Lisa Corva

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Cercavo un buongiorno per il solstizio d’estate, un buongiorno che sappia di mare.

Sabato, 20 giugno 2020 @07:03

"Siedo al ristorante, ho terminato il pranzo, vedo il mare.

Mi nascondo col giornale, lo sollevo in alto:

non mi sento bene davanti a questo grande occhio.

Mi volto dall’altra parte, mi agito, mi rannicchio,

ma il mare è sempre davanti a me, fuoriesce dalla stampa

inonda la carta del giornale, sommerge le fotografie;

anziché l’odore della stampa, sento l’odore della salvia." 

(Antun Šoljan) 

Ti sento, mare.


Cercavo un buongiorno per il solstizio d’estate, un buongiorno che sappia di mare. Mi è venuto in mente questo, che è mare anche cittadino, il mare della mia amata Trieste. Ma è quel profumo della salvia - che fiorisce, profumata e viola, in tarda primavera sulle mie isole, e il profumo di elicriso - tutto quello che quest’estate vorrei ritrovare. I versi di oggi sono tratti dall’Antologia di poesia croata contemporanea di Hefti editore. L’isola dal profumo di salvia del poeta (nato nel 1932, morto nel 1993) è quella di Hvar. 
Con questo Buongiorno che segna l’inizio dell’estate l’appuntamento diventa settimanale: ci vediamo qui ogni sabato. Intanto a tutti e tutte buona estate: vi auguro di ritrovare il vostro mare, il vostro sentiero nel bosco, il vostro angolo di giardino.


È un uomo ostinato. A dispetto del tempo afferma: Amore, poesia, luce.

Giovedì, 18 giugno 2020 @07:55

"È un uomo ostinato. A dispetto del tempo afferma:
Amore, poesia, luce. Costruisce su un fiammifero

una città con case, alberi, statue, piazze,
con belle vetrine, con balconi, sedie, chitarre,
con abitanti veri e vigili gentili. I treni

arrivano in orario. L’ultimo scarica

tavolini di marmo per un locale in riva al mare

dove rematori sudati con belle ragazze

bevono limonate ghiacce guardando le navi.

Soltanto questo ho voluto dire, fa niente se non mi credono." 


(Ghiannis Ritsos
Credo in te, credo nel mondo.

Le belle notizie di giugno. In libreria sono arrivate due raccolte di Ghiannis Ritsos, uno dei miei poeti preferiti. Sono libri anche belli da toccare: bianchi, semplici, la carta della copertina quasi ruvida al tatto. Sfogliando "Molto tardi nella notte" (Crocetti Editore) ho ritrovato una delle poesie che più mi piacciono: quell’uomo, il poeta, che sa costruire un mondo intero, con i caffè in riva al mare dove bere limonate ghiacciate, presagio e felicità dell’estate. Chi era Ritsos? Cito dal risvolto di copertina, che nei libri ben fatti è sempre un piacere leggere: "Uno dei maggiori poeti del Novecento. Nasce nel 1909 a Monemvasià, nel Peloponneso, in una famiglia benestante segnata dai lutti e dalla follia. Dopo le scuole superiori si trasferisce ad Atene per frequentare l’università, ma contrae la tubercolosi e rimane per tre anni in sanatorio. Uscito, fa vari lavori, tra cui il copista per una banca, l’attore e il correttore di bozze. Militante di sinistra in una Grecia governata da dittature militari, viene a più riprese arrestato e deportato in vari campi di concentramento, i suoi libri bruciati e messi al bando, sia durante l’occupazione nazifascista della Grecia, sia durante la dittatura dei colonnelli (1967-1974)".
Ed è nella casa di famiglia sull’isola di Samo che scrive "Molto tardi nella notte", poco prima di morire, nel 1990. Pagine con la luna e la notte, le navi e i traghetti che partono, le statue della classicità e della bellezza, le vecchie valigie. L'ultimo viaggio.
La mia copia è già sul comodino, insieme alla nuova rivista Poesia (ora bimestrale, la troverete in libreria). E un ringraziamento a Nicola Crocetti, l’editore infaticabile, di origini greche, che ci ha fatto conoscere e ha tradotto Ritsos, e che ora, a ottant’anni, ha deciso per un passaggio di consegne: Crocetti entra nella "famiglia" Feltrinelli, una garanzia. Torniamo in libreria. Torniamo al mare, alle isole, alla luna. E a quegli uomini che sanno credere e inventare il mondo.

La distanza che mi separa da te.

Martedì, 16 giugno 2020 @10:46

"Se ammettiamo che per due punti passa una e una sola retta, un giorno traccerò quella che va da lui verso di me o da me verso di lui".
(Delphine de Vigan)
La distanza che mi separa da te.

Ho ritagliato questa frase della scrittrice francese Delphine de Vigan, anni fa: e l’ho infilata anche nel mio ultimo romanzo, "Ultimamente mi sveglio felice", dove la protagonista legge i Buongiorno come se fossero oroscopi. Ma esiste una geometria dell’amore?

La notte è di gelsomino.

Lunedì, 15 giugno 2020 @20:55

"Sera primaverile.
Seguo un profumo
che sta per spegnersi".
(Yosa Buson)
La notte è di gelsomino.

Ogni tanto lo sfoglio: è "Il grande libro degli haiku", Castelvecchi. E ho sottolineato questo haiku di Yosa Buson, che è stato un poeta e pittore del Settecento giapponese. Il profumo del gelsomino è quello che seguo in queste giornate italiane.

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Aspetto il rumore della pioggia sul tetto che mi cucia tutta insieme, salva, intera. 

