Lisa Corva

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Quelli a cui non abbiamo detto addio.

Mercoledì, 31 ottobre 2012 @10:37

"Dunque non ti ho detto addio
amica mia mia amica
e ora visiti le stanze
con andatura lieve
meno di una danza.
Sei aria che sorride,
che mi circonda amorosa
il buio tra le spalle,
sei soffio sul viso
tutta sorriso sei,
e sole insieme
guardiamo le foglie
piovere nel vento
della città operosa."
(Chandra Livia Candiani)
Questa solitudine in cui, a volte, ci sei anche tu.

I versi di oggi, tratti da "Nuovi poeti italiani", Einaudi, sono dedicati a Giulia, che amava le unghie blu, il Giappone, la danza classica e il fantasma dell’opera; Giulia che è morta a vent'anni; e a sua mamma Laura, che mi ha scritto ieri. E a tutti noi, che in questi giorni ricordiamo le persone a cui non siamo riusciti a dire addio. A cui non vogliamo, non possiamo dire, per sempre, addio.

Arrivasti improvviso, a diradare la mia nebbia di sempre.

Martedì, 30 ottobre 2012 @08:57

"Molti anni, e uno più duro sopra il lago
su cui s’illuminano aurore e attese.
Arrivasti improvviso, a diradare
la mia nebbia di sempre"
(Alida Airaghi)
Tu.

Il Buongiorno di oggi è tratto dall'antologia "Nuovi poeti italiani", Einaudi.

Sbuccia le mie parole. Scottano, come castagne.

Lunedì, 29 ottobre 2012 @08:24

"Cuocio le mie parole al forno di una cucina
che dà su di una valle chiusa
da un cielo sempre aperto
perché voglio
che scottino
a sbucciarle"
(Antonella Bukovac)
Parole come castagne. Scottano: sbucciale, sono buonissime, le mie parole d’amore per te.

I versi di oggi sono tratti dall'antologia "Nuovi poeti italiani", Einaudi, che in realtà raccoglie solo poetesse.

Piaceri semplici di ottobre.

Domenica, 28 ottobre 2012 @17:26

Le prime castagne. Anche voi avete notato quanto sono care? Pazienza: non voglio rinunciare al piacere di comprarle, in un sacchetto di carta, dal caldarrostaio, e mangiarle per strada, quando scottano ancora. E’ autunno, finalmente.
Nebbia. Nebbia agli irti colli piovigginando sale… Certo. Ma semplicemente la nebbia, la prima dolce nebbia del mattino, o di sera, che rende bella anche una sporca rumorosa Milano. O le campagne di periferia di qualunque città…
Foglie per terra. Camminarci sopra, calpestarle per sentirne il fruscìo, raccoglierne una e infilarla nel libro che portiamo in borsa (è il mio, vero?). Portarla a casa, quella foglia raccolta per strada, e pensare che vorremmo disegnarne i bordi, come quando avevamo cinque anni. Farlo insieme a un bambino. Sentirsi foglia.
Zucche e cachi & altri cibi color arancio. I miei cibi preferiti in ottobre sono quelli arancione, forse perché si accordano bene con il grigio soffuso delle giornate? E dunque crema di zucca (sbriciolo dentro un amaretto per renderla più dolce). E cachi mangiati al cucchiaio. E il gelato di cachi, quando riesco a trovarlo…
Il maglione preferito. Quello a cui non potremmo mai rinunciare, anche se magari è liso, rammendato. E’ il momento di tirarlo fuori, ritrovare il suo abbraccio. Io ne ho uno grigio, di cachemire sottile sottile, un regalo di tanti anni fa, ricucito più volte. Il consorte mi sgrida quando lo metto, così lo indosso di nascosto, magari in viaggio: non voglio rinunciare a quel caldo rammendato abbraccio, bello come certe amicizie, che resistono anche agli strappi della vita.

Questi sono i miei piaceri semplici di ottobre. Aspetto i vostri.

Io, le scarpe giuste, le recensioni twizy e le prime presentazioni.

