Lisa Corva

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La bellezza delle cose fragili.

Giovedì, 9 giugno 2016 @08:31

La bellezza delle cose fragili.

Il Buongiorno di oggi è solo un titolo, il titolo di un romanzo che ho appena finito di leggere: "La bellezza delle cose fragili" appunto (uscito per Einaudi nel 2013, traduzione di Federica Aceto), scritto da una giovane e bella scrittrice africana, anzi "afropolitan" come si definisce lei, Taiye Selasi. Di cosa parla il romanzo? Di un uomo che muore d’infarto in un’alba africana, in Ghana, sul prato della casa che ha sognato e disegnato da studente, uno schizzo portato in tasca per anni e anni mentre studiava e lavorava nella lontana e fredda Boston. Dei suoi figli amati e abbandonati, segnati da stupori e dolori; della donna che ha amato, del perché a volte l’amore non dura come vogliamo. Parla soprattutto della bellezza delle cose fragili. Come la farfalla iridescente che troviamo nel romanzo. E poi? Poi ancora, le prime cose belle e fragili che mi sono apparse in fila sul computer mentre scrivevo: certi tramonti che ci dimentichiamo di guardare (è così difficile ricordarsi di guardare il cielo, guardare in alto?), le prime lucciole in giardino (sì, sono questi i giorni), le rose che si sfaldano dolcemente nel vaso, certe tazze che continuiamo ad amare e usiamo ancora anche se sono scheggiate, un bicchiere di cristallo un attimo prima che cada per terra e si spezzi, emozioni iridescenti, sentimenti che è così facile calpestare, giorni in cui ci sentiamo il cuore accartocciato come una lattina vuota e buttata per strada. Ma il cuore no… Il cuore è indomito. Il cuore ci dice di continuare ad amare, amare la bellezza delle cose fragili.

4 commenti

Giusy | Giovedì, 9 giugno 2016 @19:47

E lo leggerò anch'io. non so bene il perché (o il per come) mii è tornato in mente Lo zoo di vetro, pieno zeppo di fragilità umane

LISA | Giovedì, 9 giugno 2016 @19:30

Claudia mdg: il libro è stato davvero una sorpresa, raccomandato da un'amica. Il titolo anche è una sorpresa: quello originale è "Ghana must go", ovvero il nome di una di quelle grandi borse a rigoni che usano spesso i venditori ambulanti, non solo in Africa... Traduzione non-traduzione, quindi, ma perfettamente coerente al libro.

claudia mdg | Giovedì, 9 giugno 2016 @15:31

Penso che leggerò il libro, perché ho visto la scrittrice in tv e mi aveva colpita, per questo titolo e per il tuo commento sulla bellezza delle cose fragili, bellezza che mi stupisce e mi commuove sempre. Grazie

Alessandra R. | Giovedì, 9 giugno 2016 @09:47

Interpreto e trovo un sinonimo a questo approccio nell'ammirare la fragilità delle cose. Fragilità sta per rotuine, abitudine. Vivere e trarre piacere, e anche amare, le piccole belle cose che la quotidianità ci riserva ma, proprio perchè tale, non le notiamo. La mia vita è così: semplice, monotona, prevedibile ma in tutto ciò riesco ad apprezzare le piccole cose fragili. Fragili perchè possono infrangerti il cuore di serenità se sai coglierle, e viverle appieno.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.