Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Innamorarsi. In città. Di una città.

Lunedì, 3 maggio 2010 @09:43

"E per voi vi saranno serate estive trafitte di luci, vibranti mattini primaverili, le tovaglie dei caffè come gonne di ragazze agitate dal vento, affilati inverni e interminabili autunni…"
(Gianfranco Calligarich)

Così succede, quando ci si innamora in città. Oppure - ma a volte non è la stessa cosa? - quando ci si innamora di una città.

Curiosità: ma qualcuno di voi poi ha letto il romanzo da cui ho tratto la frase del mio Buongiorno di oggi? Il libro è "L’ultima estate in città" (Nino Aragno Editore). E l’intervista all’autore la trovate nel post del 9 marzo. Della frase di oggi mi piace l'amore appassionato per la città, che nel romanzo è la Roma degli anni Sessanta: mi piacciono le serate estive trafitte di luci e le tovaglie dei caffè che si muovono al vento. Mi piacciono le città quando ci fanno innamorare.

Tornata da Oslo , noto con piacere che anche voi siete curiosi come l’Autrice. Ecco allora qualche dettaglio sul matrimonio norvegese.

Sul menu niente da dichiarare, anche perché era un compromesso tra Francia e Norvegia, i paesi degli sposi (c’era un halibut, l’onnipresente pesce bianco nordico, che in italiano si tradurrebbe con un impronunciabile "ippoglosso"; e c’era un "plateau de fromages" dove il camembert conviveva insieme a un non meglio definito formaggio norvegese, Jarlsberg). Per fortuna le portate non erano molte, e lo champagne era francese, anche perché il clou dei pranzi di nozze norvegesi, abbiamo scoperto, sono i discorsi: siamo arrivati a un totale di nove, cominciando con il commosso padre della sposa che si auto-traduceva dal norvegese al francese all’inglese per il resto degli ospiti… Meno male che lo champagne ci ha aiutato ad arrivare alla fine.
Altri dettagli: la chiesa era un piccolo capolavoro di legno del 1200 tra i boschi, senza riscaldamento ovviamente. (Persino le ragazze che suonavano il violino e il violoncello erano provviste di candido cappotto). E, forse per la prima volta, in una chiesa è stata declamata la poesia di un "romantico rivoluzionario comunista": così, infatti, il Consorte ha definito Nazim Hikmet, il poeta turco, morto in esilio a Mosca nel 1963, di cui ha letto:

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

14 commenti

x. | Martedì, 4 maggio 2010 @16:17

Lila, e' l'acronimo della citta' della poesia di Benedetti. La sua citta'.

x. | Martedì, 4 maggio 2010 @16:15

Esta ciudad es de mentira

No puede ser.
Esta ciudad es de mentira.
No puede ser que las palmeras se doblen
a acariciar la crin de los caballos
y los ojos de las putas sean tiernos
como los de una Venus de Lucas Cranach
no puede ser que el viento levante las polleras
y que todas las piernas sean lindas
y que los consejales vayan en bicicleta
del otoño al verano y viceversa.

No puede ser.
Esta ciudad es de mentira.
No puede ser que nadie sienta rubor de mi pereza
y los suspiros me entusiasmen tanto como los hurras
y pueda escupir con inocencia y alegría
no ya en el retrato sino en un señor
no puede ser que cada azotea con antenas
encuentre al fin su rayo justiciero y puntual
y los suicidas miren el abismo y se arrojen
como desde un recuerdo a una piscina.

No puede ser.
Esta ciudad es de mentira.
No puede ser que las brujas sonrían a quemarropa
y que mi insomnio cruja como un hueso
y el subjefe y el jefe de policía lloren
como un sauce y un cocodrilo respectivamente
no puede ser que yo esté corrigiendo las pruebas
de mi propio elogiosísimo obituario
y la ambulancia avance sin hacerse notar
y las campanas suenen sólo como campanas.

No puede ser.
Esta ciudad es de mentira.
O es de verdad
y entonces
está bien
que me encierren.

Mario Benedetti

Lila | Martedì, 4 maggio 2010 @15:50

Per x: cosa vuoi dire con quella scritta?

x. | Lunedì, 3 maggio 2010 @19:11

MVD

Lilabella | Lunedì, 3 maggio 2010 @15:49

E' il libro che ho comprato io cara Lisa.

