Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Ti aspetto con gioia come se tu fossi un intero paese, e completamente nuovo.

Martedì, 31 luglio 2012 @07:50

"Ti aspetto con gioia come se tu fossi un intero paese e completamente nuovo. "
(Marina Cvetaeva)
Ti aspetto, sul confine tra me e te.

Mi piace questa frase della poetessa russa Marina Cvetaeva: è tratta da una sua lettera a Rilke, e dall’epistolario "Il settimo sogno", Editori Riuniti (un epistolario a tre, tra lei, Rilke e Pasternak: e il sottotitolo è "Lettere 1926", perché le lettere furono scritte tutte nell'arco dello stesso anno: il 1926, appunto.). Mi piace, questa frase, perché l’amore in fondo è un viaggio – questo viaggio chiamato amore (ed era il titolo di un altro carteggio tra poeti, quello tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, poi diventato un film). Mi piace perché è tempo di viaggi: viaggi intorno al mondo, al bar all’angolo sotto gli alberi, al libro aperto sul comodino; viaggi intorno e verso la persona che ci dorme accanto da anni, o quella che abbiamo appena incontrato, quella che arriverà… Forse l’amore allora è questo: un viaggio, certo; ma anche il non dimenticare mai che chi amiamo è un paese, un paese da guardare sempre con occhi nuovi.

L’amore è brina. Che sogno averti vicina.

Lunedì, 30 luglio 2012 @09:52

"Trapeli un po’ di verde
il limone, il sifone,
il piccolo portone
della pensione,
trapeli il blu,
anche tu
vestita col tuo nudo rosa,
ogni cosa amorosa.
Amore è amore
liscio alla sua foce.
Un’alpe zuccherina,
l’amore è brina.
Che sogno averti vicina
Notturna, fresca, sottovoce."
(Alfonso Gatto)
L’amore è brina. Luccica ed è fresca, d’estate.

Il Buongiorno di oggi – che si intitola Sogno d’estate – è tratto dall’antologia "Poesia d’amore del Novecento", Crocetti. Mi piace quel portone della pensione, che immagino al mare, o forse in montagna, una pensione qualsiasi, allegra, nascosta, colorata. Mi piace l'idea di vacanze in due. Di un amore che d'estate è fresco e sottovoce, d'inverno scalda, come una morbida coperta.

Libri nella valigia (o nel Kindle) dell’estate.

Venerdì, 27 luglio 2012 @14:14

Che libri mettere in valigia quest’estate? A parte i miei, s’intende, se non li avete ancora letti (per le ritardatarie o neo-sintonizzate ricordo: "Confessioni di un’aspirante madre" e "Glam Cheap", entrambi Sonzogno, che potete ordinare qui dal sito). Il mio prossimo romanzo uscirà in autunno, in tempo per le prime foglie per terra e le tazze di tè… E con un’altra casa editrice: Baldini Castoldi Dalai, quella di Snoopy. Sarà un caso?