Sabato, 27 ottobre 2012 @20:48

"C'è la poesia di un molo ventoso. C'è una giovane donna che aspetta un uomo conosciuto su Fb, e "c'è il bisogno che tutti abbiamo di sperimentare e rischiare l'ignoto", scrive Lisa Corva in "Ultimamente mi sveglio felice": la letteratura, dice, ci insegna che nulla è come appare. E che la forza del nuovo sta che non ci sono ancora caselle mentali pronte ad accoglierlo".
Comincia così la recensione del mio libro, a firma di Fiona Diwan, su Io Donna in allegato oggi con il Corriere della Sera; una recensione surreale e divertente, perché sono nella pagina delle automobili, e la pagina è in realtà dedicata... alla Renault Twizy. L'auto elettrica del futuro, a quanto pare. Lisa Twizy, insomma!

Mi piace vedere come il mio libro viene letto, trasformato e "twizzato" (non esiste, lo so, ma mi piaceva inventare parole nuove, come Frida Kahlo con "io ti cielo", ricordate?).
Ad esempio sulla Gazzetta di Mantova, a firma di Tina Guiducci: "Come regola i battiti del cuore una ragazza dell'era 2.0, il nome improbabile che salta fuori molto in là, le unghie blu, due cellulari per compagni di letto e un numero imprecisato di paillettes smarrite per incuria (che è poi lungimiranza, Pollicino docet? Come tutte le ragazze prima e dopo di lei: cercando segnali, interrogando aruspici, tentando di trasformare fascinazioni in possibili amori? Che importa se al fruscio della carta da lettera si è sostituito il bip degli sms, se il molo ventoso non è il teatro del primo bacio, se, insomma, ciò che è non è ciò che dovrebbe essere? Quando meno te lo aspetti, il cuore accelererà il suo ritmo e ogni cosa andrà a posto. L'amore, come la poesia e il glitter, è potente. La copertina è strepitosa".


E infine Gioia, a firma di Erica Arosio: "Se hai la scarpa giusta puoi arrivare dappertutto, anche da quell’uomo meraviglioso incontrato su FB... Puoi farcela, perché sei romantica, perché le paillettes di cui è intessuta la tua vita e che semini, illuminano la strada. La vita della ragazza dalle unghie blu che scopriamo, profumo dopo profumo (crea essenze distillando fragranze di emozioni) è un subbuglio di leggerezza, citazioni, poesie che, come petali in un giardino di primavera prima o poi ti cadono addosso. Basta avere l’accortezza di non scostarsi. Romantico".

Recensioni twizy a parte, avete voglia di incontrarmi? Le prime presentazioni saranno:
A Roma mercoledì 7 novembre, alla libreria Arion di Palazzo delle Esposizioni, via Milano 15/17. Ore 18.30. Con nail bar Chanel per dipingersi le unghie di blu, se volete provarci anche voi...
E a Milano giovedì 8 novembre, nell'atelier della mia stilista preferita, Colomba Leddi, via Revere 3 (MM Cadorna; il sito è http://www.colombaleddi.it/index2.html ). In mezzo ad abiti e cappotti. Sempre alle 18.30. Dress code: unghie blu.

La distanza più breve tra due punti è spesso intollerabile.

Venerdì, 26 ottobre 2012 @09:58

"La distanza più breve tra due punti è spesso intollerabile".

No, non è la frase di uno scrittore o di un poeta, il mio Buongiorno di oggi. Ma era la frase d'invito a una mostra di arte contemporanea a Milano, che mi è rimasta in testa da più di un anno… Forse perché a volte nelle relazioni, e in amore, è così: l’intimità scotta e brucia, non tutti sono capaci di sostenerla, c’è chi si allontana.

Leggete la frase in inglese, come sempre: Friday Lisa. E seguitemi su Twitter! E’ lì che sto postando le foto di tutte le mie recensioni : dopo la paginata sul Piccolo di Trieste e l’intervista su Grazia, piccole ma glitter recensioni su Cosmopolitan, A, Gioia, un’anticipazione su Starbene di ottobre e una buffa autorecensione su Glamour di novembre, già in edicola…
Infine, la prima presentazione: sarà a Milano, l’8 novembre, nell’atelier della mia stilista preferita, Colomba Leddi, in via Revere 3. Alle 18.30. Dress code: unghie blu! Come la protagonista del mio libro. Siete tutti invitati.

