Lisa Corva

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Petali.

Venerdì, 16 aprile 2010 @19:58

Mi sono accorta di amarlo quando mi ha insegnato a riconoscere i fiori, i fiori di campo, camminando per la Cornovaglia, in primavera. Così, più o meno – insieme a un poetico elenco di nomi di fiori selvatici – disse, anni fa, Mary Wesley, scrittrice molto amata in Inghilterra e poco conosciuta da noi (dove è pubblicata da Tea), parlando del suo grande amore, e secondo marito. In quella semplice frase c’è tutto: ci sono le passeggiate, il vento, il camminare insieme, guardare insieme; scoprire, insieme. E ci sono i fiori. Già, i fiori. Perché i petali ci parlano sempre al cuore. Che sia un mazzo portato a casa da un marito ritardatario e distratto, che si ricorda l’anniversario nel giorno sbagliato; i fiori selvatici raccolti in lunghe camminate nel vento, accanto a un uomo che ti insegna, uno per uno, i loro nomi (no, a me non è mai capitato!); oppure – per le più fashioniste ma altrettanto romantiche – i boccioli sparsi sui vestiti. Perché no? Anche quelli ci fanno sognare.

I fiori modaioli possono essere grandi ed esagerati. Anche con effetto optical. Ma i petali più belli sono forse quelli minuscoli e quasi timidi: fiori di campo, appunto; fiori selvatici, come i "papaveri spericolati" (secondo la straordinaria definizione di una grande poetessa italiana, Vivian Lamarque), perché crescono ovunque, anche tra i binari dimenticati del treno, o nelle strade di periferia. E quindi petali disseminati su una giacca, su una camicia, sulle ballerine, persino su un costume. Ma soprattutto sugli abiti, sui microabiti che fanno tanto primavera. Sono sicura che ne avete uno nell’armadio: tiratelo fuori! Da mettere magari insieme a una biker, una giacca di cuoio nero: tanto per far capire che sì, siamo romantiche, ma all’occorrenza sappiamo tirar fuori le unghie, perbacco.

Questo è – rivisto e rivisitato per voi - un vecchio pezzo fashion che ho scritto, più o meno un anno fa, per Grazia. Ma per fortuna gli abiti flower power vanno sempre di moda. E adesso che nel mio altrove i ciliegi sono in fiore, ho voglia di petali: anche da indossare.

22 commenti

ALEXO | Domenica, 18 aprile 2010 @19:46

Ovviamente l' anonimo ero io, scusate. Ma che ne dite delle frase:
"The book never discusses the causes of love.
It claims confusion is a necessary good.
It never explains. It only reveals.
non spiega mai, rivela soltanto...

Chi diceva che ero un sognatore? Ciao, e grazie per la pazienza; chissà che dirà Lina?

Anonimo | Domenica, 18 aprile 2010 @19:38

Marilia, altro lavoro per te, scusa ma la" La storia delle nostre vite" è una poesia lunghissima, approfitto della domenica per non disturbare troppo il blog;

Before you woke
I read another part that described your absence
and told how you sleep to reverse
the progress of your life.
I was touched by my own loneliness as I read,
knowing that what I feel is often the crude
and unsuccessful form of a story
that may never be told.
"He wanted to see her naked and vulnerable,
to see her in the refuse, the discarded
plots of old dreams, the costumes and masks
of unattainable states.
It was as if he were drawn
irresistably to failure."
It was hard to keep reading.
I was tired and wanted to give up.
The book seemed aware of this.
It hinted at changing the subject.
I waited for you to wake not knowing
how long I waited,
and it seemed that I was no longer reading.
I heard the wind passing
like a stream of sighs
and I heard the shiver of leaves
in the trees outside the window.
It would be in the book.
Everything would be there.
I looked at your face
and I read the eyes, the nose, the mouth . . .

5
If only there were a perfect moment in the book;
if only we could live in that moment,
we could being the book again
as if we had not written it,
as if we were not in it.
But the dark approaches
to any page are too numerous
and the escapes are too narrow.
We read through the day.
Each page turning is like a candle
moving through the mind.
Each moment is like a hopeless cause.
If only we could stop reading.
"He never wanted to read another book
and she kept staring into the street.
The cars were still there,
the deep shade of trees covered them.
The shades were drawn in the new house.
Maybe the man who lived there,
the man she loved, was reading
the story of another life.
She imagine a bare parlor,
a cold fireplace, a man sitting
writing a letter to a woman
who has sacrificed her life for love."
If there were a perfect moment in the book,
it would be the last.
The book never discusses the causes of love.
It claims confusion is a necessary good.
It never explains. It only reveals.

