Lisa Corva

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A giugno voglio essere un albero, che pianta radici dentro una casa.

Mercoledì, 1 giugno 2016 @06:26

"Fen e io portammo su l’equipaggiamento, poi accesi le tre lampade a olio perché la casa sembrasse più spaziosa: l’eucalipto occupava un bel po’ di posto. Nell lo accarezzò. La corteccia si era staccata e il tronco era liscio e striato d’arancio, verde chiaro e indaco. Non doveva essere il primo eucalipto arcobaleno che vedeva, ma era un esemplare straordinario. Sfiorò una lingua d’azzurro. Ebbi la strana sensazione che stessero comunicando, come se le avessi appena presentato un mio caro amico e si trovassero già bene insieme. Il fatto è che avevo accarezzato molte volte quell’albero, gli avevo parlato, avevo pianto appoggiato a lui. Mi diedi da fare, radunai le mie medicine e cercai il whisky, visto che ero stanco e un po’ vulnerabile dopo la lunga notte e il lungo viaggio; se lei mi avesse fatto anche una sola domanda sul mio albero, temevo che mi sarebbe venuto da piangere".
(Lily King)

Adoro gli eucalipti, che mi ricordano i miei viaggi in Australia, Paese che ho molto amato. E mi ha commosso quest’albero dentro una casa, o meglio una capanna; quest’albero a cui il protagonista – un antropologo inglese negli anni Trenta in Guinea – si appoggia, nelle sue ore di solitudine, come fosse un amico. Poi nel romanzo – che è "Euforia" (Adelphi, traduzione di Mariagrazia Gini), e che mi è molto piaciuto, arriva, in quella capanna sul fiume, accanto a quell’albero, un amore inaspettato.
Rimane a noi tutti il piacere di accarezzare, abbracciare, stringere un albero. Di sentirsi e immaginarsi albero, affondare le radici nella terra, alzare rami e foglie verso il cielo. Una posizione yoga, certo. Ma soprattutto un modo per essere saldamente sé, terra e cielo, armonia.


A proposito, in quella capanna con l'eucalipto ci saranno anche scaffali di libri? Secondo me sì. In ogni caso oggi sono su questi scaffali invisibili, grazie a claudia mdg: http://scaffalinvisibili.blogspot.si/2016/06/il-libro-che-mi-aspettava-intervista.html

5 commenti

Mery | Mercoledì, 15 giugno 2016 @14:10

Anch'io ho un ricordo particolare di un albero a cui ero legata da piccola: un pino maestoso davanti alla finestra della mia camera, forse troppo grande per quel piccolo giardino. A lui confidavo i miei pensieri e le mie paure di bambina. Dieci anni fa, accompagnando mio padre, da poco mancato, per l'ultimo saluto, alzai gli occhi al cielo e mi accorsi che anche quell'albero lentamente stava morendo.

annamaer | Giovedì, 9 giugno 2016 @23:27

Seguo le parole, trovo inspettati pensieri, poesie e ancora alberi che mi portano da un punto all'altro del ricordo. Ogni anno ritorno in un certo luogo, terra amata dai poeti più scabri e nell'insolenza del sole, cerco i tre eucalipti o forse quattro. Ogni anno trovo i vuoti delle potature e poi la sparizione; il tronco residuo della passata maestosa presenza. Fotografo. Porto con me l'immagine del testimone. Lungo il torrente Aquila rincorro i frammenti scomposti di quello che resta.
Tutto questo per ringraziati, sento che apprezzerò il libro proposto.

Giusy | Venerdì, 3 giugno 2016 @19:19

Mi unisco a Lisa nel ringraziare Franci. E grazie anche - e soprattutto - a Claudia mdg: visitate i suoi Scaffali, ne vale la pena! L'intervista mi è piaciuta tanto, sia per le domande, sia per le risposte..

LISA | Mercoledì, 1 giugno 2016 @19:28

Che bello, Franci, quel giardino e orto segreto, quella bambina che abbracciava l'albero. Mi ha fatto così tenerezza! Grazie di avercelo raccontato.

Franci | Mercoledì, 1 giugno 2016 @13:52

La casa dove abitavo da piccola era nel quasi centro di Parma ed aveva un grandissimo orto con tanto di ortolano :il signor Aristide; Da lui ho imparato a conoscere le piante da frutto e gli ortaggi e i grilli talpa, le coccinelle ecc.. ma soprattutto ho imparato ad amare gli alberi. Infatti una fila di platani separava, con siepe di gelsomino, l'orto dal viale della città e proprio in quella fila d'alberi avevo scelto il mio preferito: era il più piccolo, piantato da poco in sostituzione di uno che si era rinsecchito. Anche io gli parlavo e lo accarezzavo raccontandogli tutti i miei sogni e piccoli dolori di bambina e mi sembrava che vedendomi mi accogliesse con un abbraccio con i suoi rami. Ora al posto di questo piccolo paradiso c'è un intero quartiere e anche il mio albero è andato perduto. Non abito più a Parma, ma ci capito ogni tanto. Cerco di non passare da quel luogo, mi si stringe il cuore come se avessi perso un amico. Questa malinconia che mi prende, ad essere sincera, penso ragionevolmente che sia il ricordo di un tempo felice ed irripetibile. Ma i bei ricordi aiutano a vivere meglio! e gli alberi sono ancora e sempre nel mio cuore come carissimi amici.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.