Mercoledì, 14 settembre 2011 @07:52
"Fu una rara edizione del nulla,
un nulla fiorito d’estate, brusìo
di terra rossa e presagi, un nulla
vicino al suo rovescio di fanciulla
tra erba e colletto, tra ventaglio
e firmamento,
gioia e fine avvinghiate
in una sola melodia, lo spazio
di nessuno dove avviene l’incontro."
(Milo De Angelis)
Lì, dove ci siamo incontrati.
I versi che ho scelto oggi per City sono tratti dalla raccolta "Quell’andarsene nel buio dei cortili", Mondadori.
farfalla | Venerdì, 16 settembre 2011 @19:11
incantevole "fu una rara edizione del nulla" da lavorarci sopra.
stefania | Giovedì, 15 settembre 2011 @14:29
" tra ventaglio e firmamento"
sublime!
LISA | Mercoledì, 14 settembre 2011 @20:43
Anch'io in realtà non lo conoscevo, prima di aprire "Quell'andarsene nel buio dei cortili" (titolo bellissimo), ovvero la sua raccolta pubblicata da Mondadori. So solo che è nato a Milano nel '51, lavora in un carcere. E di questi versi ermetici mi piace moltissimo "lo spazio di nessuno dove avviene l'incontro": qualcosa che è capitato, capita, credo, a tutti noi.
Lady Chatterley | Mercoledì, 14 settembre 2011 @20:37
Sconosciuto solo a me suppongo.
Lady Chatterley | Mercoledì, 14 settembre 2011 @20:36
i versi sono bellissimi, avvincenti, poeta sconosciuto e ora conosciuto grazie a Lisa.
Aminta | Mercoledì, 14 settembre 2011 @18:56
di cosa si tratta? Troppo semplice pensare a un amore fugace. Come sono difficili questi versi. forse non sono all'altezza di saperli interpretare, ma va bene così, sono da leggere e rileggere, magari senza arrivarne a capo.
Mercoledì, 25 maggio 2011 @11:17
"Chi parla nella sera? Chi preme
ancora questo citofono? Cenere dei camion,
su quali labbra vuoi posarti? Misteriosa
ogni crescita. Benvenute, ombre. Eri
la trincea di ogni frase, un tuffo
nel petto immobile. Tu senza colore
scendevi nello specchio
delle sillabe solitarie. Cadevi
da un’antica giostra. Stella pesante,
acqua senza sonno, livido rimasto. Bacio
tradotto da una spina."
(Milo De Angelis)
Tu dolce, dolce livido.
I versi di oggi sono tratti da "Quell’andarsene nel buio dei cortili", di Milo De Angelis, Mondadori.
LISA | Mercoledì, 25 maggio 2011 @19:05
RODOLFO: anche a me lo "specchio delle sillabe solitarie" piace, mi dà un'idea di non comunicazione, di solitudine, di non capacità/possibilità di relazione con gli altri. Ma mi colpisce soprattutto quella "stella pesante, acqua senza sonno, livido rimasto": il segno di un amore finito, forse di un disamore, di un amore complicato. E quel "bacio tradotto da una spina", un bacio che fa male, anche se solo nel ricordo.
una a caso | Mercoledì, 25 maggio 2011 @16:42
a rodolfo continuo a non apprezzare sorry .........anche a me però piace _misteriosa ogni crescita ......il resto è un groviglio di parole .Per me ,naturalmente ciao grazie
rodolfo | Mercoledì, 25 maggio 2011 @15:39
millo de angelis è tutto tranne che un poeta freddo e cerebrale. provo a dare una risposta: scendevi nello specchio delle sillabe solitarie: la scrittura è specchio, prima di tutto di sé e poi del mondo, doppio riflesso identità; le sillabe solitarie possono essere quelle di un dialogo muto, di una ricerca faticosa, di una solitudine, cercata o non voluta. e veramente belli i versi "Misteriosa / ogni crescita. Benvenute, ombre." come il titolo della raccolta, poi.
paola | Mercoledì, 25 maggio 2011 @15:25
mi stupisco sempre di come sia soggettiva la comprensione dell'arte e di come sia vero quel detto popolare che recita "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace ". Credo che questa poesia sia un sorta di elogio alle parole, piccole o grandi, sensate o meno che siano.
una a caso | Mercoledì, 25 maggio 2011 @14:16
è una poesia fredda,che non dà nessuna emozione . il poeta mi sembra troppo coinvolto nella ricerca della perfezione della parola . _scendevi nello specchio delle sillabe solitarie _che vuol dire?

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.