andrò in giro con un ombrello cercando una cittadella rosa, piena di buone pasticcerie all’aperto.

Giovedì, 27 ottobre 2011 @08:39

"Ancora piove. Sembra piovere eternamente. Ed eternamente andrò in giro con un ombrello cercando una cittadella rosa, piena di buone pasticcerie all’aperto."
(Odisseas Elitis)
Per sedermi, ordinare un caffè e il dolce più dolce, e pensare a te. O forse, ci possiamo dare appuntamento?

(I versi che ho scelto oggi sono del poeta greco Odisseas Elitis, che nacque a Creta nel 1911, e sono tratti dalla raccolta "E’ presto ancora", Donzelli Editore.)

C’è qualcosa, ho capito, di più difficile della vita. Sono i giorni da vivere uno per uno.

Mercoledì, 26 ottobre 2011 @08:23

"C’è qualcosa, ho capito, di più difficile della vita. Sono i giorni da vivere uno per uno."
(Elvira Seminara)
Sono i giorni di assoluta malinconia, i giorni in cui ci sono solo desideri sospesi sul cuscino.

(La frase di oggi è tratta dal romanzo "Scusate la polvere", Nottetempo).

L’amore è un porto sicuro, una corrente, un vento.

Martedì, 25 ottobre 2011 @07:37

"L’amore, pensò un attimo prima di addormentarsi, è un porto dove si sa di essere al sicuro mentre onde alte come montagne si frangono sui moli e raffiche violente scuotono le manovre. O un aliseo, una corrente forte e costante. O un sonnifero… senza effetti collaterali"
(Björn Larsson)
E dunque buonanotte, amore mio.

(Sono nata a Trieste, città dove la bora è violenta, improvvisa, e a raffiche. Dura un giorno, due, poi smette. E quindi non sapevo cosa fosse l'aliseo: un vento forte e costante. Bello, vero? La frase di oggi è tratta da "I poeti morti non scrivono gialli", di Björn Larsson, Iperborea).

La domenica è un piccolo agosto.

Lunedì, 24 ottobre 2011 @07:36

"La domenica è un piccolo agosto"
(Francesca Genti)
E il lunedì ricomincia, sempre, l’inarrestabile autunno. Forse ci vuole un caffè doppio.

(Di Francesca Genti mi piacciono tutte le poesie, comprese quelle di cui rubo solo l'incipit, come oggi. Per scoprirla, cliccate sul suo nome).

Velluto!

Sabato, 22 ottobre 2011 @09:18

Già la parola ci accarezza: velluto. Certo, ci sono altri tessuti che ci scaldano e ci fanno sognare: cachemire, ovviamente, e poi lana, ciniglia, e tarlatana (chi ha letto "Piccole donne" sa di cosa parlo: l’abito da sera delle sorelle March). Ma il velluto ha un che di… vellutato, appunto. E’ uno dei pochi tessuti che vien voglia di accarezzare, quasi aspettandoci che faccia le fusa, come un gatto.
Per questo le amanti del velluto (io tra queste) sono contente: perché quest’autunno, pare, torna di moda. Con, new entry, incredibili accessori, che però mi lasciano un po’ perplessa. Che dire ad esempio delle décolleté in velluto, che hanno addirittura, oltre al fiocco, un tacco a spillo fatto di strass? O gli altissimi sandali da sera, e persino gli occhiali con montatura velvet? Ma poi per fortuna ci sono le borse, a cominciare dalla riedizione di un classico anni Sessanta, il bauletto trompe l’oeil disegnato da Roberta di Camerino. (Ricordate la mia storia di una borsa?).
E poi ci sono soprabiti, cappottini leggeri, micro-abiti. E persino un ritorno: i tailleur pantalone vagamente anni Ottanta. Con blazer di velluto, indossato dalle solite celebrities: ad esempio, Liz Hurley. Un attimo. Ho detto giacca di velluto? Non posso crederci. E’ da una vita che tento di convincere una mia amica a buttare via quelle giacche di velluto anni Ottanta che continua a tenere nell’armadio. Ma a quanto pare, ha ragione lei.

