Lunedì, 11 gennaio 2010 @08:01
"Guarda la neve che imbianca tutto
il Soratte e gli alberi che gemono
al suo peso, i fiumi rappresi
nella morsa del gelo.
Sciogli questo freddo, Taliarco,
e aggiungi legna al focolare;
poi versa vino vecchio da un’anfora sabina.
Lascia il resto agli dei…"
(Orazio)
Chiudi gli occhi e lascia che anche il cuore, d’inverno, si riscaldi.
(E’ la prima volta che uso dei versi di un poeta dell’antichità per il mio Buongiorno. Questi, di Orazio, sono tratti da "Ode a Taliarco". Mi piace la neve e quel "lascia il resto agli dei"…)
E, lo so che Orazio non sarebbe per nulla interessato, ma vorrei far scivolare lì una parolina: saldi. Qui nel mio altrove non ci ho neppure provato. Però l'altro giorno un'amica carissima e ormai lontanissima mi ha fatto vedere con la sua webcam, su skype, il suo bottino saldi: una K-way dorata, scontata da 160 a 15 euro. Era bellissima! E, sapete?, credo che a Orazio non sarebbe dispiaciuto avere skype, nella sua casa bucolina nella campagna Sabina, un po' più a nord di Roma...
giuseppe | Domenica, 17 gennaio 2010 @17:37
inseguito per i boschi dai briganti
con la mascherina nera
e il vestito di corte
povero pulcinella
senza di lei che gli trasmetteva l'allegria
anche nella tristezza del sogno
non può piangere
non può sorridere
come quando l'amore era ancora realizzabile
e tra burle e veggenze
la sua bella lo aspettava sotto casa
con le mani sui fianchi pieni di farina.
poi volò via come una foglia
restandolo a terra
ad attendere una nuova fortuna
per seguire quella stella impazzita di luce
e incontrare in una stradina del mondo
chi come lui aveva creduto
e lotato per una epifania
di libertà.
poesia la folia di pulcinella
Aria | Martedì, 12 gennaio 2010 @12:54
Pardon, è del '57 e non del '54. La copertina è coloratissima: lo sfondo è di un verde erba chiaro con l'immagine delle quattro protagoniste vestite con abiti rosa, giallo, corpetto rosso e gonna a righe e arancio con scialletto a righe. Tra i capelli hanno nastri colorati e la più giovane tiene una bambola tra le mani. Sullo sfondo è disegnato uno scorcio del giardino. Le pagine sono di una spessa carta porosa leggermente ingiallite, è una edizione dei Fratelli Fabbri.
LISA | Lunedì, 11 gennaio 2010 @09:40
La tua copia del '54, ARIA! Che meraviglia. Cosa c'è in copertina?
Aria | Lunedì, 11 gennaio 2010 @08:57
Tornando al post precedente: questo Natale ho regalato 3 "Piccole donne" naturalmente a 3 bambine diverse. Spero che almeno lo leggano, per non dimenticare come erano, come eravamo. Intanto io conservo gelosamente la mia copia del '54.

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.