Lisa Corva

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Monica, professione editrice: di libri che sono come tazze di cioccolata calda.

Giovedì, 14 dicembre 2017 @15:57

Leggere un libro che è come una tazza di cioccolata calda. Anzi, di più: come fare un bagno in un’intera vasca di cioccolata calda. Quando Monica Randi, la fondatrice della piccola, essenziale (almeno per me!) casa editrice Astoria, ha usato questa metafora per descrivermi uno dei suoi romanzi preferiti, il deliziosamente vintage "Un matrimonio inglese", era quasi estate e l’idea della cioccolata calda lontanissima. Ci ripenso adesso, a dicembre, quando l’idea di stare a casa con un libro-cioccolata mi sembra la cosa più vicina alla felicità. Nel frattempo ho continuato a leggere i piccoli, lucidi, rossi Astoria, che creano dipendenza, come ciliegie o cioccolatini; e ho letto anche il libro consigliato, "Un matrimonio inglese". Scritto nel 1907 da Frances Hodgson Burnett (se qualcuno ha letto Piccolo Lord Fauntleroy, cult per bambini d’antan, alzi la mano!), è una storia molto romantica, certo. Ma non solo: è la storia di una ragazza forte, testarda e indipendente (che sia un’ereditiera americana fa parte della cioccolataggine del libro), che, partendo da New York per cercare, e cercare di salvare, la sorella sposata a un aristocratico ma brutale inglese, cerca anche altro. Anche se non lo sa. Cerca un amore forte come lei. E lo trova.
Spero solo che Astoria continui a scovare libri-cioccolatino, e a proporli, perché a volte, nella vita, abbiamo bisogno solo di questi. Ed è qui che Monica Randi li sceglie, in questa grande casa con terrazza che si affaccia su un cortile milanese. Lei è questo, questa sala con un angolo dipinto di rosso ciliegia come le copertine dei suoi libri; il portasigarette (molto chic e vintage anche questo!), da cui sfila una sigaretta quando ci sediamo; il grande tavolo, i libri ovunque, presenze silenziose e sorridenti. Ed è qui che mi offre un caffè e mi racconta come è iniziato tutto. "In un piccolo albergo di Francoforte che si chiamava proprio Astoria, dove ci ritrovavamo ogni autunno, per la fiera del libro. Un gruppo di editor di narrativa straniera da tutto il mondo, non solo colleghe ma anche amiche. L’ultimo sabato era dedicato a noi: una serata davanti a un bicchiere, commenti, gossip, consigli sui libri appena incontrati in fiera. E quindi, quando ho deciso – quasi una follia! - di lasciare la casa editrice per cui lavoravo e di fondarne una mia, le ho invitate tutte per un weekend nella mia casa al lago. E il nome è venuto spontaneo: quello del nostro albergo". Era il 2009; i primi libri Astoria sono usciti nell’ottobre del 2010. "In quegli anni le donne mi sembravano ancora maltrattate in ambito letterario. Quindi ho pensato a un catalogo di scrittrici, soprattutto British: mi piace molto la loro capacità di usare l’ironia in modo empatico rispetto alle protagoniste dei loro romanzi. Un’ironia buona". E infatti ecco, tra i piccoli libri ciliegia, una delle mie preferite: Stella Gibbons. In Astoria trovate "La fattoria delle magre consolazioni" e "I segreti di Sible Pelden", anni Trenta e Quaranta, ma speriamo che arrivi altro…
Ma, tra tutti i suoi libri ciliegia, se dovesse regalare a un’amica un comfort book, un libro che accarezzi e consoli e faccia sorridere, cosa sceglierebbe? "Di sicuro "Il libro di Miss Buncle" di D.E. Stevenson e "Cluny Brown", di Margery Sharp. Storie lievi, sorridenti, intelligenti di donne che sembrano non trovare un posto nella vita. Almeno all’inizio della storia". E gialli, un altro perfetto anti-ansia? Addirittura una serie, quelli che scrive M.C. Beaton con Agatha Raisin: "Una protagonista non bella, non giovane, un po’ cinica e brusca; una donna di successo però, e perennemente alla ricerca del grande amore". Io preferisco le gialliste nordiche, svedesi e danesi soprattutto, forse Agatha riuscirà a convincermi? E poi, giusto in tempo per Natale, l’ultimo arrivato in libreria: "Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey", di Mary Anne Shaffer e Annie Barrows. E, sorpresa, c’è anche Trieste, dove Monica Randi non è mai stata (neppure al meraviglioso Caffè San Marco con libreria tra i tavolini, che sospetto le piacerebbe moltissimo), anche se ha pubblicato un romanzo che ne parla: "Si può tornare indietro", di Ada Murolo, storia di due giovani donne durante la Seconda Guerra Mondiale, nella mia città segnata dalla bora.
Io esco dall’incontro - perché sì, questo è il mio ultimo LisaIncontra - con dei piccoli libri ciliegia in borsa e la sicurezza che ne arriveranno altri. Voi li trovate in libreria, ma anche qui:
http://www.astoriaedizioni.it

2 commenti

LISA | Venerdì, 15 dicembre 2017 @09:44

Sì! E infatti hanno alcuni titoli in comune, ad esempio "Un matrimonio inglese", il libro-vasca di cioccolata calda, che in originale è "The shuttle". O "Miss Buncle's Book". Oltre che la cura nei libri - belli da tenere in mano -, e l'attenzione a quella "ironia buona" che è tipicamente inglese e che vorrei avere anch'io!

Alessandra R. | Venerdì, 15 dicembre 2017 @09:13

La casa editrice dell'audace Monica è praticamente la versione italica di Persephone Books. Fortuna davvero che ci sono persone come lei, con be oltre una marcia in più!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.