Lisa Corva

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Lasciarsi andare, caduta libera, senza rete. Amare è il piacere di rinunciare al controllo.

Mercoledì, 20 marzo 2013 @08:21

"Quando sei stato solo come lo sono stato io, sei triste, certo, senza nessuno al fianco, ma hai il controllo pressoché totale della tua vita. Poi incontri qualcuno – insomma, capita una cosa come questa, e uno si sente, ti senti… Io sento di perdere il controllo. E questo mi spaventa".
(Peter Cameron)
Lasciarsi andare, caduta libera, senza rete. Amare è il piacere di rinunciare al controllo.

Finalmente un nuovo romanzo di Peter Cameron, l’autore di "Un giorno questo dolore ti sarà utile" e "Quella sera dorata" (entrambi Adelphi, due libri che ho molto amato). Dunque grazie a Cameron, che ho incontrato e intervistato a Manhattan (cliccate sul suo nome per leggere l’intervista), per "Il weekend", da cui ho tratto questo Buongiorno, e grazie all’Adelphi che mi ha permesso di leggerlo in anteprima: il libro esce oggi. E grazie a tutti quelli che ci regalano frasi poetiche e poesie. Perché forse è vero, come mi ha scritto un’amica proprio stamattina, che la poesia ci aiuta perché ci offre un "pensiero laterale": una frase che ci regala uno sguardo diverso e obliquo sulla vita, una prospettiva improvvisamente diversa su ostacoli e problemi. O, semplicemente, su quello che confusamente viviamo. Uno sguardo obliquo di improvviso sollievo, consapevolezza e felicità. Funziona davvero? Mi piace pensarlo oggi, giornata internazionale della felicità.

11 commenti

Morgana | Giovedì, 21 marzo 2013 @13:38

"Italiano vero" non mi aveva mai detto nulla, ma ora devo dire un grazie a Cristicchi,che me l'ha fatta cantare battendo i piedi a ritmo,perchè la sua versione trasmette a quelle parole forza e intensa convinzione. Davvero bella. E un grazie a Domo per averla condivisa.

annetta | Giovedì, 21 marzo 2013 @09:13

Lisa: le violette credo le avesse comprate per strada, forse da qualche zingara, sicuramente non ad un banchetto; erano avvolte nella stagnola anche quelle. Romantico vero? Che bestiaccia sono stata, dovevo saltargli al collo; tutto per il timore di perdere il controllo della situazione - è stata una lezione di vita, sicuramente.

LISA | Giovedì, 21 marzo 2013 @07:48

Violette (ormai quasi introvabili), rose rosse e notturne, fiori fatti di stagnola: mi piacciono le storie di fiori che mi avete mandato!

Lilabella | Mercoledì, 20 marzo 2013 @23:11

Patry e Giusy hanno fatto sorridere anche a me ed anche tu Annetta! Per Stefania auguro orizzonti nuovi di felicità. Per quanto mi riguarda dico che preferisco spaventarmi e perdere il controllo lasciandomi andare piuttosto che rimanere una stoccafissa :)
Per Domo: passerò nel link ad un'ora diversa, diciamo che in questo momento non sono in grado di intendere e volere

Domo | Mercoledì, 20 marzo 2013 @20:34

Non c'entra molto e mi scuso per questo, però...ricordate la canzone di Toto Cotugno "l'italiano vero (anche conosciuta come lasciatemi cantare"?
Ieri negli studi di Radio2 Simone Cristicchi ne ha cantato una versione riveduta che dal vivo ho trovato bellissima, per l'intensitá e per i tempi che viviamo e volevo condividerla. Spero vi piaccia.

http://m.youtube.com/#/watch?v=rqd84SR7Ce0&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3Drqd84SR7Ce0

annetta | Mercoledì, 20 marzo 2013 @15:42

Patri, Giusy, mi avete fatto sorridere! Da frequentatrice recidiva di uomini orso quale sono, ho ricevuto solo una volta un tenerissimo mazzo di violette dal mio ex fidanzato dei trent'anni. Quando arrivo' a casa dal lavoro in un giorno qualsiasi con le violette, io - consapevole fin troppo della sua natura selvatica - lo guardai di sottecchi e dissi: belle le viole ma cosa succede? come mai I fiori? hai qualcosa da farti perdonare o da confessarmi? Povero, ci rimase cosi' male che le viole rischiarono di appassirgli in mano. E io non ricevetti piu' fiori, ben mi sta!

Francescasièsposata | Mercoledì, 20 marzo 2013 @14:45

Secondo me funziona davvero e se non funziona, non importa... Piace pensarlo anche a me! Quanto al marito... Se sono recisi, solo rose rosse... Se sono piante, sono le mie adorate orchidee!!!

Giusy | Mercoledì, 20 marzo 2013 @13:58

è un bellissimo pensiero, Patri!. Orso gentile, mica un Grizzly!
Stefania, pensa che il consorte-pietra del Carso, per l'anniversario di matrimonio è capace di alzarsi (anziano com'è) alle sei e mezzo del mattino per arrivare fino al chiosco "non stop" per farmi trovare fiori freschi (avrà qualcosina da farsi perdonare nel passato???) Comunque, il tuo mi sembra un ottimo inizio. Va bene perdere il controllo ma...con giudizio! Un caro saluto. Giusy, vegliarda e fumatrice con sensi di colpa.

patrizia fiorista | Mercoledì, 20 marzo 2013 @11:57

La rosa di Stefania mi ha ricordato il fiore più bello che mi ha regalato il consortorso, da fidanzati fumava (abitudine che fortunatamente ha perso) è arrivato una sera con un mazzolino di fiorellini fatti con la stagnola del pacchetto delle sigarette! Non ridete sono gli unici fiori che mi ha regalato, dice che visto che ci lavoro non mi servono in regalo!!!!!! Che dire è proprio un orso. Patri

Stefania che scrive da Roma | Mercoledì, 20 marzo 2013 @11:05

Perchè i fiorai a Roma sono aperti di notte. Mi è sempre piaciuto pensare che ci fosse un uomo romantico che tardi, di ritorno a casa, comprasse dei fiori per la sua donna. Stanotte è arrivata una rosa, ho deciso che perdo il controllo, tra i rischi ci può essere la felicità.

Monica | Mercoledì, 20 marzo 2013 @09:28

uno sguardo morbidamente obliquo...di improvviso sollievo...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.