Lisa Corva

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Fra di noi non è successo niente, ma è stato tutto. E’ stato quel niente che è diventato tutto.

Martedì, 29 aprile 2014 @07:47

"Fra di noi non è successo niente, ma è stato tutto. E’ stato quel niente che è diventato tutto. Amore mio immenso."
(Rosa Matteucci)
Amore mio impalpabile amore.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Le donne perdonano tutto tranne il silenzio", Giunti.

Oggi sarò a Milano, in Triennale, all’opening della mostra "Atlas": le architetture dipinte del mio amico Marco Petrus (sarà aperta da domani al 2 giugno: andateci! Ci sono i paesaggi urbani, colorati e silenziosi delle città dove viviamo: compresa la nuova Milano). E con domani, Primo Maggio, festa dei lavoratori, mi prendo ancora qualche giorno di pausa: spero sempre nelle passeggiate vista mare, nonostante le previsioni meteo decisamente inclementi. Altrimenti ci saranno libri da leggere e tazze di tè… Il Buongiorno ritorna lunedì 5 maggio. Buone giornate di primavera a tutti.

Quando muore qualcuno con cui hai dormito, non dormirai mai più allo stesso modo.

Lunedì, 28 aprile 2014 @08:10

"Quando muore una persona con cui sei andata a letto, cominci a dubitare del suo corpo e del tuo. Il corpo che avevi toccato si allontana dall’ipotesi di un nuovo incontro, diventa inverificabile, forse non è nemmeno esistito. Il tuo corpo stesso perde di materialità. I muscoli si gonfiano di vapore, ignorando cosa avevano stretto. Quando muore qualcuno con cui hai dormito, non dormirai mai più allo stesso modo."
(Andrés Neuman)
Il corpo ricorda.

Le frasi di oggi sono un brano del romanzo "Parlare da soli" (Ponte alle Grazie).

Alla notte, alla luce, all’universo che non finisce, alla voce del silenzio, al senza nome, alla divina compagnia, grazie.

Giovedì, 24 aprile 2014 @07:34

"… alle foreste, ai fulmini, a tutte le facce del sole, agli astri, al cielo che arriva fino a terra, alla pioggia, alla prediletta neve, alla luna di cui porto il nome, alla notte, alla luce, all’universo che non finisce, alla voce del silenzio, al senza nome, alla divina compagnia, grazie e grazie".
(Chandra Livia Candiani)
Dire grazie alla vita. Provaci, con una poesia.

Il Buongiorno di oggi, che è anche il mio #spillo della settimana su Gioia, è tratto da una pagina bellissima: una dedica lunga, appunto, quanto una pagina, che apre il libro "La bambina pugile, ovvero la precisione dell’amore" (Einaudi). E’ un grazie anche alle donne e agli uomini che hanno lottato durante la Resistenza, che hanno creduto nella democrazia e in un’Italia libera; un grazie a chi ancora lotta, in tutto il mondo (penso alla Siria martoriata) per la libertà e la pace.
Il Buongiorno domani è in vacanza: mi prendo qualche giorno per leggere, passeggiare, guardare gli alberi in fiore, cercare nuove parole da regalarvi. Intanto mi potete leggere su Gioia (questa settimana trovate anche una pagina sullo stile fashion - ammesso che esista - delle berlinesi!), e di sabato su D di Repubblica con i miei articoli di architettura (avete visto, sabato scorso, "Un sasso nel parco", ovvero il nuovo Serpentine Pavillion che aprirà ai Kensington Gardens di Londra e che assomiglia a un monolite trasparente?). I giardini, in primavera, ci cercano e ci vogliono. Buone passeggiate anche a voi, e portatevi un libro in borsa…

Accarezzami, aprile.

Mercoledì, 23 aprile 2014 @08:15

"D’aprile
l’aria si fa appena calda.
Pare una guancia."
(Valerio Magrelli)
Accarezzami, aprile.

La poesia di oggi è tratta da "Il sangue amaro", Einaudi.

Scritto nella mia vita, nella mia mano, nel mio cuore.

Martedì, 22 aprile 2014 @07:40

"Ecco la foto della mia mano,
dove ogni zingara trova la linea del tuo nome,
una via maestra che punta diritto
al battito del polso e lo governa"
(Erri De Luca)
Scritto nella mia vita, nella mia mano, nel mio cuore.