L’armadio con tutti i tuoi vestiti. Con il profumo di te. Quando mi mancavi tanto, andavo a sedermici dentro.

Giovedì, 25 ottobre 2012 @08:53

"Dopo la tua morte ho tenuto chiuso il tuo armadio con tutti i tuoi vestiti, con tutte le tue belle cravatte. Con il profumo di te. Quando mi mancavi tanto, andavo a sedermici dentro".
(Trudi Kanter)
Quanta nostalgia di te.

La frase di oggi è tratta dal romanzo "Ragazze, cappelli e Hitler" di Trudi Kanter (e/o).

Ho voglia di dormire solamente per rimanere nascosta in fondo all’ombra, e pensarti.

Mercoledì, 24 ottobre 2012 @07:40

"Ho voglia di dormire solamente
per spegnere la luce rimanere
nascosta in fondo all’ombra di pensarti"
(Isabella Leardini)
Addormentarmi, pensando a te.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Nuovi poeti italiani", Einaudi.

La prima donna alla quale aveva permesso di toccare il suo amaro nocciolo di solitudine.

Martedì, 23 ottobre 2012 @06:37

"La prima donna alla quale aveva permesso di toccare il suo amaro nocciolo di solitudine"
(Eshkol Nevo)
Intimità.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Neuland", Neri Pozza, di Eshkol Nevo, un giovane scrittore israeliano che ho incontrato proprio ieri sera a Tel Aviv (sì, sono ancora a Tel Aviv!). Mi ha dato appuntamento a Neve Tsedek, che è uno dei quartieri più belli della città, case basse, alberi in fiore, baretti e negozi. E un caffè molto amato che si chiama Tazza d'Oro, proprio come la torrefazione di Roma (e infatti il caffè viene da lì). Abbiamo parlato di quanto vibrano le città, e i luoghi, e le pagine dei romanzi, e gli ho raccontato che avrei sfilato una frase dal suo libro per il mio blog, e per il Buongiorno per voi. Oggi ci leggerà anche lui.

Ho sentito dalle dune alcuni spari, come un rumore di pagine sfogliate con secco nervosismo nel libro della vita e della morte.

Lunedì, 22 ottobre 2012 @08:32

"Ho sentito dalle dune alcuni spari, come
un rumore di pagine sfogliate con secco nervosismo
nel libro della vita e della morte"
(Yehuda Amichai)
Oltre le dune.

No, non ho sentito spari qui a Tel Aviv. Ma oltre le dune c'è Israele. I versi di oggi sono tratti da Poeti israeliani, Einaudi.

Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina.

Venerdì, 19 ottobre 2012 @07:26

"Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina"
(Sant'Agostino)
La tua vita è un libro. Non lasciare che qualcun altro scriva la tua storia.

La frase di oggi mi aspettava in camera, nel Brown Hotel di Tel Aviv, scritta su un leggerissimo pezzo di carta velina. Una Buonanotte che ho trasformato in un Buongiorno. Come ogni venerdì, Friday Lisa: la trovate anche in inglese nella parte globish del sito.

Ma stavolta, vi auguro anche buon weekend insieme alla mia peonia di carta. Continuate a raccontarmi dove mi comprate, in che città, in che libreria, a chi mi regalate... Guardo fuori dalla finestra, vedo grattacieli, cantieri, vecchie case Bauhaus, in fondo il sapore del mare; e sogno un'invasione di petali e peonie.

Oggi aspetto il vento.

Giovedì, 18 ottobre 2012 @08:31

"Viene il vento.
Non ha in sé domande.
Non l’hanno invitato a venire.

Accarezza come sa,
come ha sempre fatto, come fosse
ancora possibile, anche qua".
(Natan Zach)

Il vento che aspetto. Nuove direzioni.

Anch'io oggi aspetto il vento: tra poco prendo un volo per Tel Aviv, dove vado per un reportage di architettura e design. Per questo oggi il mio Buongiorno è di un poeta israeliano, nato a Berlino nel 1930, vive proprio a Tel Aviv. I versi sono tratti dalla sua antologia "Sento cadere qualcosa", Einaudi.

