Lisa Corva

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Shopping elettrico & la rivoluzione della primavera.

Lunedì, 8 marzo 2010 @07:48

"Intorno a me, sembrava che i vestiti sugli attaccapanni avessero messo radici e gemme". (Kathryn Stockett)

Ve ne siete accorti? E’ primavera anche nelle vetrine dei negozi. E che voglia di fiorire; che voglia di petali e boccioli sparsi sugli abiti, su una sciarpa, un soprabito, persino sulle scarpe. Che voglia di stringere in mano qualcosa di nuovo, e indossarlo, e sperare di essere felici – di nuovo, finalmente, ancora.

(La frase di oggi è tratta da "L’aiuto", di Kathryn Stockett, Mondadori. Un romanzo che parla di amicizia, di imprevista solidarietà al femminile: quella tra una ragazza bianca, ricca, troppo alta, e troppo affamata d’amore e di vita; e delle domestiche e delle bambinaie di colore che le stanno intorno; all’epoca, donne quasi invisibili. Quando? Negli anni Sessanta, in una cittadina nel Mississippi: quando il mondo stava per cambiare, gli anni di Kennedy e di Martin Luther King… e della rivoluzione nella moda. La frase infatti è tratta da un passo del libro in cui la protagonista, mortificata e timida nei suoi vestiti-divisa, scopre gli abiti, all’epoca davvero trasgressivi, di Pucci. Così lo racconta, e non è forse lo stesso brivido che proviamo noi, a volte, di fronte a un abito-energia? "Fiori! Righe larghe colorate! Orli una buona spanna sopra il ginocchio! Era fantastico, elettrizzante, faceva girare la testa. Questo Emilio Pucci probabilmente infila il dito nella presa della corrente tutte le mattine". Sì, è meraviglioso indossare un abito che ci elettrizzi, che prometta, che ci faccia sentire più felici e leggere. Un abito-rivoluzione)

11 commenti

Cam | Martedì, 9 marzo 2010 @21:17

Cara Lisa vedo che anche tu quanto a levatacce non scherzi, "instancabile lavorateice ...". Grazie per la segnalazione (sono anch'io davvero curioso di conoscere Ipazia). Vorrei tanto provare a capire cosa significhi l'essere donna: in tanti ne parlano tirando in scena parità e diritti, troppo spesso banalizzano e noi che stiamo dall'altra parte fatichiamo non poco a capire. Dovremmo forse davvero lasciare la parola ai poeti che riescono a penetrare nell'intima essenza della realtà. Alda Merini, che era tutt'altro che invisibile e muta (grazie Angela per la sua poesia) ce ne dà la riprova: ... nel tuo esserci l'incanto dell'essere ... con le tue diversità, le emozioni, le fatiche segnate dal tuo voler essere semplicemente donna ...
Per Lila (chiedendo venia alle altre amichei per questa nostra partita di tennis in campo pubblico): i miei sono i pantaloni dell'anima - ovviamente -, l'importante è che non indossino quelli (simbolo di tutto ciò che nell'uomo vi è di negativo: "in casa i pantaloni li porto io", sintetizzando e banalizzando). Quanto a gambe e gonne a te le citazioni discografiche e a Lisa quello chel le passerelle dicono. Sono miei anche quelli che tu chiami "primi versi", ciò che ho visto giuardandomi intorno e soprattutto guardandomi dentro. Chissà cosa vedrò domani sotto lo spolvero di neve. Un giorno mi piacerebbe vedere anche i tuoi occhi, prendere un caffè (al ginseng, ovviamente), fare quattro chiacchiere senza infastidire troppo gli altri. Buona serata sotto questa neve ... di primavera

LISA | Martedì, 9 marzo 2010 @06:27

Per PAPERINA TENERA: quando mi sento malinconica, ho voglia di leggere solo qualcosa che mi accarezzi, e che mi tenga caldo, come un maglione morbido; e che possibilmente mi faccia sorridere. Prova con Jane Austen, ma anche con una delle mie scrittrici preferite, Elizabeth von Arnim: "Il padre", ad esempio (tutti i suoi libri sono Bollati Boringhieri). Poesie: Wislawa Szymborska (la trovi in Adelphi o Scheiwiller) e Vivian Lamarque (l'antologia delle sue poesie è un Oscar Mondadori). Buona lettura... e buona primavera! (Hai visto? Ho messo i puntini anch'io!).

