Lisa Corva

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Vorrei vivere in una casetta di biscotti.

Venerdì, 27 settembre 2019 @09:32

"Domani
tappezzerò la camera
con carta da parati gialla
e vivrò
come in
una casetta
di biscotti"
(Andrej Sen-Senkov)

Allora, funziona così. È autunno – già, ve n’eravate accorti anche voi? – e io sono qui, immalinconita perché non posso più camminare scalza, perché sono lontana da ulivi e isole, perché le giornate sono sempre più corte e il buio avanza. Quindi, ho cominciato a pensare – come spesso faccio – che ho bisogno di parole talismano, che illuminino la strada; parole da tenere in mano, in tasca, per andare avanti. Ma dove trovarle? Ho aperto un libro che viene da un posto speciale, l’isola di Salina: un bookcrossing davanti alla chiesa di Santa Marina, in una giornata di pioggia (vi ho già detto che amo i bookcrossing, i libri che trovano nuove strade?). Questa è un’edizione economica Feltrinelli con le pagine già un po’ stropicciate, "Poesia del Novecento in Italia e in Europa". Ho aperto a caso ed ecco le parole che aspettavo, di un poeta russo, mai sentito prima, nato nel 1968 in Tagikistan (persino il Tagikistan non saprei neppure dov’è, sulla mappa). Ma questa casa di biscotti mi è piaciuta. È un posto piacevole, ho pensato, dove passare l’autunno. Al caldo. Certo, non è una vera poesia d’autunno. Non ci sono le foglie che cadono, le zucche al mercato, le prime sciarpe, le passeggiate nei parchi. Ma qui, in questa casetta di biscotti, c’è spazio per nuovi libri, la mia preziosa morbida copertina, tazze di tè (e anche qualche dolcetto?), il piacere di leggere a letto, mentre fuori forse piove e si alza la nebbia. Benvenuto autunno.

Je trouve le néant très comfortable.

Lunedì, 16 settembre 2019 @20:02

Je trouve le néant très comfortable.

Questa frase, di un poeta francese, Alain Bosquet, è scritta a mano su una gouache delicata, bellissima, nei toni del rosa, che ho appeso in bagno. "Trovo il nulla molto confortevole". È un regalo, il regalo di un uomo speciale che mi manca, un grande pittore dell’ex Jugoslavia, un uomo che amava il mio mare, le mie isole, e la vita. Jože Ciuha. Ora che non c’è più, ora che non ci sono più tante persone a cui ho voluto bene, tante persone che mi hanno tenuto in braccio, mi hanno sorriso, e mi hanno insegnato, direttamente o obliquamente, tante cose, ora questa frase in qualche modo mi consola. E’ vero che il nulla può essere confortevole? E’ quello il nulla a cui pensava Bosquet (che, ho scoperto solo oggi, si chiamava in realtà Anatole Bisk, ed era di origine russa), è quello il nulla a cui pensava Ciuha? E’ questo il vero regalo?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.