Lisa Corva

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Amore è qualcuno che ti abbraccia a pelle nuda.

Giovedì, 27 febbraio 2020 @08:38

"Allora possiamo stare nudi e abbracciarci."

Ho trovato questa frase in un libro che parla di un pittore, un quadro, un segreto: "Quanto blu", di Percival Everett (La Nave di Teseo).

Questa frase sa di febbraio-casa, di paure e di piumone, della meraviglia di avere qualcuno da abbracciare, di notte, di giorno, quando ti infili nel letto, nudi, pelle su pelle, quel qualcuno che è casa.

(Il libro è bello: forse un’Italia a porte chiuse sarà un’Italia che riprende a leggere? Sotto il piumone).

5 commenti

LISA | Lunedì, 2 marzo 2020 @09:30

Sì, un tempo più lento, e penso sia giusto (e saggio) goderselo. Io lo faccio, libri e pantofole comprese! Le "furlane" sono da sempre le mie pantofole preferite, e ultimamente ho trovato - e ho scritto di - piccole produzioni artigianali molto interessanti. A parte Drogheria Crivellini (guarda su Instagram tutti i modelli, e chiedi lì il prezzo: spediscono ovunque, e i loro migliori clienti sono in Asia), mi sono appassionata a Tonini Interiors, una bottega di tappezzeria chic in centro a Udine, che usa i pezzi "avanzati" dal loro lavoro, per confezionare delle furlane pezzi unici. Anche loro li trovi su Instagram (oltre che nel loro sito) e spediscono ovunque. E poi, la storia che c'è dietro, che oggi chiameremmo "sostenibile", è molto bella. Così mi ha raccontato il proprietario di Drogheria Crivellini, e così ho scritto nel mio articolo: "Sono cresciuto con le tradizionali friulane, simili a quelle che facevano in casa le mamme delle famiglie contadine per vestire e proteggere i piedi della loro famiglia. E ancora penso che siano l’espressione più bella dell'ingegno del riciclo, quando la necessità produce la bellezza. Quello che era disponibile in casa, vecchi vestiti, o tessuti di risulta, poteva costituire la parte esterna, la tomaia; mentre all’interno le fodere erano ricavate da lenzuola dismesse. La suola esterna veniva ricavata tagliando e sagomando i copertoni usati delle biciclette. E infine i vecchi sacchi di juta del caffé: a strati di 4-5 cuciti insieme costituivano l’anima della suola". (Last but not least: "Le quattro ragazze Wieselberger" di Fausta Cialente. Certo, letto! Ma non ricordo più nulla. Quindi, forse, da rileggere).

Carla | Domenica, 1 marzo 2020 @10:55

Questo tempo di chiusura, di fermo e di limitazione, non solo mi ha fatto riscoprire il piacere dell’intimità domestica ma anche il gusto del tempo lento. Si, a dispetto del bellissimo video # Milanononsiferma, io e molti altri ci siamo fermati: ci siamo incontrati nelle nostre case, abbiamo parlato di noi, del desiderio di ripartire, del nostro smarrimento di cittadini globali e abbiamo riso di tutto ciò che ci ha fatto sempre sentire forti. La lettura, naturalmente, ci ha accompagnato perchè questa è da sempre la più bella forma " di movimento e di socialità". E a questo proposito una domanda, molto poco pertinente ma fondamentale per miei investimenti "scarpari": le Furlane della drogheriacrivellini costano molto? E sai se a Milano posso trovare delle furlane senza dover accendere un mutuo?
E a proposito di furlane e Friuli, e quindi di Trieste(!), bello l’articolo della giovane scrittrice ospite a casa tua, hai mai letto Le quattro ragazze wieselberger? Un libro delizioso e con le atmosfere che ami del passato mitteleuropeo di Trieste.

Anonimo | Giovedì, 27 febbraio 2020 @15:44

Nostalgique

LISA | Giovedì, 27 febbraio 2020 @10:50

Francy, rispondo qui al tuo messaggio di inizio febbraio: è vero, sono stata un po' in letargo, e un po' vagabonda nel mondo. Ma ora eccomi qui!

bolscioj | Giovedì, 27 febbraio 2020 @10:39

di questi tempi molto attuale

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.