Ma veniamo ai libri dell’estate. Quest’anno, come avete probabilmente capito, ho avuto una grande passione per André Aciman, di cui consiglio almeno l’ultimo, "Notti bianche" (Guanda). Ma anche "La trama del matrimonio", di Jeffrey Eugenides (Mondadori), che ho osato regalare ad amici maschi; e "La buona società" di Amor Towles (Neri Pozza). Scritti da maschi, ma tutti libri intorno all'amore, al romanticismo reloaded, alla scintilla alchemica del desiderio... Frammenti di un discorso amoroso.
Per una lettura vintage ma spiritosa e intelligente, un po’ alla Dorothy Parker, "Gli uomini della sua vita" di Mary McCarthy, scritto negli anni Trenta ma appena riedito da Minimum Fax (piacerà a chi ha amato "Il meglio della vita" di Rona Jaffe, e "La nonna vuota il sacco" di Irene Dische, entrambi Neri Pozza; ed è l’occasione di cercare il suo "Il gruppo", che fece scandalo alla fine degli anni Sessanta, e che trovate nei tascabili Einaudi).
Se vi sono piaciuti "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew" di Winifred Watson (Neri Pozza) e "Diario di una Lady di provincia" di Lady Delafield (Neri Pozza), due gioielli vintage degli anni Trenta, è stato appena pubblicato da Adelphi "L’amore in un clima freddo" di Nancy Mitford (Adelphi), anche se mi aveva molto più divertito letto in inglese; e il delizioso "I segreti di Sible Pelden" di Stella Gibbons, di una nuova casa editrice al femminile, Astoria. Per un'estate in leggerezza. Quest’anno mi è anche molto piaciuto "La mano che teneva la mia" di Maggie O’ Farrell (Guanda). E come non citare l’amatissima Elizabeth von Arnim? L’ultimo libro proposto da Bollati Boringhieri è anche uno dei migliori: "Il circolo delle ingrate".
Romanzoni al limite del kitsch ma comunque divertenti: il porno soft "Cinquanta sfumature di grigio" (Mondadori), e "Nella terra della nuvola bianca", di Sarah Lark (Sonzogno), più di 500 pagine per un librone che in Germania e in Spagna è stato un bestseller da un milione di copie. La terra della nuvola bianca è la Nuova Zelanda, dove arrivano, nel 1852, due ragazze inglesi promesse spose a uomini mai visti prima: troveranno amore, delusioni ma anche sesso sfrenato, cavalli e brughiere, vita selvaggia e nuove frontiere.
LIbri con vestiti dentro? "L'armadio dei vestiti dimenticati" (Garzanti), di Riikka Pulkkinen; e "Le bugie hanno le gonne corte" di Erin McKean (Piemme), che nonostante il titolo disastroso è un post chick lit leggero e sorridente, ambientato in un negozio di abiti vintage.
Mi rendo conto che non ci sono dei gialli… Forse perché gli ultimi, anche l’ultimo Connelly, non mi hanno appassionato; salvo solo quelli Sellerio di Esmahan Aykol, ma probabilmente perché sono stata ad Istanbul, e la protagonista è una divertente quarantenne single, un po’ berlinese e un po’ turca, che vive a Istanbul dove ha una libreria… di thriller, per l’appunto.

Infine, mi sono scaricata il mio primo Kindle-libro, che leggerò sull'iPad: "The summer without men", di Siri Hustvedt, moglie bella e bionda di Paul Auster. In Italia tradotto da Einaudi.

Per curiosare tra i libri consigliati negli anni passati andate qui, per il 2011 http://www.lisacorva.com/it/view/520/
e qui per il 2010
http://www.lisacorva.com/it/view/262/

Buone letture! Ovunque sarete. Io partirò ai primi di agosto: destinazione, spero, un'isola.

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola, con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.

Venerdì, 27 luglio 2012 @09:24

"Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.

Quando sei vecchia puoi indossare assurde camicie e ingrassare
E mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
O solo pane e sottaceti per una settimana,
E accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.

Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
E pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
E dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.

Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola".
(Jenny Joseph)
Sì, forse dobbiamo tutti cominciare a vestirci di viola, o a metterci un cappello rosso. Piccole pazzie quotidiane, per strizzare l'occhio al mondo.

Da questo piccolo buffo poema in inglese, è nata una vera e propria Red Hat Society, di ironiche signore decisamente over 50, che si ritrovano indossando un cappello rosso: in America sono ormai un milione e mezzo. (L’autrice poi è stata rintracciata: si chiama Jenny Joseph, è un’inglese nata nel 1932, e prima di diventare la lady con il cappello porpora si è guadagnata da vivere scrivendo libri per bambini). Perché le poesie hanno una seconda vita, una vita segreta: su web. Ma in genere, all’insaputa dei poeti. Lì passano di sito in sito; vengono tagliuzzate, manipolate, strapazzate e soffocate di emozioni non loro. Finiscono in un’e-mail circolare o in uno degli innumerevoli blog che popolano la rete (come il mio). E a volte succede persino che cambino autore.
L’esempio più eclatante? Neruda. Una poesia struggente, il cui incipit è "Lentamente muore". Peccato non sia del poeta cileno premio Nobel, ma di una scrittrice brasiliana quarantenne, Martha Medeiros (pubblicata in Italia da Cavallo di ferro). Eppure, spacciata per Neruda, ha conquistato i romantici di tutto il mondo.
Ma a me piace la poesia di oggi, l'idea di infilarsi in testa un cappello rosso e godersi la vita...


Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche in inglese: Friday Lisa. E che con Twitter potete avere il mio Buongiorno ogni mattina, sul vostro telefonino.

Ma le isole esistono se in esse abbiamo amato.

Giovedì, 26 luglio 2012 @08:01

"Ma le isole
esistono "se in esse abbiamo amato" –
se abbiamo amato
ora il ritorno non è più un’idea
ora la nave è ferma al molo"
(Daniela Attanasio)
L’isola, le isole che mi aspettano.

Il Buongiorno di oggi - dedicato a Ginostra, l'isola che ha ispirato Daniela Attanasio, l'isola delle sue estati - è tratto dall’antologia appena uscita "Nuovi poeti italiani" (Einaudi): anzi, poetesse, perché sono tutte voci di donne. Quanta voglia di partire. Quanta voglia di isole. Le isole che ho amato. Le isole dove ho amato, e sono stata amata.

Ecco la mia vecchia Sicilia: le campagne ove la notte più nera non riesce a render bruno il mandorlo fiorito.

Mercoledì, 25 luglio 2012 @07:58

"Ecco la mia vecchia Sicilia: le campagne ove la notte più nera non riesce a render bruno il mandorlo fiorito; i girasoli che s’affacciano dai muri come barboncini sonnacchiosi; i papaveri alti quanto bambine che poggino la testa sul fianco dei grandi… Terrazze deserte e screpolate, dalle quali non vidi mai affacciarsi persone, ma l’aurora, le stelle, la luna e l’intero cielo d’estate."
(Vitaliano Brancati)
Il cielo dell’estate.

Il Buongiorno di oggi è tratto dall'antologia "Cento Sicilie", Bompiani.

Nudo il tuo corpo, autentico – risposta definitiva al niente.

Martedì, 24 luglio 2012 @08:51

"Nudo il tuo corpo,
autentico –
risposta definitiva al niente.
Vieni."
(Ghiannis Ritsos)
Amore mio.

Estate per me sono i versi nudi e sensuali del poeta greco Ghiannis Ritsos.

Sentire il mondo con gli occhi di un uccello, con le zampe di un cane.

Lunedì, 23 luglio 2012 @08:54

"Sentire
il mondo
con gli occhi
di un uccello
con le zampe
di un cane"
(Franco Arminio)
Il mondo visto dalle foglie.

I versi di oggi sono tratti da "Stato in luogo", Transeuropa, e sono il regalo di un amico lontano… che ha un amatissimo cane. Franco Arminio è un poeta che vive in Irpinia, in provincia di Avellino.

Ciò che mi interessa è l’istante presente, bisogna trovare ogni giorno il modo di essere felici.

Venerdì, 20 luglio 2012 @08:06

"Ciò che mi interessa è l’istante presente, bisogna trovare ogni giorno il modo di essere felici."
(Jacques Henri Lartigue)
Felicità, accarezzami. Illuminami.

Lartigue è stato uno dei grandi fotografi del Novecento. E della Costa Azzurra che amava tanto, dove morì. La frase di oggi è stata per molto tempo nella mia libreria: l’invito a una mostra, insieme a una sua foto in bianco e nero: un uomo vestito di lino chiaro, sotto a dei pini mediterranei. Dietro, il mare.

Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno anche in "globish": oggi, non in inglese, ma in originale, ovvero in francese. Vi ricordo anche che se mi seguite su Twitter avrete ogni mattina il mio Buongiorno in diretta, sul vostro telefonino. E che se cliccate sul bollo "Il mondo di Lisa" troverete le immagini di tutto quello che mi piace...

