Lisa Corva

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Che voglia di sbocciare, ancora.

Mercoledì, 16 giugno 2010 @09:25

"Era una sensazione che conosceva già, perché l’aveva provata in primavere così fugaci, quando sembrava che i gigli e i filadelfi s’affrettassero a fiorire tutti in una notte, ma era strano riviverla dopo cinquant’anni. Avrebbe voluto commentarla con qualcuno, ma si vergognava. Era così assurda per la sua età! Eppure, sempre più spesso, provava questa sensazione ridicola, come se presto avesse dovuto mettere le prime gemme".
(Elizabeth von Arnim)
Che voglia di sbocciare, ancora.

(Quella che parla è una delle quattro donne inglesi che in una Londra piovosa degli anni Venti decidono di affittare un castello in una Liguria all’epoca romantica ed esotica, in cerca di "glicine e sole"…Lei è la più anziana, la più burbera, la più delusa. Ma anche quella che, con grande stupore, si sente improvvisamente sbocciare. Perché la voglia di allargare le foglie sotto la pioggia, respirare, aprire i petali al sole ci prende e sorprende a tutte le età… La frase è tratta da "Un incantevole aprile" della mia amata Elizabeth von Arnim, Bollati Boringhieri)

16 commenti

lollipot | Venerdì, 13 maggio 2011 @21:41

qundo mio marito mi ha confest di amare un altra donnq mi sono sentita morire 28 anni di vita insiem uprti problemi morti malatte e ora sola... il brutto e che malgrado gli avssi dato la liberta snza problemimi ha dovuto per ette mesi prendere per pazzacon tutti fino a che ho scoperto carte inmano che non l aveva mai laciata o l ho mandato via ho deiso di andare dall avvocato ma mi chiedo prima come puuo u uomo che e sempre stato impeccabie cmbiare cosi e poi perche lo amo ancora immensamente?

LISA | Venerdì, 18 giugno 2010 @08:33

MARINA, non buttare via tutto. Non è giusto.

Anonimo | Giovedì, 17 giugno 2010 @09:59

Dai una bella potata al tuo albero, Marina, e prenditi cura di ciò che ne resta,senza cancellare le esperienze maturate in 15 anni di vita. Pensa ai tuoi affetti che sono le tue radici, che daranno vigore ai rami potati e vedrai, spunteranno bellissime gemme, più vigorose.

Marina | Giovedì, 17 giugno 2010 @08:47

Purtroppo Lisa il contrario, mi hanno ben poco elegantemente eliminato dal posto dov'ero proprio un momento prima della maternita', cosi' tutte le mie certezze se ne sono andate proprio quando ne avevo piu' bisogno. Ho lottato molto, mi hanno proposto altro, va anche bene. Ma nel frattempo questi mesi sono stati assurdi, e nel frattempo tutti i colleghi, amici con cui lavoravo svaniti, svaniti nel vero senso della parola. E quindi io devo cancellarli, devo cancellare tutto per ricominciare, e non e' facile cancellare 15 anni di vita, di lavoro, anche perche' pensavo fosse anche piu' di una semplice attivita' remunerativa.Invece no, e questo e' duro. Ma capita nelle migliori famiglie!

LISA | Giovedì, 17 giugno 2010 @07:34

Per FARFALLA: ieri sono andata a vedere la mostra di Florencia Martinez (sì, sono in uno dei miei blitz milanesi!), e la curatrice, a cui raccontavo del blog e dei vostri/nostri dubbi sulla "struttura di petto", mi diceva che per lei il petto è il cuore ma anche il seno, la sede della femminilità. Quanto alle parole oscure: no, i poeti non si prendono gioco di noi, ma giocano con le parole, respirano con le parole, vivono dentro le parole, si perdono dentro le parole. Ed è bellissimo riscoprirle, perdersi nei loro labirinti, interrogarsi sul significato: perché vuol dire (se una poesia è bella, se una poesia funziona) interrogarsi su quello che vogliono dire per noi, esattamente come noi stiamo facendo adesso. Quanto alla mostra, è una stanza quasi abbandonata in un vecchio palazzo, Palazzo Durini, in una piccola via che non conoscevo, una traversa di via Torino: una stanza dai soffitti alti, con i quadri di Florencia, tessuti e immagini con le parole oscure e luminose di Jolanda Insana che lei ha ricamato sopra, e bagliori d'oro. Andateci! La mostra è aperta fino al 10 luglio. Palazzo Durini, via Santa Maria Valle 2; chiusa in orario di pranzo, il pomeriggio aperta fino alle 18.

LISA | Giovedì, 17 giugno 2010 @07:24

Per SIMONA FORSE ANCORA PASIONARIA: sì, rifiorire può voler dire ricominciare, e si può, anche a 44 anni, anche a 54 o 64 o più tardi (pensa a Meryl Streep in "It's complicated"!)... Ma rifiorire vuol dire anche aver voglia di allargare le foglie, e mettere gemme, e godersi le piccole grandi cose della vita, allargare respiro e cuore. E questo, se possiamo, sempre. Per MARINA A BRUXELLES: lavoro e delusioni, lavoro e incomprensioni. Se ho capito bene, ti è arrivata la nomina a un lavoro e sono cominciate le invidie? O il contrario?

