Lisa Corva

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Talvolta, delle piccole cose.

Mercoledì, 7 aprile 2010 @07:30

"Talvolta delle piccole cose ci fanno felici senza motivo:
il secchio di latta ammaccato nella pioggia di primavera
sotto il ciliegio in fiore
subito prima che il cielo schiarisca.
O le bottiglie di vino rosso
che abbiamo gettato dalla finestra ubriachi la notte scorsa
subito dopo…
E talvolta le stesse cose ci rendono infelici
per lo stesso motivo".

(Henrik Nordbrandt)

Felicità/infelicità. Ma possiamo scegliere?

(La poesia di oggi, del danese Henrik Nordbrandt, è tratta da "Il nostro amore è come Bisanzio", Donzelli Editore, una raccolta che amo molto. Ho rubato spesso dei versi di Nordbrandt, anche per il Buongiorno del 7 settembre, che trovate in archivio - bisogna cliccare a sinistra, il post si intitola "Airport Look")

17 commenti

Lila | Giovedì, 8 aprile 2010 @13:48

Cam hai ragione la felicità si può vivere e sperimentare ma si può anche essere capaci di capire quali per noi sono le piccole gioie. Comunque un soffio stratosferico perché spero che questa tua situazione di tristezza lasci il posto alla serenità.

Cam | Giovedì, 8 aprile 2010 @10:03

Cara Lila mi fai una domanda che non so se abbia risposta, qualcosa di simile al chiedersi quale sia il senso della vita. In questo momento poi per me la felicità è qualcosa di molto lontano e non è detto che ciò sia necessariamente negativo, a volte una cosa lontana può esser osservata con una prospettiva diversa, con una luce diversa, con occhi diversi.
Questa mattina mentre seguivo uno di quei riti ripetitivi che accompagnano tutte le nostre mattine e che vanno un po' per conto loro ripensavo a felicità, infelicità, memoria e mi chiedevo se non fosse il caso di scrive un'ode in onor dell'oblio, lasciar che il passato se ne vada per la sua strada, resettar la memoria per poter cogliere l'assoluta bellezza (assoluta in quanto priva di qualsiasi legame) dell'attimo fugace che abbiamo di fronte. Il giorno in cui riuscirò a cogliere quell'attimo, quella luce, il satori in termini Zen, allora - forse - avrò la consapevolezza di ciò che la felicità è. Non so se però tutto ciò si potrà tradurre in parole. La felicità è uno stato dell'anima che non sono sicuro si possa raccontare, forse lo si può solo vivere e sperimentare.

Lila | Giovedì, 8 aprile 2010 @09:41

Per Cam: cosa vuol dire per te essere felice?

Cam | Giovedì, 8 aprile 2010 @08:55

Cara "Lei e il suo caffè al ginseng" quante tazzine vuote sulla tua scrivania a quell'ora di notte (ancora un po' ed era l'alba), quanti pensieri, quanti sospiri, quante domande. Per favore cerca di non tenerti tutto dentro. Trova un modo: il più strano, il più originale, il più impensabile o il più banale, il più semplice - forse - ma non tenerti tutto dentro. Alla fine l'energia troppo a lungo repressa è vulcano che esplode, è terra che trema e distrugge. Tutto ciò che è vitale e rimane chiuso troppo a lungo alla fine fermenta imputridisce e poi muore. Non permettere che ciò ti accada. Diglielo, se è persona intelligente capirà e assieme ogni tanto berrete una tazza di caffè, una semplice tazza di caffè (lascia perdere il tè con annessa zolletta di zucchero). Se è stupido ... peggio per lui. Tu ti sentirai leggera e un giorno al bar ordinando: "un caffè al ginseng, grazie" sentirai qualcuno dire: "piace anche a lei ?" e girandoti verso di lui ...

Buona tazza di caffè, penso ne avrai bisogno per tener gli occhi aperti questa mattina

Lei e il suo caffè al ginseng | Giovedì, 8 aprile 2010 @02:13

Per LISA e ALEXO
E' proprio così purtroppo: Lui non sa quello che provo, penso e cosa rappresenta per me. Vorrei farlo per me stessa e senza alcun fine anche perchè è piu' che palese che non c'è possibilità di essere felici insieme.
E continuo comunque a sentire la necessità di dirglielo e chiudere l'anello di questa catena.
Ma a quanto pare non so quanto sarà possibile questo incontro.
E' primavera, sboccerà qualcos altro.