Osserva la bellezza della luna nuova, che spunta e squarcia col suo apparire le tenebre.

Giovedì, 19 luglio 2012 @08:17

"Osserva la bellezza della luna nuova che spunta e squarcia col suo apparire le tenebre.
Sembra una falce d’oro, che miete il narciso tra i fiori dei giardini."
(Ibn Hamdis)
Piaceri dell’estate: avere il tempo di guardare la luna.

Ibn Hamdis è un poeta arabo-siciliano dell’anno Mille. Lasciò l'isola, dov'era nato, verso il 1078, quando arrivarono i Normanni, e visse nell'Islam mediterraneo: prima a Siviglia, poi in Algeria. I versi di oggi sono tratti dall’antologia di poesie e prose "Cento sicilie", Bompiani.

Nel paradiso ho disegnato un’isola a te uguale e una casa sul mare.

Mercoledì, 18 luglio 2012 @08:28

"Nel paradiso ho disegnato un’isola
a te uguale e una casa sul mare
con un grande letto e una piccola porta"
(Odisseas Elitis)
E' questo e mi basta. Un’isola per noi.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "E' presto ancora" (Donzelli).

Alto eucalipto e ampia luna. Una stella trasale nell’acqua.

Martedì, 17 luglio 2012 @09:45

"Alto eucalipto e ampia luna.
Una stella trasale nell’acqua.
Cielo bianco, argentato.
Pietre, pietre scorticate fino in cima.
Accanto, nel basso fondale, s’udì
il secondo, il terzo salto d’un pesce.
Immensa, estatica orfanezza – libertà."
(Ghiannis Ritsos)
Semplicemente, libertà.

Il Buongiorno di oggi è tratto dall’antologia di uno dei miei poeti greci preferiti: "Pietre, ripetizioni, sbarre" (Crocetti). Ma quello che più mi ha colpito è una piccola frase in corsivo in fondo alla poesia: "Campo dei deportati politici di Partheni, isola di Leros". Era la fine degli anni Sessanta, gli anni della Grecia dei colonnelli, gli anni in cui combattè anche Alekòs Panagulis, il grande amore di Oriana Fallaci, quello a cui dedicò "Un uomo", ricordate? E la poesia, improvvisamente, diventa più forte, più vivida, più potente: non è solo un istante catturato di una notte al mare, un instagram, una polaroid. E’ una testimonianza di resistenza. E gratitudine, per la vita, sempre.

Perché nel posto dove vai non ci sono speranze né perdita, rimorso e dolore.

Lunedì, 16 luglio 2012 @09:48

"Intanto lei torna qui da me ogni volta che dormo, in sogno
e le dico bentornata, siediti intanto,
e lei rassetta, al suo solito, il cuscino,
è innaturale che una madre non rassetti il cuscino a suo figlio
e che il figlio rassetti invece il cuscino di sua madre
e asciugo i suoi sudori freddi e liscio i suoi capelli stopposi
e stringendole la mano fredda le dico non temere
il posto dove vai, non ne tornerai
a mani vuote come tante volte tornasti
perché nel posto dove vai non ci sono speranze
né perdita, rimorso e dolore, neppure quello di madre,
nel posto dove vai non manca nulla. E’ un posto perfetto."
(Natan Zach)
Nel posto dove vai. Nel posto dove sei.

I versi di oggi sono del poeta israeliano Natan Zach e sono tratti da "Sento cadere qualcosa", Einaudi.

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.

Venerdì, 13 luglio 2012 @08:21

"Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All’orlo della pioggia una vela."
(Derek Walcott)
Alla fine di questa frase, disegno un nuovo orizzonte.

Derek Walcott porta nei suoi versi l’ombra dei Caraibi: è nato nel 1930 nell’isola di Santa Lucia. Nobel per la letteratura nel ’92. I versi di oggi sono tratti da "Mappa di un nuovo mondo", Adelphi.