Marina | Giovedì, 17 giugno 2010 @00:35

Gia' stamattina volevo dire la mia, poi mi sono astenuta, perche' non sono ancora sicura di sentirmi di nuovo sbocciare, non so se i petali si apriranno, l'eco della scossa che la vita mi ha dato e' ancora cosi' forte che non me la sento ancora di sperare di aver attraversato anche questo fiume. Poi vedo il post di Simona e non resisto. Non lo so come e se si puo' cambiare vita adesso, ma so che io ho subito,senza volerlo, senza vederlo, un cambiamento cosi' radicale che faccio fatica a ritrovarne i contorni. Tutto cambiato, la decisone di assegnarmi per un lavoro e tutti i colleghi, amici, capi che spariscono, ed io con chi sono stata in tutti questi anni? Che cosa e' successo che non ho capito, dove ho vissuto i miei giorni. Ma non c'e' niente da fare, devo solo ricacciare la mia delusione e il mio sconcerto in fondo al cuore e guardare avanti, ma ancora non ci riesco. Molte lacrime ho versato per la preoccupazione, per la delusione. Mi servira' da lezione mi chiedo? E' questa la vita che cambia? E' cosi che succede? Fortunatamente gli affetti rimangono tutti, gli amici veri sono sempre li' anche dall' altro capo del mondo, mentre quelli dell' ufficio accanto non mi degnano nemmeno di una visita per conoscere qs figlio tanto atteso, prima, sembrava, da tutti...Questo e' il mio cambio Simona, certo non indolore, ma vorrei pensare che sia per il meglio, come te lo auguro a te. Per adesso non vedo petali nel mio cuore...

farfalla | Mercoledì, 16 giugno 2010 @21:14

Lisa, un grazie retroattivo per la tua bella disamina sulla "struttura di petto" Resta comunque, solo per me,un interrogativo: non sarà che i poeti a volte vogliano prendersi gioco di chi li legge con le loro parole oscure?

Lila | Mercoledì, 16 giugno 2010 @20:02

Simona io ho abbandonato mio marito a casa, ho cambiato radicalmente vita, gli ho detto ci vediamo stasera ma poi non sono più tornata a casa e...sono rifiorita!

Simona | Mercoledì, 16 giugno 2010 @19:47

Non so quanto questa cosa c'entri con il post lanciato da Lisa, ma "rifiorire" vuol dire anche "ricominciare"? Ed è possibile ricominciare anche a 44 anni? C'è un'età per decidere di cambiare vita perchè l'antidoto ai pungiglioni non arriva o per prendere determinate decisioni bisogna sentirsi molto zen? Chi di voi ha vissuto un bivio da "cambio vita"? Mi racconta come è andata? Grazie e saluti a tutti.

Lila | Mercoledì, 16 giugno 2010 @17:41

Vorrei essere fiore per annusare il profumo del tuo essere o un'ape e succhiare la tua energia, vorrei essere un fiore, una margherita, un semplice fiore per un semplice amore. Anche io ora ho tanta voglia di sbocciare ma soprattutto tanta voglia di rifiorire.

Annalisa farmacista | Mercoledì, 16 giugno 2010 @12:32

Come si fa a regalare, a trasmettere questa voglia di sbocciare? io che sono un'inguaribile ottimista o meglio no, realista, ma sempre con questa pulsione verso il domani migliore vorrei regalarla alla mia sorellina che temo l'abbia persa per strada. E' in un momento di tristezza profonda, legato alla malattia che non vuole guarire, all'altra malattia che non può guarire, alla condizione di precaria. Non so dire esattamente cosa sia: fatto 'sta che è proprio tanto giù. E io non voglio. Le mando con il pensiero questo augurio di ritrovare la voglia di sbocciare. Ma la regalo anche a tutte quelle persone insoddisfatte di quello che hanno (che magari è anche tantissimo) ma non si sa perchè stanno "sfiorendo". E ne conosco tante. Ma perchè deve essere così difficile essere ottimisti?

Anonimo | Mercoledì, 16 giugno 2010 @11:40

Strana coincidenza. Prima di leggere il Buongiorno avevo inciampato per caso in questi versi:

« A primavera, quando
l'acqua dei fiumi deriva nelle gore
e lungo l'orto sacro delle vergini
ai meli cidoni apre il fiore,
e altro fiore assale i tralci della vite
nel buio delle foglie;

in me Eros,
che mai alcuna età mi rasserena,
come il vento del nord rosso di fulmini,
rapido muove: così, torbido
spietato arso di demenza,
custodisce tenace nella mente
tutte le voglie che avevo da ragazzo. »

(Ibico - traduzione di Salvatore Quasimodo)

Che sia la voglia di continuamente sbocciare il vero antidoto per tutti i veleni?

LISA | Mercoledì, 16 giugno 2010 @10:29

ARIA: sì, "Storia di Christine" è bellissimo e tristissimo insieme. E' da quel libro che ho tratto la frase sulle margherite che ho usato per il Buongiorno del 7 giugno: è la figlia che parla, Christine, in una lettera alla madre. Un libro struggente.

Aria | Mercoledì, 16 giugno 2010 @10:06

Il libro che mi ha più colpita della Von Arnim è "Storia di Christine", una storia autobiografica e tragica che racconta di una giovane violinista inglese che trascorre un anno di studi nella Germania alle soglie dello scoppio della Prima Grande Guerra. Sono le lettere da lei inviate alla madre, che non la rivedrà mai più. E' la storia di una follia e della sua vera figlia sedicenne.

Sabrina | Mercoledì, 16 giugno 2010 @09:50

Prima o poi leggerò qualcosa di questa autrice, mi hai messo molta curiosità! La Liguria è ancora adesso romantica ed esotica, fate un bel viaggio in treno nella riviera di Levante in una domenica di sole e per un attimo dimenticherete ogni pensiero e respirerete solo il verde delle foglie e il blu del cielo e del mare... Sabrina

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.