Lisa Corva

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L’ombra leggera dell’eternamente perduto è quella del crepuscolo.

Lunedì, 11 marzo 2013 @09:00

"Siamo prigionieri dell’inesplicabile e dell’eternamente perduto
e il rimorso è il nostro unico modo per tornare alla purezza infantile –
vecchio amico che sei partito, so che t’incontrerò in
qualche sogno o all’improvviso per strada quando tutto sarà perduto,
donne che abbiamo amato mentre fuori dalle finestre rinforzava la pioggia
poi tenendoci per mano abbiamo attraversato il ponte,
mentre i vostri capelli bagnati splendevano nel tramonto –
(Tavos Livaditis)
L’ombra leggera dell’eternamente perduto è quella della sera.

Versi che sanno di pioggia, oggi, come il mattino in cui mi sono svegliata. Sono tratti da "Poeti greci del Novecento", un Meridiano Mondadori.

5 commenti

Lilabella | Mercoledì, 13 marzo 2013 @10:37

Non è un'ovvietà Valentina, cogliere l'attimo, quell'attimo di eterna serenità che ci fa star bene e stringerlo come in un abbraccio!

Valentina | Martedì, 12 marzo 2013 @09:14

Dirò un'ovvietà: la vita è proprio tanto breve, soprattutto nei pochi momenti di serenità, quando tutto sembra coincidere, quando stai bene. Io dico di provare ad afferrare quello che ci fa star bene e di stringerlo.

lucy | Lunedì, 11 marzo 2013 @17:42

bellissima..................

LISA | Lunedì, 11 marzo 2013 @10:15

E' vero. L'eternamente perduto è lì, nei confini tra notte e giorno.

e... | Lunedì, 11 marzo 2013 @09:47

anche quella del primo mattino...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.