Lisa Corva

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Il miele delle cinque.

Giovedì, 11 febbraio 2010 @07:48

"A quest’ora tutto sembra nuovo, tutto
sembra appassionato, immerso nel miele delle cinque
e la notte
non ha ancora acceso le sue torce, e a New York è buio,
e sto seduto a piazza Navona
davanti a una tazzina di caffè che si sfredda e col cuore in tumulto traccio
qualche altro freddo geroglifico vano".
(Natan Zach)

La notte si avvicina e io sento solo il tumulto del mio cuore.

(Natan Zach è un poeta israeliano che vive a Tel Aviv. Ha ottant’anni ormai e scrive ancora poesie ai tavolini di un caffè. I versi di oggi sono tratti da "Sento cadere qualcosa", Einaudi)

Quasi dimenticavo: domani, nel numero di City che troverete in metropolitana, agli incroci, per strada, sugli autobus, dovrebbero esserci ben 2 pagine "love": un distillato dei Buongiorno degli ultimi anni, scelti da me, per San Valentino. Fatene buon uso!

16 commenti

Ely | Venerdì, 12 febbraio 2010 @08:27

Scusa Lisa, il tuo suggerimento è GENIALE - è che sono in ufficio e non posso ridere come vorrei! Ti prego, mi puoi mettere qualcosa da declamare nei prossimi giorni? Lo faccio, lo faccio davvero (e poi non mi sentirere più perchè verrò definitivamente internata). Ciao e buon weekend a tutti!
PS: carissima Simo, la scena del gatto che ti aspetta sulle scale per giocare, ben sapendo che non lo fai bene... anche quella mi ha fatto troppo ridere! Vai che è venerdì!

LISA | Venerdì, 12 febbraio 2010 @08:24

Per POETESSA: grazie. Quello che hai scritto mi è arrivato come un inaspettato Buongiorno, il tuo Buongiorno per me. (E quei versi, potenti: ogni volta che li rileggo, vedo quella porta sulla parete, quasi fosforescente). Raccontami qualcosa su di te, cara Poetessa; vorrei sapere in quale città passa la metropolitana dove mi leggi, vorrei sapere di più del tumulto del tuo cuore.

LISA | Venerdì, 12 febbraio 2010 @08:14

Per ANNALISA FARMACISTA, ELY e SIMONA: scusate, ma la scenetta di Annalisa che chiama la polizia, gli ospedali ed esce dopo mezzanotte per cercare il marito desaparecido mi ha fatto davvero ridere (anche perché è finita bene, sia chiaro; io l'avrei assalito non molto poeticamente, forse con addosso i pantaloni tigrati della Plath). Morale? A volte in un matrimonio la poesia proprio non serve. Oppure... Pensate come sarebbe fantasticamente surreale se, invece di fare una sana scenata o caricare immusonite la lavastoviglie, salissimo sul tavolo e declamassimo una poesia? Mmmh. Dovrei cercarne una adatta. Woody Allen, sono sicura, apprezzerebbe, e forse mi ruberebbe l'idea per il suo prossimo film.

LISA | Venerdì, 12 febbraio 2010 @08:03

Per GABRIELLA: la poesia della Plath da cui ho tratto quei versi si intitola "Lesbos". Trovi i suoi scritti nel Meridiano Mondadori.

Per LILA: credo tu ti riferisca ai versi della poetessa inglese Sheenagh Pugh. La traduzione, imperfetta, è mia. Era il Buongiorno del 4 aprile:

"A volte le cose non vanno – nonostante tutto –
di male in peggio. A volte, i giacinti resistono all’inverno;
il verde trionfa; i raccolti sono abbondanti;
a volte un uomo punta in alto, e raggiunge il traguardo.
E il sole a volte scioglie un prato di dolore
che sembrava ghiaccio puro:
possa succedere anche a te".
(Sheenagh Pugh)
E a volte la poesia ci accompagna: verso quello che sembrava un impossibile lieto fine.

