Lisa Corva

Dentro.

Lunedì, 1 marzo 2010 @07:12

"Ho un figlio, questo figlio
assemblato dentro di me
durante il tornado Gloria.
E’ apparso in un attimo
in un battito di cuore. Fuori, i pini cadevano.
I cavi del telefono si strappavano e sibilavano come cobra.
Dentro, lui era una perla, cruda: microscopico, luminoso.
Guardalo adesso, un obelisco di muscoli
mentre apre il frigo e cerca dell’altra uva…"
(Mary Karr)
E io porto ancora, in me, la memoria di quella perla lucente, di quel battito di cuore.

(La poesia di Mary Karr si intitola "A Blessing from My Sixteen Years’ Son" ed è tratta da "The best of american poetry 2005". Traduzione, ahimé, mia).


8 commenti
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LISA | Martedì, 2 marzo 2010 @12:01

Per CAM: in effetti, per doppiare il Capo di Buona Speranza - o il Capo delle Tempeste, quello della Berberova - l'utility jacket ci vuole, eccome.

Marina | Lunedì, 1 marzo 2010 @22:31

La perla e' vicino a me, dorme, oggi era felicissimo. Me lo sono portato dentro tutti questi anni e adesso e' uscito con tutta la sua voglia di vivere e di sorridere, niente fermera' questo bambino e niente fermera' l' amore della sua mamma...

Lila | Lunedì, 1 marzo 2010 @21:48

Non ho mai provato la gioia di una perla dentro me e, a dire il vero, non sono una di quelle donne che mette al primo posto i figli. Non ho avuto ancora la fortuna di trovare un uomo che facesse nascere in me questo desiderio. Mi piace però osservare i bambini, vedere i loro sorrisi, la luce che hanno negli occhi. La tua poesia Lisa mi è piaciuta molto e soprattutto il tuo commento. Soffi capitolini

speranza | Lunedì, 1 marzo 2010 @21:26

la perla dentro di me si e' persa anni fa, nel fiume della vita, fra lacrime e sangue e da allora la cerco senza tregua... Poi pero', col tempo, ho capito: la perla mi ha donato il senso dell'esistenza, ed anche se si e'dispersa nell'oceano, ha lasciato a me piu' muscoli e piu' cuore per affrontarla.

carla | Lunedì, 1 marzo 2010 @17:55

ecco la frase che si adatta meglio a uno dei miei figli è proprio l'ultima: un'obelisco di muscoli mentre apre il frigo...
Perchè tutti quando pensano ai figli pensano ai bambini piccoli ? Ma questi crescono !! come dice Vera Montanari "ma perchè diventano adolescenti?")

malu63 | Lunedì, 1 marzo 2010 @15:52

Cam, sei riuscito a spiegare bene tutte le sensazioni che una donna prova, perla rara e preziosa che una donna come me non ha potuto veder crescere,il dolore è più difficile da descrivere, ma con il tempo si impara a superarlo e vedelo negli occhi di tutti i bambini che vediamo, i loro sorrisi,la gioia che regalano ai loro genitori a a tutte le persone che incontrano.

Cam | Lunedì, 1 marzo 2010 @12:52

Cara Lisa, non faccio parte di quella metà di cielo in cui ha sede l'universo femminile e fatico quindi non poco a comprendere fino in fondo ciò che la maternità (nel bene e nel male) significhi per una donna. Ancor più difficile è per me - uomo, non me ne vogliano certe femministe - comprendere la maternità vissuta nella sua fisicità, quel sentire dentro sè una perla che - partendo da un qualcosa più piccolo di un grano di senape - va via via crescendo in dimensioni e splendore perchè alla fine anche la perla più bella è offuscata dalla luce di gioia che quella creatura porta con sè. Le mie però sono solo parole perchè solo voi potete vivere quelle sensazioni, emozioni che lasciate trasparire, che vi illuminano lo sguardo, che vi fanno brillare gli occhi di un qualcosa di bellissimo e misterioso (perchè il mistero di quei nove mesi trasforma e stravolge ogni donna e noi da fuori non possiamo far altro che ammirare impotenti lasciandovi la gioia cui si affiancherà - inesorabilmente - anche il dolore).
Non avevo mai pensato alla maternità e tanto meno alla paternità, che mi rifiutavo di vivere in prima persona; ma nella vita ci sono momenti di rottura, punti di svolta come quando, superato il capo di Buona Speranza, si aprono nuovi orizzonti e da quell'istante ...

PS: leggo oggi il post sulla "Utility jacket". Io "utility man" - che tu, con quella frase a proposito di "uomini aggiustatutto" hai fotografato in modo perfetto (potrei usare quella descrizione come biglietto di presentazione, sul lavoro e nella vita. Professione: "utility man"; essere umano di cui però nessuno si è mai accorto ... se non per farsi risolvere qualche problema, computer o rubinetto, ...) - ti consiglierei di pensare anche agli "utility pant" che - con le loro mille tasche e taschini - sono ancora più comodi e poi, quando comincia a far caldo, con la giacca si suda (dai retta a chi dell' "utility wear " ha fatto il suo stile di vita, oltre all'abito in questo caso c'è anche il monaco). A te come portarli ...

Simona | Lunedì, 1 marzo 2010 @10:02

E' la settimana milanese della moda e ne approfitto per raccontarvi di Secskin, la collezione A/I di Rosemarie Bresciani. Siamo andati sabato a trovarla e abbiamo visto i nuovi capi. Lisa, ti ho pensata:Rosie ha fatto un chiodo - ricordi di quando l'hai comprato per la prima volta? - morbidissimo e leggero, foderato di raso blu. Ma la la cosa più accattivante di questo capo è un angioletto-ciondolino in bronzo cucito nel centro delle spalle: un angioletto protettivo per una donna che indossa il chiodo, giubbotto da duri. L'idea è fantastica. Speriamo vada bene altrimenti dovrà rinunciare alla terza collezione. La stampa se la sta "filando" e sabato le hanno dato uno spazio sul mensile "Io Donna", ma sta uscendo anche su altre riviste.
Approfitto di questo spazio, oggi fashion, per augurare ogni bene a tutte le mamme adottive di questo blog.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.

Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.