Grazie a Mauro Q., spacciatore di poesie, per avermi mandato questi versi. Sono tratti da "Bizzarrie della provvidenza" (Einaudi). E l’amore, l'innamorarsi, non è forse una bizzarria della provvidenza?

Passata è anche la guerra. Passato è anche l’amore. Com’è lieve la morte preparata per tempo.

Venerdì, 18 aprile 2014 @09:00

"Passata è anche la guerra.
Passato è anche l’amore.
Com’è lieve la morte
preparata per tempo".
(Nina Cassian)
Che la morte ci sia lieve.

Ieri è morto Gabriel García Márquez, e ci ha lasciato i suoi Cent’anni di solitudine. Ma io voglio invece ricordare Nina Cassian, poetessa rumena, prima comunista poi dissidente, infine emigrata in America ai tempi di Ceausescu, dove chiese asilo politico; Nina Cassian, scomparsa anche lei qualche giorno fa a 89 anni. Una sua amica, la documentarista Mona Nicoara, ha dichiarato: "Nina Cassian, che visse, amò, scrisse, fumò, bevve, e giocò più di tutti noi – se n’è andata, semplicemente, lievemente, a casa, come sperava". Lievemente. La voglio dunque ricordare con i suoi versi, tratti da "C’è modo e modo di sparire" (Adelphi, a cura di Ottavio Fatica), uno dei libri di poesia più belli usciti quest’anno. E quelli di oggi, in fondo, sono anche pensieri di Pasqua, pensieri sulla vita, sulla morte, sulla rinascita. Sul passaggio. Come la primavera.
E, in Friday Lisa, li trovate anche in originale: Nina Cassian scriveva sia in rumeno che, poi, in inglese. Destini da expat.
Buona Pasqua, buone letture, buone passeggiate. Buona leggerezza, imparando da Nina.

Amore e primavera: i nostri magnifici, terreni incantesimi.

Giovedì, 17 aprile 2014 @09:24

"Vorrei fare con te quel che la primavera fa con i ciliegi."
(Neruda)
Amore e primavera: i nostri magnifici, terreni incantesimi.

Il Buongiorno di oggi lo conoscete sicuramente: è uno dei versi più famosi di Neruda. Ed è anche il mio #spillo su Gioia. Magnifica primavera.

A proposito di aspiranti madri, legge 40 e papaveri rossi.

Mercoledì, 16 aprile 2014 @08:29

"Come tutte le Aspiranti Madri, non sono sempre stata così. C’è stato un periodo – a dir la verità, ora mi sembra oltremodo remoto – in cui mi preoccupavo d’altro. Ad esempio, dell’operazione opposta a quella che mi delizia adesso: ciò che più mi angustiava non era il rimanere incinta, ma il come NON rimanere incinta."

