Martedì, 30 marzo 2010 @07:55
"Eravamo due persone in macchina che non parlavano. Penso che sia stato uno scrittore francese a dire che percepiamo quando l’amore nasce e quando tramonta dall’imbarazzo che proviamo stando soli insieme".
(Simon Van Booy)
Perché quel silenzio allora è rumoroso, sussurrante, quasi assordante: dentro, c’è tutto quello che non ci siamo ancora detti. E quello che forse non ci diremo mai…
(La frase di oggi è tratta dal libro di racconti "L’amore arriva d’inverno" di Simon Van Booy, Ponte alle Grazie. Consiglio? No. Un po' troppo iperglicemico persino per me!)
ALEXO | Mercoledì, 31 marzo 2010 @18:41
Eravamo in due in macchina e non parlavamo, lei troppo impegnata a guidare stringendo nervosamente le labbra
per non cedere a me che la corteggiavo follemente, sul filo dei 120 Km/h; il casello arrivò troppo presto, ah
se almeno avessimo avuto il Telepass!
Giulia | Mercoledì, 31 marzo 2010 @15:55
:-)
Oggicomeoggi lavoro a Novara, ma ti leggo su City Torino... La tua rubrica è sempre una piacevole sorpresa. Che bello che ci sia ancora spazio per un angolo di poesia!
Pablo | Mercoledì, 31 marzo 2010 @10:17
Cara Lisa, quanto mi attraggono le tue citazioni sul silenzio, mi sembra che parlano di me (puntini)
LISA | Mercoledì, 31 marzo 2010 @07:25
Ciao GIULIA, redattrice dove? Dimmi almeno la città... (Uffa, l'Autrice è sempre più curiosa).
Giulia | Martedì, 30 marzo 2010 @21:56
Mi piace molto la tua rubrica su City... Se ti stufi, mi avvisi? Così continuo io :-)
(Sono una redattrice amante della poesia)
woland | Martedì, 30 marzo 2010 @15:26
A me il libro è piaciuto molto... una fonte inesauribile di periodi bellissimi.
Grazie per averlo segnalato Lisa!
Lila | Martedì, 30 marzo 2010 @13:31
Di questa poesia mi colpisce proprio il fatto del silenzio. E' così che con il mio ex mi trovavo negli ultimi giorni di convivenza. Sono dovuta scappare da lui per riuscire a rifarmi una vita e a stare bene. Ora mi sembra assurdo che quando ci sentiamo siamo distaccati se penso che prima, senza il suo amore, non avrei saputo vivere (ma forse non era amore). Ma è bello il silenzio di due che si sono innamorati e che si conoscono da poco...(scusa i puntini Lisa). Soffi capitolini

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole e della poesia. Schegge di luce da trasformare in sms, da ricopiare sull’agenda, da far viaggiare per il mondo via web. Per questo mi trovate qui ogni giorno.
Troverete la mia rubrica di City, i miei articoli fintoglam per Grazia, le mie interviste. Ma soprattutto troverete me. E quando chiudete il computer, aprite uno dei miei libri!
Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, come può testimoniare rassegnato il consorte, dal profumo di rose.