Lisa Corva

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La sicurezza di un cappotto.

Venerdì, 2 febbraio 2018 @08:52

"Mi affeziono molto ai cappotti perché sono vero comfort, ti ci puoi rannicchiare dentro. Me ne sono comprata uno di cachemire dieci anni fa e lo amo".
(Donna Tartt)
La sicurezza di un cappotto.

Il mio cappotto preferito, quello dove mi posso "rannicchiare dentro" ("you can curl up with it", per usare le parole della scrittrice Donna Tartt), è di Colomba Leddi, ed è un cappottino-piumino imbottito, con una stampa con piume di fagiano su fondo verde scuro. Piume di fagiano che, mi ha raccontato Colomba, aveva comprato in un mercato in Liguria. La sua ispirazione - guardate su http://www.colombaleddi.it - arriva così, da cose raccolte per caso, petali o sassi. Il cappottino-piumino ha ormai parecchi anni, ma è il mio preferito anche per viaggiare; mi sembra che non si sporchi (speranza!), lo appallottolo tipo cuscino quando sono in aereo. Ci dormo dentro. La sicurezza di un cappotto.

La frase di oggi, che è anche il mio #spillo della settimana su Gioia, è tratta da un libro che mi hanno appena regalato, "Legendary authors – and the clothes they wore" (di Terry Newman, Harper Collins), dove scrittori e scrittrici, da Rimbaud a Sylvia Plath o la mia adorata Nancy Mitford, vengono "raccontati" attraverso i vestiti che indossavano. Perché gli abiti parlano, anche se noi non vogliamo…
E, se volete ancora delle storie questo weekend, andate in edicola. Sabato, su D di Repubblica (sabato scorso c’era il mio pezzo su 48 Ore a Lucca, l’avete visto?), c'è la mia cover story sulle due architette irlandesi che sono le curatrici della prossima Biennale Architettura, e che ho incontrato a Dublino. Molto simpatiche. E abbiamo parlato, certo, anche di abiti!

Camminando, e cercando abbracci, nei territori dei sogni.

Mercoledì, 3 settembre 2014 @09:13

"Da ragazzino, dopo che mia madre morì, provavo sempre a tenerla stretta nella mia mente prima di addormentarmi così magari sarei riuscito a sognarla, ma non succedeva mai."
(Donna Tartt)
Camminando, e cercando abbracci, nei territori dei sogni.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Il cardellino" , Rizzoli. Straordinario libro di quest'anno.

Guardo le nuvole riflesse nelle finestre e mi meraviglio di come anche la mia tristezza possa rendermi felice.

Mercoledì, 18 giugno 2014 @07:49

"Osservo le nuvole riflesse nelle finestre scorrevoli e mi meraviglio di come anche la mia tristezza possa rendermi felice."
(Donna Tartt)
Dolce malinconia.

Il Buongiorno di oggi è tratto dal romanzo che ha vinto il Pulitzer quest’anno: "Il cardellino", di Donna Tartt, Rizzoli (traduzione di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai). Quasi 900 pagine intorno a un quadro: il cardellino del titolo (che è poi un dipinto del 1560). Ma anche di Manhattan, solitudine, la fatica di crescere e di amare. Bello.

Può essere una città, un colore, un’ora del giorno. Il chiodo su cui il tuo destino tende a impigliarsi e strapparsi.

Mercoledì, 11 giugno 2014 @08:59

"Può essere una città, un colore, un’ora del giorno. Il chiodo su cui il tuo destino tende a impigliarsi e strapparsi."
(Donna Tartt)
La vita è fatta di strappi. A volte, di rammendi.

Il Buongiorno di oggi è tratto dal romanzo che ha vinto il Pulitzer quest’anno: "Il cardellino", di Donna Tartt, Rizzoli (traduzione di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai). Cominciato con molta perplessità (non solo per la mole, quasi 900 pagine; ma anche per il titolo, che in inglese è bellissimo, The Goldfinch, ma in italiano ha un che di ridicolo), e finito con molta commozione. Di cosa parla? Di un cardellino innanzitutto; un piccolo quadro, che è il nucleo di tutto il romanzo (un quadro che esiste davvero, dipinto da Carel Fabritius nel 1654 a Delft). Parla di un attentato a Manhattan in un museo, di un ragazzino che rimane senza madre, della difficoltà di crescere, di fidarsi e affidarsi, di amare. E della potenza quasi magica, salvifica, dell’arte: fosse anche solo un quadro.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.