Lisa Corva

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Quelle mattine in cui apri l’armadio, cerchi (e non trovi) l’abito giusto. L’abito che potrebbe far accadere qualcosa...

Giovedì, 5 aprile 2018 @08:20

"Pensò che il mondo intero era compreso tra queste due sensazioni, nudità e vestiti, liscio e ruvido, dentro e fuori. Si mise la camicia e il maglione. La sua pelle nuda sembrava in attesa di qualcosa che non accadeva mai. Niente le stava bene addosso, avrebbe dovuto modificare tutti i suoi vestiti e tagliarli in modo diverso. Io voglio vivere, pensò, ma qui nessuno sa come si fa."
(Madeleine Thien)
Quelle mattine in cui apri l’armadio, cerchi (e non trovi) l’abito giusto. L’abito che potrebbe far accadere qualcosa...

Il Buongiorno di oggi, che è anche il mio #spillo su Gioia, viene dal libro di una scrittrice interessante dal remoto Nord, Madeleine Thien. Nata a Vancouver da padre cino-malese e madre di Hong Kong, ha uno sguardo delicato e compassionevole sull’Asia. Mi era piaciuta con "L’eco delle città vuote", il viaggio di una giovane canadese alla ricerca delle sue radici cambogiane. Le frasi di oggi sono tratte invece dal suo nuovo romanzo, "Non dite che non abbiamo niente" (66th and 2nd), che si muove tra il Nord America di oggi e la Cina della Rivoluzione Culturale. Protagonisti, dei giovani musicisti. Il ritmo è frammentato, la narrazione a volte confusa, confesso di aver perso il filo ogni tanto… Ma ci sono pagine toccanti: insieme ai violini spezzati e ai dischi in frantumi della Rivoluzione Culturale, sono quelle di piazza Tien An Men nel 1989, i giorni delle proteste e del sogno di libertà.

Proteggi quelli che ami, mi ha detto. Portaci con te nella prossima vita.

Lunedì, 2 dicembre 2013 @08:26

"Voltati a guardare indietro un’ultima volta, ha detto mia madre. L’ho seguita nella semioscurità del nostro appartamento, ho camminato all’ombra di mio padre, oltre le pareti spoglie e le finestre aperte, mentre il rumore della strada si riversava all’interno. In mezzo a noi, ha detto lei, avevo conosciuto l’amore, l’infanzia che avevo vissuto mi avrebbe sorretta. Ho ricordato la bellezza. Un tempo non mi era sembrato necessario notarne la presenza, memorizzarla, alzare le barricate. Sentivo la presenza di mia madre nel continuo sciabordio delle onde contro lo scafo della barca. Proteggi quelli che ami, mi ha detto. Portaci con te nella prossima vita".
(Madeleine Thien)
Proteggi il ricordo di chi ti ha amato. La bellezza che ti ha regalato. Porta tutto con te.

Una bambina che fugge, da sola, senza genitori. Una barca per un viaggio disperato verso - forse - un nuovo futuro. Potrebbe essere uno dei tanti barconi che a volte arrivano, e a volte purtroppo bruciano o affondano, nelle acque accanto a Lampedusa. E’ invece una barca che è partita anni fa, negli anni Settanta, dalla Cambogia in fiamme, dal Vietnam in guerra, verso la Thailandia. E’ una barca in un romanzo: "L’eco delle città vuote" (66th and2nd). Eppure su quella barca nelle pagine di carta c’è tutto: la bellezza e lo strazio, la guerra e l’orrore, la fuga e il ricordo, e la fatica, fatica terribile di ricominciare. Mi è piaciuto questo libro. Un libro delicato, a partire dalla copertina con i disegni di Julia Binfield, un’illustratrice che amo molto. Un libro delicato e straziante insieme. E mentre seguo la storia di una giovane donna che vive in Canada, e che non riesce a dimenticare la bimba cambogiana che è stata, mentre penso alla Cambogia che ho amato, ai templi di Angkor Wat nella giungla, alle statue sorridenti che hanno visto cose atroci e, comunque, sorridono, ripenso al messaggio che ha sentito sulla sua pelle quella bambina, alle parole sussurrate, che sono quelle che sentiamo anche noi: perché possiamo portare con noi la dolcezza di chi ci ha amato, l’infanzia, la bellezza che ci è stata insegnata. E se riusciamo, è nostra per sempre.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.