Lisa Corva

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Disarmati.

Giovedì, 7 gennaio 2010 @08:32

"Sua moglie lo stava aspettando. Doveva tornare a casa. Sospirò. Lei preferiva vederlo tornare tardi ma con la guerra già alle spalle, che presto ma con le bombe ancora in tasca".
(Liza Marklund)

Guerre di ogni giorno. E guerre coniugali. Cerchiamo invece di tornare a casa, la sera, il più possibile disarmati; proviamo a lasciar fuori dalla porta arrabbiature, frustrazioni, insieme alla pioggia della giornata…

(Ecco il primo Buongiorno del 2010! La frase di oggi è tratta da un ottimo thriller che ho appena finito di leggere: protagonista, Annika, giornalista e detective per caso a Stoccolma, mamma trafelata, moglie in crisi. Il titolo è "Il testamento di Nobel", Marsilio)

4 commenti

LISA | Giovedì, 7 gennaio 2010 @16:10

Per CARLA: mi vengono in mente due titoli, proviamo. Uno è "Il diario di cuoio rosso" di Lily Koppel, Cairo: la storia di una ragazza che oggi a Manhattan trova il vero diario di una ragazza degli anni Trenta, tra vecchi vestiti di seta e guanti spaiati; si appassiona e la rintraccia, ormai novantenne. Io avevo intervistato l'autrice, che è una giornalista di New York. Ma forse pensi al delizioso "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew", di Winifred Watson, Neri Pozza: la storia di una Cenerentola recessionista negli anni Trenta a Londra, una governante "zitella" (quando ancora non si diceva single), che perde il lavoro... ma che in 24 ore troverà un incredibile happy end. Niente giornaliste però. Prova a leggere le trame su ibs e dimmi se è quello che cercavi!

carla | Giovedì, 7 gennaio 2010 @15:16

chissà perchè la famiglia è sempre il luogo dove ciascuno di noi riesce a dare, talvolta, il peggio di noi! e per Annalisa: credo che questo escluda il dolore e la sofferenza per la malattia. Coraggio...
per Lisa ancora una richiesta: lessi una tua recensione su un libro che parlava di una ragazza ai tempi della crisi del '29 che riusciva a diventare giornalista ti ricordi il titolo per favore?

MALU 63 | Giovedì, 7 gennaio 2010 @14:53

Solo la parola guerra mi spaventa, eppure ogni giorno troviamo chi è capace di farcene, mi intristisce questo pensiero perchè vorrei che nel mondo ci fosse più capacità di amare e comprendere gli altri, mentre a volte anche una piccola frase detta male può scatenare una guerra, un gesto come i ragazzi di Venezia che solo per divertirsi hanno dato fuoco al barbone che già ha la sua vita piena di sofferenza,non e forse la guerra peggiore? Sono daccordo con te Annalisa, alle persone che amiamo dobbiamo dare tutto l'amore che abbiamo dentro.

Annalisa farmacista | Giovedì, 7 gennaio 2010 @10:53

Come vorrei in questo momento poter esaudire questo desiderio! In questo periodo non riesco/posso/voglio lasciare le preoccupazioni fuori di casa, ci sono persone a me molto care che stanno male e io mi sento impotente. Quindi molto frustrata. Purtroppo il consorte patisce la mia non serenità (anche perchè passo più tempo in ospedale che con lui). Ma bisogna provarci: anche per questo ho deciso comunque di fare qualche giorno in montagna con il Consorte, di invitare comunque amici a cena, di andare a lavorare. Bisogna combattere, ma non con le persone a cui vogliamo bene.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.