PaperinaTenera | Lunedì, 8 marzo 2010 @22:38

e perdonami per le ripetizioni delle parole, ma credimi ho fatto una difficoltà incredibile per scrivere senza i puntini che tanto non sopporti (ma che io amo..eheheh).

PaperinaTenera | Lunedì, 8 marzo 2010 @22:35

Ciao Lisa! so benissimo che il commento ti sembrerà banale ma adoro i tuoi commenti, completano le frasi o i versi che scegli dei vari autori, penso che senza le tue gemme non avrebbero lo stesso "sapore". Grazie perchè mi regali e ci regali ogni giorno qualcosa in più. un consiglio: cosa mi consiglieresti di leggere, visto che sono in un periodo un po confuso? grazie e aspetto cn ansia il city di domani
un bacio a tutte

Primavera | Lunedì, 8 marzo 2010 @21:29

Questa è di Marina Rei e penso che molti di voi se la ricordano. E' vero Lisa la primavera è alle porte e a Roma oggi è vero che fa freddo ma il cielo è bellissimo e poi i mandorli sono in fiore! Grazie per il tuo commento e per l'indicazione della enciclopedia delle donne. Per Cam: la poesia che ho trascritto è mia, grazie per la tua poesia che spero si riferisca anche alle donne che preferiscono stare in pantaloni (anche se qualche volta si mettono la gonna). Anche i primi versi che hai riportato li hai scritti tu? Un soffio speciale a tutte le donne del salotto e buona serata. Lila

LISA | Lunedì, 8 marzo 2010 @20:26

Per ANTONIA: che bella la tua definizione! Dunque la mia è una "romantica lucidità". Un ossimoro, come "lucida follia"... O forse no. Per ANGELA: io invece, oggi che è l'8 marzo, vi voglio segnalare la nuovissima enciclopedia delle donne su web. E ovviamente sono subito andata a vedermi la voce di Ipazia...
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=119

Angela | Lunedì, 8 marzo 2010 @16:29

in questo otto marzo, che per me dovrebbe essere un altro giorno della memoria, voglio dedicarti con affetto, i versi di chi resterà nella storia della letteratura, forse senza essere compresa mai fino in fondo, poichè chi la osservava e la sentiva, non si preoccupava di vederla guardandola e ascoltarla sentendola.

Nel tuo esserci l’incanto dell’essere.
La vita
tua storia
segnata dal desiderio d’essere semplicemente donna!
In te l’amore
la bellezza più trasparente
l’affetto più puro
Donna come:
poesia
punto di riferimento
musa ispiratrice
emozione
instancabile lavoratrice…
ma anche mamma e casalinga
Alda Merini

malu63 | Lunedì, 8 marzo 2010 @14:44

abiti, mi torna in mente quello della Littizzetto usato per la trasmissione di Fazio, unico ed inidossabile a dir poco,ma faceva tantissima primavera come diveva lei !!! E già dentro di noi c'è tanto voglia di belle giornate tiepide piene di sole, ma almeno qui a Roma c'è il sole ma freddo polare che contrastano questo 8 Marzo, anche l'albero di mimosa del mio giardino ne ha risentito quest'anno, povero sbattuto prima dal vento eppoi dal freddo, grazie cam per la poesia ,e a tutte le donne-pinks auguri.

Daniela | Lunedì, 8 marzo 2010 @11:43

eh si!cedi io leggo pochissimo in ital;iano, e quando lo faccio, la lingua mi ri-affascina...

Cam | Lunedì, 8 marzo 2010 @10:52

Cara Lisa due giorni senza aver la possibilità di leggere rispondere raccontare non sono pochi soprattutto quando si hanno così tante belle persone che si riuniscono in questo tuo caffé letteral-fashion (il serio e il faceto, parodia della vita).

La primavera cerca faticosamente di vedere la luce, le vetrine si rinnovano imitando la natura, noi abbiamo voglia di rinascita ma questa mattina, camminando poco dopo l’alba, ho incontrato ancora un inverno che – lentamente – fatica a morire:

Filigrana di foglia traforata dal vento.
Aghi di ghiaccio galleggiano sparsi
come bastoncini di un effimero e trasparente shangai.
Sole basso – accecante – sulla linea dell’orizzonte.
La mia anima scalpita cercando la vita e nuovi amori.

