Lisa Corva

L’oro dentro di noi. (E auguri per un 2011 di luce).

Mercoledì, 22 dicembre 2010 @20:51

"Nella profondità dell’inverno, ho finalmente imparato che dentro di me c’è un’estate invincibile".
(Albert Camus)

Nel cuore dell’inverno, quando tutto intorno a me è brina e gelo, non ho freddo, non ho paura: perché so che l’oro dell’estate brilla tenace dentro di me.

E' bellissimo in francese: "Au milieu de l’hiver, j’apprenais enfin qu’il y avait en moi un été invincible". Ed è tratto da "L’estate e altri saggi solari" di Camus (anche se, in realtà, rubato a un'amica). Un Buongiorno in anticipo: è quello di domattina, 23 dicembre, ed è anche l'ultimo del 2010. In anticipo, perché il il Buongiorno di City da domani va in vacanza, ed io pure!

E infine, glitter! Ecco, sforbiciato e accorciato, un articolo di moda fintoglam per Grazia: per un 2011 che brilli. (Per me brillerà, spero, sulla High Line: sono in partenza per NYC…).

"Che cosa ci posso fare se le cose mi appaiono d’oro?". No, non è una fashionista a parlare, o una diva paparazzata mentre indossa un abito tutto paillettes. La frase è di Elizabeth von Arnim, scrittrice ironica e romantica, ed è tratta da uno dei suoi lievissimi romanzi (per la precisione, "Lettere di una donna indipendente"), in Italia tutti pubblicati da Bollati Boringhieri. Ma sicuramente Elizabeth, che oltre alle belle parole amava gli uomini, i fiori e i vestiti (probabilmente in quest’ordine), se lo sarebbe messo, un abito glitter: c’erano anche all’epoca - siamo dell’inizio del Novecento - ricamati di paillettes. E oggi, se fosse qui, di sicuro sceglierebbe un abito luccicoso, stravagante, magari lungo fino ai piedi, per andare a una festa di Capodanno.
Troppo? No: Elizabeth von Arnim credeva nell’esagerazione, nel potere del bello, e dell’oro. E dell’amore, certo. Perché quando ci innamoriamo, non precipitiamo forse in una nuvola d’oro? Così almeno scriveva lei, ripensando a come ci si sente dopo che lui ci ha abbracciato: "in un tramonto sospeso, un avvolgente bagno di oro liquido". Insomma, quasi come mettersi un abito di paillettes.
Ma Elizabeth, che ha molto amato (e si è più volte sposata), sapeva anche che anche quando non è la passione, a farci sentire in un tramonto sospeso, allora ci vuole un vestito. Si divertirebbe, l’aristocratica scrittrice, che passava dal lusso alla bancarotta (quasi come noi), a fare shopping senza rovinarsi. E si porterebbe a casa un sogno glitter, ma comprato in un negozio low cost. Anche se per brillare, in realtà, basta solo un accessorio: una pochette dorata, o scarpe d’argento. Basta un tocco di glitter nell’eyeliner, nello smalto della manicure…
Ma il bello è esagerare. In fondo, è nelle lunghe notti di dicembre che abbiamo più bisogno di luce. E sono i cuori d’inverno ad avere più bisogno di tramonti sospesi, anche sotto forma di abito. Da qualcosa, del resto, si deve pur cominciare.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.