Martedì, 16 marzo 2010 @07:22
"Ti sto chiedendo di ritornare, tornare a me come quando eri giovane
fiducioso, allegro, l’argento spolverato via dai tuoi capelli.
Come se un uomo potesse tornare indietro, attraverso la morte
attraverso anni che non sono contati molto
o che, insieme, non contano più di un brillante mattino".
(Donald Justice)
Vorrei tanto rivederti, sai?, parlarti ancora; poterti abbracciare un’ultima volta, come in un mattino di luce.
(Il titolo della poesia che ho scelto e tradotto per la mia rubrica su City oggi, 16 marzo, è "Invitation to a Ghost"; è tratta dall’antologia "The Best American Poetry 1993", Macmillan)
LISA | Mercoledì, 17 marzo 2010 @07:44
POETESSA: mi piace pensare a un racconto con la musica dentro.
Poetessa | Martedì, 16 marzo 2010 @22:46
Quando? Dove? Come?
Sarebbe bello poter rispondere in un mattino di luce, in un luogo del cuore per sentire il tuo calore.
Sorrido.
La risposta vera ha un sottofondo musicale. E' un libro sulla musica, che gioca sull'associare un racconto ad una canzone che è stata scritta negli anni '90. Nevermind storie e canzoni degli anni '90. Edito da Fermento. Io ho scelto "the show must go on" dei Queen. La presentazione sarà vicino a Milano a maggio. La mia almeno. La prima della mia vita. Come andrà?
Cam | Martedì, 16 marzo 2010 @15:15
Ciao Lisa, vorrei cambiare registro e, prendendo spunto dal titolo, provare a rovesciare le tue parole (in questo momento ho assoluto bisogno di presenze, non di fantasmi; di luce, non di buio).
Vorrei incontrarti, parlarti, abbracciarti per la prima volta in un mattino di luce quando i fantasmi della notte cedono il posto ad anime e corpi che si cercano, si inseguono per vivere - prima di morire - almeno UN brillante mattino.
Oggi, a Milano, uno stupendo mattino di luce: riflessi d'oro bianco su gemme ancora intorpidite.
Scusatemi se la mia risulterà una voce fuori dal coro.
Giusy | Martedì, 16 marzo 2010 @14:41
Vorrei tanto rubarti il commento, Lisa, per dedicarlo alle persone care, alle amiche e agli amici che, adandosene,mi hanno privata della loro presenza e regalato ricordi. Mi accompagna comunque la certezza che il mio percorso di vita si sia impoverito.
Lila | Martedì, 16 marzo 2010 @13:24
Mamma mia Lisa come sei mattutina! Però ne vale la pena perché devo dire che la poesia di oggi fa riflettere. Io posso chiedere di ritornare solo ai miei ricordi belli perché solo quelli mi danno la forza di andare avanti e di vivere serenamente la mia vita grazie anche all'aiuto di chi mi sta intorno. Al mio ex non chiedo di ritornare, il nostro non era vero amore ed io ora punto al massimo. Il dolore mi ha fatto cambiare in tante cose e questo salotto e tu Lisa mi avete dato la certezza che esistono tante belle persone (penso ad Heidi, a Paola che ama i libri, a Claudia mdg, a Manu e a Simona la Pasionaria). Penso alle amiche della stalla di Versailles e allora sorrido.
danielle | Martedì, 16 marzo 2010 @10:54
hai proprio ragine Lisa mia, tanta ragine!!

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.