Questo è, molto rimaneggiato, un articolo di moda che ho scritto per Grazia. (A proposito: se cliccate sulla parola "moda", trovate altri miei pezzi pseudo-fashionisti in archivio. Vellutati o quasi). Io comunque nell’armadio ho ancora dei vellutati, morbidi, larghi pantaloni color verde petrolio e color melanzana, un piacere da indossare. E un micro-abito, che porterò anche quest’anno, con i leggings sotto. Ormai mi sono convertita ai leggings, chi l’avrebbe mai detto!

In questa chiara mattina di ottobre.

Venerdì, 21 ottobre 2011 @09:09

"Quella chiara mattina di ottobre
ero solo in cerca di un doppio espresso
e di una dose singola di antidepressivo,
eppure lì, sulla spiaggia della zona protetta
con le barche a remi capovolte,
mi sono sentito come se stessi passeggiando con Jane Austen…"
(Billy Collins)
In questa chiara mattina di ottobre, aspettando che ricominci il futuro.

(Il Buongiorno di oggi è tratto dalla poesia High, che trovate nella raccolta "Balistica", di Billy Collins, appena uscita per Fazi, con testo a fronte. Billy Collins, americano, è uno dei miei poeti preferiti!)

Vi ricordo anche che cliccando sul nome dell'autore, troverete automaticamente in archivio gli altri Buongiorno; che il venerdì trovate sempre sulla parte globish il Buongiorno in inglese; e che con Twitter potete avere Daily Lisa direttamente sul vostro telefonino, ogni mattina!

Se mi piaci solo tu.

Giovedì, 20 ottobre 2011 @07:49

"Ci sarà da preoccuparsi, se ci piacciono così tante cose di una persona sola?"
(Banana Yoshimoto)
Ci sarà da preoccuparsi, se mi piaci solo tu?


(Anche il Buongiorno di oggi è tratto da "High & Dry. Primo amore", di Banana Yoshimoto, Feltrinelli. Il primo amore di una ragazza di 14 anni. E un indimenticabile autunno).

Le ore migliori di Cenerentola erano quelle passate giù in cucina.

Mercoledì, 19 ottobre 2011 @10:33

"Le ore migliori di Cenerentola erano quelle passate giù in cucina
aveva per così dire
libertà d’intelletto.
Si stringeva le tempie fra le mani
i capelli ricoperti d’unto.
Volava con la mente verso luoghi lontani
Impensati
Inspiegabili
sensazioni che lei conosceva senza dare loro un nome.
E abbassava gli occhi sul grembiule
imbrattato e macchiato
e sapeva quanto è grande la distanza fra Qui e Lì"

(Dalia Rabikovitch)

In fondo, per arrivarci, basta uscire di casa.

(I versi che ho scelto oggi per City sono tratti dall'antologia "Poeti israeliani", Einaudi).

All’esselunga dell’amore compro un gelato a forma di sole.

Martedì, 18 ottobre 2011 @08:58

"All’esselunga dell’amore
compro un gelato a forma di sole.
Il sole vero ha meno colore
il vero amore non ha le nocciole"
(Francesca Genti)
Potessi comprarti al supermercato! Ti mangerei già per strada, tutto mio, finalmente solo per me.

(Conoscete Francesca Genti, vero? Una delle più brave e giovani poetesse italiane - anzi, posso dire la più brava? - che ha il coraggio di scrivere d’amore in rima, anche baciata! Comprate i suoi libri, mi raccomando: anche i poeti vanno all'esselunga, e dovranno pur mangiare, non solo gelati. A proposito: i versi di oggi sono tratti da "Il vero amore non ha le nocciole", Meridiano Zero. E una cosa buffa: Francesca mi ha raccontato quando ha visto, per strada, una ragazza che si era scritta questi versi sullo zainetto... Così ci piace la poesia: quando viaggia per il mondo)

Le poesie di Francesca Genti sono anche su e-book:
http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&view=article&catid=51:abbonamento-a-francesca-genti&id=107:francesca-genti

Collezionava albe, la cosa più inafferrabile.

Lunedì, 17 ottobre 2011 @08:59

"Più di vent’anni prima aveva scritto una poesia sul passaggio dal buio alla luce e sull’impossibilità di catturare l’istante esatto in cui finalmente si comincia a vedere qualcosa. Era stato un totale fallimento. Da allora, tranne rare eccezioni, si era sempre alzato mezz’ora prima del sorgere del sole per cercare di catturare la cosa più fuggevole del mondo… Collezionava albe, la cosa più inafferrabile".
(Björn Larsson)
Colleziono albe, tramonti, momenti di luce: momenti con te.

