Lisa Corva

Sul cuore ho già le impronte digitali della tua forte mano.

Lunedì, 14 novembre 2011 @09:25

"Sul cuore ho già le impronte digitali della tua forte mano"
(Maria Luisa Spaziani)
Non stringere troppo forte, amore.

(Maria Luisa Spaziani, nata nel 1924 a Torino, fu molto legata a Montale. I versi di oggi sono tratti dall'antologia delle sue poesie, Oscar Mondadori)

Ma lo sai che piaci al mio gatto?

Giovedì, 14 luglio 2011 @09:35

"Il gatto si ricorda di te negli intervalli. Attende
con occhi accesi le storie che ci racconti.
Passeggia inquieto sul davanzale e rizza
il pelo, complice, quando intuisce che torni.
Arrivi sempre di notte. Io ti offro il silenzio di una piccola stanza appartata,
le ombre nel retro della mia pelle... Ti sento raccontare
la stessa favola con labbra sempre nuove. L’imparo
e la dimentico.
Mai la sapremo a memoria, il gatto o io".
(Maria do Rosário Pedreira)

Il gatto ed io.

Non ho gatti (neppure cani, a dir la verità!), ma mi piaceva questa poesia un po' felina, della poetessa portoghese Maria do Rosário Pedreira.

Questo è il mio secondo Twitter! Un twitt di Buongiorno, ovviamente. Quasi un cip cip bucolico (scherzo, scherzo!). E voi siete già arrivati, primi "followers", che bello. Vi aspetto su @lisacorva

Radici.

Mercoledì, 22 giugno 2011 @07:12

"Lo so stasera, o cara. I nostri cuori
sono nati da un’unica magnolia,
quell’albero di casa che a Torino
nel cortile distrutto sbandierava
due fiori soli a ogni primavera.
L’albero non c’è più. Sotto la nera
terra, da tanto esilio e tanta arsura,
sento che va intrecciandosi ancor viva
una radice all’altra."

(Maria Luisa Spaziani)

Famiglia. Radici.

I versi di oggi sono tratti da "Poesie 1954-2006", di Maria Luisa Spaziani, Oscar Mondadori.

Io che ancora credo in te.

Lunedì, 9 maggio 2011 @07:27

"E in un cassetto
due biglietti per un film d’amore che
non hai visto con me, e altri libri, e anche
una camicia sbiadita con la quale dormo
di notte per stare più vicina a te; e da
tutte le parti, libri, tanti libri, tante
parole che mai mi hai detto prima della lettera che scrivesti quella mattina, e io,
io che ancora credo che tornerai, che
ritorni, sia pure solo per i tuoi libri".

(Maria do Rosário Pedreira)

Io che ancora credo in te.

(Ricordate il Buongiorno del 15 dicembre, "Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo"? Sono, come quelli che ho scelto per City oggi, versi della poetessa portoghese Maria do Rosário Pedreira).

Mai la vita è stata solo inverno.

Martedì, 22 febbraio 2011 @10:46

"Non aver paura dell’amore. Posa la tua mano
lentamente sul petto della terra e senti respirare
i nomi delle cose che lì stanno
crescendo: il lino e la genziana, la verzura odorosa
e le campanule blu; la menta profumata per
le bevande dell’estate e l’ordito delle radici di una
pianticella d’alloro che si organizza come un reticolo
di vene nella confusione di un corpo.
Mai la vita
è stata solo inverno".

(Maria do Rosário Pedreira)

Per questo crediamo nella primavera.

(Vi ricordate "Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo", il Buongiorno dello scorso 15 dicembre? E’, come questo, della poetessa portoghese Maria do Rosário Pedreira).

Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo.

Mercoledì, 15 dicembre 2010 @07:00

"A cosa mi è servito correre per tutto il mondo
trascinare, di città in città, un amore
che pesava più di mille valigie…
A cosa mi è servito respingere questi mille uomini, e gli altri mille
che fecero di tutto perché mi fermassi, mille
volte pettinando le pieghe del mio vestito stanco di viaggi?
Era solo dietro di te
che correvo il mondo
il tuo volto nei miei occhi durante tutto il viaggio.
Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo".
(Maria do Rosário Pedreira)

Tu.

Una poetessa che sto scoprendo adesso: la portoghese Maria do Rosário Pedreira, purtroppo ancora così poco conosciuta in Italia. Purtroppo io in portoghese so dire solo "pastéis de Belém" (dei dolci meravigliosi alla crema che avevo assaggiato a Lisbona), e "saudade". Ma ecco, comunque, la versione originale:

De que me serviu ir correr mundo,
arrastar, de cidade em cidade, um amor
que pesava mais do que mil malas; mostrar
a mil homens o teu nome escrito em mil
alfabetos e uma estampa do teu rosto
que eu julgava feliz? De que me serviu

recusar esses mil homens, e os outros mil
que fizeram de tudo para eu parar, mil
vezes me penteando as pregas do vestido
cansado de viagens, ou dizendo o seu nome
tão bonito em mil línguas que eu nunca
entenderia? Porque era apenas atrás de ti

que eu corria o mundo, era com a tua voz
nos meus ouvidos que eu arrastava o fardo
do amor de cidade em cidade, o teu nome
nos meus lábios de cidade em cidade, o teu
rosto nos meus olhos durante toda a viagem,

mas tu partias sempre na véspera de eu chegar.