LISA | Lunedì, 3 maggio 2010 @13:47

Per chi vuole conoscere meglio Nazim Hikmet: "Poesie d'amore", Oscar Mondadori, con una bella foto di Doisneau in copertina. (Costa meno di 10 euro, a dimostrazione che la poesia ci arricchisce low cost). Per chi vuole partecipare al gruppo di lettura Amarganta, che si riunisce a Roma nella bella libreria Flexi, e dove sono stata ospite con tutto il mio armamentario glam cheap e le mie schegge di poesia:
http://www.libreriaflexi.it/rosso-vermiglio

Lilabella | Lunedì, 3 maggio 2010 @13:16

Bello quello che hai scritto Annalisa. Soffi primaverili.

Lilabella | Lunedì, 3 maggio 2010 @13:14

Che bello il matrimonio celebrato e raccontato in questo modo Lisa. Hikmet poi, credo tu lo sappia, è uno dei miei poeti preferiti. Il libro L'ultima estate in città era stato proposto come libro da leggere al gruppo di lettura Amarganta ma poi non è stato votato ed è stato scelto In Patagonia di Bruce Chatwin (e sì, Lisa, credo ci si innamori anche delle città!). Di Hikmet invece adoro questa poesia scritta a Lipsia nel 1961
FOGLIE MORTE
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno
una buona notizia
soprattutto se il cuiore, quel giorno
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d' ippocastani.

Annalisa farmacista | Lunedì, 3 maggio 2010 @12:28

Si concordo con la scelta della bellissima poesia. Quello che deve venire si spera che sia sempre migliore di quello che è già stato. E in effetti almeno per me è così. Si certo è bellissimo quando all'inizio di una storia si è cotti, ci prende quel groviglio allo stomaco. Ma volete mettere con la serenità del conoscersi, si sapere intrepetare lo sguardo, la frase anche il silenzio. Sapere di avere a fianco la persona che proprio ti ci voleva, che avete gli stessi progetti, lo stesso "sentire".

ALEXO | Lunedì, 3 maggio 2010 @12:24

Giusto intuito di vera scrittrice ( e lettrice). Giusta anche la tiratina di orecchie.
Ciao

LISA | Lunedì, 3 maggio 2010 @12:02

ALEXO, scrivi così tanto (troppo?), che pensavo che l'anonimo fossi tu. Sono contro le overdose: anche di Mark Strand.

ALEXO | Lunedì, 3 maggio 2010 @11:43

Lisa, non mi hai risposto su ALEXO/anonimo..., se vuoi, mi interessa.
Sono stato l' anno scorso in Norvegia, le chiese in legno sono veramente bellissime:
"Una stavkirke è una chiesa medioevale costruita interamente in legno strutturale. La struttura dei muri è costituita da assi verticali. Le assi portanti (stafr in lingua norrena) hanno dato il nome alla tecnica di costruzione. Chiese di tipo simile sono le chiese con muri di palizzate.

Tutte le stavkirke esistenti, eccetto una, si trovano in Norvegia, ma chiese simili erano comuni in tutta l'Europa nord orientale."
Da Wikipedia, ovviamente.
Info tecnica x te e gli altri bloggers ( dico sul serio, per me è anche uno strumento di auto analisi): se ti /vi sembra che sia un pò troppo UP, dopamina in aumento!!, tiratemi pure le orecchie, non mi offendo.
Buona giornata.
P.S. La poesia di Hikmet è... la vita.

carla | Lunedì, 3 maggio 2010 @10:39

ancora una volta sei riusciuta a descrivere ciò che nel matrimonio non deve diventare scontato: L'attesa di ciò che deve accadere ( il mio consorte lo definisce "lo spettacolo della vita)

Lele | Lunedì, 3 maggio 2010 @10:14

Buongiorno, Lisa. Sono stata nell'incantevole Parigi con la mia famiglia per la prima volta. Abbiamo scattato foto su foto per non dimenticare tutti i particolari di questa meravigliosa e magica città. Ma ahimè! al ritorno abbiamo smarrito il nostro notebook dove avevamo scaricato utte le foto. (Aereo Roma - Napoli) Voglio solo fare un appello se posso a chiunque lo avesse ritrovato di farci avere almeno le foto che per noi sono più importanti del notebook (anche se costa!) Scusami se ho scelto il tuo blog, ma sei la mia ultima speranza. Baci

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.