Lisa Corva

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Affacciati alla finestra.

Venerdì, 16 aprile 2010 @07:45

"La mattina seguente, dopo essersi svegliata, Mrs. Wilkins rimase nel letto alcuni minuti prima di alzarsi e aprire le imposte. Che cosa avrebbe visto affacciandosi alla finestra? Un mondo di sole oppure di pioggia? Sarebbe stato stupendo, in ogni caso sarebbe stato stupendo".
(Elizabeth von Arnim)

E’ come respirare, finalmente: aprire le finestre in una camera sconosciuta, una città straniera; spalancare gli scuri e scoprire la luce di nuovi orizzonti, nuovi mari. Viaggiare…

(La frase di oggi è di una delle mie scrittrici preferite, Elizabeth von Arnim, ed è tratta da "Un incantevole aprile", Bollati Boringhieri, un romanzo che sto rileggendo adesso, dopo tanti anni. La storia? Quattro donne, in un marzo piovoso degli anni Venti a Londra, decidono di affittare un castello in Liguria, lasciare mariti o non-mariti e rimpianti e solitudine e troppa folla e partire. Per tutto aprile. Non si conoscono tra di loro – forse non conoscono neppure se stesse. Ma a volte basta aprire le finestre su un mondo nuovo, per scoprire qualcosa di straordinario su di sé… E a me piace la sensazione descritta così bene dalla von Arnim: quando, al mattino, siamo nel letto di una camera d’albergo, o della casa dove siamo ospiti. Siamo arrivati di notte, magari pioveva, dove siamo esattamente? Non lo sappiamo ancora. Sappiamo solo che sarà bellissimo aprire le finestre e scoprirlo)

20 commenti

Sogno poetico... | Mercoledì, 12 maggio 2010 @16:31

IL ROMANZOGNO
… non c’è inizio e fine in un sogno
quindi,
volgo sulla vita e cogno
la mia sorte nel romanzogno…

Senza punti
E il punteggiar di appoggio
Percorrevo un viottolo intenso largo un metro disatteso
Sulla triste e ferma sinistra
La parte destra di un treno affacciato alla vita
I finestrini aperti e vedette di mani avvinghiate su di me
Sul mio prossimo peccato
Sudicio di amore ed intrigante
Nel corpo di una vellutata amazzone
Paura
Tenebre
Inganni
Miraggi di uomini in fila ed in lotta
" Lei mi guarda"
Entra come sempre nei miei pensieri
" È la mia donna"
La mia guardia dell’anima che picchetta per me
Ma io avanzo curioso
Su quel viottolo intenso largo un metro a rilento
Le ombre senza mani slittano la mia destinazione
Impediscono il passo e impegnano le mie vergogne
Sul transito di un desiderio ormai incontrollabile
È il mio turno
Sono a un metro dalla porta adultera
La mano sta per abbordare la maniglia
Le difficoltà
Dietro incontrate mi fissano ma poi si annullano
Paura
Ossessione
Soltanto il sesso o il nulla
È la città degli uomini di potere
" Volgo sulla vita e cogno
la mia sorte nel romanzogno"
Entro e condanno la fedeltà
Prima apprezzando la sua sensibilità
Poi contenendo il racconto nella natura madre da lei lasciata
Lei mi guarda
Mi accarezza in una brezza di accordi
Non disprezza il mio sperma affogato in un infido sessuale
Anzi
Ringrazia i miei occhi azzurri
Mappe di mari perturbati e pervenuti
Oggi è cessato il plauso mio amore
Esco e la folla furiosa è sparita
È naufragata dentro una tempesta di lacrime
Scatenata dal Dio supremo
Verso la sua delusione penetrata in me
Verso l’intrusione nella mia infelicità
Verso la sola paura
" Era la mia donna"
La mia guardia
del " guarda che ti amo"
Ma ora mi accompagno nel vento
Privo dello stimato orizzonte
E macchio la solitudine morale
A stento

Da "Il cuore degli Angeli"
di Maurizio Spagna
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

"Questo è quel che ricordo di un sogno emozionante realmente sognato in una notte d’inverno
e in modo immaginario e poetico ho voluto descriverlo,
lasciando la libera interpretazione dei concetti al lettore irrazionale.
Come vedete non esiste la punteggiatura perché i sogni sono dentro il nostro spazio
incredibile e infinito, non c’è inizio e fine ma solo scie di versi luminosi.
L’aspirazione è di continuare a scrivere affascinato dalla fantasia
che si completa in me,
interrogando l’immagine irrequieta dell’essere in osservanza."

