Lisa Corva

Hai detto sciare?

Domenica, 24 gennaio 2010 @11:02

Allora, lo confesso subito: io non scio. Nonostante questo, sono molto, molto interessata al guardaroba da montagna. Perché? Pura perversione da shopping? Assolutamente no: è che, essendo sposata con un infaticabile sciatore, ogni tanto mi ritrovo, malgré moi, ad alta quota. In genere, peraltro, vestita in maniera inadatta. Il punto è che della montagna, a parte le piste da sci, mi piacciono altre cose. Le elenco così, un po’ alla rinfusa: lo strudel di mele, le spa (soprattutto le piscine di acqua calda all’aperto nella neve), e, se è totalmente pianeggiante e nessuno mi mette fretta, lo sci di fondo. Per due di queste attività (strudel e spa) direi che non servono le giacche a vento; ma per la terza sì, e qui cominciano i guai. Perché non basta una giacca, ci vogliono anche i calzoni, le scarpe, anzi gli scarponi giusti, il berretto per non congelarsi… E bisogna cercare di non ridere guardandosi allo specchio. Ma come fanno le dive che vediamo ovunque paparazzate ad essere sexy e glam anche sottozero?
Bisogna studiare, è ovvio. Le celebrities insegnano. E io mi ritrovo ad ammirare, ad esempio, il total look white, bianco sul bianco della neve, di Elle MacPherson. Come le invidio il colbacco che porta! O forse la disinvoltura con cui lo indossa? Katy Perry, invece, non si spinge fino alle piste da sci, ma va a fare una passeggiata al parco innevato con il fidanzato: molto romantico. Ho solo un dubbio: quanto resisterà con i jeans stracciati, pur modaioli e baggy? Quanto al cappello con i lunghi pon-pon… Certo, come precisa la fashion journalist Hadley Freeman sul Guardian, con i suoi ultimi dispacci moda da un’Inghilterra sottozero, gennaio non è il mese giusto per vestirsi sexy. No. Gennaio è il mese giusto per avvolgersi in una sciarpa e in un berrettone calcato fino alle orecchie, almeno finché la temperatura non risale. E, possibilmente, stare a casa.
Le fashioniste però possono consolarsi, perché c’è qualcosa che ci salva dall’effetto omino Michelin: i nuovi tessuti tecno, che ci permettono di uscire (moderatamente) glam anche ad alta quota, e non troppo ingoffate. Pronte allora? Tanto, per quello che mi riguarda, la strada non è lunga: si tratta soltanto di sopravvivere fino alla prima baita con lo strudel.

(Questo è un articolo che ho scritto per Grazia. Il Consorte per ora è andato a sciare da solo).

4 commenti
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JeSuiSLaTrilli | Lunedì, 25 gennaio 2010 @20:44

X FIRME FUORI: se serve aiuto sono sempre pronta.

firmefuori | Domenica, 24 gennaio 2010 @23:33

x la trilli... una marca in meno e una mano in più per quelli che in questo momento stanno peggio:-(

JeSuiSLaTrilli | Domenica, 24 gennaio 2010 @19:00

mi scuso nuovamente per gli errori; ma la mia tastiera mi odia(:

questo era solo per dirti quanto sono fissata con look

JeSuiSLaTrilli | Domenica, 24 gennaio 2010 @18:59

luisa, io sono una fissata con il look e bla bla sarà che facendo esperienza per un'agenzia di moa sono diventata così ma guarda ti dico slo che io mi sono andata a comprare un paio di pantaloni da sci aderenti neri, giacca bianca abbianta con cappellino sciarpa e guanti da sci tutto in tinta tutto firmato ovviante( come se non ci anassi già in giro con roba di marca. noooo . penso che la guess e la luis vuitton di genova mi conosca troppo bene!ma vabbè!)! quand di rba a sci ne avevo fino a sopra i capelli!
però io non posso farne a meno!! (: sono fatta così!
Non è brutto sciare (: ti diverti dovresti provare!!
in più sono usciti i nuovi modelli del moon boot! bellissimiiii!!! ne ho già approfittato!! (:
un bacioo

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.