Lisa Corva

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Quando apri il telefonino e speri che qualcuno ti abbia già scritto un buongiorno.

Martedì, 6 novembre 2018 @07:23

Quando Repubblica mi ha chiesto di scrivere questo pezzo (che è uscito sabato scorso), ho pensato: in effetti sì, lo faccio anch’io. Rito del mattino: il tè, e accendo il telefonino, sperando che lì dentro ci sia qualcuno che mi abbia già scritto un buongiorno. Una persona amata, o anche una foto, un’ispirazione, una parola di qualcuno che seguo. Così erano i Buongiorno di carta su City, che molti qui hanno letto e ritagliato. O gli #spilli instagrammati su Gioia. E qui ci sono io, a leggere, scrivere, seguire la traccia delle parole, per vedere nel buio. Qui in questo spazio digitale, da leggere sul cellulare o ancora meglio, con calma, sul computer; questo luogo che è anche vostro.

Mentre voi state ancora litigando con la sveglia, un esercito di influencer o aspiranti tali si sta preparando a invadere Instagram di post #goodmorning (99 milioni, secondo Le Monde). Che abbiano l’hashtag o no, l’idea è comunque la stessa: finire lì, pettinati e perfetti, sullo schermo del vostro smartphone, tra lenzuola immacolate e tazze di caffè design, ben vestiti o ben svestiti, comunque superlativi e superattivi, mentre voi, a occhi chiusi, raggiungete svogliatamente la doccia, la moka e magari una prima colpevole sigaretta. Persino noi italiani, che non rinunciamo al sacro caffè e cornetto al bar, ci siamo appassionati al breakfast digitale, momento clou dei #goodmorning in tutto il globo. Forse perché sono immagini invitanti, golose, voluttuose, mettono di buonumore. Fanno sognare, soprattutto se sono quelle dei nuovi idoli di Instagram, gli influencer di viaggi e hotel a cinque stelle. Che postano foto mollemente adagiati su letti con viste vertiginose su baie e grattacieli, e vassoi per la colazione dall’aspetto regale. Guardate @koentadyy, ovvero Koentadi Hadinoto, australiano ma più spesso sullo skyline di Tokyo o Hong Kong; oppure i "nostrani" @alecramazzottimalin ed @emanuelesemproni, che con il breakfast luxury ci mettono (grazie al cielo) anche un pizzico di ironia. La colazione è molto interessante anche per i sociologi: un articolo sul magazine 1834 sottolinea che è il pasto in assoluto che è rimasto più tradizionale. Eppure, anche questo sta cambiando. Ce lo racconta ancora una volta Instagram, con l’account @simmetrybreakfast. Sono due colazioni speculari e uguali, preparate da Michael Zee per il suo compagno, diventate poi un libro di cucina. E se all’inizio, visto che loro sono inglesi, c’era la classica tazza di tè e uova con il bacon, ora siamo a ricette elaborate, colorate, e asiatiche (infatti si sono trasferiti a Shanghai). 
Overdose calorica come #goodmorning, dunque? "Diciamo che le colazioni, soprattutto in albergo, vanno fortissimo perché si tratta di pasti colorati, alla portata di tutti, e illuminati perfettamente dalla luce naturale del mattino", dice Domenica Maruzzo, digital pr manager Italia per Marriott International, gigante gruppo di hotellerie. "Ma il picco di social engagement al mattino è noto, ed è anche quello che porta tutti gli aspiranti influencer a svegliarsi presto e mettersi in mostra". Ed è il motivo per cui, ahimè, con questo hashtag troverete non solo colazioni, ma ragazze scollatissime in reggiseno o ammiccante accappatoio, e ragazzi iper-palestrati, in cerca di fama e followers. Saltandoli a piè pari, ecco qualche inaspettato buongiorno digitale.
FOGLIE D’AUTUNNO & TAZZE DI CAFFE’. Per chi crede fermamente nel potere salvifico dell’hygge, ovvero il cocoon caldo di ispirazione danese, niente di meglio che seguire degli account nordici, come @finelittleday, che dalla Svezia propone tazze di caffè con un gatto dispettoso. Mentre @giovelab è una talentuosa ceramista che vive nei boschi del Trentino, e al mattino posta le sue creazioni, leggerissime tazze che sembrano ricamate, piattini con la scritta bonjour o love, insieme a foglie d’autunno e rami di pino. Per chi uscendo di casa non trova foreste, ma un autobus affollato.
LA FASHIONISTA SI VEDE DAL MATTINO. Per copiare last minute un’idea su come vestirsi. Tra le più simpatiche, e non completamente brandizzate: @jennymwalton, che è, guarda caso, la giovane fidanzata di Sartorialist, appassionata di vintage. E @ubertazambeletti, con il suo Wait and See, che è un negozio milanese ma anche un lifestyle, colorato e stravagante. Molte boutique scelgono di postare dei buongiorno-vetrina, e alcuni sono davvero poetici: lo fa Chicchi Ginepri a Milano, Les Coquettes o Bagni Paloma a Torino, Être Concept Store a Trieste. Pubblicità, certo, ma dichiarata e con grazia.
UNA FRASE AL GIORNO. Come #goodmorning troverete ovunque le "quotes of the day", frammenti di poesia e citazioni, a volte anche sbagliate, che fanno rimpiangere la saggezza fuori moda di Frate Indovino. E l’oroscopo in video da un minuto di @unaparolabuonapertutti. O il golfo di Trieste, terapia via scatti di cielo e orizzonte, fotografato sempre nello stesso punto da @massimogardone, ma sempre diverso. Sono i suoi #piccolimaritascabili. Per chi insieme al caffè ama le parole, un consiglio: l’account di @ariannacaroli, superdinamica pittrice over 60, un’italiana che vive tra Bangkok e Miami. I suoi post riassumono tutto: i fiori, soprattutto quelli che dipinge; il magnetismo dell’Asia; la saggezza zen; il fascino delle donne "going grey" con splendore; la felicità di ogni mattino. Perché quello che vogliamo, in fondo, quando ancora assonnati apriamo il telefonino, è qualcuno che ci dica dolcemente buongiorno.

(Arianna Caroli, in chiusa del mio pezzo, è un’amica e un vero mito: l’ho conosciuta anni fa, assolutamente per caso, a Bangkok; rivista a Miami; e non ci siamo mai perse. I suoi fiori, i suoi capelli grigio-bianchi scompigliati, il suo sorriso, la sua energia: la vedo ogni giorno su Instagram ed è davvero un buongiorno)

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.