Mi piace, quando viene la sera, vedere che i tuoi occhi risplendono.

Mercoledì, 17 ottobre 2012 @07:06

"E adesso anche tu, avendo io dimenticato,
sei ritornata nuda, all’inizio.
Sciogli nell’aria i tuoi capelli d’oro
e anche tu sei dimentica.
Mi piace guardarti senza averti conosciuto,
senza riconoscerti.
Mi piace guardarti mentre ti addormenti sull’erba
e cammini sui viali.
Mi piace, quando viene la sera, vedere che diventa bruno il tuo viso
e i tuoi occhi risplendono"
(Claudio Damiani)
Come mi piace guardarti.

E' vero, sono una "spacciatrice di poesie", come quella che incontrate nel mio romanzo. Ma anch'io ho un pusher di fiducia: si chiama Mauro e mi ha appena consigliato un libro di un poeta italiano, "Il fico sulla fortezza", Fazi. Da lì è tratto il Buongiorno di oggi.

Dell’infanzia mi manca il risveglio, quando mamma preparava la colazione e l’aroma del caffè annunciava la mattina.

Martedì, 16 ottobre 2012 @08:18

"Dell’infanzia mi manca il risveglio, quando mamma preparava la colazione e l’aroma del caffè annunciava la mattina. Sentivo il rombo dello scooter del fattorino allontanarsi nella via. Ci lanciava il giornale puntualmente alle sei e quarantacinque. Mamma accendeva la luce in bagno, l’acqua scorreva, l’anta dell’armadietto di legno cigolava, una, due volte. Poi si affacciava alla porta della mia stanza, si avvicinava, sedeva sul bordo del letto, mi pizzicava delicatamente i fianchi come per farmi il solletico, mi baciava la fronte e sussurrava: Ti aspetto giù…. A mamma il caffè piace forte, come allora, nonostante gli anni ne abbiano ammorbidito il temperamento. Intenso superiore ricco, dice d’un fiato. Queste sono le qualità di un caffè completo, con la giusta corposità".
(Widad Tamimi)
Il caffè del mattino.

No, mia madre non beveva caffè al mattino: sono cresciuta a tazze bollenti di tè. Ma anche questo è il bello di incontrare altre persone, altri mondi, altri libri: il Buongiorno di oggi è infatti l’incipit del primo romanzo di una mia nuova amica, Widad Tamimi, nome arabo come i caffè che danno ritmo al suo libro (e le sue estati d'infanzia ad Amman, in Giordania), ma cresciuta a Milano, e ora altrove… I libro si intitola "Il caffè delle donne" (Mondadori), e verrà presentato alla Mondadori di Piazza Duomo a Milano domani, mercoledì 17 ottobre, alle 18.30. Un libro che sa di caffè, "intenso superiore ricco".

Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.

Lunedì, 15 ottobre 2012 @10:13

"Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni".
(Ugo Ojetti)
Luccicanza. I desideri, come lucciole nella notte, mi illuminano la strada.

A volte siete voi che mi date il Buongiorno. Lo fate quando mi scrivete un messaggio sul blog, quando mi dite che avete appena comprato il mio libro, che è come un abbraccio; lo fate quando mi regalate una frase. Anche quella di oggi è un regalo. Un regalo e un augurio: di lucenti desideri da seguire, anche quando piove sul Molo Audace.

Ultimamente mi sveglio felice.

Venerdì, 12 ottobre 2012 @08:34

Ultimamente mi sveglio felice. Ultimamente mi sveglio in libreria. Ultimamente mi sveglio recensita sui giornali. E peonia di carta su un comodino, su una scrivania, incartata per un regalo, fotografata insieme a uno smalto blu o a un mazzo di rose. Ultimamente mi sveglio in mano a qualcuno che mi vuole bene. Ultimamente.

Voi, se mi comprate, se mi regalate, se mi portate a casa, scrivetemi: è emozionante sapere in quale libreria, in quale città; se mi regalate, e a chi. O se mi avete ricevuto in regalo. Ultimamente mi sveglio felice: in libreria, e spero insieme a voi, piccolo talismano di felicità.

Ma forse, per cominciare, per ricominciare, potrebbero servire anche delle parole.

