Lisa Corva

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Il cuore all’improvviso.

Venerdì, 6 settembre 2013 @08:36

"E qualche volta trova il tempo di andare a ovest,
verso County Clare, lungo Flaggy Shore,
a settembre o ottobre, quando il vento
e la luce si azzuffano così che da una parte
l’oceano è selvaggio di schiuma
e bagliori, e all’interno fra le pietre
la superficie di un lago color ardesia è illuminata
dal lampo terrestre di uno stormo di cigni,
le piume scompigliate, bianco su bianco,
le teste dall’aria testarda
sommerse o affioranti o indaffarate sott’acqua.
Ma non pensare di parcheggiare e cogliere la scena
più completamente. Non sei né qua né là,
una fretta per cui passano cose note e ignote
mentre forti morbide raffiche colpiscono l’auto di sbieco
e sorprendono il cuore all’improvviso
e lo aprono con un soffio".
(Seamus Heaney).
Il cuore all’improvviso.

Non sono mai stata in Irlanda, non ho mai letto nulla di Seamus Heaney. Ma quando il poeta irlandese, settimana scorsa, è scomparso, ho cominciato a leggere qualche suo verso. Mi piace questa poesia, "Postscript"; mi piace il vento, il mare burrascoso dell’autunno, e quel cuore che all’improvviso.

Come ogni venerdì, Friday Lisa: trovate il Buongiorno di oggi in lingua originale in Lisa globish. E seguitemi su Twitter per avere il mio Buongiorno ogni mattina sul vostro telefonino…

13 commenti

Noemi | Mercoledì, 11 settembre 2013 @16:36

Lisa ha capito. Fiorenzaccia, quando si ha sete non si cercano cocktail, diet coke o sofisticati long drink. Si ha sete d'acqua. Che nella sua essenziale semplicità, è inimitabile, irriproducibile, è fonte di vita. Sazia e appaga come nient' altro, e quando avverto la sete come un bisogno e non come un capriccio, in genere è all'acqua, che penso. Spero che il mio paragone ti sia più chiaro, adesso :)

LISA | Martedì, 10 settembre 2013 @09:27

A me piace il paragone con un bicchier d'acqua. Quando si è assetati - assetati di parole e storie - a volte è meglio di un bicchiere di vino.

Fiorenzaccia | Lunedì, 9 settembre 2013 @21:47

dicono che la stesura di un un romanzo assomiglia a un parto. Non so cosa sia un parto ma... noemi... paragonare un romanzo pur leggero che sia a un bicchiere d'acqua...per quanto fresca.....però ammiro li stile dell'autrice...........

LISA | Lunedì, 9 settembre 2013 @09:18

Domo, sono molto curiosa del film che ha vinto, il film-documentario sul raccordo anulare romano (e anche di due altri film italiani premiati: quello palermitano di Emma Dante, e quello ambientato in un'osmiza del Carso: osmize, le trattorie della mia infanzia). Grazie dunque per la cronaca da Venezia. (E infine, Domo e Marta: ci sono silenzi che uniscono e silenzi che pesano. Però, senza saper niente, trovo così tenere le parole di Marta dedicate a te. "These are private words, addressed to you in public". E' Eliot, ma siete anche voi).

LISA | Lunedì, 9 settembre 2013 @08:40

Noemi, grazie della presentazione. Mi piace essere un libro che viaggia in borsa...