Sì, è l’inizio del mio primo libro, il Libro Rosa: quello che mi ha portato, nel 2005, ad aprire un blog, quello che poi è diventato questo blog. Un libro rosa, "Confessioni di un’aspirante madre" (Sonzogno) uscito poco prima dell’inutile - inutile perché non raggiunse il quorum - referendum contro la legge 40: una legge ingiusta, che ci trasciniamo da allora, e che ha costretto molte, troppe donne e troppe coppie ad andare all’estero o a rinunciare al sogno di un figlio. Quanti anni sono passati: dieci. Ripenso all’aspirante madre che ero, alle tante aspiranti madri che hanno letto il mio libro, mi hanno scritto, hanno pianto, hanno sorriso; hanno sottolineato il mio libro, letto e riletto, regalato alla mamma o all'amica del cuore, perché raccontava anche la loro storia, con parole che non riuscivano a trovare. E che ho fatto fatica a trovare anch'io. Desiderare un figlio che non arriva. Invidiare le pance delle Incinte che si moltiplicano intorno a te...
Molte delle "pink girls" ancora oggi leggono il blog, e leggono i miei libri: hanno seguito, dopo la storia di Emma, anche quella di Stella, e quella di Benedetta. Molte hanno avuto dei bambini, alcuni venuti dal freddo, altri da Paesi lontani; molte hanno rinunciato. O meglio: hanno "attraversato il fiume". Tutte, di sicuro, come me, leggendo i titoli dei giornali (magari sull’iPad, come faccio io), in questi giorni, hanno avuto un brivido. Lo scambio di embrioni, le due madri come in una pièce di Brecht. I tribunali dove arrivano tante storie e tanta rabbia. Io penso però alle aspiranti madri di oggi: a quelle che, grazie alla sentenza della Consulta (che boccia il divieto all’eterologa in Italia), potranno provare ad avere un figlio qui in Italia. E magari ci riusciranno. Penso a Rossella Bartolucci, che dopo aver avuto – dieci anni fa - due gemelli con la Fivet, all’estero, perché in Italia il percorso era impossibile, ha fondato un centro di aiuto e ascolto sull’infertilità on line: http://www.consultorioweb.it e continua, per tutte noi, e per le aspiranti madri che verranno, la battaglia. Mi piace questo filo rosa – o forse è rosso, un filo scarlatto che sa di sangue e di dolore - che ci unisce, che unisce anche Annarita Briganti, che ho conosciuto qualche settimana fa a Milano, al Soggiorno Letterario, ovvero una "cena clandestina" di scrittori: clandestina perché sono incontri privati tra scrittori, editori, giornalisti, e… semplici lettori, dove si parla ogni volta di un libro diverso. Il suo si intitola "Non chiedermi come sei nata" (Cairo) e racconta, anche, la sua storia: quella di un’aspirante madre che va all’estero. In copertina i petali rossi di un papavero. Quanti fiori, per le aspiranti madri, sempre. Quasi fossero un incoraggiamento e una consolazione.

Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit. A proposito di arte, libertà, e Vienna.

Martedì, 15 aprile 2014 @09:17

A ogni tempo la sua arte, all’arte la sua libertà.

Pensavate che vi raccontassi di Milano e di cronache glam cheap dal Salone? E invece no. Per due motivi. Perché a Milano, tra una sedia, una lampada e un’installazione colorata mi sono infilata a Palazzo Reale, in un viaggio indietro nel tempo, per vedere la mostra di Klimt (aperta fino al 13 luglio). Due "coups de coeur": la Salomè, di sensuale selvaggeria, con multi-bracciali di perline colorate che mi hanno fatto venire in mente i braccialetti multicolor che ci piace indossare oggi. E il Fregio di Beethoven: non quello originale, ovviamente, che è ancora a Vienna, in uno miei luoghi del cuore nella capitale austriaca, il Palazzo della Secessione (a Milano vediamo un fake "d’epoca", che fu esposto anni fa una Biennale di Venezia). Ma è emozionante lo stesso; quando sono entrata e ho rivisto l’abbraccio dorato, di un uomo e una donna, l’abbraccio forte e avvolgente che ognuno di noi sogna, ho riprovato la stessa emozione dei miei 16 anni, quando, per la prima volta a Vienna, sono entrata al Belvedere e mi sono trovata di fronte "Il bacio" di Klimt. Da allora quel dipinto l’ho visto dappertutto, pop e miniaturizzato, su tazze, T-shirt e cartoline; ma rivedere gli abbracci di Klimt mi scalda e mi commuove sempre. Quella stretta, quello che desideriamo dall’amore. E dunque è da Klimt che viene il Buongiorno di oggi: la frase scritta a lettere d’oro sul Palazzo della Secessione, sotto la cupola di foglie gold, rimossa dai nazisti nel 1938, e poi ritornata a splendere. Mi piace in tedesco, più dura ed evocativa: "Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit".
Quindi? Quindi il Buongiorno di oggi è un invito a Vienna. A vedere la mostra di Klimt, se siete a Milano. O a comprare Gioia in edicola: trovate, oltre al mio #spillo, quattro pagine di Lisa-guida a Vienna. Il titolo dice tutto: "Non solo Sachertorte"! Ma non preoccupatevi, c’è anche quella.

Voglio solo e semplicemente creare il bello, anche se non importa a nessuno.

Lunedì, 14 aprile 2014 @10:48

"Voglio solo e semplicemente creare il bello, anche se non importa a nessuno.".
(Saul Bass)
La bellezza quotidiana.