Natale, la neve, il Buddha, e Piccole Donne reloaded: verso il 2010.

Sabato, 19 dicembre 2009 @08:33

Vi sto scrivendo da un mattino. Un mattino di silenzio e neve che continua a cadere. Mi vengono in mente dei versi di neve, ancora una volta del poeta americano Billy Collins, in una buffa poesia intitolata "Shoveling snow with Buddha", dove lui e un Buddha spalano la neve nel giardino davanti a casa e poi entrano a bere una tazza di cioccolata… Io spalerò la neve (quantomeno aspetterò che il Consorte lo faccia), e poi partiremo, verso il Paese dei Buddha. Sì, Asia: da domani. Per scivolare verso il 2010. Dove? Luang Prabang, sul Mekong: monasteri buddisti e vecchie case coloniali francesi e pace. Almeno così spero.
In valigia, un libro. Ma quale? Volevo rileggere un classico, e pensavo ad Anna Karenina. L’avevo appena rimessa nello scaffale, l'edizione che avevo letto da ragazza, nella mia room of my own; ma, sorpresa, ho solo il primo volume della vecchia edizione Garzanti, il secondo chissà dov’è. Quindi? Segno del destino. La terra dei Buddha non è adatta ad Anna Karenina. (Peccato, forse avrebbe dovuto prendere un treno per il Laos, si sarebbe salvata).
Metto in valigia, invece, un’edizione in inglese di Piccole Donne di Louisa May Alcott, comprata ieri: sì, proprio il classico che ho tanto amato da bambina, letto e riletto, insieme a Piccole Donne Crescono e I ragazzi di Jo… E’ da tanto che lo volevo riprendere in mano, per ripensare e capire. Ho come il sospetto che Jo, che si arrampica sugli alberi e che sogna di scrivere, non mi starà più tanto simpatica. E se adesso mi piacesse di più la sorella fashionista tutta ricci e capricci, che sposa il ragazzo ricco della magione accanto? Vedremo. (Negli anni, comunque, mi sono molto divertita a immaginare le Piccole Donne reloaded; forse per questo mi ha deluso "Arrivederci piccole donne", una riscrittura della romanziera cilena Marcela Serrano, uscito da Feltrinelli; mentre mi aveva affascinato "L’idealista" di Geraldine Brooks, Neri Pozza, che dà voce al papà delle Piccole Donne, quel cappellano March che nel Natale con cui si apre il libro è al fronte, durante la Guerra di Secessione. Un bellissimo esperimento narrativo, prendere un personaggio nelle pieghe di una storia, di un libro mitico, di un classico: e dargli voce).

Quindi parto, tornerò ai primi di gennaio. Ma intanto vi voglio lasciare i Buongiorno della prossima settimana, i tre giorni di City fino al Natale, con tutti i miei AUGURI poetici, romanzeschi, innevati, luminosi, e di pace, per il 2010!

Buongiorno del 21 dicembre.

"Il mio desiderio sarebbe che, per tutta la giornata, tu ti aggirassi invisibile accanto a me, e poi, la sera, quando sono solo, tu ti staccassi dalla parete…"
(Goethe)
Non ci sei e la tua assenza è come una polvere d’oro. Non ci sei ma ci sei: perché ti immagino, ti penso, mi chiedo come guarderesti quello che sto guardando adesso, cosa mi diresti. E stasera, vorrei un telecomando per farti apparire nella stanza: proprio qui, accanto a me.

(Così scriveva Goethe a Lotte il 9 settembre 1783; dall’epistolario "Lettere alla signora von Stein", Rosellina Archinto Editore)

22 dicembre.

"Dove ci incontreremo dopo la morte? Dove andremo a passeggio?
Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi,
quando avrò bisogno delle tue parole?
Dio esige l’impossibile,
Dio ci obbliga a morire.
Sin d’ora promettimi
di cercarmi… Saprai riconoscermi?".
(Angelo Maria Ripellino)

Ti prego: prometti.

(Angelo Maria Ripellino non fu solo un poeta, ma soprattutto un saggista e traduttore di letterature slave. Scrisse un libro che mi piacque molto quando andai a Praga per la prima volta: "Praga magica". Questi versi sono tratti da "Notizie dal diluvio", Einaudi)

23 dicembre.

"Getta via la tua oscurità e sarai ricco.
Come una sera dopo la neve.
Il campo è ricco, e la brughiera,
ovunque aghi di pino,
e le case sono ricche, sicure
per la vita e il calore.
La terra addormentata conosce
il proprio splendore.
Le sopracciglia brinate del cielo
sono piene di stelle".
(Olav H. Hauge)

Nel buio, risplendono di più le luci. E in fondo alla strada, brilla un anno tutto nuovo.

(I versi di Olav H. Hauge, poeta e - altrettanto poeticamente - giardiniere norvegese, sono tratti da "La terra azzurra", Crocetti editore)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.