Lisa Corva

Cercai nel mio cuore, per dartele, le lettere d’avorio che dicono sempre, sempre, sempre.

Mercoledì, 9 maggio 2012 @07:25

"Cercai nel mio cuore, per dartele,
le lettere d’avorio che dicono sempre, sempre, sempre"
(Federico García Lorca)
Che belle quelle lettere d’avorio scolpite nel cuore. Che bello pensare, sperare, sapere che è sempre, per sempre.

Sull’oliveto c’è un cielo schiacciato e una scura pioggia di astri freddi.

Lunedì, 16 aprile 2012 @08:31

"Il campo
di ulivi
s’apre e si chiude
come un ventaglio.
Sull’oliveto
c’è un cielo schiacciato
e una scura pioggia
di astri freddi.
Giunco e penombra tremano
sulla riva del fiume.
Il vento grigio s’increspa.
Gli ulivi sono carichi di grida.
Uno stormo
di uccelli prigionieri,
che muovono le lunghissime code nell’ombra".
(Federico García Lorca)

Questa scura pioggia di astri freddi. Questa primavera oggi grigia, verde e lucente come le foglie degli ulivi.

(La poesia di oggi si intitola "Paisaje", "Paesaggio", ed è tratta dall’antologia delle poesie di Lorca; l'editore è Newton. Lorca la scrisse all’inizio degli anni Venti. Gli uliveti che aveva davanti agli occhi era quelli spagnoli, dell'Andalusia dove nacque. Io penso invece agli ulivi millenari della Puglia e del nostro Sud)

Voglio dormire il sonno delle mele.

Venerdì, 9 settembre 2011 @08:54

"Voglio dormire il sonno delle mele".
(Federico García Lorca)
Voglio dormire – e risvegliarmi - così: felice, rotonda e intera, come una mela. Dentro avrò la saggezza dell’albero.

I versi di oggi sono tratti da "Gazzella della morte oscura". Eccoli in spagnolo: "Quiero dormir el sueño de las manzanas". E in globish? Andate, come ogni venerdì, nella parte globish del sito: Friday Poetry!

Acqua, ombra, argento.

Giovedì, 16 giugno 2011 @08:48

"M’hanno portato una conchiglia.
Dentro le canta un mar di mappa.
Il cuore
mi si riempie d’acqua
con pesciolini
d’ombra e d’argento.
M’hanno portato una conchiglia."

(Federico García Lorca)

Tutto quello che amo ha dentro il mare.

Il pomeriggio distratto si vestiva di freddo.

Lunedì, 25 ottobre 2010 @08:09

"Il pomeriggio distratto
si vestiva di freddo.
Dietro i vetri offuscati
i bambini, tutti insieme,
vedono un albero giallo
tramutarsi in uccello.
Il pomeriggio si stende
sulle rive del fiume.
E un rossore di mela
si dondola sui tetti."

(Federico García Lorca)

Autunno, quanti pomeriggi distratti che si vestono di freddo; quanti alberi si vestono di giallo. D’autunno.

Grazie a Cesare, il bambino di una mia carissima amica (per la precisione la mia compagna di banco del liceo), che nei giorni passati, a Milano, mi ha recitato questa poesia, appena imparata a scuola. Grazie a Pablo, che mi ha cercato la versione originale: si intitola "Paisaje" e fa parte delle "Canciones" di Lorca.
E grazie a tutte le maestre che, per fortuna, insistono ancora nel far imparare poesie a memoria ai bambini.


La tarde equivocada
se vistió de frío.

Detrás de los cristales
turbios, todos los niños
ven convertirse en pájaros
un árbol amarillo.

La tarde está tendida
a lo largo del río.
Y un rubor de manzana
tiembla en los tejadillos.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.