Fiorenza | Sabato, 17 aprile 2010 @15:29

Goliarda Sapienza...questo è un blog stupefacente!!

ALEXO | Venerdì, 16 aprile 2010 @20:21

Lisa: dal greco all' inglese all'italiano ( se Pablo traducesse in spagnolo):

You with the roses, you are fair as a rose ; but what sell you ?
yourself, or your roses, or both together ?

Tu con le rose, sei bella come una rosa; ma cosa
vendi?
te stessa, o le tue rose, o le due cose insieme?

DIONYSIUS

Antologia Palatina.
Buonanotte a tutti, in particolare a Marilia, sempre meno incredula, mi pare.

LISA | Venerdì, 16 aprile 2010 @20:01

Uh, CARLA! Fortunate le ragazze che incontreranno i tuoi futuri uomini-testosterone. Ne abbiamo bisogno eccome. Posterò presto anche questo articolo...

LISA | Venerdì, 16 aprile 2010 @19:59

Davvero, CARLA? Wow. Piccole donne crescono, piccole fashioniste anche. Allora, è dedicato a loro il pezzo modaiolo del weekend, che posto subito. Ma non dirmi che hanno letto anche Glam Cheap, hanno incontrato la recessionista Stella? (Sono contenta che ti sia piaciuto "Casa di vetro", di Simon Mawer: la storia - quasi vera - da una casa modernista dagli anni Trenta ad oggi e delle piccole e grandi Storie che l'hanno attraversata, dal nazismo al socialismo. "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew", di Winifred Watson, piccolo capolavoro lieve e ironico degli anni Trenta, lo metto idealmente sullo stesso scaffale della von Arnim, sei d'accordo? Entrambi Neri Pozza, per chi volesse andare in libreria. E invece di Goliarda Sapienza non ho mai letto niente, ma è nei miei pensieri libreschi).

Carla | Venerdì, 16 aprile 2010 @19:56

Scusa se intervengo ancora ( scusa anche per alcuni errori sintattici di prima), ma ho appena finito di leggere il tuo articolo su Grazia sugli uomini- testosterone e volevo raccontarti un piccolo andetto familiare.
ho due figli maschi che giocano rugby: il primo (12 anni) sta venendo su come un vero giocatore di rugby cioè sporco e massiccio, ma coltiva lo stesso un'insana passione per la lettura; il secondo pure ma adora vestirsi bene e talvolta guarda i giornali di moda chiedendomi se secondo me sono belle le modelle vestite in quel modo.
Vuoi confortarmi dicendomi ( come nell'articolo) che sto allevando maschi che potrebbero piacere alle future ragazze?...
Mi spaventa avere per casa questi due piccoli omaccioni per molto tempo...

carla | Venerdì, 16 aprile 2010 @17:40

A me di questo post colpisce anche l'atteggiamento di apertura dell'anima.
A proposito di libri : ho letto tutti i libri consigliati (casa di vetro-è piaciuto anche al consorte- una gloriosa giornata per miss pettigrew) ottime letture, ama vorrei suggerirti anche Goliarda Sapienza.
La conosci? io ne sto leggendo IO, JEAN GABIN...
ti do un piccolo assaggio:"Questo ho imparato da lui, e per me la donna è sempre stata il mare[ ]il mare segreto di vita, avventura magnifica o disperata,bara e culla sibilla muta e risposta sicura....
P.S.
anche se non sei mamma da oggi hai due "figlie lettererarie": due mie alunne hanno deciso di ispirarsi a te per scrivere di moda.

Lina | Venerdì, 16 aprile 2010 @16:51

Ma questo cosa è? Un blog aperto a tutti o un insieme di messaggi cifrati? So leggere e capire l'inglese ma.. non esageriamo! Le mie scuse a Lisa per l'intrusione.

