Lisa Corva

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Le donne che ci hanno tenuto in braccio.

Giovedì, 3 giugno 2010 @07:38

"La nonna era stata a sedere in quella stessa cucina in cui sedeva lei poco prima, s’era svegliata nella stessa camera in cui s’era svegliata lei quella mattina, aveva bevuto l’acqua dello stesso pozzo ed era uscita da quella stessa porta… L’erba che faceva il solletico sotto i piedi di Zara era il tocco della mano della nonna e il vento tra i meli era il bisbiglio della nonna."
(Sofi Oksanen)

Le nonne, le madri, le donne che ci hanno tenuto in braccio.

Sofi Oksanen ha solo 33 anni e un look quasi gotico, capelli rasta blu e viola, un po’ Amy Winehouse. In Finlandia è famosa come una rockstar, ma è una scrittrice. Ha scritto un libro potente dal titolo scomodo che esce oggi, e che ho letto in anteprima: "Purga" (Guanda). Tiene inchiodati come Millennium di Stieg Larsson. E comincia come Larsson, con una giovane prostituta vittima di "human trafficking" che arriva quasi tramortita sulla soglia di una fattoria in Estonia (la madre della scrittrice è estone). E poi sterza bruscamente, e fa un salto all’indietro: la storia che Sofi vuole raccontare non è solo quella di Zara, prostituta e vittima per caso, ma quella di sua nonna; la storia che vuole raccontare è quella dell’Estonia, di un odio/amore tra due sorelle prima e dopo la seconda guerra mondiale, di una ragazza che desidera così tanto il marito della sorella da perderla e perdersi, di stalinismo e deportazioni (le purghe del titolo)… Scritto benissimo, quasi poetico anche se parla di stupro, e selvaggio. Con un grande merito: ci squaderna e ci racconta pagine di una storia a noi sconosciuta, quelle dell’Estonia. Non ce le scorderemo più.

10 commenti

JeSuiSsLaTrilli | Venerdì, 4 giugno 2010 @13:34

sisisi tre mesi nel North Dakota in una piccola cittadina, il ritorno è stato piuttosto traumatico mi sembrava di essere parita per anni , come nei film quando un protagonista cambia città e ricorda tutto in ogni singolo particolare e quando torna da adulto tutto è cambiato...!
MICHELINE: vedo i miei amici, e in generale i miei coetanei, non tutti riescono a capire il loro valore, ciò che veramente sono e saranno sempre per noi.
loro ci vedono con pocchi diversi; non con gli occhi di un genitore ma con occhi luccicanti come se noi fossimo la ragione che li tiene legati a questa terra.
I loro figli sono cresciuti, loro hanno vissuto le loro esperienze, quale è il motivo che li lega al mondo? Una creatura più grande e immensa di loro; noi.Siamo nil loro riparo dal mondo.
sono questi gli occhi con cui ci vedono, c'è chi in un modo c'è chi in altrok, c'è chi lo dimostra in un modo c'è chi in un altro.. ma sempre loro, sempre noi.
Certi miei amici se ne sono resi conto tardi, quandola loro occasione per essere NIPOTI era scaduta.

LISA | Venerdì, 4 giugno 2010 @07:54

TRILLI: tre mesi in un college in America? Brava! E dove? Racconta racconta. MICHELINE: no, quel libro non lo conosco. PER TUTTE: grazie di aver condiviso i ricordi delle donne che sono venute prima di noi.

aferdita | Giovedì, 3 giugno 2010 @22:20

Le nonne, da solo parola ti evoca un fiume di ricordi. Quanto mi piaceva infilarmi nel suo letto, rifugiarmi nel suo seno caldo e morbido e sentire il suo profumo. Il suo abbraccio, le sue carezze erano un porto sicuro quando nel aria si sentiva odore di rimproveri. Era sempre li, pronta a dirmi una buona parola, consolarmi e farmi sorridere. Ero birichina e litigavo sempre con mio fratello, ma lei non raccontava mai i miei genitori le mie marachelle. Insieme facevamo tante cose, lei metteva la sua paranza e io la mia ,lei faceva la pica, e io la mia piccolina lei spazzava con la scopa grande, ed io con la mia. Anche ai ferri, a uncinetto. La cosa piu bella quando facevamo la gara chi finiva per prima un certo lavoro, e lei mi faceva vincere .Come ero contenta, e come mi fa ridere adeso pensando i suoi trucchi. Ma la cosa che ricordo con piu amore è, il mio dolcetto quotidiano. Io non uscivo da casa per andare al asilo o a scuola, senza che lei mi facesse un'po di noccioline caramellate. Ancora ricordo il tegamino e il piatino bianco con dei fiorellini, dove la versava per raffreddarsi. Un giorno ho infilato il ditino e me la ricordo ancora il male che mi faceva quella bruciatura. Nelle sue tasche si trovava sempre qualcosa per me dalla sua boca uscivano sole le parole dolci. Poso scrivere tutta la notte senza finire quanto sono stati belli i anni vissuti con lei.

