Lisa Corva

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Sst.

Lunedì, 21 giugno 2010 @07:31

"Che: peccato morire amore mio. Dire: "non ti amo più"
così nel vuoto. Che: vergogna la voce spazientita la fretta.
La distanza tra il primo sussurro innamorato e questo timbro
nuovo. Che poca vergogna ho. Di averti ucciso e messo qui.
Sotto la stessa distesa che hai creato.
La: distesa. E’: una tela. E’: bianca. E’: un lenzuolo.
E’: una terra su cui è caduta neve.
Sst. starai là da solo".
(Antonella Anedda)

Solo: senza di me. Tu, che non mi ami più.

(I versi di oggi, che tagliano come lucente lama, sono tratti da "Il catalogo della gioia", della poetessa italiana Antonella Anedda, Donzelli editore. Vanno avanti così, comprese le non-maiuscole: "Sst. starai là da solo./Non più sopra. ma. sotto, come si addice/ ai morti, come si addice ai semi. e. ai gigli prima di spuntare". La bellezza e il sollievo di dire addio a chi non ti ama più)

Uh, quasi dimenticavo! Buona estate: comincia oggi, pare...

20 commenti

LISA | Domenica, 27 giugno 2010 @20:15

URSENNA: sì, proprio così, minuscole/maiuscole comprese. Bello. Jazz.

Ursenna | Giovedì, 24 giugno 2010 @18:22

La punteggiatura in questa poesia è proprio così? Tutti questi due punti? Che bello. Che senso di "Sst".

Giusy | Martedì, 22 giugno 2010 @13:16

Sì, proprio Sst... sto respirando aria fresca che sa di terra, ho appena letto la bellissima dedica dell'anonimo alla madre ( poco importa se "biologica" non mi piace questo termine) così come non mi piacciono gli accanimenti, da qualunque parte essi arrivino: grazie, Anonimo, veramente.

Anonimo | Martedì, 22 giugno 2010 @08:54

Sst!! Voglio ancora sentire … la tua voce … perché non si seppellisce l’amore.

Ti ho adagiata nella nuda terra, mamma!

E in quell’istante ho trapiantato nel mio petto il seme del tuo amore.
L’ho trapiantato perché sbocci e stringa forte il mi cuore.
Un abbraccio intenso avvolgente tenace: come edera
come glicine che si avvinghiano contorcendosi.
Un abbraccio che profumi di gelsomino, di lavanda, di violetta, di rosa.
Un abbraccio che mi solletichi con le sue tenere spine.
Un abbraccio che accarezzi i petali di velluto
che ricoprivano il tuo viso e le braccia e le mani.

Tu che sei andata ormai scheletro consumata da un tarlo assassino
E che per me eri più bella del più bello tra i fiori.

LISA | Martedì, 22 giugno 2010 @07:52

CARLA: ci ho azzeccato? Era il libro della pakistana quello che cercavi? (E sì, la Anedda ha un uso davvero strabiliante della punteggiatura. Senti il respiro, l'emozione, il distacco, quasi un pezzo jazz).

LISA | Martedì, 22 giugno 2010 @07:41

Oh sì, GIORGIA, tu avresti di certo qualcosa da dire, sia come Emma aspirante madre che come Stella; tu, e le tue due gemelline nate con l'ovodonazione. Sarebbe bello che tu lo facessi, ma Austen-style! Grande Jane.

Pasionaria Fortunata | Lunedì, 21 giugno 2010 @23:24

Un saluto a Giorgia che ricordo sempre con piacere e un bacio alle sue stupende bimbe. Giuro che due righe te le invio. E un abbraccio a Myriam alias Lina che ho conosciuto personalmente e che quindi ho potuto apprezzare, baruffe attuali permettendo.

Giorgia | Lunedì, 21 giugno 2010 @22:27

Ciao, Lisa, e ciao a tutte le partecipanti al forum, prima tra tutte la mia amica pasionaria.
Ho evitato per un soffio una baruffa, vedo... ebbene, evito di dire la mia, dunque, su entrambi gli agomenti (lavoro e maternità) e Lisa sa che potrei parlare per un bel po'... (ma chissà cosa direbbe Lina Myriam, se conoscesse la mia storia...).
Tornavo per dirti che finalmente ho in mano un romanzo della grande Austen. Si tratta di "Emma" ( e chissà come mai ho cominciato proprio da questo, chissà cosa mi ha evocato, questo titolo!).
Mi piace. Mi piace quello che ha da dire e soprattutto come lo dice. Sono quasi a metà.
un abbraccio

Lila | Lunedì, 21 giugno 2010 @20:45

Per favore cercate di non accendere in questo modo il blog? Non credo che a Lisa farebbe piacere questo ring con colpi che non possono che essere inutili. Cerchiamo per quanto ci è possibile di ricordare che ognuna di noi ha le sue ragioni e che non si può rivangare la storia per parlare di torti che si sono subiti.