Marta | Domenica, 8 settembre 2013 @20:42

Devo a Domo l'avermi fatto scoprire questo giardino incantato, da buon calabrese i suoi silenzi pesano immensamente ma sono one way only... e conoscendolo così sarà. E allora gli dico che ci sono sempre e che se capitasse di incontrarci in qualche aeroporto le sliding doors siano clementi e mi lascino il tempodi un sorrism

Noemi | Domenica, 8 settembre 2013 @08:33

Diamoci del tu, si. RIspondo. con un pò di ritardo, ma rispondo! E' vero, il buongiorno di oggi mi è molto piaciuto. Ho 25 anni (ok, quasi 26, questione di mesi) e scrivo dall'estrema punta della Calabria, da Reggio, città che amo con intensa passione. Capita, però, vuoi per amore vuoi per amicizia, che si viaggi spesso su e giù per lo stivale e in uno di tali viaggi, per ingannare il tempo sul treno, mia sorella ha acquistato il tuo libro. Io me lo sono ritrovato sullo scaffale, assieme agli altri, quando dal divano del soggiorno il mio occhio impigrito di noia ha scorto il frontespizio sconosciuto. Qualche ora dopo ero ancora sul divano che leggevo, ma toccava uscire. Pazienza, mi sono detta, il libro verrà con me. Mi ha accompagnato durante la giornata ben al calduccio nella mia borsetta. Finito come si può finire solo un bicchiere d'acqua. A proposito...Buongiorno, Lisa ;)

Domo | Sabato, 7 settembre 2013 @21:32

Grazie Giusy!

Domo | Sabato, 7 settembre 2013 @20:22

Che gioia il leone d'oro a "Sacro G.R.A" di Rosi, la vittoria di un documentario, girato esclusivamente dal regista, al di là della nazionalità. E che particolare il filo che lega Alina Marazzi, di cui avevamo parlato mesi fa in questo luogo bello, a Dario (suo compagno) produttore creativo di "Sacro G.R.A.", fili che si intrecciano, colorati, pieni di arte e talento. Invito tutti ad andare a vederlo il documentario, personalmente adoro Cesare, il barcarolo uomo di fiume che avevo raccontato mesi fa sempre qui e che scoprirete nel suo fiume, nelle sue rughe e che non è voluto venire a Venezia perchè doveva pescare, con semplicità. Ancora complimenti a Gianfranco e grazie a Lisa che mi permette di ospitare un applauso a lui è ai suoi personaggi veri e belli per questo.

Giusy | Sabato, 7 settembre 2013 @14:59

Mi è piaciuto tanto il resoconto di Domo sul Festival. Non ne ho letti di migliori, forse perché non ci dedico molta attenzione. Questo, invece, letto riga dopo riga. Complimenti!

Domo | Sabato, 7 settembre 2013 @08:27

Buongiorno Lisa e buongiorno a tutti, oggi è giorno di partenze da Venezia, i set televisivi ospitati nel padiglione di una nota (e costosissima.....) casa automobilistica hanno spento i proiettori e staccato i microfoni. La mia Venezia è iniziata con un set dedicato a Mr. Clooney in una suite del Cipriani, charmant e molto dimagrito ha dialogato per circa un'ora con una giornalista molto (troppo) embedded, alle sue spalle vaporetti gabbiani che volteggiavano nel e sul mare; ho proseguito poi con la di lui comprotagonista nel film "gravity ", Miss Bullock che ho trovato molto simpatica e innamoratissima di Louis, il suo bimbo.
Ma questo è stato, per me, il festival di "Sacro G.R.A." Di Rosi, di Stephen Frears, del film "la jalouise" con due attori così intensi e così belli, del corto d'autore "the audition"con Bocci e Solarino, e un Kim Ki Duk che turba con il suo modo profondo di raccontare un passione incestuosa.
Ma è la Venezia che di notte si confonde in sussurri e bisbigli, di attori e registi che incontri sulla spiaggia all'alba con scarpe in mano e piedi a bagno cercando sollievo da scarpe troppo strette, del piccolo bus londinese parcheggiato dopo (tanto dopo) il red carpet che sforna i panini dai nomi più improbabili ma dai sapori più buoni e che, lontano dai buffet molto alcool poco cibo, fa incontrare attori tecnici registi e nascere le conversazioni più divertenti multilingue ( la mia è stata in francese inglese italiano giapponese) sul modo più appropriato di inquadrare il "morso" dato al panino.
La mia simpatia va sempre al maestro Mollica del Tg1, e a quei (pochissimi) giornalisti che il cinema lo amano veramente e trasformano le interviste in momenti di pura alchimia con l'intervistato.
Lascio a Malamocco, il quartiere nel Lido di Venezia che ci accoglie, un pezzetto di cuore nella piazzetta dove si beve lo spritz a fine giornata e dove ancora i bambini giocano a nascondino .

