Lisa Corva

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Stirami, per favore.

Giovedì, 11 marzo 2010 @07:37

"Gli uomini pubblici pagano caro il prezzo del successo diventando vittime dei nervi a casa, e le loro mogli, il cui dovere è di essere sempre amabili, possono essere paragonate al ferro da stiro caldo e distensivo che scorra su una camicia appena lavata, con movimenti abili e persistenti, così da spianare ogni grinza".
(Elizabeth von Arnim)
Ma non vorremmo forse tutti trovare la sera, a casa, qualcuno che ci stiri e ci accarezzi?

(Elizabeth von Arnim è una delle mie scrittrici preferite, una donna che – all’inizio del Novecento – ha saputo vivere tante vite. Con ironia e leggerezza. La frase di oggi è tratta dal suo romanzo "Lettere di una donna indipendente", Bollati Boringhieri. Ma se non avete mai letto niente, vi consiglio di cominciare con "Un incantevole aprile" oppure "Il padre". Libri che sorridono. E ci fanno sorridere)

8 commenti

LISA | Giovedì, 11 marzo 2010 @16:23

Per CAM: concordo, la bianca Essaouira è bellissima. E il blog per Lila? Ragazzi, che romantico... Per ELY: Elizabeth von Arnim scriveva all'inizio del Novecento, ma non era certo una donna che stesse a casa a stirare (a parte che all'epoca aveva un certo numero di cameriere che se ne occupavano). E adesso, cent'anni dopo, direi che sarebbe assolutamente d'accordo con il fatto che entrambi, sia il marito che la moglie, hanno/abbiamo bisogno di essere stirati e accarezzati! (Quanto alla poesia da recitare al consorte in piedi sul tavolo invece di fare una scenata, hmm, ci sto ancora pensando). PABLO: proprio in questi giorni ho ripreso in mano "Un incantevole aprile", che comincia in un'uggiosa giornata di pioggia a Londra. E mi fa sorridere, come sempre, come speravo.

Giusy | Giovedì, 11 marzo 2010 @15:59

suppongo che Lisa abbia solo fulmini, ben custoditi, nella sua borsa.Dubito, Cam, che voglia imprigionarti a S.Giusto, tantomeno farti fare la fine del Santo(pietra al collo e tuffo in mare). I fulmini, qualcuno, potrebbe riservarli a me, qualora volessi parlare delle camicie stropicciate e poco stirabili di alcuni uomini pubblici di oggidì. Si potrebbe parlare non di grinze ma di "plissé" Addio.

Cam | Giovedì, 11 marzo 2010 @15:31

Chiedo scusa a Lisa, che mi vorrà fucilare o rinchiudere nelle segrete del castello di San Giusto, per aver intasato il suo server. Prometto di chiudere i rubinetti ... per un po' ...
Per Lila: ... e le camice blu o color salmone? ... beh chiudo gli occhi e sogno, poi ti faccio sapere.
Intanto in quell''oceano che non c'è ho trovato una piccola isola, è ancora deserta. Se vuoi puoi provare a riempirla giocando con le tue parole, i tuoi colori, le tue canzoni; vedi tu ...
http://perlila.wordpress.com

Ely | Giovedì, 11 marzo 2010 @11:10

Ecco, anche la Von Arnim. L'ha detto anche Armani che in tempi di crisi il modello della donna manager a lui tanto caro è out, e si deve tornare alla donna femmina, il cui compito è sostenere il proprio uomo. Ed è quello che, di fatto, sto facendo io. La domanda è: mi sta bene? Mi sta bene essere il parafulmine di tutti i malumori e le insoddisfazioni accumulati nel giorno/settimana/mese? La Von Arnim non dice qual è il metodo per essere amabili e piacevoli e distensive? Forse devo proprio leggerla.
Ciao Lisa e grazie per l'ottimo spunto di riflessione di oggi, e sigh, aspetto ancora la poesia da declamare in un memento di eccezionale nervosismo.

Lila | Giovedì, 11 marzo 2010 @11:07

Sì Lisa decisamente la sera (ma anche al mattino) è bello essere accarezzati.

Lila | Giovedì, 11 marzo 2010 @11:05

Siamo quello che siamo non per le persone che abbiamo incontrato, ma per quelle che abbiamo lasciato". Ho letto ora la tua intervista a Calligarich. Bellissima e questa frase che ho riportato qui sopra mi ha segnato il cuore e fatto pensare un pò a tutte le cose che mi sono successe. Grazie Lisa.
Per Cam: e le camicie blu o color salmone? Scusa ma io sono una persona che come dice Lisa ama giocare con le parole e con i colori. Spero veramente anche per te che un giorno qualcuno possa accarezzarti e coccolarti. Soffi ventosi

Pablo | Giovedì, 11 marzo 2010 @10:41

Ciao Lisa,
grazie per avermi fatto conoscere la von Arnim. Per colpa tua ho comprato un suo libro un pomeriggio di pioggia, ovviamente, a Londra. Devo ancora aprirlo, però è già una bella compagnia tenendo conto della tua presentazione.