6
The day goes on.
We study what we remember.
We look into the mirror across the room.
We cannot bear to be alone.
The book goes on.
"They became silent and did not know how to begin
the dialogue which was necessary.
It was words that created divisions in the first place,
that created loneliness.
They waited
they would turn the pages, hoping
something would happen.
They would patch up their lives in secret:
each defeat forgiven because it could not be tested,
each pain rewarded because it was unreal.
They did nothing."

7
The book will not survive.
We are the living proof of that.
It is dark outside, in the room it is darker.
I hear your breathing.
You are asking me if I am tired,
if I want to keep reading.
Yes, I am tired.
Yes, I want to keep reading.
I say yes to everything.
You cannot hear me.
"They sat beside each other on the couch.
They were the copies, the tired phantoms
of something they had been before.
The attitudes they took were jaded.
They stared into the book
and were horrified by their innocence,
their reluctance to give up.
They sat beside each other on the couch.
They were determined to accept the truth.
Whatever it was they would accept it.
The book would have to be written
and would have to be read.
They are the book and they are
nothing else.

Prima che ti svegliassi
ho letto un altro capitolo che descrive la tua assenza
e racconta come tu dorma per rovesciare
l'avanzare della tua vita.
Sono rimasto colpito leggendo della mia solitudine
sapendo che quel che provo è la forma nuda
e senza successo di una storia
che non avrebbe mai dovuto essere raccontata,
"Voleva vederla nuda e vulnerabile,
vederla nel rifiuto, gli intrecci
abbandonati di vecchi sogni, i costumi e le maschere
di irraggiungibili stati.
Era come se egli fosse portato
senza scampo al fallimento"
Fu difficile riprendere a leggere
Ero stanco e volevo smettere.
Il libro sembrava consapevole di ciò.
Suggerì un cambio di argomento.
Aspettavo che ti svegliassi non sapendo
quanto avrei dovuto aspettare
e sembrava che non avrei letto ancora.
Sentivo il vento passare
come una corrente di sospiri
e sentivo il brivido delle foglie
tra gli alberi al di là delle finestre.
Avrebbe dovuto essere nel libro.
Tutto avrebbe dovuto essere nel libro.
Guardavo il tuo viso
e leggevo gli occhi,il naso, la bocca..

Se solo nel libro ci fosse un momento perfetto;
se solo potessimo vivere quel momento,
avremmo potuto leggere il libro un'altra volta,
come se non non lo avessimo scritto,
come se non fossimo in esso.
ma gli oscuri accessi
sono troppo numerosi per ogni pagina
e le possibilità di fuga troppo strette.
Leggiamo tutto il giorno.
Ogni pagina che giriamo è come una candela
che si muove nella mente.
Ogni momento è come una causa persa.
Se solo potessimo smettere di leggere
"Lui non volle mai leggere altro libro
e lei continuava a fissare la strada.
Le auto erano ancora là,
le copriva la fitta ombra degli alberi.
Le imposte della nuova casa erano chiuse.
Forse l'uomo che vi abitava,
l'uomo che lei amava, leggeva
la storia di un'altra vita.
Lei immaginava un salone spoglio,
un caminetto freddo, un uomo seduto
a scrivere una lettera ad una donna
che ha sacrificato la sua vita per amore."
Se ci fosse un attimo perfetto nel libro
sarebbe l' ultimo.
Il libro non parla mai delle cause dell'amore.
Sostiene che la confusione è un bene necessario.
Non spiega mai. Rivela.