(Il Buongiorno di oggi è di un libro che sto leggendo in questi giorni: "I poeti morti non scrivono gialli", di Björn Larsson, pubblicato da Iperborea. La strana storia di un poeta "puro" e solitario, che ha accettato di scrivere un giallo - anche lui!, vive su una barca in un porto svedese, e viene assassinato. Ma è anche la storia del poliziotto-aspirante poeta che cerca di scoprire chi è stato. Un divertissement sulla moda dei gialli nordici, ma anche una curiosa, inaspettata riflessione sulla poesia oggi).

Londra, un abito fatto di foglie, e un giardino di architetti e poeti. (Svegliandosi in un vero club inglese).

Sabato, 15 ottobre 2011 @14:25

Ci sono momenti nella vita in cui ti sembra di scivolare, senza accorgertene, nelle pagine di un romanzo. A me è successo stamattina, quando mi sono svegliata in un club a Londra, così "retrò british" che sembrava disegnato apposta per me, dalle pagine di Lady Delafield (chi l’ha letto mi capirà: ricordate il Diario di una lady di provincia, che quando sbarca a Londra va al club, e alle cene, con il vestito ahimé dell’anno prima, e per comprarne uno nuovo deve impegnare l’anello ereditato dalla zia?). Il club in effetti è quello di un’amica, si chiama Royal Automobile Club, è su Pall Mall, proprio accanto a Trafalgar Square, e tra le varie cose meravigliose in stile provincial lady ci sono le lavagnette sopra la porta, con vero gessetto, su cui segnare messaggi vari per i camerieri… Ero tentata di ordinare un tè, anche perché il club ha la sua miscela, un tè nero di Ceylon buonissimo che si chiama Royal Automobile Club. Che dite, lo scrivo sulla porta?
Io però, a differenza di Lady Delafield, un vestito nuovo ce l’ho davvero, intonato alle foglie che scivolano nei parchi di Londra, in questa lucida e luminosa giornata d’ottobre; ed è un abito corto di un nylon setoso, di Colomba Leddi, che ha sopra delle foglie. Foglie vere, fotografate e digitalizzate. Lo potete vedere qui, cliccando appunto sulle foglie a destra:
http://www.colombaleddi.it/index1.html

E fuori c’è Londra, la Londra fibrillante di Frieze, la fiera-evento di arte contemporanea per cui sono venuta. E una Garden Marathon di artisti, architetti e poeti dentro e accanto al padiglione disegnato quest’anno dall’archistar Peter Zumthor, un'idea della Serpentine Gallery, ad Hyde Park. Mi trovate lì, con il mio abitino di foglie:
http://www.serpentinegallery.org/2011/08/garden_marathon.html

Ricorda, sei nudo di fronte alla morte. Segui il tuo cuore.

Venerdì, 14 ottobre 2011 @08:40

"Ricordarsi che moriremo è il miglior modo che io conosca per evitare una trappola: la trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Sei già nudo. Non c’è ragione di non seguire il proprio cuore."
(Steve Jobs)
Ricordalo: è quello che ti aiuterà a decidere. E’ la certezza della morte che ci fa scommettere sulla vita.

(Quando, settimana scorsa, è morto Steve Jobs, anche il mio iPhone - come ha scritto un'amica su Facebook - era triste. E anch'io, come tanti, per la prima volta ho letto il toccante discorso che il fondatore della Apple tenne a Stanford. Da lì ho tratto la frase che è il Buongiorno di oggi. Che trovate, come ogni venerdì, anche in inglese. Un bell'insegnamento dall'uomo che mi ha regalato il mio iPhone, il mio iPod, il MacBook da cui sto scrivendo).

Mi chiudo in una perla per sentirti il cuore, lievemente mare.

Giovedì, 13 ottobre 2011 @08:07

"Mi chiudo in una perla
per sentirti il cuore, lievemente
mare"
(Alberto Pellegatta)
Nel tuo abbraccio, sento il tuo cuore che batte; e, quasi un respiro, una promessa, il rumore del mare.