Giovedì, 11 ottobre 2012 @08:00

Ma forse, per cominciare, per ricominciare, potrebbero servire anche delle parole. Coraggio allora, alza lo sguardo, cerca delle parole: no, non quelle di chi è accanto a te, anestesiadiagnosiesamidomanidopodomani, neppure quelle del barista, doppiomacchiatoristrettosenzalatte, delle parole più leggere, soffici, parole di carta, parole che ti aspettano. Sì, prendi quel giornale che ha lasciato qualcuno sul bancone, è tutto stropicciato, già alle sei del mattino; stropicciato come tutti, come te. Le vedi quelle parole in alto a sinistra? Una poesia per cominciare la giornata, una poesia abbandonata e luminosa lì in mezzo alle tasse, alle guerre, alle giornate in ospedale. Una poesia. Forse è per te.

A volte basta dipingersi le unghie di blu perché qualcosa di lucente accada.

Mercoledì, 10 ottobre 2012 @07:46

Il nome non importa. Il nome è un nome come tanti, che ti si appiccica addosso ma non è poi davvero tuo; un nome che vorresti cambiare perché sa di stanchezza e di strade polverose e di fango, un nome macchiato, un nome che non puoi portare in tintoria. Un nome lungo che non rimane in mente, un nome che avrebbe bisogno di un caffè.
Così pensa, la ragazza ancora senza nome, mentre ordina un caffè al bar dell’ospedale. Guardiamola. Avviciniamoci, mentre aspetta. Ha l’aria stanca, ma è anche vero che qui, in ospedale, tutti hanno un’aria stanca. Soprattutto alle sei del mattino di un giorno di gennaio. Soprattutto se stai per finire il tuo turno, o se lo devi cominciare; se sei uscito dalla stanza di una persona che non ti riconosce più, se ci devi appena entrare. La ragazza con il nome che avrebbe bisogno di un caffè ha i capelli biondi. Ha quell’età imprecisa in cui il biondo potrebbe essere vero, o finto, o ritoccato; ma del resto, non è così importante. Ha delle piccole rughe intorno agli occhi, ma potrebbe anche essere la luce al neon, che in ospedale, alle sei del mattino di un giorno di gennaio, non è esattamente la luce più pietosa del mondo. Ha la pelle bianchissima. Ma soprattutto, ha le unghie blu. Esatto: blu. Blu esagerato, scintillante e luminoso, blu di quel mare che ricordiamo con nostalgia a gennaio, quando siamo così lontani, dal mare. Una ragazza bionda e pallida con le unghie blu, che ha disperato bisogno di un caffè. Tanto per cominciare.

Anch'io, in questo momento, mentre vi scrivo, ho le unghie blu: come la protagonista del mio romanzo (che, in questa pagina di incipit, è ancora senza nome). Ma stamattina mi sono svegliata felice davvero. Perché il mio nuovo libro è finalmente in libreria. Perché ieri qualcuno (anzi, una a caso) mi ha comprato all'Auditorium di Roma e mi ha portato a casa, come un mazzo di peonie; perché un avvocato che legge i miei Buongiorno ogni mattino, insieme al caffè, mi ha comprato, si è chiusa in studio, mi ha letto fino alla fine, e si è sentita, di nuovo o per la prima volta, ragazza dalle unghie blu e con una nuova speranza; perché un'amica è andata in Feltrinelli per comprare la sua prima copia, con l'iPad, e mi ha chiamato in diretta con Skype per farmi vedere la pila dei miei libri (lo sapete che ho una fantastica etichetta con su scritto novità e con sconto del 15%?); perché un amico (d'infanzia, come precisa sempre lui) mi ha fotografato alla Feltrinelli della Stazione Centrale di Milano, un luogo non luogo che amo molto, ed è stato sveglio fino alle due di notte per leggermi (gli crediamo? facciamo finta); perché un'amica ieri mi ha portato un mazzo di rose, e con in mano la copia del mio libro è tornata a casa e si è dipinta le unghie di blu.
Perché la mia affettuosa Ornella dell'ufficio stampa mi ha chiamato per dirmi che era a un appuntamento di lavoro, e che la serissima donna davanti a lei aveva le unghie dipinte di blu... Le ha chiesto: come mai? Risposta: me le sono dipinte di blu qualche mese fa ed è comparso, ricomparso, l'amore della mia vita. Ornella ha tirato fuori dalla borsa la sua copia per la mailing stampa, con il mio/nostro bigliettino, che dice proprio così:
Chi non sogna di innamorarsi, ancora? E a volte basta dipingersi le unghie di blu perché qualcosa di lucente accada... Come succede alla protagonista di questo libro.