Il giorno continua.
Studiamo quello che ricordiamo.
Guardiamo nello specchio oltre la stanza.
Non sopportiamo di essere soli.
Il libro continua
" Divennero silenziosi e non sapevano come iniziare
il dialogo necessario.
Erano le parole stesse che creavano divisioni,
che creavano solitudine.
Attendevano.
Avrebbero dovuto voltare le pagine, sperando
che accadesse qualcosa.
Avrebbero dovuto ricucire le loro vite in segreto.
ogni sconfitta perdonata perchè non poteva essere messa alla prova,
ogni dolore premiato perchè era irreale.
Non fecero nulla"

Il libro non sopravviverà.
Noi ne siamo la prova vivente.
E' buio fuori, nella stanza è ancora più buio,
Ti sento respirare.
Mi chiedi se sono stanco,
se voglio continuare a leggere.
Si, sono stanco.
Si, voglio continuare a leggere.
rispondo si a tutto.
Non puoi sentirmi.
" Sedevano fianco a fianco sul divano,
Erano le copie, gli spettri esausti
di qualcosa che erano stati prima.
Apparivano completamente spossati.
Fissavano il libro
ed erano terrorizzati dalla loro stessa innocenza,
dalla loro riluttanza ad arrendersi.
Sedevano fianco a fianco sul divano.
Erano decisi ad accettare la verità.
Qualunque cosa fosse l' avrebbero accettata.
Il libro lo si sarebbe dovuto scrivere
e lo si sarebbe dovuto leggere.
Sono loro il libro e non sono
niente altro.

Stop!

daniela dalla scozia | Domenica, 18 aprile 2010 @18:41

scusate i tanti post oggi, ma vorrei consigliarvi un documentario strepitoso che si chiama il corpo delle donne, Lisa penso che tu lo conoscerai, ma nn so quanto lo si conosce in Italia, qui c'e' stata una norizia sulla BBC. Fatto da Lorella Zanardo, denuncia la strumentalizzazione del corpo femmiile nella tv italiana. Scusate x una laureata in lettere sto scrivendo una schifezza, ma ho esattamente due minuti e mezzo prima che mio marito finisca il bagnetto ai bimbi e mi atterrino in grembo a farsi pigiamare!!!Bye!

daniela dalla scozia | Domenica, 18 aprile 2010 @18:37

Ciao pasionaria, mi ricordo!!Grazie del riassunto, mi interessa molto confrontare la vita delle mamme in gran bretagna e quelle in Italia. Si e' vero che alle mamme si chiede di essere tutto, ma io mi sono ribellata e contro i desideri di mio marito e di mia mamma, e con la mia migliore amica che ANCORA non si e' rassegnata, ho mollato il lavoro e faccio solo la mamma. Con pochi soldi, ma senza rimpianti, e mio marito si e' convertito!mi sa che mi cerco un forum di mamme italiane con cui chiacchierare. Anche se ho poco tempo, la mamma a casa e' comunque full time! Poso chiederti come stai, dai tempi del forum rosa?

Simona Pasionaria | Domenica, 18 aprile 2010 @17:45

Per Daniela: no, non sono Simona da Torino, ma la Pasionaria del vecchio blog di Lisa, quello delle aspiranti. L'articolo in questione era su Grazia in cartaceo. "Le mamme che non ci stanno dentro" non era il titolo che cmq. non ricordo. In sintesi nel pezzo si argomentava sulla maternità odierna, sul fatto che le donne-mamme devono essere sempre super, al top sia come genitrici sia come lavoratrici e mogli e quindi spesso vanno in tilt. Fanno fatica a delegare e il loro sogno proibito è ritaglliarsi spazi che non hanno più perchè fagocitati dai figli: niente palestra, amiche, cenette a due, tempo per leggere e soprattutto per dormire! Non so in rete dove tu lo posssa pescare, ma forse Lisa ti potrà dare delle dritte. Cmq. ci sono tantissimi siti dedicati ai problemi delle mamme. A Milano si sono inventate la passegino-Gym: tutte al Parco a muovere i muscoli con l'ausilio dei passeggini. Mah, a Coniglilandia infatti riprendevano la loro forma prestissimo: merito delle 4 ruote e del tempo libero!

Daniela dalla scozia | Domenica, 18 aprile 2010 @17:32

Lisa, scusa, sto cercando 'articolo di cui parlava Simona sul sito di Grazia, ma non lo trovo, quello sulle mamme che non ci stanno dentro. Potresti indirizzarmi se hai un attimo?