Venerdì, 12 giugno 2020 @08:22

"Com’è familiare il fruscio della pioggia! Come rammenda bene gli strappi nel logoro paesaggio, che sia
pozzanghera, pascolo, radura in mezzo al bosco, dintorni di un villaggio…"

(Iosif Brodskij)

Aspetto il rumore della pioggia sul tetto che mi cucia tutta insieme, salva, intera. 

Brodskij, Nobel Letteratura nel 1987. Nato nel 1940 a San Pietroburgo, morto nel 1996 a New York, dopo essere stato arrestato, condannato ai lavori forzati (siamo ai tempi di Stalin), poi in qualche modo costretto all’esilio. Amava molto l’Italia, soprattutto Venezia, a cui ha dedicato un piccolo libro Adelphi, "Fondamenta degli incurabili", mentre il Buongiorno di oggi è tratto da "E così via". Viaggi ed esili. Il mondo è fatto di migrazioni.

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Piccole magie.

Mercoledì, 10 giugno 2020 @09:21

"Avrò avuto sette anni… Il prato si era riempito di lucciole. Era la prima volta in vita mia che le vedevo e mi sembrava una magia. A un certo punto un bambino con cui avevo giocato per tutto il tempo si è avvicinato con le mani chiuse a conchiglia e mi ha detto di stare ferma. Ha dischiuso leggermente le mani davanti al mio viso, illuminandolo con la luce di una mezza dozzina di lucciole. Volevo vederti ancora un po’, ha detto. Io sono scappata via".
(Enrico Remmert)
Piccole magie.

Ogni volta che vedo, all’inizio dell’estate, delle lucciole nei prati, mi viene in mente questa frase, tratta da un romanzo: "Strade bianche", di Enrico Remmert (Marsilio). E nel mio giardino sono tornate le lucciole, veramente una piccola magia. Anche ieri sera, nonostante la pioggia torrenziale di questi giorni. Vedendole nel buio ho capito che questo desidero, sempre di più, nella mia vita: cercare le piccole magie di ogni giorno. Ed esserne grata.

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Il mare dentro.

Lunedì, 8 giugno 2020 @09:39

"Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto".
(Marina Cvetaeva)
Il mare dentro.

Chi mi segue da tempo conosce già le parole con vento di mare di oggi; sono tratte da un libro che la poetessa russa scrisse sul suo incontro con la pittrice Gončarova: "Natalja Gončarova- Ritratto di un’artista", Edizioni delle donne. Ma non potevo non riscriverle dopo che, finalmente, questo weekend, dopo mesi di lockdown e di lontananza, sono tornata a Trieste. Anche se ho sempre il mare dentro, è stato bellissimo ritrovarlo.

Poter dormire il sonno di una rosa.

Sabato, 6 giugno 2020 @08:34

"Rosa, contraddizione pura, voglia
di essere il sonno di nessuno
sotto tante palpebre"
(Rainer Maria Rilke)
Poter dormire il sonno di una rosa.

Per me Rilke sono le Elegie duinesi, criptiche, aeree e difficili, che scrisse nel castello di Duino, sul golfo di Trieste. Ma in questi giorni in cui mi sto godendo le rose sontuose di inizio giugno, nel mio giardino e nelle passeggiate al roseto della città, ho aperto un piccolo libro di suoi versi dedicati tutti alle rose, e scritti stranamente in francese. È il regalo di un’amica, Isabella. Quanti regali in questi giorni dalle amiche lontane! Si intitola semplicemente "Le rose", Passigli Poesia. Ma più di tutto mi hanno colpito i versi che – nato a Praga, morì nel 1926 in Svizzera – volle come epitaffio sulla sua tomba, e che sono a epigrafe del libro. Quelli del mio Buongiorno. Eccoli nella lingua di Rilke, il tedesco:

Rose, oh reiner Widerspruch,
Lust,
Niemandes Schlaf zu sein,
unter soviel Lidern.

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Ogni viaggio inizia da un passo. Amati.

Giovedì, 4 giugno 2020 @08:49

"Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria.
Mi manca solo il quando
un diario di bordo, il dove, le carte
di navigazione, venti a favore
il coraggio e qualcuno che mi ami
come non so amarmi io"
(Juan Vicente Piqueras)
Ogni viaggio inizia da un passo. Amati.


Juan Vicente Piqueras è un poeta spagnolo che vive a Roma. Questi versi sono tratti da "Mele di mare", Le Lettere. Ma la frase di commento non è mia: sono due bigliettini portafortuna (o segna direzione?), che sono arrivati con il regalo di un’amica: due sottilissimi braccialetti bagnati d’oro, legati da un cuore (sono di Les coquettes, Torino: lo trovate su Instagram come @lescoquettestorino). Ne ho già cinque, di questi bracciali leggerissimi, un altro regalo, i miei preferiti quando viaggio. Ma questi sono speciali, perché arrivano con un messaggio di futuro.

Quando il mondo ti ricorda che sei al mondo.

Martedì, 2 giugno 2020 @11:50

"Il vento è cessato e sotto gli alberi c’è la luce soprannaturale che segue la pioggia."
(Marguerite Duras)
Quando il mondo ti ricorda che sei al mondo.

Pensavo fosse la fine del mondo, e invece è l’inizio: più lucido e lavato di pioggia, più nuovo. La frase di oggi è tratta da "L'amante", Feltrinelli, di Marguerite Duras. Un incontro, un amore proibito - il suo - negli anni Venti in quella che all’epoca era Indochine, territorio colonizzato francese sul Mekong, ora Vietnam. Piogge tropicali. Asia nel mio cuore.
 


Sentite come suona leggero in francese:
"Le vent s’est arrété et il fait sous les arbres la lumière surnaturelle qui suit la pluie".

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.