Come ogni venerdì, li trovate anche in inglese: cliccate su Lisa english/globish.
E come ogni venerdì, vi ricordo che seguendomi su Twitter avete il mio Buongiorno in diretta, ogni mattina, sul vostro telefonino… E infine, se cliccate sul "Il mondo di Lisa", dentro il bollo, troverete immagini del mio mondo e di quello che mi piace.

Era al sicuro nella sua infelicità.

Giovedì, 12 luglio 2012 @08:26

"Era stata felice prima che lui arrivasse. Afferrò quel pensiero e cercò di aggrapparvisi. Come se fosse un ramo su un fiume in piena. Ma era inutile, dovette ammettere che stava mentendo a se stessa. D’accordo, allora, non era felice. Ma, almeno, era al sicuro. Era al sicuro nella sua infelicità prima che lui arrivasse."
(Kathleen MacMahon)
Quando ci avvolgiamo nella tristezza come in una coperta. E no, non vogliamo uscire.

Ci sono libri che mi lasciano perplessa. Uno è quello di debutto della giornalista irlandese Kathleen MacMahon, "L’amore non ha fine" (Bompiani), da cui ho tratto la frase del Buongiorno di oggi. Brutta la copertina, brutto il titolo (strana traduzione dell’originale "This is how it ends"): insomma, non l’avrei mai preso in mano in libreria. Invece mi è arrivato per una recensione, e – incuriosita soprattutto dal fatto che l’autrice ha strappato un ricco anticipo dalla casa editrice – l’ho letto. Che cosa ne penso? Non lo regalerei e non lo regalerò, non lo consiglio neppure. Ma l’ho letto veloce veloce fino alla fine e lacrima finale. (Ecco, siete avvisate).
Storia di un amore che comincia e, tragicamente, finisce, in una fredda Dublino. Quello che mi è piaciuto? L’idea che l’amore possa arrivare quando meno te l’aspetti. Anche tardi, nella vita.

Tutti sanno essere appassionati, ma solo chi ama davvero sa essere stupido.

Mercoledì, 11 luglio 2012 @08:57

"Tutti sanno essere appassionati, ma solo chi ama davvero sa essere stupido."
(Rose Franken)
Nel caso avessimo bisogno di un’autorizzazione.

Rose Franken scrisse racconti e commedie in America negli anni ‘40. La sua eroina era Claudia, una housewife (non troppo "desperate") della provincia americana. Per la serie: frasi intelligenti di donne intelligenti del passato.

E devo sempre ricordare che la tua mano, stretta nella mia, è fatta di sogni.

Martedì, 10 luglio 2012 @08:14

"E noi? Non ci saranno elegie, né sonetti sulla separazione,
non ci dividerà lo schermo dei versi,
non si porrà fra noi una metafora riuscita,
l’unica separazione che ora ci minaccia è il sonno,
il profondo antro del sonno la cui soglia varchiamo separati,
- e devo sempre ricordare che la tua mano,
stretta nella mia, è fatta di sogni."
(Adam Zagajewski)
Nella tua mano, quando stringi la mia, sento tutti i nostri sogni.

Adam Zagajewski è un poeta polacco. Nato a Leopoli nel 1945, vive in America. I versi di oggi sono tratti da "Dalla vita degli oggetti", una raccolta appena pubblicata da Adelphi.

Conosci quell’istante del crepuscolo estivo dentro la stanza chiusa. Un tenue riflesso rosa.

Lunedì, 9 luglio 2012 @11:45

"Conosci quell’istante del crepuscolo estivo
dentro la stanza chiusa; un tenue riflesso rosa
obliquo sull’assito del soffitto; e la poesia
incompiuta sul tavolo – due versi in tutto,
promessa inadempiuta di un meraviglioso viaggio,
d’una certa libertà, d’una certa autosufficienza,
d’una certa (relativa, beninteso) immortalità.
Fuori, per strada, di già l’invocazione della notte,
le ombre leggere di dèi, uomini, biciclette…"
(Ghiannis Ritsos)
L’aria dolce e cipriata della sera. Estate.

