Lisa Corva

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Perché forse è impossibile raccontare un amore. Solo riviverlo, mentre scrivi di te.

Giovedì, 7 settembre 2017 @08:56

"Mi è difficile descrivere una persona che da tanti anni porto impressa in me, nell’anima, come una sorta di sigillo o di marchio."
(Arundhati Roy)
Perché forse è impossibile raccontare un amore. Solo riviverlo, mentre scrivi di te.

La frase di oggi, che è anche il mio #spillo su Gioia, è tratta da "Il ministero della suprema felicità" (Guanda), il nuovo romanzo della scrittrice indiana che ci aveva commosso vent’anni fa con "Il dio delle piccole cose". Dopo tanti anni di silenzio, e di attivismo politico nella sua India arcobaleno e tempesta, ecco il nuovo libro, un continente a sé, uscito pochi mesi fa. Mi ha molto colpito questa frase: nel libro è un uomo, uno dei protagonisti, che ripensa a lei, la bella rivoluzionaria e battagliera, la donna che ha amato in silenzio per anni, che non ha più visto; la donna che porta comunque in sé come un marchio, un sigillo. Mi piace questa frase perché è vero: ci sono persone che ci portiamo dentro, impronte digitali sul cuore, un tatuaggio invisibile. Visibile solo a noi.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.