Il nome non importa.

Martedì, 9 ottobre 2012 @08:11

Il nome non importa. Il nome è un nome come tanti, che ti si appiccica addosso ma non è poi davvero tuo; un nome che vorresti cambiare perché sa di stanchezza e di strade polverose e di fango, un nome macchiato, un nome che non puoi portare in tintoria. Un nome lungo che non rimane in mente, un nome che avrebbe bisogno di un caffè.
Così pensa, la ragazza ancora senza nome, mentre ordina un caffè al bar dell’ospedale. Guardiamola. Avviciniamoci, mentre aspetta.

Sì: sono le prime righe del mio nuovo libro. Con che emozione le ho ricopiate sul blog. Ultimamente mi sveglio felice , da oggi in libreria.

Io e la mia felicità aspettiamo le vibrazioni dei tuoi passi.

Lunedì, 8 ottobre 2012 @09:04

"Io e la mia felicità
aspettiamo
le vibrazioni dei tuoi passi."
(Maram al- Masri)
Io e la mia felicità aspettiamo: ci basta così poco, un sms, una telefonata, una mail… Una vibrazione sul telefonino o sul computer che porti le tue parole, l’ombra luminosa del tuo sorriso, la tua voce. Il ricordo e l’attesa del tuo abbraccio.

Anch’io aspetto. Ma non aspetto passi o sorrisi. Neppure abbracci.

(Questo è il Buongiorno di oggi, che in realtà è un vecchio Buongiorno del 2009, esattamente del 26 giugno 2009. Ma soprattutto, è l'inizio del mio nuovo romanzo. Che comincia con una poesia, una poesia talismano, una poesia oroscopo, una poesia da tenere in tasca, mandare via sms o via mail, una poesia che illumini la strada. "Ultimamente mi sveglio felice". Da domani in libreria. Vi aspetto).

La formula della felicità.

Sabato, 6 ottobre 2012 @12:31

Conosco la formula della felicità? Non credo. Forse per questo mi ha fatto sorridere leggerlo come titolo della mia prima recensione, anzi, anticipazione: un'intera pagina del mio romanzo su un mensile. Forse la felicità è fatta di glitter e luce, di poesie e amore, anche solo sognato; forse è "una maglia a righe, un profumo di buono, una frase semplice detta al momento giusto"; forse è il mio nuovo libro sulla scrivania, con la peonia rossa che mi sorride. Perché da martedì 9 ottobre sarà in libreria.

E la vostra formula della felicità?

Ogni albero, ogni parte di ogni albero, ha un suo speciale destino, qualcosa dentro che aspetta di diventare altro.

Venerdì, 5 ottobre 2012 @08:44

"Ogni albero, ogni parte di ogni albero, ha un suo speciale destino, qualcosa dentro che aspetta di diventare altro."
(George Nakashima)
Per diventare altro, ascolta i tuoi sogni.

Il Buongiorno di oggi non è di un poeta, ma di un artigiano, di un "woodworker" per l’esattezza: un giapponese americano, che nel 1940, anche dopo aver partecipato alla costruzione di un ashram dall’architettura perfetta in India, comincia ad accarezzare e lavorare il legno. Ad ascoltare la voce del legno. E trasformare gli alberi delle foreste della Pennsylvania (dove esiste ancora la sua casa e il suo atelier, e il suo lavoro, portato avanti dalla figlia Mira) in tavoli, sedie, letti. Mobili dove possiamo ancora accarezzare i nodi del tronco e dei rami. Bella la storia, vero? L’ho letta su Elle Decor di questo mese (sapete che scrivo anche lì?). E bellissime le foto della casa tra i boschi, e degli alberi che sono diventati altro.

