Lisa Corva

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Quando le città cambiano pelle, o forse sei tu che cambi.

Martedì, 7 febbraio 2017 @10:19

"Amava il modo in cui Milano si lasciava plasmare dal percorso scelto, cambiando pelle dove tutti vedevano solo una coltre monotona di palazzi. Occorreva solo tenacia: quella città che tanto stancava i suoi amici (e che tanto aveva stancato me, al punto da averla abbandonata) per lui custodiva sempre un margine di incanto che gli apparteneva, persino una sorta di mistero".
(Giorgio Fontana)

C’è una dichiarazione d’amore per Milano in tutti i romanzi di Giorgio Fontana (compreso il primo, il più bello, "Morte di un uomo felice"; Sellerio come l’ultimo, "Un solo paradiso", da cui ho tratto questo Buongiorno). Milano, che non è più la mia città. Già: quando le città cambiano pelle, o forse sei tu che cambi.
Ci sono stata qualche giorno fa, a Milano, due giorni che sembravano l’incipit di un romanzo, o di un racconto: perché sono stata invitata a dormire in albergo (il Senato Hotel, accanto a Piazza Cavour, dove all’entrata c’è una parete tutta d’oro fatta di foglie di gingko biloba, che mi ha messo allegria nella giornata uggiosa di pioggia), e la sera a cena all’ultimo piano della nuovissima Fondazione Feltrinelli (che impressione! Vivevo proprio qui all’angolo, e qui, dove ora c’è il palazzo progettato dalle archistar Herzog & de Meuron, c’era Ingegnoli, il vivaio dove andavo a comprare le piante e i fiori per la mia terrazza). Milano che cambia. E soprattutto svegliarsi a Milano, in albergo, in quella che una volta era la mia città. E’ stato bello! E, come nell’incipit di un romanzo, avevo la sensazione che potesse succedere di tutto…
La cena era un invito Cos (negozi che adoro), per presentare il loro prossimo evento al Salone, questo aprile: al Cinema Arti, lo Studio Swine di Londra progetterà un’installazione multisensoriale, bolle in cui immergersi… Mi piace l’idea, arte e design con cui sognare e giocare. Anche questa è, nonostante la pioggia, Milano.

4 commenti

FRRRR | Venerdì, 10 febbraio 2017 @23:06

quando dormi nella tua città, ma in un altro letto, cambia il punto di vista. Come Lisa-in-Albergo vicino alla sua ex casa. Quando ti svegli inaspettatamente altrove ma sempre lì, guardi da una nuova finestra (e prospettiva) la tua città. Far away so close.

Monique | Mercoledì, 8 febbraio 2017 @14:15

Io mi sono innamorata di Milano perché in silenzio, piano piano, senza che me ne accorgessi, si è ritagliata uno spazio nel mio cuore.

Gabriella | Martedì, 7 febbraio 2017 @15:54

io sono entusiasta di milano, la città in cui abito in questi mesi. è una città sobria, discreta talvolta grigia.ma godibilissima e ricca di originali offerte culturali. è una città davvero europea a differenza di roma - che è la mia città natale - che è un po' provinciale anche se sta facendo passi in avanti.roma è una città di una bellezza struggente, mozzafiato ma davvero caotica e faticosa a viverci.

Alessandra R. | Martedì, 7 febbraio 2017 @10:32

Eh già,una città in cui il mio "tra parentesi" sarebbe aggiustato così: che tanto stanca me, al punto di volerla abbandonare. Sarà per il fatto che la vivo da pendolare, che la sera non vede l'ora di tornare a casa (dopo l'ennesimo tormentato viaggio). E allora penso per questo che dovrei darle una seconda possibilità a questa città. Perchè in effetti se ci penso, se l'abbandono, dove vado? L'opzione ce l'ho ma questa è un'altra storia. Di grandi città, soprattutto. E intatno oggi Milano godiamocela sotto la luce del sole.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.