Mercoledì, 23 novembre 2011 @08:16
"L’unico colore che lui vedeva era la lucentezza, e quello era l’amore."
(Samar Yazbek)
E’ la luce che mi ha fatto innamorare di te. Ma ora, che sollievo pensare che mi proteggi anche nel buio.
(Samar Yazbek è una scrittrice siriana, e la frase di oggi è tratta dal suo ultimo romanzo, "Lo specchio del mio segreto", appena pubblicato in Italia da Castelvecchi. Una storia di amore, di morte, di carcere: esattamente quello che sta succedendo in Siria adesso, con il mondo - e i giornalisti, e i reporter, e la tv - chiuso fuori dai confini. Una rivoluzione affidata a Facebook)
Mercoledì, 21 settembre 2011 @08:18
"E quando lui la tocca, lei si sparge come sabbia".
(Samar Yazbek)
Come faccio a non perdermi, se quando mi tocchi, mi sfiori, mi abbracci, mi spargo come sabbia?
La frase è d’amore, di sperdimento e passione; ma il romanzo da cui l’ho sfilata parla di amore e morte. E’ "Specchio del mio segreto" (Castelvecchi), della scrittrice siriana Samar Yazbek. Un romanzo che è quasi un presagio, perché si apre con una folla in piazza, una donna che esce dal carcere… Un romanzo che parla di torture nei sotterranei delle prigioni, dove "il sangue si mischia al ferro e alla carne umana". Un romanzo che sembra quasi parli della Siria oggi, e per questo è un presagio: una Siria dove i giornalisti non possono entrare, dove da mesi donne e uomini scendono in piazza e vengono arrestati, torturati, uccisi, senza che il mondo sappia niente. Samar Yazbek, che ha quarant'anni ed è una scrittrice, tutto questo l’ha visto e l’ha raccontato. A noi il dovere di ricordarlo.

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.