Daniela dalla scozia | Domenica, 18 aprile 2010 @17:04

Annalisa, la Scozia non va da nessuna parte, lo so che sei delusa ma credimi, vale la pena...riprovarci!!!!!!vedrai:[)))

Daniela dalla scozia | Domenica, 18 aprile 2010 @16:27

Simona, se sei la Simona di Torino, ciao!!!Mi indirizzeresti all'articolo delle mamme che non ci stanno dentro?Mi interesserebbe leggerlo. Mi chiedo se Annalisa e' partita, mi sa di no, qui aereoporti chiusi. Ciao Cam:-))

Giusy | Domenica, 18 aprile 2010 @14:37

Un amore che sboccia e si consolida fra campi fioriti in un luogo ventoso e romantico.Il romanzo (se si tratta di romanzo) mi incuriosisce anche perchè avrei voluto innamorarmi di un botanico, invece il destino mi ha proposto un chimico che ho volentieri accettato.
Sono belli i fiori sulle camicette; sto rimettendo in circolazione le mie, veri e propri oggetti di antiquariato. Ne ho una con minuscoli fiordalisi, fiori quasi spariti dai campi di grano. Peccato! Un saluto, Lisa e perdonami la leggerezza del commento...

Simona | Domenica, 18 aprile 2010 @10:38

Scrivo poco ormai, sia per motivi di tempo sia perchè siete troppo poetici e a me i versi lasciano un po'indifferente. Volevo solo dire tre cose, anzi quattro. 1) a Cusago lo scorso w.e. c'è stata la terza edizione di Giardini nel tempo (mostra mercato di florovivaismo raro e specializzato) che ha fatto il botto un migliaio di visitatori e che ha chiamato a raccolta anche il pubblico di Orticola. Se volete www.giardinineltempo.it. 2) Ho visitato il museo Morando di Milano dedicato alla moda: Lisa, dovresti farci una scappata. PT mostre itineranti (Frette, sorelle Mangiameli e abiti del cinema della sartoria Tirelli); I piano: permanente pittorica di paesaggi e personaggi milanesi con abiti tirati fuori dalle segrete del Castello Sforzesco. 3) il vulcano islandese. E' solo l'ennesima dimostrazione di quanto siamo piccoli, nonostante il nostro progresso e i nostri capricci, davanti alla Natura. Gli scenari degli scali mi hanno fatto immaginare un ipotetico "day after". E nessuno sa quali potranno essere le ripercussioni climatiche. 4) forse qui non è il posto giusto, forse è troppo da intellettuali, ma mi sono commossa davanti al dolore di Sandra Mondaini. Un amore coniugale, quello tra i due artisti del quale bisognerebbe trarre esempio e farne tesoro. E spero che Lisa, ironica come sei, abbia apprezzato la forza di questa unione. Infine, e ho sforato, Lisa, nessun comento sul Salone del mobile? Io ho fatto il giro degli artigiani "off" posizionati in zona Bovisa e devo dire che l'artigianato è la vera anima sconosciuta di tutto questo businnes. E anche della moda. Se Vuitton anzichè scegliere algide modelle fotografa un modello che lavora una tomaia e lo rende glamour fotografandolo come in un quadro del Caravaggio, la tendenza è quella: la riscoperta del puro made in ItalY, del fatto a mano per contrastare crisi&Cina. Ho poi letto su Grazia l'articolo sulle mamme "che non ci stanno più dentro", ma sforerei ancor di più. Scusate se ho saltato di qua e di là. Buona domenica.

ALEXO | Domenica, 18 aprile 2010 @08:13

Per Lina: ah così mi aspettavi al varco! Per quanto riguarda gli islandesi non è un problema di insensibilità: le catastrofi naturali sono per loro eventi quasi quotidiani, gestite in modo ferreo dal governo; la parte centrale del paese è quasi disabitata, e così i disagi derivanti da eruzioni, inondazioni ( qualche anno c'è ne stata una da diluvio universale) sono parzialmente limitati. Sicuramente ci sono più morti e feriti da eventi "naturali" nel nostro paese baciato dal sole che nella estrema Islanda. Il fatto è che le ceneri hanno bloccato i voli, vedi la nostra amica Annalisa, ed i media ci sguazzano; scommetterei che i TG islandesi mettano la notizia appena prima del gossip ( esagero), là Minzolini non è ancora direttore. Ciao.

