Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Dentro un piatto, dentro una tazza.

Mercoledì, 28 aprile 2010 @08:50

"In quegli anni avevo un piatto azzurro,
era tutto azzurro dall’orlo al centro,
un azzurro oceano, la tinta blu oltremare
in cui una sirena avrebbe potuto tuffarsi ed entrare.
Se guardavo il piatto vedevo la bocca
di un porto, un pomeriggio senza un alito
di vento, la sera limpida fino a Howth
e ritorno, il cielo a sud di un azzurro più chiaro".
(Eavan Boland)

Se guardo i miei piatti, se guardo la mia tazza preferita, cosa vedo?

(Eavan Boland è una poetessa irlandese che sto scoprendo adesso. Nata a Dublino nel 1944, ha vissuto in Irlanda, a Londra e New York. I versi di oggi sono tratti da "Tempo e violenza – Poesie scelte", edizione Le Lettere. Con testo inglese a fronte!)

9 commenti

micheline | Mercoledì, 28 aprile 2010 @18:36

che bello anche io faccio collezione di tazze da latte e tè e più grandi sono più sono belle...stile inglese sono le più romantiche.Silvia mi ha regalato una tazza da tè con piattino quadrato giapponese;I piatti mi piacciono quelli che si usano ora di forma quadra,in ceramica grezza e colorata.Perchè mi piacciono le tazze? perchè mi ricordano le grandi colazioni che facevo quando ero piccola, da mia nonna;che ricordi!

Lila | Mercoledì, 28 aprile 2010 @17:12

Lisa grazie per il chiarimento relativo alla poesia di ieri. Se guardo la mia tazza preferita (fatta a Deruta) mi ricordo immagini dell'infanzia e dell'adolescenza, la verde Umbria, verde, come la mia tazza.

malu63 | Mercoledì, 28 aprile 2010 @16:29

Vorrei tanto che si rompessero!!! E si perchè quando ci siamo sposati 24 anni fà, nn c'erano ancora le belle liste di nozze come oggi quindi ci siamo ritrovati con i nostri 7 servizi di piatti da 12 (di cui 5 ancora imballati in soffitta) e 8 di tazze e tazzine da thè e caffè, quindi capirete il motivo per cui vorri si realizazze il mio desiderio.

Giusy | Mercoledì, 28 aprile 2010 @14:45

Ancora una volta!!

Anonimo | Mercoledì, 28 aprile 2010 @14:44

Ciao, Lisa: Pensavo di non vederci alcunchè nei piatti di casa e mi sbagliavo. Ho guardato con occhi nuovi i piattini che tempo fa avevo appeso in salotto; appartenevano credo, alla mia bisnonna e oggi sono la soddisfatta proprietaria di ben sei pezzi. Il resto, svanito...Ciascuno con una decorazione diversa, erano destinati all'ultima portata poi riciclati per il dessert, ma solo a Natale e Capodanno.Mi ricordano solo qualcosa di concreto, ancora vivo e presente: la mia famiglia.

ALEXO | Mercoledì, 28 aprile 2010 @13:51

La poesia di Eavan Boland è un sospiro d' Irlanda, le tazze e tazzine di cui mi circonda mia moglie...!
Marylia, direi autodidatta, se escludiamo i lontani anni delle medie e del liceo; infatti riesco a comprendere abbastanza i testi scritti, per il resto mi arrangio, piuttosto male direi.
Volevo consigliare a te, ma anche agli interessati, la bella serie delle Short Stories in uscita con L' Espresso; edizione bilingue, lettura inglese sul sito del giornale, veramente una bella iniziativa.
Purtroppo bisogna comprarsi anche L' ESPRESSO! esperienza deprimente per chi lo leggeva molti anni fa: sic transit gloria mundi.
Ciao.

Marilia cinquantenne incredula | Mercoledì, 28 aprile 2010 @13:24

Alexo, hai imparato l'inglese da autodidatta o l'hai studiato?
Sono curiosa.
Ciao!

Marilia cinquantenne incredula | Mercoledì, 28 aprile 2010 @13:21

Io ho la passione per le tazze. Tazze e tazzine. Durante un viaggio in Irlanda sei anni fa, ne omprai quattro che dovevo regalare, ma, alla fine, me le sono tenute tutte.
Lo so perchè mi piacciono. Sono consolatorie, ti ricordano quel po' di zucchero che c'è (quando c'è) nella vita.

Annalisa farmacista | Mercoledì, 28 aprile 2010 @12:58

Bè più che un piatto ho una tazza preferita che mi segue da 20 anni. E' un "mug" giallo rigorosamente made in England che appunto ho da quando di anni ne avevo 15. La uso come prefenza per il te, ma anche per i caffellate pomeridiani fatti con il caffè solubile della Lidl (che è semplicemente ottimo). Mi ricorda tutte le volte che l'ho usato per bere un tè con le amiche, un tè consolatorio durante l'adolescenza, un caffellate quando non ho voglia di cucinare e il consorte è fuori o semplicemente per bere un tè per leggermi un libro appollaita sul divano con solo il rumore della mia casa di campagna attorno. Spero proprio di non romperla mai.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.