(I versi di oggi sono tratti da "L'ombra della salute" di Alberto Pellegatta: fa parte di una nuova collana di piccoli libri colorati, tutti dedicati a giovani poeti italiani, della Mondadori)

Luna piena.

Mercoledì, 12 ottobre 2011 @08:17

"Fu allora che vissi l’effetto luna piena. L’avevo chiamato così. Mi sentivo come una grande luna che continua a crescere piano piano, notte dopo notte, per arrivare allo stadio completo, luminosissimo, in cui niente manca, niente è di troppo… Nella vita di tutte noi c’è una luna piena. Se soltanto sapessimo riconoscerla per godercela almeno un po’, per sentirci diafane e realizzate."
(Marcela Serrano)
Semplice abbondanza: il mio cuore trabocca.

(La frase di oggi è della scrittrice cilena Marcela Serrano, ed è tratta dal suo ultimo romanzo: "Dieci donne", Feltrinelli).

Con la prima goccia di pioggia fu uccisa l’estate.

Martedì, 11 ottobre 2011 @08:15

"Con la prima goccia di pioggia fu uccisa l’estate"
(Odisseas Elitis)
Una lunghissima, luminosa estate. E ora finalmente nebbia, terra bagnata, foglie per terra, sere appena dorate: ora, spero in un carezzevole autunno.

(I versi di oggi, del poeta greco Odisseas Elitis, che nacque a Creta nel 1911, sono tratti dalla raccolta "E’ presto ancora", Donzelli Editore.)

Temporale. E farfalle.

Lunedì, 10 ottobre 2011 @09:14

"D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti -
un museo di farfalle"
(Tomas Tranströmer)
La mia vita. Un battito d’ali. Leggera e palpitante. Luce di temporale.

(Non credo che Tomas Tranströmer, il premio Nobel per la letteratura di quest’anno, ottantenne svedese serissimo ed ermetico, ed assolutamente sconosciuto - almeno in Italia - apprezzerebbe il mio zuccheroso commento. O forse sì. Se, come me, pensa alle farfalle di Keats. E a come le ha trasformate la regista Jane Campion in "Bright Star": una stanza piena di desiderio, di sogni d’amore e di farfalle).

Intanto grazie a un altro poeta, Massimo Gezzi (lo conoscete, vero? Ricordate i Buongiorno che gli ho rubato?), e al suo link prezioso per conoscere Tranströmer. E grazie anche a Franco Buffoni, che ha tradotto le poesie che ho letto e sforbiciato:
http://www.leparoleelecose.it/?p=1236

A proposito di Trieste, di cielo che corre veloce e di barche a vela.

Domenica, 9 ottobre 2011 @10:41

Sono a Trieste per la mia prima Barcolana: la regata di più di mille barche nel golfo. No, niente di eroico: non sono a bordo di una barca a vela, ma una semplice e pigra osservatrice, dall’alto di una terrazza sul mare. E dire che il Consorte è velista, nonché sciatore, nonché tecnico, sportivo, aggiustatore, eccetera eccetera: ma niente di tutto questo è passato per osmosi nel matrimonio. Io continuo ad essere così agile che riesco a cadere perfino dalle infradito. E l’unica volta che siamo stati (da soli) in barca a vela, dopo l’ennesimo applauso umiliante dei velisti provetti nell’ennesimo porticciolo sperduto (il mio contributo all’ormeggio era sempre, a quanto pare, catastrofico e degno di Woody Allen), ho rinunciato a fare da ciurma.
Però Trieste è bellissima e mercoledì siamo riusciti a fare ancora un bagno in mare, nel mezzo del golfo (prima che la temperatura calasse di quasi 20 gradi: il più rapido passaggio estate/inverno dell'universo). Però come corre il cielo, a giudicare dalle nuvole. E dalle barche.

Non ho la forza di chiudere la porta che hai lasciato socchiusa.

Venerdì, 7 ottobre 2011 @10:21

"Non ho la forza di chiudere la porta che hai lasciato socchiusa".
(Anna Achmatova)
Non ho la forza di lasciarti, di andarmene senza voltarmi, di accettare che nella mia vita non vuoi esserci più.

(La frase che ho scelto oggi per City è della poetessa russa Anna Achmatova. E nasconde un incontro d’amore appassionato e struggente: una notte, nel 1945, a Mosca. Lei aveva più di cinquant’anni, i graffi della storia sul cuore; lui, filosofo, attaché diplomatico negli anni pre guerra fredda, 36. Fu una notte di "luce riflessa in pienezza". Una notte, e la poesia che la Achmatova scrisse dopo il loro incontro).

Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche nella parte globish del sito. E che, con Twitter, potete avere il mio Buongiorno ogni mattina sul vostro telefonino! Daily Lisa.

Pensai che l’autunno mi sarebbe piaciuto per sempre.

Giovedì, 6 ottobre 2011 @07:51

"Pensai che l’autunno mi sarebbe piaciuto per sempre. Era la prima volta che condividevo qualcosa con qualcun altro… e con un uomo, soprattutto. Qualcosa di importante. Potevo credere in lui. Volevo conoscerlo meglio… Ma quello era un momento sfavillante, necessario alla mia esistenza. Uno sfavillìo magico, come di luce riflessa in pienezza".
(Banana Yoshimoto)
Conoscersi, è luce improvvisa.

(La frase che ho scelto oggi per City è tratta da "High & Dry. Primo amore", Feltrinelli, di . Banana Yoshimoto. Dove la scrittrice giapponese racconta delicatamente il primo amore di una ragazza di quattordici anni. E i piccoli miracoli dell'autunno. Ma anche il mio commento, oggi, è una frase rubata: è un verso di Pedro Salinas, che era il Buongiorno del 18 settembre 2009, ricordate?).

Non per disamore, per fretta, quest’altra forma del disamore.

Mercoledì, 5 ottobre 2011 @08:23

"Avevo una madre inaccessibile, separata, non per disamore, per fretta, quest’altra forma del disamore."
(Donatella Di Pietrantonio)
La fretta e la distanza e la rabbia e tutto quello che abbiamo perduto.

(La frase di oggi è tratta da un piccolo, struggente libro di un'esordiente, che mi è molto piaciuto: "Mia madre è un fiume". La storia di una madre che perde la memoria, della figlia che le racconta, giorno dopo giorno la sua vita. La storia di un disamore, eppure di un amore. Bello. L'ha scritto Donatella Di Pietrantonio, l'editore è Elliot.)

Autunno, il trionfo del rosso e dell’oro.

Martedì, 4 ottobre 2011 @08:36

"L’autunno è vistosamente presente nel giardino di mia madre. Le sue dalie e i suoi astri sembrano più grandi, con colori più sgargianti, i suoi cespugli più carichi di bacche e più accesi che altrove. Masse di foglie rosse, gialle e d’oro brunito si stagliano sullo sfondo scuro del bosco di abeti come un susseguirsi di quinte in una féerie barocca."
(Hella Haasse)
Autunno, il trionfo del rosso e dell’oro.

Questa frase è tratta da "Genius loci", di Hella Haase, pubblicato pochi mesi fa da Iperborea. Un piccolo volume con due strani, affascinanti, quasi onirici racconti ambientati tra foglie e giardini. L’autrice, olandese, ma nata nel 1918 a Batavia (l’antico nome di Giava, che allora faceva parte delle Indie Olandesi), è poco conosciuta in Italia, ed è un peccato. E’ morta pochi giorni fa, a 93 anni: la frase di oggi, dunque, è anche un modo per ricordarla. Mi spiace non averla mai incontrata. Avrei avuto molte cose da chiederle; di un’isola che amo molto, Giava, e di una città che mi è sempre stata simpatica, Amsterdam. Una donna tra due Paesi, due culture, due mondi. Una bellissima vertigine.

Corre in maniera stupenda il cielo, a giudicare dalle nuvole.

Lunedì, 3 ottobre 2011 @08:16

"Corre in maniera stupenda il cielo, a giudicare dalle nuvole".
(Odisseas Elitis)
Il vento, le nuvole, il cielo: bello essere vivi, oggi.

Si innamorò come si innamorano sempre tutte le donne intelligenti: come un’idiota.

Sabato, 1 ottobre 2011 @09:21

"Si innamoro' come si innamorano sempre tutte le donne intelligenti: come un'idiota".
(Angeles Mastretta)
Ma del resto, e' possibile innamorarsi in modo intelligente?

(La frase della scrittrice messicana Angeles Mastretta e' tratta da un suo vecchio libro di racconti, "Donne dagli occhi grandi").

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.