Anonimo | Mercoledì, 7 aprile 2010 @23:31

Per Alexo: mi serviva pace; sai cos'ho fatto? ho puntato i gomiti sulla scrivania, con i palmi ( o palme?) delle mani ho racchiuso la faccia e ho riascoltato De Andrè, Branduardi e Vecchioni. Giovani , creativi: non so per quale motivo ora mi sento piu triste di prima
non so veramente se

carla | Mercoledì, 7 aprile 2010 @21:07

io, certe volte, penso di provare l'infelicità perchè desidero troppo essere felice: voglio e aspetto dei cambiamenti nella vita anche se talvolta mi dico " forse hai già abbastanza e devi solo smettere di vivere in una continua tensione verso l'infinito". Non so ancora cosa rispondermi.

Ps bellissimi i commenti di questi giorni e meraviglioso l'articolo sulla memoria della borsa, anch'io sono affascinata dalla storia degli oggetti.

Giusy | Mercoledì, 7 aprile 2010 @21:00

E ci sono ricascata, scusatemi tanto

Anonimo | Mercoledì, 7 aprile 2010 @20:50

Leggero come una piuma, Alexo! Riflettere su felicità e /o infelicità frorse è troppo ponderoso. Bella la tua, chiamamola pure, poesia. risolleva gli animi. Grazie

ALEXO | Mercoledì, 7 aprile 2010 @20:22

5 lombrichi, compagni di donne e di avventure

2 larve di cetonia, da cullare in un fiore

2 chiocciole, una per uno, amore

1 lumaca, a l' enterrement d' une feuille morte
deux escargot s'en vont...

1 centopiedi, per correre da te , col batticuore.

Visto, basta veramente poco per essere felici!

aferdita | Mercoledì, 7 aprile 2010 @18:41

Magari di poter scegliere di essere felici o meno. Nessuno è cosi stupido a scegliere la strada della infelicità. Purtroppo non sempre e possibile. Quando hai le nuvole dentro di tè, non riesci assaporare le piccole cose che nelle altre situazioni ti hanno reso felice. Un saluto affettuoso a tutte/i.

Lila | Mercoledì, 7 aprile 2010 @17:38

Ah, un saluto anche ai nuovi arrivati/e.

Lila | Mercoledì, 7 aprile 2010 @16:57

Beh, credo che abbia ragione il figlio di Giusy, la felicità è qualcosa di delicato, quel senso di gioia interna che, quando c'è, bisogna afferrare al volo. Poi dipende dai parametri che ognuno di noi si fa della felicità, per me felicità è anche sentire l'odore del caffè oppure annusare il mio Mozart quando puzzicchia di bagnato (per chi non lo sa Mozart è il mio cane). Sicuramente, qui mi riferisco alla poesia di ieri, quando non si perdona si vive male, il rancore porta solo fastidio e malessere. Credo sia sempre meglio essere sinceri con sé stessi e con gli altri anche se non è sempre facile. Per Giusy: non è una sconfitta avere un figlio così intelligente, è una risorsa in più. Per Alexo un saluto e per tutte/i voi buona giornata.

Giusy | Mercoledì, 7 aprile 2010 @15:25

Sappiamo tutti cos'è l'infelicità: perdita di affetti, delusioni, mancanza di comprensione da parte di chi amiamo, improvvisa sensazione di povertà, intesa in senso lato. E la felicità? Il mio primogenito, ragazzo coccolato e seguito da entrambi i genitori, aveva scritto in un tema in classe " la felicità è effimera, bisogna coglierla nell'attimo in cui si presenta" Testuale. aveva 12 anni. Mi sono sentita sconfitta.

masako | Mercoledì, 7 aprile 2010 @13:29

che bello questo blog! tenero e molto intenso nei contenuti.
secondo me scegliere si può, ma troppe volte non ci vogliamo abbastanza bene per scegliere la felicità.
un abbraccio

ALEXO | Mercoledì, 7 aprile 2010 @12:00

Lisa, mi sono appena reso conto che ho " linkato" anche il mio amore proibito/perduto: puoi perdonarmi?
Poi visto che il blog langue, un piccolo outing: ti ricordi MEGALEXANDROS, la poesia del pendolare innamorato con orario FFSS incorporato? Ero io, non sapevo che mi avresti attirato nella tana
del Bianconiglio. E non riesco a venirne fuori.
Ciao, ciao. Anche a Lila.

ALEXO | Mercoledì, 7 aprile 2010 @08:29

5 lombrichi
2 larve di cetonia
2 chiocciole
1 lumaca
1 centopiedi

è la lista del terrario che Lei ha preparato per i suoi alunni e che mi mandato per mail: anche questa è felicità.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.