Si è chiuso il Salone del mobile a Milano, quest'anno traboccante di energie di primavera: ve lo racconterò presto. Ma intanto mi piace cominciate il lunedì con questa frase di un grafico americano degli anni Sessanta. Sulla semplicità e il potere del bello quotidiano. Sul piacere di creare qualcosa di bello, anche se non importa a nessuno. Mi piace: perché non si parla solo di tavoli o lampade. Il bello è ovunque. Come la tenacia e la testardaggine di cercarlo, sempre. Ecco il Buongiorno in inglese: "I just want to make beautiful things, even if nobody cares".

Quando compri un abito vintage non compri soltanto la stoffa – compri anche un pezzo del passato di una persona.

Venerdì, 11 aprile 2014 @18:49

"Quando compri un abito vintage non compri soltanto la stoffa – compri anche un pezzo del passato di una persona."
(Isabel Wolff)
La vita segreta degli abiti, cucita tra orli e bottoni.

Il Buongiorno di oggi è di Isabel Wolff, che avevo incontrato a Londra qualche anno fa, quand’era appena uscito il suo "Passione vintage" (Fanucci). Dove scriveva, tra l’altro: "Non riesco mai a guardare un capo, come questo tailleur – una giacca attillata con gonna in tweed blu scuro degli anni Quaranta – senza pensare alla donna che lo possedeva. Quanti anni aveva? Era sposata? Era felice?". E’ da allora che penso alla vita segreta degli abiti. Per questo sono molto contenta di parlarne domani, ovvero sabato, il 12 alle 12, a Milano Vintage Week: http://www.milanovintageweek.com/it/ . Vi aspetto. E gli abiti con me.
(Come ogni venerdì, Friday Lisa: il Buongiorno di oggi in lingua originale. Più una Buonasera che un Buongiorno, ma i tavoli e le lampade del Salone del Mobile mi hanno sussurrato e distratto…).

Chi non è mai, almeno un poco, polvere, patria, silente serata di primavera?

Giovedì, 10 aprile 2014 @08:55

"Chi non è mai, almeno un poco, polvere, patria, silente serata di primavera?"
(Boris Pasternak)
Così, stasera, lasciati avvolgere – dolcemente - dalla primavera.

Forse già le conoscete, queste parole del poeta russo Pasternak. Ma mi piacciono così tanto che le ho scelte come spillo della settimana su Gioia, in edicola da oggi. Per queste sere di primavera, in cui cammino per le vie di Milano, i glicini in fiore, l’aria dolce di aprile.

Il silenzio dell’armadio, del tavolo e della camera da letto.

Mercoledì, 9 aprile 2014 @16:23

"Niente, è che a me piacciono da sempre le cose mute,
quando l’io zittisce
e si alza il volume della voce
non solo degli uccelli
ma anche del silenzio dell’armadio
e del tavolo
della lampada e del letto.
Allora niente,
vivo in una nuvola di luce
dove tutto rabbrividisce
e fa parola, allora bevo
all’orlo del mondo
alla sua fontana"
(Chandra Livia Candiani)
Il silenzio sussurrante degli oggetti.

Bella vera, questa poesia? E perfetta, credo, per questi giorni: sono a Milano, anche per il Salone del Mobile, dove nel caos chiassoso e colorato si presentano gli oggetti di cui, forse, ci innamoreremo, e che entreranno nelle nostre case, muti testimoni delle nostre vite. I versi sono tratta da una bella raccolta di poesie appena uscita: "La bambina pugile, ovvero la precisione dell’amore", di Chandra Livia Candiani (Einaudi). E il silenzio della camera da letto è anche quello magico del Museo Bagatti Valsecchi, dove stamattina sono andata a un preview particolare: oggetti e arredi di design dentro il museo di via Gesù. Nel silenzio sussurrante del mattino ho ammirato il nuovo letto della designer slovena Nika Zupanc - http://www.nikazupanc.com -, quasi una scatola magica dorata o black. Titolo? "Love me more". Quasi una meditazione sull'amore.

Sarò a Milano fino a sabato 12: perché il 12 alle 12 vi aspetto per il mio reading a Milano Vintage Week: http://www.milanovintageweek.com/it/ . Non serve prenotazione, non serve invito. Semplicemente: vi aspetto!