Daniela | Venerdì, 16 aprile 2010 @16:38

..ancora cenere nel cielo, e la vacanza di Annalisa?

ALEXO | Venerdì, 16 aprile 2010 @16:23

Grazie Marilia, conoscevo la poesia, ma rileggere oggi "and I imagined you coming closer,
the dark waves of your hair mingling with the sea,
and the dark became desire...", oggi è ancora più struggente.
E non mollare il blog, anche tu sei simpatica e per niente incredula!
Hai ascoltato i Radiodervish?, ma mi ci vedi con lo sguardo trasognato a pensare a lei, solo a lei? che roba da vecchi adolescenti!... puntini e abbracci ( x ) ! Lisa.

Marilia cinquantenne incredula | Venerdì, 16 aprile 2010 @14:28

Ooops! Scusate!
Ecco la poesia
BLACK SEA

One clear night while the others slept, I climbed
the stairs to the roof of the house and under a sky
strewn with stars I gazed at the sea, at the spread of it,
the rolling crests of it raked by the wind, becoming
like bits of lace tossed in the air. I stood in the long
whispering night, waiting for something, a sign, the approach
of a distant light, and I imagined you coming closer,
the dark waves of your hair mingling with the sea,
and the dark became desire, and desire the arriving light.
The nearness, the momentary warmth of you as I stood
on that lonely height watching the slow swells of the sea
break on the shore and turn briefly into glass and disappear…
Why did I believe you would come out of nowhere? Why with all
that the world offers would you come only because I was here?

MARE NERO

Una notte chiara, mentre gli altri dormivano, ho salito
le scale fino al tetto della casa e sotto un cielo
fitto di stelle ho scrutato il mare, la sua distesa,
il moto delle sue creste spazzate dal vento, divenire
come pezzi di trina gettati in aria. Sono rimasto nella lunga
notte piena di sussurri, aspettando qualcosa, un segno, l’avvicinarsi
di una luce lontana, e ho immaginato che tu venivi vicino,
le onde scure dei tuoi capelli mescolarsi col mare,
e l’oscurità è divenuta desiderio, e desiderio la luce che approssimava.
La vicinanza, il calore momentaneo di te mentre rimanevo
su quell’altezza solitaria guardando il lento gonfiarsi del mare
rompersi sulla riva e in breve mutare in vetro e scomparire…
Perché ho creduto che saresti venuta uscita dal nulla? Perché con tutto
quello che il mondo offre saresti venuta solo perché io ero qui?

Marilia cinquantenne incredula | Venerdì, 16 aprile 2010 @14:27

Alexo, ti posto questa poesia di Strand.
La conosci?
saluti a tutto il blog.

ALEXO | Venerdì, 16 aprile 2010 @13:34

Lo so, sarò troppo "smielato", sognatore , ma con questa canzone dei Radiodervish penso a lei e, giuro, mi viene da piangere:

http://www.youtube.com/watch#!v=GB49D6ZDZ4s
L’esigenza di unirmi ogni volta con te
E ogni volta mostrare la mia vanità
Come dolce follia
S’interessa di me
Ma se è amore perdonami
perché unendo divido anche il mondo a metà
Forse è un angelo che si diverte così

Miele nel vino tu sei
Piccola venere
L’indifferenza ti fa
Altissima

E chiamai disordine
Quelle armonie in me
Credevo all’abitudine
Le parole amore mio
Serviranno a fingere
Che voglia non ho più di te
I discorsi che faccio quando sto con me
Sono esempi perfetti di banalità
Se non parlo con te
Se non parlo di te

Ogni istante decidere
Ma il mio corpo è imperfetto e non basta più a sé
E’ una sete che so
Non mi lascerà più

Per oggi basta... Da lunedì Antologia Palatina, sempre col permesso della padrona di casa. Ciao a tutte/i