Annalisa farmacista | Domenica, 18 aprile 2010 @07:59

Com'è vero Alexo! cosa vuoi che sia un po' di cenere di fronte alla vere catastrofi? L'altra sera quando stavamo realizzando che la vacanza non c'era speranza si potesse fare mi stavo molto arrabbiando e mi ero molto innvervosita. Poi in un lampo di lucidità ho pensato a solo qualche mese quando guardavo mia sorella in un letto di ospedale temendo il peggio e allora mi sono detta "Annalisa sei proprio una cretina". Se anche dovessimo rimetterci dei soldi (cosa che non sta avvenendo perchè tutti e dico tutti: compagnia aerea, albergi già pagati e non rimborsabili ci stanno rimborsando) pazienza. Non sono queste le tragedie della vita. Si è un po' di sfortuna, ma chissà dato che siamo comunque in ferie e pare ci si riesca a spostare solo in macchina potremmo scoprire tante cose che non abbiamo mai fatto. Eh si Lisa! Come hai ragione i fiori assicurati non esistono: ma forse è meglio così. Quando arriveranno (quando?) saranno talmente inaspettati che sarà molto più bello. E pop i fiori di campo vuoi mettere?

Lina | Sabato, 17 aprile 2010 @22:50

ah! finalmente sei uscito con il plurale che ti era rimasto nella penna..comunque penso che nessun essere umano sia fatto di ferro e fuoco. Le difficoltà più o meno esternate valgono per tutti noi e meritano rispetto.Un po' di sensibiltà, forse?

ALEXO | Sabato, 17 aprile 2010 @22:29

VOLEVO DIRE : asa-photography.com/USERIMAGES/100_2032.jpg

ALEXO | Sabato, 17 aprile 2010 @22:23

Gli islandesi sono fatti di ferro e fuoco, cara Lina, così come la loro isola:
eppoi cosa vuoi che sia un eruzione di fronte al fallimento di tutte le loro banche avvenuto qualche anno fa? I ponies poi sono dolcissimi perchè forgingahead.files.wordpress.com/2010/01/icel...

Lina | Sabato, 17 aprile 2010 @21:45

Alexo, ma come fanno i simpatici pony ( non azzardo il plurale) ad essere anche dolcissimi? Li hai assaggiati, per caso? Io penso invece agli islandesi che stanno affrontando non pochi disagi.

ALEXO | Sabato, 17 aprile 2010 @19:16

Lisa, avrei una voglia pazza di sentirla,ma lei neanche mi risponde più; sembra che in amore,ma sarà amore?, usi così.
Comunque GOOD VIBRATIONS a tutti, ed anche a lei:
http://www.youtube.com/watch?v=cY4_g7wNK8Q

ALEXO | Sabato, 17 aprile 2010 @18:48

Cara Marilia, sono 55. Portati benino, dicono le mie amiche! Tranne una,
Visto che il blog è in quiete posso lasciare un'altra parte della poesia di Strand?

This morning I woke and believed
there was no more to to our lives
than the story of our lives.
When you disagreed, I pointed
to the place in the book where you disagreed.
You fell back to sleep and I began to read
those mysterious parts you used to guess at
while they were being written
and lose interest in after they became
part of the story.
In one of them cold dresses of moonlight
are draped over the chairs in a man's room.
He dreams of a woman whose dresses are lost,
who sits in a garden and waits.
She believes that love is a sacrifice.
The part describes her death
and she is never named,
which is one of the things
you could not stand about her.
A little later we learn
that the dreaming man lives
in the new house across the street.
This morning after you fell back to sleep
I began to turn the pages early in the book:
it was like dreaming of childhood,
so much seemed to vanish,
so much seemed to come to life again.
I did not know what to do.
The book said: "In those moments it was his book.
A bleak crown rested uneasily on his head.
He was the brief ruler of inner and outer discord,
anxious in his own kingdom."