LISA | Venerdì, 6 settembre 2013 @13:14

Grazie a te, Noemi. Che bello che tu abbia incontrato Benedetta, e che tu l'abbia sentita così simile a te. Ma ci diamo del tu, vero? Ben arrivata sul blog. (A proposito: torna, e raccontami, se hai voglia, da dove scrivi, quanti anni hai. E com'è successo che "Ultimamente mi sveglio felice" sia finito tra le tue mani. Una recensione su un giornale, un regalo, o semplicemente ti aspettava in libreria? L'autrice, come sempre, è curiosa).

Noemi | Venerdì, 6 settembre 2013 @09:33

Questa è una lettera di ringraziamento anche se, lo ammetto, sin'ora mi è capitato di scriverne ben poche e non so bene come dovrei iniziare.Tra l'altro, non mi è mai capitato di ringraziare qualcuno per aver scritto un libro quindi comprenderà bene la mia perplessità su come far iniziare questo scritto. Mi sarebbe piaciuto mandarle una lettera vera, come si usava una volta, ma ho pigramente pensato che sarebbe stato difficile rintracciare il suo indirizzo e, francamente, la mia scrittura lascia molto, molto a desiderare. Cosi eccomi qui, a ringraziarla di tante, numerose, cose. Per aver creato Benedetta cosi attuale, e per averle dato tanti, piccoli, adorabili difetti. Molti io e lei li abbiamo in comune, e queste somiglianze hanno contribuito a rendermela più cara, più vicina. Indulgentemente ho perdonato anche a lei gli sbagli che perdono a me stessa e il vederla soffrire in situazioni analoghe alle mie ha fatto riaffiorare lividi non troppo vecchi, e cicatrici non del tutto guarite. Ma non importa, davvero...l'unica cosa a dispiacermi, realmente, mentre leggevo era il non poterle dire "Ti capisco, sai? E' successo anche a me...è vero, è vero, ci si sente cosi, fa male proprio cosi". Ma penso che lei lo avrà sentito ugualmente, mentre divoravo il libro pagina dopo pagina e ritrovavo in quelle file ordinate e nere di parole le mie sensazioni, i miei pensieri, i miei modi di dire. Mi ha fatto sentire meno sola, un pò meno stanca, un pò meno strana. Oddio, forse la passione per il calore confortante dei phon non può comunque definirsi normale ma...tralasciando questi dettagli si, Benedetta mi ha fatto compagnia. La ringrazio per gli sprazzi di poesie di cui è, disseminato, il libro. Frasi corte e incisive, morbide come carezze, tremolanti di tristezza, vibranti di vita. Assieme a loro ho ricordato fotogrammi di una felicità passata, lo stupore che sentivo nell'accorgermi di quanta luce vi fosse in quei momenti, la completezza, la pienezza..con enorme disappunto ho appurato che, nonostante l'indifferenza con la quale mi ostino a trattare la tematica dell'amore nella mia vita, in realtà tutto ciò mi manca. Grazie, di cuore, per il contorno allegro e triste di personaggi, i panorami acquarellati di città che conosco solo per sentito dire ma che sono nella mia lista di posti da visitare, i buffi interrogativi esistenziali quali "I gay, sono reversibili?". Sentivo, solamente, di volere e dovere omaggiare chi, in un periodo non proprio luminoso della mia vita, tra i bagliori dei glitter, l'odore sferzante dell'aria dopo il maltempo, il ticchettare di cuori & tacchi, ha riportato anche per poco nella mia bocca il sapore della commozione, della comprensione, della speranza. Di nuovo, e per un'ultima volta, grazie.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.