Lisa Corva

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L’indicibile tristezza dei lacché.

Martedì, 12 marzo 2013 @10:08

"Eppure la vita tra le pareti di palazzo le appariva di una palese volgarità, sempre invasa da lacché e funzionari di ogni ordine e grado, da troppo cibo, troppi abiti, dallo spreco, corrotta da un febbrile sciupìo di tempo, da una spaventosa mancanza di intimità, da un’indicibile tristezza".
(Elizabeth von Arnim)
L’indicibile tristezza dei lacché.


La von Arnim scrisse "Una principessa in fuga" nel 1905: libro apparentemente frivolo, su una giovane principessa che fugge dalla corte e dai lacché, in cerca di un solitario cottage tra le rose e della vera se stessa (troverà molte cose, ma non quelle che si aspettava). Una favola ironica, e quanti lacché, anche oggi: che non hanno più "i polpacci inguainati di seta bianca", ma digitano forsennati sui loro cellulari. (E sì, ogni riferimento è voluto). Io intanto ho finito il romanzo, appena tradotto da Bollati Boringhieri, con una dorata sensazione di buonumore e leggerezza. Grazie Elizabeth, come sempre.

2 commenti

Domo | Martedì, 12 marzo 2013 @20:38

Se avete tempo scoprite:
http://elgatoconlospiesdetrapo.blogspot.it/search/label/PANAMCATALOGO
Un progetto sociale, un'idea colorata...del gatto con i piedi di stracci....

Giusy | Martedì, 12 marzo 2013 @14:19

Bel quadretto, molto attuale, quello descritto da Elizabeth. Sembra un'ala di Montecitorio. Eh sì, lo cito, lo cito senza mettere tutti nello stesso calderone. Inguaribile ottimista.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.