Lisa Corva

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Come camminando sempre sull’orlo del giorno.

Mercoledì, 1 aprile 2015 @08:20

"Come fa il sole, siamo notte e siamo giorno, né mai solo l’uno o solo l’altro. Siamo chiaroscuro fatto anima".
(Stefano Salis)
Come camminando sempre sull’orlo del giorno.

Il mio Buongiorno oggi parla di luce e viene da… un mondo di luci. Stavo per scrivere "da un catalogo di lampade" (perché in effetti è la frase sulla copertina di un libro-catalogo speciale, che ho in mano adesso, quello di Foscarini: http://www.yatzer.com/ritratti-foscarini ), ma sarebbe riduttivo. Perché settimana scorsa, accettando un invito design a Venezia, non pensavo di precipitare dentro un mondo di luci e lampade, monsoni veneziani, candelabri nei musei, e notte sulla laguna.
Ma andiamo con ordine. Foscarini è un produttore di lampade, con sede nella campagna veneta. Nella mia (altra) vita da giornalista glamcheap, mi è capitato di scriverne: e quindi, curiosa come sono, ho accettato l’invito, forse perché volevo vedere in prima persona da dove vengono le famose lampade Caboche disegnate da Patricia Urquiola, uno degli oggetti made in Italy più venduti copiati al mondo e uno dei primi che ho imparato a riconoscere ("Aiuto, la Caboche mi fissa dal soffitto!", ho scritto una volta da una camera d’albergo alla mia allibita capa di Elle Decor). Ho trovato la Caboche, ovviamente: e l’ho anche toccata, tutte le sue boules, la lampada nata da un’ispirazione braccialetto (lo racconto qui: http://www.lisacorva.com/it/view/995/ ).
Ma soprattutto ho visto con quanta passione si possono raccontare – e non solo fabbricare - le lampade e le luci, quante parole e immagini scelte con cura per soffiarle in giro per il mondo. E la frase sul chiaroscuro mi ha accompagnato tutta la giornata, mentre tornavamo a Venezia sotto il monsone, mentre camminavamo sotto la pioggia che si rovesciava sulla laguna, mentre andavamo a cena dentro il museo-fondazione Querini Stampalia. Già, un regalo, un’emozione: a cena di notte dentro un museo. E lì, tra i candelabri e le luci dei quadri del Settecento ho pensato a quanto siamo fatti davvero di chiaroscuro, a quanto la nostra vita sia un camminare sul bordo del giorno e della notte, cercando di non precipitare nel buio.

1 commento

Lilabella | Mercoledì, 1 aprile 2015 @17:24

Sempre bello leggere i tuoi racconti! Ma è l'ultima frase del tuo buongiorno che mi ha fatto venire il magone. Beh in questo caso la commozione ci sta ed è ben accetta. Grazie di cuore, Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.