carla | Giovedì, 3 giugno 2010 @19:26

La mia nonna e di quelle donne che hanno fatto la guerra, che non hanno avuto paura di sputare in faccia a un gerarca fascista perchè non voleva farsi togliere la fede....determinazione, volontà, voglia di farcela, femminista inconsapevole e ante litteram: queste le caratteristiche di una donna, madre e infine nonna...

Lila | Giovedì, 3 giugno 2010 @18:56

Mia nonna materna non l'ho mai conosciuta mentre invece alla mia nonna paterna ero molto affezionata. A volte, quando sono triste, mi appare con il suo viso gentile, il suo sorriso ed i suoi occhi chiari. Grazie, Lisa, per il Buongiorno di oggi.

micheline | Giovedì, 3 giugno 2010 @18:19

La nonna,la mamma che pilastri importanti nella vita di ognuno di noi...ma i giovani di oggi capiscono il valore delle nonne? ricordo ancora come mi ha insegnato ad impastare la pizza e diceva non si impasta con la macchina,l'impasto deve sentire il calore delle mani per crescere,come un bambino deve sentire il calore delle mani di una mamma per crescere! che parole,che donna.In proposito c'è un libro molto bello di Giuseppina Torregrossa "Il conto delle minne".L'hai letto Lisa?

JeSuiSLaTrilli | Giovedì, 3 giugno 2010 @18:14

Cara Lisa sono arrivata ora da 3 mesi di studi in America e caspita che esperienza fantastica eccetto il primo mese! A stento capivo i professori e non sapevo assolutamente come fare a tenermi la media della b(quella oblligatoria per proseguire gli studi) ma alla fine sono inzite a spunare mooolte A e finalmente tutto fantastico ! Ma poche volte riuscivo collegarmi per vedere i tuoi interveni.
Bene! che sorpresa torno qui ed ecco, ecco il brano che mi serviva;
mi nonna la mia foza, la ma ragione di vita, una donna che ora mi sostiene come i pilastri greci facevano con le antiche strutture... senza cadrei e sarei difficile da rialzare.
La coppia di nonni da parte materna mi ha lasciato con tante promesse e ricordi, molti eppure sfuocatie e leggermente lontani che però ti fanno sentire dentro quella piccola scossa , quell'emozione che ti fa dire; grazie di tutto.
I nonni che ora sono qui sono gli unici che ho, e certe volte mi viene da pensare a come farei senza.
Ma un giorno capiterà e li allora come farò?
Cadrò come una struttura antica o riuscirò a continuare?
Sono quella parte di me che ora mi semra indispensabile alla sopravvivenza, sono il mio cibo e la ma acqua, il mio sole... la mia forza.
Se la forza ti abbandona come farai a cammiare?
I loro abbracci??
Le loro carezze?
Le loro battute?
Sono L'aria che respirò, il motivo per cui riesco a raggiungere i miei obbietivi, il coraggio e la certezza che vado bene così come sono.
Una critica che seguirò sempre un consiglio che prenderò sempre in conisiderazione, quella forza che mi mantiene .
Grazie Lisa un'altra emozione.

Giusy | Giovedì, 3 giugno 2010 @15:27

Si..

Anonimo | Giovedì, 3 giugno 2010 @15:25

A proposito di abbracci. Mia madre, per consolarmi dei crucci infantili, recitava - tra il serio e il faceto - questi versi: " ..in queste braccia asconderai la faccia [ nel sen che mai non cangia avrai riposo.." La stessa cosa ho fatto io con i miei bambini, restando sul faceto. Non so dire da quale poesia siano stati tratti, sicuramente di modesto livello, non so che dire: Però erano efficaci

Lele | Giovedì, 3 giugno 2010 @09:08

La Nonna. Il mio Angelo speciale. Quanto vorrei ancora una sua carezza, ripararmi nel suo abbraccio e risentire la sua voce che dice che niente può accadermi quando c'è lei.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.