La vita segreta degli abiti.

Martedì, 8 aprile 2014 @08:50

"Il kit del cucito avvolto nella stamigna rievoca la casa tetra dei Byrne. Il cappotto color mostarda coi bottoni da militare, i guanti rinforzati, il vestito marrone con i bottoni di perla, un servizio da tè rosa chiaro accuratamente incartato. Ogni storia ne richiama un’altra…"
(Christina Baker Kline)
La vita segreta degli abiti.

Gli abiti e gli oggetti, quelli che non riusciamo e non vogliamo buttare, quelli che magari conserviamo per tutta una vita negli scatoloni. Ma quelli del Buongiorno di oggi sono di un romanzo appena uscito, "Le cose che non so di te" (Giunti). Il titolo originale, Orphan Train, racconta più chiaramente una storia dimenticata, che la scrittrice americana ha trovato nelle pieghe della Storia: quella dei "treni degli orfani", ovvero il trasferimento da New York verso il Midwest di bambini rimasti drammaticamente senza genitori, nei primi anni del Novecento. Le famiglie che venivano a "sceglierli", nelle stazioni, spesso però non cercavano bambini da adottare, ma forza lavoro nelle fattorie, nelle case, nei laboratori di cucito. E a proposito di cucito, il romanzo cuce insieme due storie: quella dell’anziana Vivian, ex orfana dei treni (sono suoi gli scatoloni, stracolmi di abiti, oggetti e segreti); e quella di Molly, diciassettenne dark e diffidente, in affido famigliare. Si incontrano per caso: Molly aiuta Vivian ad aprire gli scatoloni, a tirar fuori gli abiti e, insieme agli abiti, il passato. E a cucire un nuovo presente per entrambe.
Di vita segreta degli abiti parlerò, ormai l’avete capito, il 12 alle 12, a Milano Vintage Week: http://www.milanovintageweek.com . Non serve prenotazione, non serve invito. Semplicemente: vi aspetto!
(E avete notato che anche nel Buongiorno di oggi c'è una parola vintage? Stamigna. Ho dovuto cercarla! Un tessuto-canovaccio, usato per il cucito, come filtro o colino in cucina, e un tempo per le bandiere…).

A proposito di Glam Cheap, di cappuccini perfetti, di eurostress, e della nuova Milano.

Lunedì, 7 aprile 2014 @07:36

"Confesso che l’idea del festeggiamento con cappuccio e brioche è, più che altro, per tirare su me. Volevo una scusa per ritornare da Princi, la panetteria-pasticceria più chic del quartiere. Anzi, di tutta Milano. Un mio vecchio amore. Aperta sempre, anche di notte, sette giorni alla settimana; i panettieri in vetrina che tagliano artisticamente strudel e focacce e poi, dentro, il lungo bancone che sembra quello d’una boutique d’alta moda… Ci passo davanti da mesi senza avere il coraggio di entrare. E dire che, una volta, praticamente vivevo qui.
Entro baldanzosa dicendo: offro io. E’ una sorpresa. Userò i 10 euro e 25 centesimi che ho trovato rovistando in casa e non intaccheremo i 999 euro sul conto. Mi sembra davvero di buon augurio (a cosa mi aggrappo, ormai)."

Riconoscete questa pagina? E’ tratta da "Glam Cheap" (Sonzogno), il mio secondo romanzo, uscito nel 2007: la storia di Stella, la Ragazza dallo Sguardo Prezzante, e di "una vita in offerta speciale". A Princi sono molto affezionata, perché anch’io, come Stella, abitavo lì accanto. Per questo ero lì qualche settimana fa, quando ha riaperto, dopo una ristrutturazione, ancora più glam: sempre lì, in piazza XXV Aprile, proprio davanti a Eataly, ovvero l’ex Teatro Smeraldo ora trasformato nel tempio del cibo italiano. Il tutto in una Milano che sta cambiando a velocità vertiginosa.
Per scoprirla, per avere gli indirizzi giusti, Lisa-sperimentati, comprate Gioia questa settimana: troverete la mia piccola guida a Milano Design e il nuovo food district di Porta Nuova, dal cappuccino del mattino al cocktail after-hours. Due pagine da strappare e conservare.
E ricordatevi che a Milano ci sarò anch’io: il 12 alle 12, a Milano Vintage Week, http://www.milanovintageweek.com/it/ , per parlare di vita segreta degli abliti e guardaroba sentimentale. E’ il primo appuntamento a Milano con una mostra mercato del miglior vintage da tutta Italia: vi aspetto!