Senti che bel ritmo ha la poesia in inglese:

Sometimes
Sometimes things don't go, after all,
from bad to worse. Some years, muscadel
faces down frost; green thrives; the crops don't fail,
sometimes a man aims high, and all goes well.
A people sometimes will step back from war;
elect an honest man; decide they care
enough, that they can't leave some stranger poor.
Some men become what they were born for.
Sometimes our best efforts do not go
amiss; sometimes we do as we meant to.
The sun will sometimes melt a field of sorrow
that seemed hard frozen: may it happen for you.

(E una comunicazione di servizio: purtroppo non riuscirò a caricare sul blog l'archivio degli anni passati, perché il preventivo è altissimo. E visto che ahimé il blog è autofinanziato, non me lo posso permettere! Eurostress poetico. Per quanto riguarda San Valentino, spero di riuscire a mettere tutto on line io).

LISA | Venerdì, 12 febbraio 2010 @07:49

Per PATRIZIA STAZIONE ROGERS: Dorothea attuale? Davvero? Interessante, ma perché? A me sembra poco lucida, poco indipendente, così testarda... L'anti-femminista per eccellenza. E le manca l'ironia Austeniana.

patrizia rogers | Giovedì, 11 febbraio 2010 @23:30

Al momento sto leggendo di Dorothea che va a visitare quella che sarà la sua nuova casa da sposata, dove non vuole cambiare assolutamente nulla. Sai Lisa, lei mi sembra tremendamente attuale. Mentre leggo continuo a sottolineare le tante frasi che mi colpiscono, e le cito a mia figlia (17enne), traendone parecchi spunti di riflessione su amori e dintorni: diciamo che potrebbe andare bene come base per un'educazione sentimentale? Fatto sta che non vede l'ora anche lei di leggerlo (quest'estate ha letto Orgoglio e pregiudizio e le Affinità elettive). Comunque sì, è una grande narratrice, e spiega tutto in maniera chiara e diretta. Dopo una giornata intensa, è un piacere ritrovarlo ad aspettarmi.

giuseppe | Giovedì, 11 febbraio 2010 @18:55

forse rovinai quel bacio
con la mia malinconia
da graffiti metropolitani
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com

Gabriella | Giovedì, 11 febbraio 2010 @18:13

Ah, Lisa ti volevo chiedere un piacere ;giorni fa hai pubblicato versi di S. Plath, in cui lei scriveva che voleva stare in Cornovaglia, con pantaloni tigrati, etc.Volevo sapere da che poesia erano tratti i versi.Grazie!

Gabriella | Giovedì, 11 febbraio 2010 @18:03

anch'io, come Lila scrive, non sento il desideri di un figlio - troppo occupata a prendermi cura di me, finalmente!- ma mi ha colpito la vicenda della Parisi e sono d'accordo con la cara Lisa che questa della showgirl gravida a 50 anni è una situazione troppo onnipotenziale per essere "sana"...come si fa ad essere cos' egoiste da crescere un bimbo -anzi due - che quando avranno 10 anni vorranno giocare con la loro mamma e si troveranno sì una sessantenne sprint, ma pur sempre una sessantenne!

