Lisa Corva

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Ricordò che aveva paura di innamorarsi proprio per questo struggente dolore dell’attesa.

Lunedì, 17 febbraio 2014 @08:34

"Ricordò che aveva paura di innamorarsi proprio per questo struggente dolore dell’attesa".
(Orhan Pamuk)
Amare, aspettare.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Neve", Einaudi. Un libro che sto leggendo, piano, da più di un anno. Capita anche a voi, con certi libri? Li tenete sul comodino e leggete ogni tanto qualche pagina. Mi piace riprenderlo in mano, oggi che nel mio altrove nevica.

La mappa del cuore.

Lunedì, 25 marzo 2013 @07:31

"Forse amiamo il posto in cui viviamo perché non abbiamo altra soluzione, come in famiglia. Ma dobbiamo scoprire dove e perché amarlo."
(Orhan Pamuk)
La mappa del cuore.

Sto leggendo un libro che è una dichiarazione d’amore a una città: "Istanbul", del premio Nobel Orhan Pamuk, Einaudi.

Vorrei che nevicasse, nei miei sogni stanotte. Vorrei la neve, e vorrei te.

Martedì, 12 febbraio 2013 @08:51

"Anche nei nostri sogni nevica, ma una sola volta nella vita."
(Orhan Pamuk)
Non ho mai sognato la neve. Vorrei che nevicasse, nei miei sogni stanotte. Vorrei la neve, e vorrei te.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Neve", Einaudi. La storia di un poeta espatriato in Germania che torna a Kars, una piccola cittadina dimenticata, al confine tra Turchia, Armenia e Georgia. La neve cade, lui si reinnamora di un vecchio amore, gli integralisti islamici sono in rivolta, degli uomini vengono uccisi, e la neve cade, cade. Lui cerca di scrivere una poesia sulla neve. Un libro lento, forse troppo. Ma è la neve.

Mi piace ascoltare il silenzio della neve.

Martedì, 29 gennaio 2013 @09:44

"Il silenzio della neve, pensava l’uomo seduto dietro all’autista del pullman. Se questo fosse stato l’inizio di una poesia, avrebbe chiamato "silenzio della neve" ciò che sentiva dentro".
(Orhan Pamuk)
Mi piace svegliarmi e ascoltare il silenzio della neve.

Ieri nel mio altrove ha nevicato. Ancora. Piano. Verso sera sono uscita per andare a passeggiare. Mi piace la "twilight", quell’ora di confine in cui sta per diventare buio, e le luci si accendono, piano, nelle case. Mi piace sapere che ho una casa che mi aspetta. Mi piace il silenzio della neve. Il Buongiorno di oggi è l’incipit di un libro dello scrittore turco Pamuk, "Neve" (Einaudi).

Istanbul: profumo di mare, di tiglio, e il museo di un amore.

Lunedì, 30 aprile 2012 @06:19

"Fuori il cielo era terso, il cielo tipico delle giornate di primavera a Istanbul… Dalla finestra aperta del balcone soffiò una brezza primaverile profumata di mare e di tiglio che fece trasalire i nostri corpi nudi"
(Orhan Pamuk)
Profumo di mare e tiglio. Profumo di primavera.

Vi scrivo questo Buongiorno da Istanbul, dove, dalla mia finestra, non entra purtroppo nessun profumo nè di mare nè di tiglio. In compenso sono appena andata a vedere il nuovissimo e bizzarro Museo dell'Innocenza, tratto dal libro omonimo di Orhan Pamuk (in Italia pubblicato da Einaudi), premio Nobel per la letteratura: già quando cominciò a scriverlo, iniziò a raccogliere con accanimento nostalgico e feticista tutti gli oggetti di cui è composto il museo, in una vecchia casa di legno ridipinta di rosso cupo. Forcine, vecchie foto, spille a forma di farfalla, bottiglie di gazzosa, mozziconi di sigaretta fumati dalla bella protagonista del libro: ogni capitolo è una bacheca, con dentro gli oggetti di un'Istanbul perduta, quella degli anni 70, e di un perduto amore. È' la prima volta che un romanzo diventa museo e installazione d'arte insieme: l'incredibile storia di un'ossessione d'amore.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.

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