Questa mattina mi sono svegliato ed ho pensato
che non c'era altro nelle nostre vite
che la storia delle nostre vite.
Quando a te non piaceva, io segnavo
il punto del libro che non ti piaceva.
Sei tornata a dormire ed ho iniziato a leggere
quelle parti misteriose che tu utilizzavi
per conoscerle mentre erano scritte
e non ti interessevano più perchè
ormai erano parte della storia.
In una di esse freddi abiti di luna
sono abbandonati sopra una sedia nella stanza di un uomo.
Sogna di una donna i cui abiti si sono persi,
che siede in un giardino ed attende.
Lei pensa che l'amore sia un sacrificio.
Il capitolo descrive la sua morte
e lei non è mai nominata,
che è una delle cose per
cui tu non potevi sopportarlo
Poco più avanti impariamo
che l'uomo che sogna abita
nella nuova casa al di là della strada
Questa mattina dopo che sei tornata a dormire
ho iniziato a leggere presto le pagine del libro:
era come sognare dell'infanzia,
così tanto sembrava svanire
così tanto sembrava di nuovo venire in vita
Non ho saputo che cosa fare.
Il libro dice:"In quei momenti era il suo libro.
Una tetra corona si appoggiò scomodamente sulla sua testa.
Egli era il breve sovrano della discordia interna ed esterna,
ansioso nel suo proprio regno.

Marilia cinquantenne incredula | Sabato, 17 aprile 2010 @13:29

Per Alexo: ho letto ieri sera la tua traduzione della poesia di Strand. La trovo buona, non c'è niente che non va.
Mi chiamo Marilia cinaquantenne incredula perchè, quando ho compiuto 50 anni, non ci potevo proprio credere. Io non so quanti anni hai, ma, insomma, è stato per me proprio uno choc da cui non mi sono ancora ripresa....
Per Carla: grazie per avermi fatto conoscere Goliarda Sapienza.
Lo sapevi che il padre non l'ha fatta andare neanche a scuola per non farle subire le influenze del periodo fascista?
L'ho trovato grandioso.
Saluti a tutti/tutte

LISA | Sabato, 17 aprile 2010 @12:04

Per il mazzo di fiori assicurato, ANNALISA FARMACISTA, forse bisogna sposare un fiorista? (Scherzo, scherzo, ma non troppo). Per quanto invece riguarda la vacanza finita nella cenere del vulcano, pensala così: rimarrà per sempre come "quella volta che non siamo andati in Scozia per colpa del vulcano islandese". Non è una gran consolazione, ma a noi irriducibili romantiche a volte basta, un po' come i fiori di campo.

ALEXO | Sabato, 17 aprile 2010 @08:49

No, non posso crederci; mi dispiace tantissimo per te Annalisa. Pensiamo allora ad un viaggio in Islanda,sempre che l'oceano non la inghiotta! Però ci sono dei Pony dolcissimi che, tanto per essere particolari , invece delle solite tre andature, passo , trotto, galoppo, ne hanno due in più: ambio e tolt.
Fetangur (il passo): viene utilizzato per il trasporto delle merci per l'isola con cavalli da tiro. Brokk (il trotto): viene utilizzato per attraversare i terreni incolti e sterili. Stokk (il galoppo): utilizzato sia su pianure che su fondi sabbiosi. Skeid (l'ambio): utilizzato quando bisogna percorrere percorsi brevi ma a velocità sostenuta. Tolt (andatura da corsa): utilizzata quando si fanno viaggi lunghi.
(grazie ad Alessandra per queste informazioni tecniche).
E allora Annalisa immaginiamoci a cavallo sulle colline islandesi,tra ghiacciai fondenti e d acque ribollenti.
Per i fiori sono come il tuo consorte: INSENSIBILE.
ciao, buona giornata.

Annalisa farmacista | Sabato, 17 aprile 2010 @08:05

vacanza saltata: per fortuna riusciamo a farci rimborsare tutto (o quasi), ma pazienza.
Ecco i fiiori: in questi giorni mi sto dedicando alla raccolta dei fiori che trovo nella campagna dove abito, fanno sempre un bellissimo effetto anche se sono solo margherite, ranuncoli e poco altro. Il consorte non apprezza. Insensibile. Ma in fondo il binomio uomini-fiori non è semplice: per averne un mazzo regalato spontaneamente cosa bisogna fare? Mah! Altri fiori invece che adoro sono sulle stoffe: cuscini, divano, tovaglie. Come dire, molto british! Ahhh ecco mi è tornato in mente che non parto più. sigh!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.