Pasionaria | Giovedì, 11 febbraio 2010 @16:55

Dunque, dunque ....la Parisi, ma anche la Clericiona nazionale. Oggi- ero da mia madre a pranzo - ho letto su "Gente" che l'Antonella ha scritto un libro sulla sua maternità e sul settimanale c'erano alcuni stralci. 1) dopo due mesi di relazione col suo bello è rimasta incinta, ma l'ha perso (non c'era battito) 2) si faceva le iniezioni in camerino e sperava che nessuno la beccasse 2) la coppia ha rischiato la crisi 3) nei testi riportati dal settimanale non vi è traccia delle sigle "pma" o "fivet" . Mah, tra le due, la Clerici mi sembra più "normale", più vicina a noi però non comprendo tutta questa retorica nel raccontarsi. Io spererei che in futuro le VIP facciano outing, ma che lo facciano fino in fondo e invece c'è sempre questo dire e non dire. So bene che sono cose private, ma se mettono in piazza di peggio .... Quando avevo intervistato Rossella di SOS Infertilità mi aveva raccontato che per sostenere la sua ONLUS era difficilissimo trovare sponsor e testimonial. Mi hanno detto che in Spagna le cliniche per l'infertilità sono pubblicizzate. Possibile che non esista una Pubblicità Progresso sull'infertilità? Una fiction seria? Un film serio? E invece abbiamo il detto e il non detto, i miracoli e le macchiette. Sto leggendo il libro di Crepet "Sfamiglia". Nel capitolo dedicato all'onnipotenza lui dice "il diritto di una donna selezionare lo sperma del maschio che più l'aggrada per essere inseminata artificialmente" Io nel mio percorso d'infertilità mi sono data dei limiti, ma leggendo le parole di Crepet mi sono sentita vagamente offesa. Finchè non ci sarà più serietà nel trattare l'argomento ci saranno sempre donne e coppie che sofriranno. Lila, capisco che sia difficile provare empatia per qualcosa che non abbiamo vissuto però penso che gli argomenti possano essere dibattuti sia in chiave personale sia in chiave sociale. Ad esempio, io non sono divorziata o separata però un'idea sulla questione posso averla e così su tanti altri argomenti.

Simona | Giovedì, 11 febbraio 2010 @16:37

Dài Ely, non disperare: il mio consorte parte per Bologna il lunedì all'alba e rientra nella terda serata di giovedì e sarà così fino alla fine dell'anno, poi si vedrà. La cosa è un po' pesante e in quelle tre sere mi abbruttisco: mangio quello che voglio, carico la lavastoviglie alle 23, sto in pigiama, mi strucco a letto, leggo a letto e spengo tardi.... poi se devo uscire alla sera per il volontariato della "cronista di campagna" lo posso fare senza sensi di colpa, correggo i quaderni alle 22.00 e mi tengo il mercoledì sera per le amiche o il cinema. Poi quando ci si rivede è più bello: nel w.e. si cerca di non litigare e lui mi chiama la sua morosa. Per fortuna che gli ormoni in calo dei 44 anni fanno sì che certe voglie siano sopite.... Unico vero "problema": dover far giocare il gatto che, piazzandosi davanti alla scala, ti fa venire i sensi di colpa: il consorte infatti è più bravo di me nel farlo giocare perchè ha più pazienza. Ma questa del gatto, ovviamente, è una stupidata, non prendetemi sul serio.

Annalisa farmacista | Giovedì, 11 febbraio 2010 @15:59

Bè direi che siamo messe proprio bene...io però il primo passo non lo faccio. Non questa volta. Tanto la risposta è sempre "Eh ma mi sono dimenticato? Cosa potevo farci?" Bene io può darsi che mi dimentichi di fare da mangiare? di fare la spesa? di fare le pulizie di casa? Facendo due lavori fuori casa dal lunedì al sabato. Che stronza che sono.

Ely | Giovedì, 11 febbraio 2010 @15:41

Cara Annalisa, il mio consorte invece sembra abbia scambiato la casa per un albergo, nel senso che è via dalla mattina alla sera (tardi) e quando arriva è assente, ancora preso dal lavoro e le uniche cose di cui parla con me sono i problemi che (sul lavoro). Anch'io stamattina ero arrabbiatissima, ho anche provato a dirgli qualcosa ma la cosa davvero brutta è che non mi ha nemmeno sentito, da quanto era stanco. E sai un'altra cosa brutta? La settimana scorsa era in USA e io ero sola a casa con bimba, cane e gatto, e sebbene mi mancasse la vita era più facile, senza doverlo aspettare fino a che ora non si sa per la cena e riassettare velocissima perchè devo mettere a letto la Bea (e il consorte no si sogna nemmeno di, che so, passare qualche piatto da mettere in lavastoviglie? Eh no, è in poltrona perchè tanto stanco). Eh già Lisa, San Valentino, ma. L'unico accenno a San Valentino che si è fatto a casa mia è stato "non ti aspetterai un regalo spero". Scusate lo sfogo, anch'io oggi sono proprio seccata e leggere le peripezie della povera Annalisa ha gettato benzina sul fuoco. E Annalisa, per la cronaca, la mail per dirgli che mi dispiaceva che la giornata fosse iniziata male e per sapere se aveva percorso sano e salvo i 90 km che lo separano dal lavoro gliel'ho mandata io. In risposta ho ricevuto 2 parole 2, e mi sono pentita anche di aver fatto il primo passo. Speriamo stasera sia migliore!