Myriam | Lunedì, 21 giugno 2010 @20:19

Non è la storia a essere più grande di noi, è storia e non confutabile. Vedi? continuate a offendere e il rispetto manca a voi.

Marina | Lunedì, 21 giugno 2010 @19:42

Comincia tu ad avere autocontrollo e rispetto Lina Myriam, e non invocare il nazismo e la storia molto piu' grande di noi e soprattutto di te, per commentare un intervento che seguiva il tuo, che di degno non ha nulla. Io mi fermo qui per riseptto di Lisa, e anche tu dovresti.

Lina Myriam, | Lunedì, 21 giugno 2010 @19:07

confortante il tuo biblico ramoscello di ulivo, Carla, ma da ebrea per origine e non per scelta ti dico che le parole dell'aspirante madre Micheline mi ricordano il nazismo: le donne fertili venivano sterilizzate. Indegne! Come lo sono io solo per aver espresso una opinione, sbagliata, ingiusta se volete, ma non credo di meritare tanto.Chi vuole essere madre dovrebbe avere un minimo di autocontrollo

carla | Lunedì, 21 giugno 2010 @15:49

ho dimenticato il verbo, sigh.
Dopo aver letto

carla | Lunedì, 21 giugno 2010 @15:48

Dopo aver la "tempesta" di ieri l'unica riflessione che mi viene è talvolta noi stesse ci diciamo addio e non ci amiamo più.
Dopo l'addio,però, impariamo a riconciliarci con ogni parte di noi stesse...
mamme adottive e non , precarie, posto fisso: in fondo in ognuno di noi c'è ne un pezzettino.
Buona estate a tutti
P.S. che uso starbiliante della punteggiatura..

Lila | Lunedì, 21 giugno 2010 @15:25

Ah, buon estate a tutte/i!

Lila | Lunedì, 21 giugno 2010 @15:24

Che brutto quando finisce un amore. Per fortuna finché c'è vita, c'è speranza ed è bello sapere che è possibile tornare ad amare, ancora. Un saluto ad Aferdita.

Pasionaria | Lunedì, 21 giugno 2010 @13:09

Eh sì, questo blog merita altro e difatti chiedo scusa per essermi lanciata un po' troppo. Ho esagerato dannazione al tasto invio. Ad Annalisa ho risposto privatamente così non invado più lo spazio di Lisa dedicato alla poesia e alla poesia con questioni poco zen e poetiche. Dico solo che i suoi romanzi hanno anticipato i tempi. Per Sabrina: certo, siamo il risultato delle nostre scelte, ma se nel tempo le situazioni peggiorano perchè lo decidono gli altri? La scelta è ancora valida? Io dico che bisognerebbe almeno dubitarne e trovare una via d'uscita.

Sabrina | Lunedì, 21 giugno 2010 @13:03

Mamma mia, per leggere tutti i post di ieri mi ci è voluta tutta la pausa pranzo! E dire che questo blog di poesia mi piace proprio perchè è un blog di poesia, appunto... Solo una cosa vorrei dire, dato che corrispondo un po' a tutti i profili di cui avete parlato.. Tutti noi siamo frutto delle nostre scelte, non dimenticatelo mai...io cerco sempre di non lamentarmi ad alta voce perchè sono cosapevole del fatto che ogni scelta comporta dei rischi e che magari le cose poi non vanno come avevamo previsto.. Ma l'importante è averci creduto, o sbaglio?

aferdita | Lunedì, 21 giugno 2010 @10:39

Grazie Lisa per aver spazzato via le nuvole e la tempesta dal blog .Anche se i versi di oggi ti portano i brividi di freddo come la giornata di oggi. Li ho sentiti tanti anni fà quelle parole ,e mi hanno fatto perdere la bussola della mia vita. Erano troppi da buttare, 8 , anni più belli, della mia vita. Ma per fortuna il tempo ha fatto il suo percorso, sono rinata, e spero di non sentire più quel freddo nel mio cuore. Nel mio cuore cè la primavera. Buona l'estate a tutte/i!(sempre se decide di arrivare)

Annalisa farmacista | Lunedì, 21 giugno 2010 @08:49

Oggi comincia l'estate. Già. E in montagna nevica! Aiuto io ci dovrei andare fra 10 giorni. Chiedo scusa all'ospite Lisa di aver trascinato la conversazione su temi così poco poetici. Forse semplicemente non sappiamo gli uni di cosa parlano gli altri. In tempi di eurostress siamo tutti molto suscettibili, mi rendo conto. Come invece spero di non rendermi mai conto di quello che significano veramente questi versi. No, davvero spero proprio di no. Il cambio del timbro della voce quando siamo arrabbiati. La distanza tra il primo sussurro innamorato e questo timbro nuovo. Eh già! Che distanza a volta tra lo sguardo amorevole e lo sguardo tagliente dell'impazienza. Oggi mi auguro di non provare mai queste sensazioni.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.