Ghiannis Ritsos è uno dei miei poeti preferiti: cliccate sul suo nome... I versi di oggi sono tratti dall'antologia "Poeti greci del Novecento" , Meridiani Mondadori.

Perché il giallo è un colore sadomaso. (E se sia meglio preferire cinquanta sfumature di grigio).

Sabato, 7 luglio 2012 @13:57

Non so voi, ma la prima cosa che mi è venuta in mente pensando a "giallo" è il bestseller sadomaso "Cinquanta sfumature di Grigio" (a firma di una donna, E.L. James, appena pubblicato da Mondadori e già in classifica). Il titolo è un gioco di parole tra il nome del protagonista e le sfumature grigie delle possibili perversioni erotiche, ma ha un giallo potente dentro. Infatti è "giallo" la "safeword", ovvero la "parola di fuga" che Anastasia, la bella studentessa che si innamora del bellissimo, ricchissimo Mister Grey, deve pronunciare se i giochi erotici sono… troppo. Ebbene sì, confesso di averlo subito letto, il bestseller porno-soft (io, insieme ai 18 milioni di americane che l’hanno divorato nel giro di 10 settimane), e confesso anche che sono tentata di leggere le prossime puntate: "Cinquanta sfumature di nero", e il 17 luglio, "Cinquanta sfumature di rosso". Mi sono divertita non solo perché è davvero super-kitsch, ma perché, in fondo, è il racconto modernizzato della nostra solita perversione: Cenerentola che sogna e incontra il principe (l’ha scritto il New York Times e io sono assolutamente d’accordo). Questo è bello, ricco, gentile e generoso: piccolo problema, gli piace il bondage. Ma sono convinta che si farà salvare…
Del resto, anche il giallo è una perversione quasi sadomaso: perché è un colore allegro e potente (e questo è il piacere), ma spesso, una volta indossato, sta male (e questo è il dolore, modaiolo se non altro). Non a caso lo sceglie soprattutto chi ha la pelle naturalmente ambrata. Ma gli abiti gialli sono sempre un rischio. Se non vi sentite così sadomaso, puntate sugli accessori: zeppe-espadrillas, un paio di flats o una borsa. Dentro, ovviamente, una copia di "Cinquanta sfumature di Grigio", magari ben nascosta nel vostro Kindle. Così tutti si chiederanno che cosa state leggendo così appassionatamente in metropolitana o in spiaggia…

(Questo è, più o meno, un pezzo di moda che ho scritto per Grazia. Io in giallo ho un paio di borse estive color girasole, quasi scintillanti; e sul bestseller pornosoft dell’estate, bè, sono curiosa di sentire i vostri commenti).

Noi e il bosone di Higgs: la perfetta poesia dell’imperfezione.

Venerdì, 6 luglio 2012 @08:33

"La scoperta dichiara una visione grandiosa dell’universo descritto da leggi semplici, eleganti e simmetriche – ma un universo in cui ogni cosa interessante, noi compresi, è il risultato di imperfezioni o errori di quella simmetria"
(Dennis Overbye)
C’è una crepa in ogni cosa. E’ da lì che entra la luce.

Il Buongiorno di oggi è tratto da un articolo del New York Times sul bosone di Higgs. Il commento sono parole di una canzone di Leonard Cohen. Niente poeti dunque oggi, o forse sì, perché la poesia è ovunque.

Leggetelo, come ogni venerdì, in inglese: Friday Lisa. And please follow me on Twitter!

Sono gli amici che puoi chiamare alle 4 del mattino quelli che contano.

Giovedì, 5 luglio 2012 @07:59

"Sono gli amici che puoi chiamare alle 4 del mattino quelli che contano."
(Marlene Dietrich)
O perlomeno quelli che rispondono ai tuoi insonni sms.

Estate di lino, cauto autunno. Dunque, quello che cercavo, sono.