Cam | Giovedì, 11 marzo 2010 @09:33

Cara Lisa,
noi uomini - maschi e femmine esseri umani - che sappiamo di essere "nel numero di quelli che si perdono", semplici uomini o semplicemente uomini, forse riusciamo a sentire sulla nostra pelle il calore di quelle carezze, passaggi di ferri da stiro come quelli delle nonne, col manico di legno, che si riempivano con carboni ardenti. Non si limitavano a togliere le grinze da camice di lino, a volte un po’ ruvide, ma lasciavano al loro passaggio qualcosa di più: profumo, tepore.
Gli uomini pubblici, oggi, nemmeno si accorgono se un ferro di acciaio luccicante sia caldo freddo bollente: ciò che conta è che all’apparenza, ma solo all’apparenza, la loro camicia sia priva di ogni grinza e … alle loro mogli forse va bene così.
Quando portava la divisa ho imparato a stirare le mie camice color kaki, chissà se un giorno riuscirò a stirare anche le camice bianche (che io non porto) di chi la sera le vorrà togliere alla ricerca di carezze?

Per Annalisa farmacista: visto come va la stagione la cosa più romantica che puoi trovare nella Vecchia Europa continentale è una baita in montagna per stare accoccolati ad ammirare la neve che cade, ma non penso proprio che sia ciò che intendi tu per romantica vacanza di primavera.
Tra le mete suggerita da Lisa io opterei per il Portogallo, la terra del Fado che permea di sé ogni vicolo di Lisbona dal centro fino alla torre di Belem e il Monasteiro de los Jeronimos (nelle vicinanze non si può perdere la vecchia pasticceria arredata ancora coi mobili dell’Ottocento in cui vengono serviti ancora caldi i "Pasteis e Belem", a te il piacere di scoprire cosa sono). C’è poi Porto piena di vita coi barconi che scendono lungo la valle del Douro per attraccare nelle vicinanze delle famose cantine. Per una vacanza romantica non può mancare una notte trascorsa in una Posada (vecchi e stupendi monasteri ricchi di fascino storia e mistero, trasformati ora in alberghi di lusso).
Personalmente ti suggerirei di lasciare la fredda Europa e sbarcare sulle coste del Nord Africa. Il Marocco è il paese dove forse vorrei vivere per i suoi colori, i suoi sapori, le luci, i profumi. In questo periodo il clima è ideale soprattutto se scendi verso sud (Agadir, coi suoi 20-25 gradi è la meta ideale per vacanze in aprile; città un po’ povera di storia – dal momento che è stata rasa al suolo da un terremoto devastante e completamente ricostruita – ma che offre molto quanto a ricettività turistica). Tralascerei il tour delle città imperiali (che diventerebbe un po’ un tour de force), un paio di giorni come minimo a Marrakech coi suoi palazzi, i giardini imperiali, le moschee, il suq e la medina (se sei un tipo un po’ avventuroso è stupendo girare per quei vicoli da scoprire passo a passo, col rischio di perdersi …) e la magia della piazza Jama’a el-Fnaa: un piazza che cambia volto e vita nei diversi momenti della giornata, uno scorcio di medioevo in pieno XXI secolo. E poi non puoi perderti Essauira, a mio avviso la piccola perla del Marocco, antico porto di Marrakech sull’Oceano. Città berbera, fenicia, romana, araba, portoghese, francese e soprattutto uno di quei poli energetici del pianeta dove l’energia riempie le strade, satura l’aria, ti profuma la pelle, ti colma lo spirito. Case di un bianco candido circondate dalle imponenti mura che vanno dall’ocra al rosso intenso (sui bastioni Orson Wells girò alcune scene dell’Otello), la vita del porto, i vapori e i massaggi degli hammam, i profumi i colori e le voci del suq (dove puoi girare senza venir rapita dai venditori come succede altrove). Negli anni Sessanta Essaouira è stata la città degli Hippy (qui vennero Jimi Hendrix, Frank Zappa e Bob Marley) e ora qui ha trovato casa anche Sting, in compagnia di molti altri VIP. Oggi la città sta vivendo un imponente sviluppo turistico quindi l’offerta è più che varia: dagli hotel di lusso con Spa incorporata ai piccoli alberghi a conduzione famigliare (solitamente europei che, catturati dalla magia del luogo, qui si sono fermati), piccole strutture con poche camere, ricavati in antiche dimore che ti fanno apprezzare il fascino e il comfort della casa araba, coi suoi colori e le sue ombre, che vive tutta racchiusa attorno al patio interno. La magia però non si può descrivere a parole, si può solo vivere … Buona vacanza.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.