Lisa Corva

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Il lunedì degli oggetti.

Lunedì, 14 giugno 2010 @00:19

"Mentre la porta si richiude alle sue spalle, rovista nella borsa finché non sente il contatto con il metallo. Ha sempre paura di aver dimenticato qualcosa: le chiavi, il cellulare, il portafogli, l’abbonamento alla metropolitana. Prima, no. Prima non aveva paura. Prima, si sentiva leggera, non aveva bisogno di controllare. Prima, gli oggetti non cadevano dai mobili, non si rovesciavano, non la ostacolavano".
(Delphine de Vigan)
Forse ho paura di smarrirmi, insieme alle chiavi?

(La frase che ho scelto per City oggi, lunedì 14 giugno, è tratta dall’ultimo romanzo di Delphine de Vigan, "Ore sotterranee", Mondadori". Trovate la mia intervista alla scrittrice francese il giorno 1 giugno)

8 commenti

Lila | Martedì, 15 giugno 2010 @10:27

Un soffio stratosferico a Cam che mi ha investito con la sua brezza mandandomi una bellissima mail.

LISA | Martedì, 15 giugno 2010 @09:08

Vedi, AFERDITA? Anche tu fai come Delphine de Vigan: in metropolitana, guardi la gente, leggi i volti come libri. Ore sotterranee.

Fiorenza | Lunedì, 14 giugno 2010 @22:40

Vero, quando uscendo chiudiamo la porta alle nostre spalle lasciamo il nostro porto sicuro, quello che ci accoglierà al ritorno. Ma non siamo poi tanto certe, in fondo, di ritrovarlo. La giornata che ci attende può portarci a smarrirci o, se vogliamo, a cambiare indirizzo, a voler smarrire consapevolmente le nostre chiavi di casa

aferdita | Lunedì, 14 giugno 2010 @16:25

Eh, arriva prima o poi il momento quando ti accorgi di non essere più quella di prima, leggera e piena di controllo. Pero per fortuna col passare degli anni mentre perdi quelle certezze ne acquisisci le altre. Vivi più serena con i tuoi figli ormai grandini, col tuo uomo al fianco senza più paura di perderlo, si arriva insomma a vivere in una clima temperata, senza geli e senza appiccicaticcio.E poi ,le amicizie coltivate nel tempo che rimangono una certeza. E questo secondo me, vale più degli chiavi scordati, i luci accese.
Lisa, questo libro mi incuriosisce. La tua intervista a Defphine, mi ha fato rivivere la mia settimana a Parigi. E ho allogliato proprio nella sua quartiere. Impressionante la metropolitana di Parigi per l'organicazione perfetta, non abbiamo aspettato più di 2 minuti alla fermata. Idea di tutto quelle linee intrecciate ,al inizio ti spaventa, ma poi abbiamo preso gusto. Pero una cosa mi ha colpito lì, non vedevi i giovani che si sbaciucchiano senza badare degli altri, li ho trovati molto composti. Invece mi ricordo di una copia di mezza età. Lui, bel uomo, alto. Lei sembrava più anziana di lui, magra ,brutta anche se molto curata, che li stava appoggiata sul peto come un polipo, mentre lui guardava dal altra parte, come se lei non esistesse. Mi ha fato pena, ma pure di quella gente vedi sulla metropolitana.
Sofi estivi per tutte/i, ma in particolar modo ,per chi ha più bisogno in questo periodo.

Giusy | Lunedì, 14 giugno 2010 @13:49

Sono venuta qui a curiosare (pausa post prandium prettamente casalinga) e nessuna voglia di intervenire ma tu, con i tuoi soffi...te ne mando uno anch'io. Però, scusami, per quale motivo sentirsi simile a un mazzo di chiavi? Pensa a un bel grimaldello da usare nel modo più opportuno ma solo come strumento per raggiungere ciò che desideri.

Lila | Lunedì, 14 giugno 2010 @12:18

Intanto ringrazio Manu su (H)onda che mi ha inviato un sms di soffi. Devo dire che, grazie a questo blog, ho incontrato tante belle persone e questa già mi sembra una grandissima conquista! Grazie agli amici, devo dire, è più difficile smarrirsi.

Lila | Lunedì, 14 giugno 2010 @11:12

Alcune volte mi sembra proprio di essere un mazzo di chiavi. Proprio stamattina mi sono trovata a pensare alla mia vita, al mio matrimonio, alla mia separazione. Sembra sia successo tutto così in fretta e invece sono già passati quattro anni; spero che, se devo rimanere chiave, possa presto trovare la serratura giusta per cominciare una nuova vita. Mi mandate i vostri soffi per favore?

Lele | Lunedì, 14 giugno 2010 @09:28

Le chiavi? Dove le ho messe? Si ma dove ho messo la borsa? Probabilmente sono nella borsa, ma accidenti! Non ricordo dove l'ho messa. Uno tsunami in testa. Anch'io mi sono smarrita insieme alle chiavi, non riesco a ritrovarmi neanche se scavo nel fondo della borsa che è il mio cuore. Come sempre, cara Lisa, mi hai smascherata! Baci

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.