Mercoledì, 4 luglio 2012 @09:03

"Tanto mi accese la febbre di morte che il mio bagliore si rifranse nel sole.
E ora m’invia alla perfetta sintassi della pietra e dell’aria.
Dunque, quello che cercavo, sono.
Estate di lino, cauto autunno
Impercettibile inverno
La vita paga l’obolo della foglia d’olivo
E nella notte degli insensati con un piccolo grillo di nuovo decreta la legalità dell’Imprevisto".
(Odisseas Elitis)
Dunque, quello che cercavo, sono.

Estate, tempo di leggere e rileggere i poeti greci. Il Buongiorno di oggi è di Odisseas Elitis, nato sull'isola di Creta nel 1911. Ed è tratto da "E' presto ancora" (Donzelli), raccolta di sue poesie e prose.

0 commenti

Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto.

Martedì, 3 luglio 2012 @07:37

"Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente
che è tutto".
(Eugenio Montale)
Quel che resta del giorno.

I versi di oggi sono tratti da Satura, una raccolta delle ultime raccolte di Montale, Oscar Mondadori. "Quel che resta del giorno" è uno struggente film del '93 di James Ivory, con Anthony Hopkins, maggiordomo inglese che ripensa a "the remains of day", e a un amore, mai vissuto, quello con Emma Thompson.

Paura. Di te. Amarti è il rischio più alto.

Lunedì, 2 luglio 2012 @10:12

"Paura. Di te. Amarti
è il rischio più alto"
(Pedro Salinas)
Ma è solo un brivido, prima di tuffarmi. L’acqua sei tu.

Il Buongiorno di oggi è del poeta spagnolo Pedro Salinas; sono versi tratti da "La voce a te dovuta", Einaudi, la sua raccolta degli anni Trenta.

Piaceri semplici di luglio.

Domenica, 1 luglio 2012 @10:03

Prima domenica del mese. Ecco i miei piaceri semplici di luglio: aggiungete i vostri…

Lenzuola di lino. Per un compleanno speciale avevo chiesto a mia madre un regalo speciale: lenzuola di lino. Perché non ne abbiamo mai avute, "di famiglia": le lenzuole ricamate erano state usate dalla nonna, durante la guerra, per fare abiti per le bambine. Così sono arrivate, le lenzuole fresche che mi piace usare d’estate: di lino, bianchissime, con il bordo ricamato. Un piacere fresco scivolarci sopra.
Il profumo dell’elicriso. Sulle isole della mia infanzia cresce l’elicriso: un arbusto mediterraneo, piccoli fiori gialli che sanno vagamente di spezie. Mi piacciono tantissimo, a cominciare dal nome: elios in greco antico è il sole, krousos è oro. L'oro del sole. Ne raccolgo sempre un mazzo da far seccare e riportare a casa. Il profumo mi riporta all’estate.
Ghiaccioli al lampone. A Trieste c’è una gelateria, proprio accanto a piazza Unità, che vende ghiaccioli al lampone, all’anguria, alla fragola. I miei preferiti sono di lampone, da mangiare in piazza, in fretta prima che si sciolgano, il ghiaccio freddo sulla lingua.
I grilli la sera. Ovunque: in campagna e al mare. I grilli della sera. Tengo aperte le finestre per sentirli meglio.
Dormire di pomeriggio. Con una parola ormai desueta, "la controra". A casa, pigramente. In barca, all'ombra. O a letto, magari in una camera d’albergo, ma non necessariamente; sempre, le persiane chiuse, le serrande abbassate. Ombra.
Mirtilli. E le marmellate che arriveranno. Lo strudel con i mirtilli, o i mirtilli raccolti nei boschi, mangiati subito, con un po’ di limone. E marmellate, molte marmellate: quest’anno, mi dicono le amiche compiacenti che me le regaleranno, soprattutto di albicocche.
Una sdraio all'ombra. Ho una sdraio nuova in terrazza, una sdraio che sa di mare: la vedete – e ve la racconto – cliccando nel bollo, su "il mondo di Lisa".

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.