Oggi agli incroci venditori di mazzi di mimose vendute ai frettolosi passanti. Io vorrei offrire "all’altra metà del cielo" che socchiude gli occhi al nuovo giorno una fetta di pane ancora tiepido e dalla crosta croccante, quello che ieri sera (sulla scia dell’entusiasmo generato da Annalisa farmacista con quel rito a base di uova e farina) ho ripreso a fare. Pane che sa di farine antiche piene di forza profumi sapori, pane che gradisce la compagnia del burro d’alpeggio, di un po’ di marmellata - arancia amara o prugna selvatica? -, un bicchiere di tea verde o nero caffé e … un pensiero.

A tutte quelle donne che non vogliono emulare gli uomini indossando i pantaloni.

TU, DONNA
Tu, che illumini il buio delle mie notti
e brilli nella luce del mio giorno.
Tu, bianco ad affiancare il nero in quella perfetta circolarità.
Tu, che sei ciò che io non sono.
Tu, che mostri ciò che io non conosco
e che troppo spesso non riesco o non voglio vedere.
Tu, madre amore vita pensiero
Tu, universo sconosciuto e misterioso che vorrei
provare ad esplorare, in cui tuffarmi,
in cui naufragare per ritrovarmi in terre vergini e ospitali
a scoprire tesori di speranza per quell’inconoscibile futuro.
Tu, donna.
GRAZIE

Quanto a Calvino chi dice che non leggiamo più?! È una degli autori più geniali del Ventesimo secolo, uno che riusciva a spiegare il concetto della Relatività con un racconto. Come non leggere gli "Amori difficili" quando si è alla ricerca del significato della parola Amore (da ieri sto cercando disperatamente quel libricino, tante brevi storie, tante perle di disincantata verità; chissà dove si è nascosto!).
Quanto poi a quell’incotrarsi per un attimo, al crepuscolo o all’aurora, mi viene in mente quel film con Michel Pfeiffer e Rutger Hauer: "Lady Hawk"; alla fine i due trovarono un giorno senza la notte e una notte senza il giorno (accade solo nei film?).
Per Lila: sull’interpretazione dei versi di Jennifer Groz anche io ho avuto la tua stessa sensazione: al crepuscolo dell’amore anche i baci sono freddi amari e duri come il ferro delle catene. Come sempre, però, ognuno di noi osserva la realtà con i proprio occhi e di ogni forma possiamo percepire ciò che sta in primo piano o ciò che, per sottrazione, si definisce sullo sfondo: nessuno ha torto e nessuno ragione. Quanto hai romani, hai ragione, la "n" è rimasta nella matita: certo che è un "mondo" ancora tutto da scoprire perché le città più che di pietre e di palazzi sono fatte delle anime belle di persone che fanno vivere ciò che di per sé sarebbe privo di vita, e quindi di nessun interesse. Quanto ai tuoi versi (di chi sono?) sulla bellezza della fisicità dell’amore, che porta a scoprire nuove dimensioni e nuovi mondi prima inesplorati, proprio ieri avevo appuntato alcuni pensieri (sono lì nel mio taccuino e magari un giorno … per ora – dal momento che il "Giunco mormorante" sarà già finito - leggi Fromm, ti assicuro che ne vale la pena).
Per Claudia mdg: è vero chi l’avrebbe mai detto ai tempi del liceo! Col passare delle stagioni 8e ce ne sono volute di stagioni!) i frutti maturano e così riusciamo a vedere ciò che prima era invisibile (o estremamente noioso e foriero di incubi), riusciamo a distillare ciò che entra in sintonia col nostro nuovo sentire (guarda cosa avviene negli alambicchi: si parte da masse enormi di materia per ricavare poche gocce in cui è condensato …)

Antonia | Lunedì, 8 marzo 2010 @08:27

Ti scrivo per complimentarmi.
Tutte le mattine,andando all'università,prendo il City ed il primo pensiero,il primisso pensiero,è quello di leggere le poesie che scegli,e che commenti con romantica lucidità.Molti ancora me li ricordi.Mi hanno colpita,e me li sono portati dentro.
Grazie.Perchè non c'è nulla di più bello che iniziare la giornata con un pensiero significativo tra le mani.

Un sorriso.Antonia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.