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Che mi cerchino domani. Oggi ho appuntamento con le rondini.

Venerdì, 4 aprile 2014 @08:47

"Che mi cerchino domani. Oggi ho appuntamento con le rondini"
(Jorge Carrera Andrade)
Oggi ho appuntamento con me.

Grazie a Monique, lettrice del blog, per i versi di oggi, di un poeta dell'Ecuador. Leggeteli in Friday Lisa. E questo weekend prendete appuntamento con le rondini, con i ciliegi in fiore, con la primavera.

Se non mi credete, guardate il gatto arrovesciato a zampe all’aria.

Giovedì, 3 aprile 2014 @09:18

"La verità è che siamo più vicini all’Eden
ogni volta che ci sdraiamo.
Se non mi credete, guardate il gatto
arrovesciato a zampe all’aria."

(Charles Simic)

Spiaggia, un prato, il tuo letto. Prova a goderti il mondo guardando in su.

Il Buongiorno di oggi è un regalo di Mauro Q., amico e spacciatore di poesie. Da "Il titolo", a cura di Damiano Abieni, casa editrice Obliquo.

Quel desiderio struggente di amare, e di essere amati.

Mercoledì, 2 aprile 2014 @10:43

"Lei non era per niente stupita. Quella capacità di amare l’aveva sempre avuta dentro, in attesa. Finalmente era stata trovata e usata".
(Margaret Forster)
Quegli anni di attesa. Quel desiderio struggente di amare, e di essere amati.


Il Buongiorno di oggi è tratto da un libro ritrovato: nella pila abbandonata di "libri che aspettano", qualche mese fa, ho trovato una copia già un po’ polverosa di "Lasciando il mondo fuori" (La Tartaruga), scritto nel 2006 dall’inglese Margaret Forster, e tradotto nel 2011. E’ la storia di un quadro, dipinto da una donna all’inizio del Novecento; e delle sei donne, nel tempo, che l’hanno avuto per le mani, appeso in camera, studiato, "interrogato", amato. La storia degli oggetti e di come ci parlano. Bello.

Guardaroba sentimentale: le camicie di lui.

Martedì, 1 aprile 2014 @08:10

"Mi sembrava sbagliato avvolgermi in una sua camicia la sera stessa in cui gli avevo detto che era finita, ma era un capo Brooks Brothers di cotone egiziano incredibilmente morbido, che costava quasi duecento dollari. Le spalle e le maniche enormi mi facevano sentire minuscola, ed era una sensazione che adoravo."
(Erica Stephens)
Guardaroba sentimentale: le camicie di lui.

Il Buongiorno di oggi viene da un romanzo che ho appena finito di leggere, divertendomi. "Vintage Dream", Garzanti, dell’americana Erica Stephens. Il titolo mi attirava, e forse non a caso, visto che il 12 alle 12 (sembra una formula magica!), parlerò, a Milano, di vita segreta degli abiti e di guardaroba sentimentale, qui: http://www.milanovintageweek.com/it/
E "Vintage Dream" è proprio questo: la storia di una quarantenne a Manhattan, che ha un negozio di abiti usati e un amore che sembra una strada senza uscita (lui sposato e incapace di lasciare la moglie, lei incapace di lasciare lui). Tutto cambia, attraverso un vestito. Perché, da un’anziana, anzianissima signora che vuole sbarazzarsi dei suoi vecchi abiti, trova, in un manicotto inizio secolo, un diario: la storia di una ragazza a Manhattan, innamorata della moda e della vita, orfana all’improvviso, che trova lavoro in uno dei primi grandi magazzini; la sua battaglia, i suoi sogni, le prime donne lavoratrici negli anni Venti, senza diritti. Le loro storie si intrecceranno, in una Manhattan fatta di strade e desideri. Mi sembrava di essere lì…

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.