Mi ha colpito perché ognuno di noi ha dentro qualcosa, questo "yearning" come dice Nakashima (ah già, è venerdì, Friday Lisa, e trovate la frase in inglese!), questo desiderio confuso, ma forte e vibrante, di diventare altro. Io che cos'ho dentro? Poesie e storie e paillettes: tutto questo è diventato, in un qualche modo, il mio nuovo libro. Ultimamente mi sveglio felice. Da martedì, spero, nelle vostre mani.

Come grandi venti che caldi gonfiano le vele, passano i giorni di festa sulla terra.

Giovedì, 4 ottobre 2012 @07:01

"Come grandi venti che caldi gonfiano le vele
passano i giorni di festa sulla terra"
(Walter Benjamin)
Questo vento caldo che mi spinge dolcemente avanti.

Walter Benjamin, grande intellettuale berlinese degli anni Trenta, scrisse anche poesie: i versi di oggi sono tratti da "Sonetti e poesie sparse", Einaudi.

Sì, è stata una vera emozione entrare ieri in casa editrice e trovare il mio nuovo libro, rosso compatto e lucido, rosso peonia e rosso allegrezza, che mi aspettava. È bello da tenere in mano. Non vedo l'ora che lo teniate in mano anche voi... Un vento tiepido e caldo scompiglia i petali della peonia e mi spinge avanti.

Rosso allegrezza, rosso peonia.

Mercoledì, 3 ottobre 2012 @08:35

"Avete mai sentito un uomo approvare il rosso: abito, cappello, smalto, sulla vostra persona? Non dico una gradazione cupa, compromessa col marrone come "sultano", o col viola come l’amaranto, ma un rosso leale, pretto quanto quel famoso "color di fiamma viva", un puro carminio, una lacca giapponese… Io, no. Escluso, beninteso, se si tratti d’un pittore. Il rosso genuino è roba da poeti o da pittori. Nella vita usuale è un mettimale. Però è certo che le donne lo percepiscono con la minor violenza: altrimenti non lo userebbero con tanta franchezza. Si direbbi anzi che susciti in loro un’allegrezza puerile, le entusiasmi…".
(Gianna Manzini)
Rosso allegrezza, rosso peonia.

Il Buongiorno di oggi è stato scritto esattamente nell'ottobre del 1940, da una delle prime croniste di moda e costume d'Italia, Gianna Manzini, ed è tratto dalla raccolta di suoi pensieri e articoli "Scacciata dal paradiso", appena pubblicata da Hacca. Mi piace quel rosso allegrezza proprio oggi, che vedrò e terrò in mano, in casa editrice, le prime copie del mio nuovo libro.

Sembrava che il quartiere ci stesse insegnando l’importanza di non avere fretta.

Martedì, 2 ottobre 2012 @08:54

"Sembrava che il quartiere ci stesse insegnando l’importanza di non avere fretta."
(Banana Yoshimoto)
Quello che ci insegnano le città, certe città. Ascoltiamo.

Il Buongiorno di oggi è tratto dall’ultimo libro di Banana Yoshimoto, "Moshi moshi" (Feltrinelli). La storia di una madre e di una figlia ventenne, che ricominciano daccapo, dopo il suicidio del marito e padre, in un quartiere nuovo: la città insegnerà loro ad andare avanti, a diventare altro.

Il sole autunnale è una luce breve, interrotta da acidi piovaschi e dall’accumulo di nuvole.

Lunedì, 1 ottobre 2012 @06:59

"Il sole autunnale è una luce breve,
interrotta da acidi piovaschi e dall’accumulo di nuvole –
la natura sbiadisce sulla pelle come la luce distesa sul tavolo
è la lunga estinzione dell’estate
ma il rimpianto del mare mi resta appiccicato
addosso come una vecchia abitudine"
(Daniela Attanasio)
Sulla pelle, il rimpianto del mare.

Ieri, al largo di Miramare, ho fatto il bagno, nell'acqua dolcemente fredda dell'autunno. Stamattina sul golfo di Trieste è un accumulo di nuvole. E i versi di oggi sono tratti da "Nuovi poeti italiani" (Einaudi).

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.