Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Se avessi saputo che era l’ultima volta che ci vedevamo, che cosa avrei fatto?

Giovedì, 31 agosto 2017 @08:07

Mentre agosto finisce, penso alle cose che finiscono. Mi chiedo se davvero cambia l’aria, in maniera impercettibile, l’ultima volta che vedi una persona e non lo sai, l’aria che si carica di elettricità nuvole e presagi, come prima di una tempesta, di un tornado. Mi chiedo se c’è qualcosa che si possa fare, che sposti di lato il destino, rimuova la profezia, allontani la fine del viaggio. Mi chiedo se c’è qualcosa che avrei potuto dire o fare quando non era ancora troppo tardi: magari solo abbracciarti, stringerti più forte sapendo che era l’ultima volta; dirti quelle parole che non ti ho mai detto, che forse non ho mai detto a voce alta. Parole che allora sembravano superflue o fuori luogo, retoriche o impacciate; oppure troppo tristi, troppo intessute di speranze, e a volte intrise di rabbia, rimorsi, rancore. (Oppure avrei dovuto alzare la voce, urlare, fare quella scenata che mi sono tenuta troppo tempo dentro; tirare fuori i fulmini, rovesciare con una mano i bicchieri e i piatti, sbattere la porta e uscire? Ho perso l’occasione di vivere come in un film di Hollywood. O tra gli dei e i semidei dell'Olimpo. Poter scagliare un fulmine...).

E sì, ci sono tanti amori perduti. Ci sono gli amori, gli amici, gli amori immaginari; e ci sono le persone che abbiamo perduto perché hanno passato per prime quel confine che toccherà anche a noi. Persone che ci hanno magari tenuto in braccio, e noi non abbiamo saputo fare lo stesso.
Ma forse - mi consolo - è impossibile. Forse viviamo solo per come sappiamo vivere, in maniera imperfetta; il tempo non si può riavvolgere, il bicchiere che sta cadendo e andando in frantumi non può essere salvato. Forse ci sarà ancora un’altra volta, un’altra occasione; magari solo in sogno. Forse l’unico modo per riscrivere le possibilità della vita è nella scrittura.

Tutto questi pensieri scritti con uno spillo, il mio ultimo spillo su Gioia, il frammento di una poesia di Julio Cortázar. Poesia che ho incontrato per caso, riscritta da un’amica (ed è tratta da "Le ragioni della collera", Edizioni Fahreneit 451). Cortázar e un #librochemiaspettava, "Rayuela - Il gioco del mondo" (Einaudi), scritto negli anni Cinquanta, letto a Goa a dicembre. Un romanzo enigmatico e potente. Ma in questa poesia, ogni riga scotta…

"E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menu,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono,
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono,
e mangerò le cose che si mangiano,
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori, in quel fiume di strade e ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te".

Questo è Cortázar. Ti lascio libero, amore mio - ho pensato, e ho scritto, leggendo. Ma com’è difficile lasciar libero chi abbiamo davvero amato.

La distanza che mi separa da te.

Lunedì, 21 agosto 2017 @07:28

"Io nuoto un giorno sì e uno no per raggiungerti".
(Bibiana La Rovere)
La distanza che mi separa da te.

Questo è il primo giorno, da due settimane, in cui non comincio la giornata nuotando. Il bello di essere in barca: tuffarsi ancora prima della prima tazza di tè. E questo è stato anche il mio #spillo su Gioia.
Ma, a parte la meraviglia del nuotare in acque blu, la frase di oggi mi ha fatto pensare ad altro. Mi ha fatto pensare ad un mio vecchio Buongiorno di City, tratto dal romanzo di una scrittrice francese:
"Se ammettiamo che per due punti passa una e una sola retta, un giorno traccerò quella che va da lui verso di me o da me verso di lui"
(Delphine de Vigan)
Sarebbe così facile se l’amore fosse solo una questione di geometria. Se fosse possibile trovare l’angolo, la retta, il modo più semplice per arrivare da me a te. E invece a volte è solo una magica, incomprensibile equazione.


L’ho riletto e ho pensato: nel mio incrollabile ottimismo, nel mio essere sempre e comunque Incurably Romantic, sono convinta che ci siano dei fili, delle linee, delle strade che ci portano verso una persona. Una strada punteggiata di luci per non perdersi. La linea tratteggiata del desiderio. Il desiderio, che a me sembra sempre essere una freccia precisa, che ci indica la direzione. Ma se non fosse così? Se nuotare, camminare, attivare un google maps del cuore non bastasse?
Ci sono persone che non vogliono essere trovate. Ci sono porte che non si aprono. Ci sono strade che non portano da nessuna parte. E in mare, rotte pericolose o semplicemente noiose. Ci sono viaggi a cui bisogna rinunciare. E magari è la deviazione che ci salverà.

Era un piccolo porto, era una porta aperta ai sogni.

Venerdì, 4 agosto 2017 @07:14

"Era un piccolo porto, era una porta
aperta ai sogni."
(Umberto Saba)
Estate. Tempo di partire, tempo di sognare.

Saba, uno dei poeti della città dove sono nata, Trieste. La mia città nel cuore. Ma è anche un poeta che conosco poco. Così in questa calda estate ho aperto a caso una vecchia edizione rilegata Einaudi del "Canzoniere": e c’erano questi versi che mi aspettavano. Che sono diventati anche il mio #spillo della settimana su Gioia. Agosto, stagione di porti, di isole; tempo di partire, tempo di sognare.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.