Lisa Corva

E ora, finalmente, ero libera: ad ogni gesto che compivo, mi meravigliavo della mia leggerezza.

Venerdì, 16 marzo 2012 @08:08

"Quello che m’inebriò quando tornai a Parigi, nel settembre del 1929, fu innanzitutto la mia libertà. La sognavo dall’infanzia… E ora, finalmente, ero libera: ad ogni gesto che compivo, mi meravigliavo della mia leggerezza".
(Simone de Beauvoir)
La sostenibile leggerezza dell'essere.

Nel 1929, quando torna a Parigi, Simone de Beauvoir ha 21 anni. Sta per cominciare la sua vita: la sua vita fatta di scrittura e pensieri (libri che hanno fatto storia come "Il secondo sesso", o "Memorie di una ragazza perbene"), di amore (quello per Sartre), e di amori (quello per Nelson Algren che ha raccontato nei "Mandarini", e che ha ispirato, secondo me, le sue pagine più belle). Ho incontrato questa frase, che è l’incipit del suo libro di memorie "L’età forte", per caso, qualche anno fa, in un piccolo "bouquiniste" in Francia. Mi ero licenziata da poco, via dalle segrete di Segrate; mi ero da poco trasferita nel mio altrove. Ho aperto a caso, ed era lì, in un libro usato e consumato, la prima pagina, poche righe che mi parlavano esattamente di quello che provavo: la leggerezza, l’euforia della libertà. Quasi una leggera ubriacatura. La grande scommessa è tenerla sempre viva, questa leggerezza, questa possibilità dell’essere. Ricordate il titolo del bestseller - era il 1985 - di Milan Kundera? L'insostenibile leggerezza dell'essere. Per me invece è sostenibile, possibile, essenziale. Non solo a vent’anni. Ma anche nell’età forte. Proviamoci.

Come ogni venerdì, trovate il Buongiorno in Lisa globish. Stavolta, in francese.

Ho dormito sulla sabbia delle dune, sul muschio, sulle spiagge...

Lunedì, 5 settembre 2011 @08:52

"Ho dormito sulla sabbia delle dune, sul fieno delle stalle, sul muschio, sugli aghi di pino, sotto tende, nello stadio di Delfi e nel teatro di Epidauro, sull’impiantito delle sale d’aspetto, in vecchi letti a baldacchino, in grandi letti di campagna alti su tavole, e su balconi, su panchine, su tetti. Ho dormito tra braccia d’uomini".
(Simone de Beauvoir)
Nelle braccia di chi mi ha amato.

Con il Buongiorno di oggi riprende la "daily poetry": che, novità dell’autunno, potete ricevere ogni mattina via Twitter! Come mi sento telematica…

Un'altra novità: da oggi, cliccando sul nome dell'autore dei versi o della citazione, troverete direttamente in archivio tutti gli altri Buongiorno collegati. Oggi, quindi, troverete gli altri post con frasi sforbiciate da Simone de Beauvoir (questa è da "I mandarini", Einaudi). Troverete in archivio non solo poesia e libri, ma, ovviamente, anche moda!

Decifrarti.

Mercoledì, 4 novembre 2009 @08:06

"Perché s’era tirato indietro proprio quando cominciavamo a ritrovarci? Forse anch’io gli facevo paura? Il suo viso mi sembrava a un tempo molto duro e molto vulnerabile, lo decifravo male".
(Simone de Beauvoir)

Com’è difficile, a volte, capire, interpretare, decifrare il tuo viso. Com’è difficile, a volte, amarti.

(Anche la frase che ho scelto oggi per City - come quella del 28 ottobre - è tratta dal "romanzo dentro il romanzo", ovvero la storia d’amore di Simone de Beauvoir con Nelson Algren: da "I mandarini", Einaudi)

Col nostro passato fabbricavamo storie...

Giovedì, 15 ottobre 2009 @07:18

"Restai a Chicago quindici giorni. Per quindici giorni vivemmo senz’avvenire, e senza farci domande; col nostro passato fabbricavamo storie, che ci raccontavamo".

(Simone de Beauvoir)

E’ anche questo, il momento magico dell’innamoramento. Incontrarsi in una terra sconosciuta, una "no man’s land", e raccontarsi: trasformare il passato – i dolori, la gioia improvvisa, i ricordi cristallini dell’infanzia - in una storia. E regalarla. Regalartela.

(La bella frase di Simone de Beauvoir, che ho scelto per City del 15 ottobre, è tratta da "I mandarini", Einaudi. Anzi, da un capitolo speciale, che negli anni ho riletto e sottolineato più volte: quello dove racconta, lei, la compagna di Sartre, l’autrice di "Il secondo sesso" e "Memorie d’una ragazza perbene", la sua storia d’amore con uno scrittore americano, Nelson Algren. Un romanzo dentro il romanzo)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.