Annalisa farmacista | Giovedì, 11 febbraio 2010 @14:13

altro che S.Valentino. Ieri sera il consorte si è dimenticato di dirmi che usciva a cena. Io l'ho aspettato fino ad un orario umano e poi ho provato a chiamarlo. Tel spento. Ovviamente. E così fino alle 24. Ho chiamato la polizia, i carabinieri, tutti i pronto soccorso della città, i vigili urbani. Niente (per fortuna). All'una e mezzo decido di andarlo a cercare. Si, ma dove? Vado al lavoro, in palestra. Niente. Mente sto per rientrare mi squilla il cellulare. E' lui. E' a casa e si chiede dove sia. Cazzo. Tra l'altro non si era nemmeno accorto che non c'era la mia macchina, che a casa era tutto buio. Pensava dormissi. Così quando non mi ha trovato a letto ha acceso il telefonino e mi ha chiamata. Ma la tristezza di tutto è che alla fine sono io l'esagerata. Ecco. Gli uomini sono veramente crudeli quando vogliono. E allora ieri sera in preda al panico pensavo a come era più facile quando ero single. E provavo nostalgia per la me stessa single, felice, piena di amici, di voglia di fare. Mi facevo pena da sola, e pensavo a quanto mi stessero compatendo tutti quelli con cui ho parlato al telefono l'altra notte, che dicessero "Ecco un'altra moglie rompicoglioni che solo perchè il marito tarda 5 minuti scomoda tutta la città". Ma io non sono una rompiballe. Se io avessi saputo che era fuori non mi sarei mai sognata di rovinarmi così una serata da sola...Ma tant'è. E oggi mi sento tanto triste. Perchè ci siamo salutati male, ancora non mi chiama per chiedermi se sono ancora arrabbiata...

Lila | Giovedì, 11 febbraio 2010 @14:09

Non sono Lisa ma tu poetessa di che città sei? Anche io scrivo poesie e le parole che hai detto mi hanno fatto pensare a me, a quando ritagliavo i buongiorno di Lisa e li trascrivevo nel mio quaderno personale. La poesia che mi aveva catturato non me la ricordo tutta e la sua traduzione in italiano si intitolava "A volte". Me la puoi ritrovare per favore Lisa? I tuoi buongiorno di domani non potrò prenderli ma verranno trascritti anche nel blog? Io anche quest'anno non festeggerò S.Valentino ma festeggerò il 15 la giornata dei single. Bah, il mio cuore spera sempre.

Poetessa | Giovedì, 11 febbraio 2010 @13:28

Seduta ad un tavolino, in piedi in metropolitana, sdraiata sul mio letto, ascolto le tue parole Lisa. Quelle che da anni seguo silenziosamente, che cerco la mattina quando mi sveglio, che rincorro sulle pagine dei giornali altrui quando non riesco a trovarne uno per me. Parole che parlano di te, ma a volte anche di me. Parole che ti scaldano il cuore. Non so quanto tempo è passato, ma c'è un Buongiorno che non ho mai dimenticato, che ho voluto riscrivere per sentirlo più vicino:

"Ho disegnato una porta
e mi sono seduta dietro di lei
pronta ad aprirla
non appena arrivi".
(Dunya Mikhail)
So che devo aspettare. Non posso fare nient’altro, adesso. So che verrai, so che tornerai; so che entrerai da quella porta, quella porta che ho disegnato nella mia vita; alzerai lo sguardo e io ci sarò, e tu ci sarai. Devo solo imparare, imparare ad aspettare.

E' bellissimo. Complimenti per il meraviglioso modo che hai di trasmettere le tue sensazioni.
Ho un sogno: un giorno, di poter fare altrettanto, liberando quelle parole che non sono altro che il tumulto del cuore.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.