Aurora | Venerdì, 16 aprile 2010 @11:41

Il tempo guarisce tutto ma lascia, a volte, delle ferite indelebili. Anche io vorrei andare via per un po', allontanarmi da tutti e da tutto e partire. Proprio come queste 4 donne. Vorrei riuscire a leggere dentro di me per capire quello che voglio veramente. Presa dalla quotidianeita' non e' facile riuscire a farlo. Chissa' ... magari un giorno :-)
Vi lascio questa frase
"Il signor Hamil s'era perduto dentro perché la vita fa vivere la gente senza fare una grande attenzione a quello che gli succede" (Roman gary - La vita davanti a sé)

Marilia cinquantenne incredula | Venerdì, 16 aprile 2010 @11:24

Lisa, ti ringrazio per le notizie che mi dai su tanti poeti.
Pensa che, grazie a te, ho un elenco di nomi di poeti lungo quanto una casa!
Saluti
Lia

Marilia cinqiantenne incredula | Venerdì, 16 aprile 2010 @11:14

Alexo, ti trovo simpatico.
Scusa ma sono una che legge il blog ma commenta raramente.
Tu hai il merito di avermi spinto a parteciparvi poichè condivido con te l'amore per le poesie in inglese ed anche per Strand.
Leggerò appena posso leggerò la tua traduzione della poesia di Strand (non l'ho potuto fare in questi giorni (casini familiari)(ti è mai capitato di essere incavolato con tutto il mondo?)
e ti dirò che ne penso.
Sì, mi stanno arrivando le poesie di Knorpf e sono bellissime.
Mi è piaciuta molto the day the lady died ma che cavolo significa quandariness?
Mi dispiace per il tuo amore finito ma tanto tra un anno ti sembrerà così lontano.
Dicono che il tempo guarisca tutto ma questa non è una cosa buona, è una cosa tristissima perchè significa che, nella nostra vita, niente ha importanza.
A tal proposito ti invierò e la invierò a tutto il blog (a tal proposito saluto Lisa e tutte le frequentatrici del blog) una mia poesia.
Arrivedercia tutti
Lia

ALEXO | Venerdì, 16 aprile 2010 @10:45

Ed in effetti, cara Lisa, oggi sono triste, ed è anche colpa , o merito tuo: tra "il canzoniere dell' amore coniugale" e "in difesa dell' adulterio", dove devo andare? Putroppo lei ,"l'altra" ha già deciso: basta! Permettimi di dedicarle e di dedicare anche a voi tutte queste righe tratte da "Nettles" di Alice Munro:
"Sarebbe la stessa identica cosa, se ci incontrassimo ancora. Oppure no. Un amore non utilizzabile, che sapeva stare al suo posto ( qualcuno lo definirebbe non vero, perchè non rischierebbe mai di farsi tirare il collo, nè di trasformarsi in una battuta volgare, nè di consumarsi penosamente). Un amore che non rischia niente, ma che si mantiene vivo come una goccia di miele, una risorsa sotterranea.
Con il peso di questo nuovo silenzio venuto a sigillarlo."

Anonimo | Venerdì, 16 aprile 2010 @10:35

Lisa...Porto nel cuore "Un incantevole Aprile", un libro così meraviglioso!Grazie per averlo riproposto, questa sera lo riprenderò in mano e non vedo l'ora di risentire il profumo di quel mare e di quelle giornate liguri..

LISA | Venerdì, 16 aprile 2010 @08:55

On no, ANNALISA FARMACISTA: la polvere del vulcano islandese potrebbe tenerti lontana dalla Scozia? Speriamo in cieli chiari e areoporti aperti! Facci sapere.

Annalisa farmacista | Venerdì, 16 aprile 2010 @07:56

Aiuto!! la vacanza mi sa che potrebbe saltare causa eruzione vulcanica. Questa è una sfiga colossale. Anzi no, è sfortuna, ma ci potrebbe essere decisamente di peggio. Comunque per Malu/63 alias anonimo: i miei ricci li adoro. Odio la parrucchiera quando quelle due volte l'anno che ci vado me li vuole stirare a tutti i costi. Per un breve periodo non mi sono piaciuti ma solo perchè non avevo trovato i prodotti giusti per curarli. Oggi non commento la tua frase Lisa: il pensiero di viaggiare, mmh speriamo!!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.